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	<title>Trento Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Oct 2024 16:01:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, continua a Trento processo scaturito da scomparsa Sara Pedri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 07:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei ore di requisitoria non sono bastate alla pm Maria Colpani per giungere alla richiesta di pena per i due imputati (tanto è sterminato il fascicolo del processo); ma quelle sei ore di requisitoria (durissima) sono comunque state largamente sufficienti per delineare la situazione in cui versava, all’epoca dei fatti contestati, il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sei ore</strong> di requisitoria non sono bastate alla <strong>pm Maria Colpani </strong>per giungere alla <strong>richiesta di pena</strong> per i due imputati (tanto è sterminato il fascicolo del processo); ma quelle sei ore di requisitoria (durissima) sono comunque state largamente sufficienti per delineare la situazione in cui versava, all’epoca dei fatti contestati<strong>, il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Chiara </strong>di Trento: “Il dipartimento era una pentola a pressione piena di gas nocivo pronta ad esplodere”: parole pronunciate, durante una pausa della seduta, dall’avvocato <strong>Nicodemo Gentile</strong>, legale della famiglia di <strong>Sara Pedri</strong>.</p>
<p><strong>L’udienza</strong> al <strong>tribunale di Trento</strong> per <strong>il procedimento penale</strong> scaturito dalla tragica vicenda di Sara,<strong> la 31enne ginecologa di Forlì </strong>scomparsa nel nulla (gli inquirenti pensano a un suicidio) il 4 marzo 2021, dopo essersi dimessa dall’ospedale (e il cui corpo non è mai stato ritrovato) non è quindi sfociata, come s’era ipotizzato, nella richiesta di pena; la procura ha tuttavia illustrato un intreccio accusatorio vasto e profondo di quello che era il contesto del reparto diretto a quei tempi dal primario <strong>Saverio Tateo</strong> (presente ieri in aula solo per qualche minuto) con l’ausilio della sua vice, <strong>Liliana Mereu</strong>.</p>
<p>E proprio<strong> i due medici sono ora gli imputati</strong> del processo che si sta svolgendo a Trento in udienza preliminare a porte chiuse davanti al giudice Marco Tamburrino. I due – che non lavorano più all’<strong>ospedale Santa Chiara</strong> – sono accusati di maltrattamenti sul lavoro in concorso, per le <strong>presunte vessazioni psicologiche</strong> che si sarebbero consumate nell’unità operativa. <strong>Le parti offese </strong>(tra medici e personale sanitario), emerse via via durante le indagini, sono 21, tra cui figura la stessa Sara Pedri, rappresentata in aula dalla madre. Nove di loro sono state sentite dal giudice in un incidente probatorio nell’autunno dello scorso anno. Complessivamente la richiesta danni si attesta a 1,2 milioni. Tateo e Mereu sono stati invece<strong> ascoltati in aula, in diverse udienze,</strong> la scorsa primavera. Entrambi gli imputati si sono sempre <strong>dichiarati estranei ai fatti contestati</strong>. Secondo gli investigatori, Sara – <strong>che era giunta a Trento nel novembre del 2020, dopo aver terminato il dottorando a Catanzaro</strong> – si sarebbe tolta la vita proprio<strong> in seguito alle angherie </strong>e alle prevaricazioni che si sarebbero consumate nel reparto.</p>
<p><strong>“Un quadro</strong> lucido e convinto quello argomentato dalla pm Colpani – ha rimarcato l’avvocato Gentile –. Ci aspettavamo <strong>questa impostazione da parte dell’accusa,</strong> che concorda con l’esito delle indagini e di quanto emerso nell’incidente probatorio. Sara non c’è più, ma la sua fine drammatica è servita a scoperchiare un vaso di Pandora. Sara ha fatto con sacrificio quello che avrebbe dovuto fare la politica già dal 2018” . La prossima udienza è per<strong> il 19 novembre</strong>. Quando, oltre alla conclusione delle requisitoria del pm Colpani, dovrebbero parlare gli avvocati di parte civile. La sentenza è prevista per il 13 dicembre. Salvo slittamenti.<br />
(<em>Fonte: ilrestodelcarlino</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="fnx2BWm6Ro"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-a-tre-anni-dalla-scomparsa-di-sara-pedri-parla-la-sorella/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: A tre anni dalla scomparsa di Sara Pedri, parla la sorella</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: A tre anni dalla scomparsa di Sara Pedri, parla la sorella&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-a-tre-anni-dalla-scomparsa-di-sara-pedri-parla-la-sorella/embed/#?secret=3zi7KG3khx#?secret=fnx2BWm6Ro" data-secret="fnx2BWm6Ro" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: A tre anni dalla scomparsa di Sara Pedri, parla la sorella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 14:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati tre anni dalla scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa trentunenne originaria di Forlì, di cui si persero le tracce il 4 maggio del 2021 in val di Non, nel Trentino, vicino al lago di Santa Giustina (specializzatasi presso l’UMG di Catanzaro, ndr). «Non aver mai potuto rivedere il suo corpo — racconta la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati tre anni dalla scomparsa di <strong>Sara Pedri</strong>, la ginecologa trentunenne originaria di Forlì, di cui si persero le tracce il 4 maggio del 2021 in val di Non, nel Trentino, vicino al lago di Santa Giustina (<strong>specializzatasi presso l’UMG di Catanzaro, ndr)</strong>. «Non aver mai potuto rivedere il suo corpo — racconta la sorella Emanuela — non ci ha permesso ancora di chiudere il cerchio. E nella sua stanza, qui a Forlì, c’è ancora il suo odore». Dal novembre del 2020 al febbraio del 2021 Sara Pedri aveva lavorato nel reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento. Qui sarebbe stata vittima di mobbing. La Procura trentina che ha indagato per maltrattamenti Saverio Tateo e Liliana Mereu ai tempi primario e vice primario del Santa Chiara, ora a processo.</p>
<p><strong>È stato un tempo breve o un tempo lungo?</strong><br />
«Lunghissimo, a volte sembrava infinito. All’inizio mettevamo in dubbio persino l’esistenza del futuro. Sapevamo che il tempo guarisce le ferite, ma nel nostro caso è stato complicato: noi non abbiamo mai visto il corpo di Sara e per questo stiamo ancora elaborando il lutto».<br />
<strong>Si rimane in un limbo?</strong><br />
«Si. A volte il tempo rallenta, sintomo dell’impazienza di avere risposte. Poi all’improvviso diventa veloce. Accade quando riusciamo a riempirlo di un senso. Lo stiamo facendo con una serie di progetti, perché il sacrificio di Sara non può essere stato vano. Poi entriamo nella sua stanza».</p>
<p><strong>Ed è identica a prima?</strong><br />
«Si. C’è ancora il suo odore. Sara è rimasta nel cuore di molti, tanto che abbiamo riposto qui tutte le lettere che le sono arrivate. <em>Cito un messaggio di una amica che aveva conosciuto quando studiava a Catanzaro. “Sara è nei miei pensieri tutti i giorni. In ogni donna dai capelli rossi, in ogni romagnolo che incontro. In ogni nuova amicizia. È in ogni mia scelta professionale e non, in ogni successo e insuccesso. Immagino spesso di raccontarle le mie cose e di chiederle consiglio. La porto con me, sempre”. A Catanzaro Sara visse un periodo felice. Catanzaro e Trento: la luce prima, il buio poi. Due destini diversi che la vita le aveva mostrato</em>».<br />
<strong>Ha parlato di progetti. Quali?</strong><br />
«Abbiamo costituito un’associazione nazionale antimobbing, l’Aps “Nostos”, parola greca che significa “viaggio”. Come quello di Ulisse nell’Odissea, un viaggio verso casa, verso il nostro io interiore, da ricercare quando il lavoro è logorante e ci sentiamo denigrati. Io sarò la presidente, la mia vice sarà Gabriella Marano, la psicologa che ha fatto la perizia di Sara. Sarà vice anche Nicodemo Gentile, il nostro legale».<br />
<strong>Torniamo a Sara. Il suo corpo non verrà più cercato?</strong><br />
«Non ci saranno più ricerche anche se il Capitano dei carabinieri di Cles Guido Quatrale ci ha promesso che nella zona del lago gli occhi saranno sempre aperti. Ecco, il calore delle persone ci ha permesso di trasformare l’assenza in presenza».<br />
(<em>Fonte: corriere.it</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HrHLBYOVrf"><p><a href="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/">VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/embed/#?secret=NIILEIuHxk#?secret=HrHLBYOVrf" data-secret="HrHLBYOVrf" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>VIDEO-Latitante arrestato nella Locride: Era ricercato per traffico internazionale droga e riciclaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2023 10:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno catturato, nella locride, un soggetto destinatario di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Trento. L&#8217;indagato, si era sottratto alla cattura disposta con provvedimento restrittivo della libertà personale dello scorso mese di maggio, nell’ambito di un’indagine condotta dalle Fiamme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-221554-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/Locride-latitante-arrestato-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/Locride-latitante-arrestato-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/Locride-latitante-arrestato-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno catturato, nella locride, un soggetto destinatario di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Trento. L&#8217;indagato, si era sottratto alla cattura disposta con provvedimento restrittivo della libertà personale dello scorso mese di maggio, nell’ambito di un’indagine condotta dalle Fiamme Gialle trentine, coadiuvate da personale dello S.C.I.C.O., sotto la direzione della locale Procura Distrettuale della Repubblica, che ha visto il coinvolgimento di 47 soggetti, di cui 26 di nazionalità estera (Colombia, Marocco, Albania e Siria).</p>
<p>Sulla base delle risultanze investigative, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi di giudizio e fermo restando il principio di innocenza sino a sentenza passata in giudicato, il ricercato era stato ritenuto responsabile di aver partecipato ad un’articolata associazione per delinquere a carattere transazionale dedita al riciclaggio di denaro derivante dal traffico internazionale di sostanze stupefacente in favore dai cartelli sud americani, attraverso una fitta rete di broker internazionali.</p>
<p>Le indagini sono state svolte attraverso gli strumenti di cooperazione internazionale giudiziaria di 27 paesi esteri (tra i quali gli Stati Uniti, la Francia, la Germania, la Spagna e la Colombia) e dei canali di cooperazione internazionale di polizia.<br />
La cattura del soggetto è intervenuta nel giorno del suo compleanno, proprio mentre lo stesso stava festeggiando con i suoi familiari.<br />
L&#8217;operazione testimonia ulteriormente la costante ed efficace azione della Guardia di Finanza e dell’Autorità Giudiziaria, nel contrasto al riciclaggio di denaro derivante dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti.</p>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, tribunale Trento dispone il reintegro del primario Tateo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 16:23:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il giudice del lavoro di Trento ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Saverio Tateo, ex primario dell&#8217;unità operativa di ginecologia e ostetricia dell&#8217;ospedale del capoluogo trentino. Tateo era stato licenziato dall&#8217;Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), con il parere positivo del comitato dei garanti, l&#8217;8 novembre 2021, a nove mesi dalla scomparsa della ginecologa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice del lavoro di Trento ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Saverio Tateo, ex primario dell&#8217;unità operativa di ginecologia e ostetricia dell&#8217;ospedale del capoluogo trentino. Tateo era stato licenziato dall&#8217;Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), con il parere positivo del comitato dei garanti, l&#8217;8 novembre 2021, a nove mesi dalla scomparsa della ginecologa Sara Pedri, avvenuta il 4 marzo 2021.</p>
<p>Il Tribunale di Trento ha escluso che le 17 contestazioni disciplinari, in gran parte relative a presunti atteggiamenti vessatori, si configurassero come maltrattamenti. Il giudice ha inoltre condannato l&#8217;azienda sanitaria al pagamento delle retribuzioni degli ultimi due anni. Tateo dovrà quindi essere reintegrato quale direttore dell&#8217;unità operativa di ginecologia e ostetricia dell&#8217;Ospedale Santa Chiara.</p>
<p>&#8220;Apss non intende esprimere commenti, almeno fino a quando non sarà in possesso del testo con le motivazioni e avrà avuto modo di fare le valutazioni necessarie per attuare i conseguenti adempimenti”. Queste le parole raccolte da &#8220;<em>ildolomiti.it</em>&#8221; che arrivano dall&#8217;Azienda sanitaria in relazione alla sentenza del giudice del lavoro di Trento.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ogYG7pItGz"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-licenziato-il-primario-della-ginecologa-scomparsa-sara-pedri/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, licenziato il primario della ginecologa scomparsa Sara Pedri</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, licenziato il primario della ginecologa scomparsa Sara Pedri&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-licenziato-il-primario-della-ginecologa-scomparsa-sara-pedri/embed/#?secret=70EU5Xx0gS#?secret=ogYG7pItGz" data-secret="ogYG7pItGz" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Cx7bKXpuXD"><p><a href="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/">VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/embed/#?secret=7fG8PvV6Lb#?secret=Cx7bKXpuXD" data-secret="Cx7bKXpuXD" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-tribunale-trento-dispone-il-reintegro-del-primario-tateo/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, tribunale Trento dispone il reintegro del primario Tateo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno dei due papà è malato: Tribunale di Trento presieduto da un calabrese dà ok per adozione bimbo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/uno-dei-due-papa-e-malato-tribunale-di-trento-presieduto-da-un-calabrese-da-ok-per-adozione-bimbo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 18:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[bimbo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Spadaro]]></category>
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		<category><![CDATA[stepchil]]></category>
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		<category><![CDATA[Tribunale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=218284</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sì all’adozione da parte del papà “non biologico” di un bambino di 3 anni mezzo nato grazie alla gestazione per altri. Lo ha deciso il Tribunale dei Minori di Trento accogliendo il ricorso presentato da una coppia di omosessuali per scongiurare il rischio che il piccolo resti orfano. A darne notizia è il quotidiano “il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/uno-dei-due-papa-e-malato-tribunale-di-trento-presieduto-da-un-calabrese-da-ok-per-adozione-bimbo/">Uno dei due papà è malato: Tribunale di Trento presieduto da un calabrese dà ok per adozione bimbo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sì all’adozione da parte del papà “non biologico” di un bambino di 3 anni mezzo nato grazie alla gestazione per altri. Lo ha deciso il Tribunale dei Minori di Trento accogliendo il ricorso presentato da una coppia di omosessuali per scongiurare il rischio che il piccolo resti orfano. A darne notizia è il quotidiano “il T” precisando che la sentenza risale al 21 luglio scorso e che a breve “passerà in giudicato” e “diventerà quindi definitiva”. I due papà del bambino sono stati entrambi riconosciuti come genitori del figlio nato grazie alla gestazione per altri in Canada, ma non in Italia, dove la loro battaglia legale per far registrare l’atto di nascita con la doppia paternità non ha finora portato a nessun risultato. Quando, però, il papà legale, ossia quello biologico, ha iniziato ad avere gravi problemi di salute, l’altro genitore ha deciso di rivolgersi in Tribunale per di chiedere l’adottabilità del bambino. </p>
<p>La richiesta avanzata dall’avvocato bolognese Michele Giarratano è stata accolta nel giro di 4 mesi dal tribunale per i minorenni di Trento, presieduto da Giuseppe Spadaro (<em>nella foto</em>), che ha detto sì all’adozione da parte del genitore sociale. Secondo la testata trentina, si tratta di “uno dei primi casi, se non il primo in Italia, in cui si è posto il problema del rischio morte del genitore biologico”. </p>
<p>Il presidente del Tribunale per i minorenni di Trento è il calabrese <strong>Giuseppe Spadaro</strong>, nato 58 anni fa a Catanzaro. Entrato in magistratura nel 1990, da luglio 2007 era a capo della sezione penale di Lamezia Terme, dove ha retto anche per un periodo l&#8217;intero tribunale. In precedenza era stato giudice minorile a Catanzaro, per nove anni. Sposato, con quattro figli di cui uno in pre-adozione, Spadaro viene descritto come un giudice molto sensibile al diritto di famiglia e alle problematiche della giustizia minorile. A Lamezia fu proprio lui ad avviare, prima esperienza nel Paese, il progetto per un ufficio di mediazione familiare all&#8217;interno del tribunale, cui le coppie dei coniugi in procinto di separazione potevano essere indirizzate dal giudice. Prima di arrivare a Trento è stato per 7 anni presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna dove è approdato nel 2013 firmando importanti sentenze in materia di stepchild adoption.</p>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, oggi Sara Pedri compie 34 anni. Scomparsa da marzo 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 12:26:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Emanuela Pedri, sorella di Sara, la ginecologa forlivese svanita nel nulla due anni fa, non usa il condizionale ma l’indicativo presente: “Sara oggi compie 34 anni”. “È il suo compleanno e come ogni anno la festeggeremo”, spiega la sorella Emanuela, intervistata dal Corriere della Sera. Dal quattro marzo del 2021 di Sara Pedri non si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Emanuela Pedri, sorella di Sara, la ginecologa forlivese svanita nel nulla due anni fa, non usa il condizionale ma l’indicativo presente: “Sara oggi compie 34 anni”. “È il suo compleanno e come ogni anno la festeggeremo”, spiega la sorella Emanuela, intervistata dal Corriere della Sera. Dal quattro marzo del 2021 di Sara Pedri non si sa più nulla. E nemmeno il suo corpo è mai stato trovato. Ma da allora le ricerche non si sono mai fermate ma soprattutto la famiglia ha portato avanti una battaglia nel suo nome, quella contro il mobbing sul lavoro. La famiglia è convinta da tempo che Sara avrebbe pensato al gesto estremo perché vittima di un clima pesantissimo nel reparto in cui lavorava nell’Ospedale Santa Chiara di Trento.</p>
<p>La scomparsa di Sara scoperchiò un vero e proprio vaso di Pandora e portò numerosi dipendenti di quel reparto a denunciare tra le lacrime anni di vessazioni e mortificazioni nello stesso posto di lavoro di Sara. Si attende la decisione dei giudici sul rinvio a giudizio chiesto dal pm nell’ambito di un’inchiesta che ha spinto altri dipendenti dell’ospedale trentino a denunciare episodi di mobbing. Sara compare tra le parti di quel processo attraverso la voce della sua famiglia che vuole che quello che è successo a Sara non capiti più a nessuno. La loro è una campagna di civiltà e sensibilizzazione.</p>
<p>“C’è un’udienza preliminare è stata fissata nel mese di novembre – racconta Emanuela al Corriere – Non è un processo che comunque ci auguriamo cominci presto. La vicenda giudiziaria come è noto non riguarda solo Sara ma anche tante altre vittime, come lo è stata lei, di abusi e di mobbing in corsia. Questo è molto importante per noi: se anche vincessimo il processo Sara non tornerebbe qui con noi è importante fare giustizia per aiutare chi c’è ancora. Noi familiari abbiamo elaborato il lutto: ora la nostra è una battaglia ispirata dal senso civico. Purtroppo è brutto constatare che c’è sempre un evento infausto all’origine di un certo risveglio delle coscienze. È andata così. Vorremmo che la vicenda drammatica di Sara non equivalga ad un inutile sacrificio”.</p>
<p>E nel giorno del compleanno di Sara la famiglia la festeggia come ha sempre fatto senza perdere la speranza che prima o poi dal lago di Santa Giustina, dove si pensa che si possa essere gettata Sara, possa emergere il suo corpo. “Stiamo continuando a cercarla anche se siamo consapevoli che dopo due anni è difficile che di Sara sia rimasto qualcosa – continua la sorella – Il lago di Santa Giustina, il principale sito in cui le ricerche sono localizzate, è continuamente sotto i riflettori. Purtroppo lo è anche al di là di mia sorella. Ci sono stati incidenti, alcuni anche molto recenti e quindi persone disperse e poi ritrovate senza vita. Sappiamo quanta attenzione è riservata a quell’area non solo dalle persone deputate a compiere le ricerche ma anche degli abitanti e dei pescatori. Noi di solito ci riattiviamo e torniamo a sperare tra ottobre e novembre e tra marzo e aprile perché è più facile che in questi periodi riemerga qualcosa per quel che riguarda la morfologia del territorio”.</p>
<p>E racconta un fatto che sembra il simbolo della speranza. Quando a maggio la grave alluvione dell’Emilia Romagna ha allagato la regione, anche Forlì è stata fortemente colpita. Nella villa comunale della cittadina, la sua famiglia aveva piantato un grosso albero dalle foglie rosse, come i capelli di Sara, per ricordarla e dare coraggio a tutti. Emanuela pensava che le violente piogge lo avessero divelto e invece l’albero era ancora lì intatto. “Più mi avvicinavo più temevo che dell’albero non fosse rimasto più nulla. Ma è stata una bella sorpresa vedere che tutto era al suo posto”, ha detto.</p>
<p>Leggi anche:</p>
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		<title>Riprese le ricerche del corpo della ginecologa Sara Pedri scomparsa oltre un anno fa nel Trentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 17:28:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono riprese le ricerche per ritrovare il corpo di Sara Pedri, la 32enne ginecologa forlivese scomparsa il 4 marzo 2021 in Trentino e in passato specializzatasi presso l’UMG di Catanzaro. Oggi, coordinate dai carabinieri della Compagnia di Cles (Trento), circa quaranta persone hanno scandagliato per una decina di ore il lago di Santa Giustina, nel quale si troverebbe il corpo della donna.</p>
<p>All’opera si sono messi vigili del fuoco, addetti del soccorso alpino, sette cani (tre dei quali specializzati nella ricerca di cadaveri), carabinieri e finanzieri. Per trovare tracce della ginecologa – oltre a quattro gommoni – è stato usato anche un ecoscandaglio, macchinario che consente di individuare la presenza di corpi e oggetti in acqua.</p>
<p>L’ostacolo principale è che le acque del lago di Santa Giustina sono molto torbide, con conseguente scarsa visibilità. Sara Pedri, nel marzo dello scorso anno, parcheggiò la sua automobile nell’area del ponte di Mostizzolo (non lontano da Cles); ponte che si trova sopra il torrente Noce.</p>
<p>La ragazza forlivese potrebbe essere caduta da un’altezza di una novantina di metri. La ginecologa viveva un profondo malessere vista la sua situazione professionale (per questo motivo sono indagati per maltrattamenti l’ex primario Saverio Tateo e la sua vice del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Trento, dove lavorava la dottoressa).</p>
<p><em>(La dottoressa Sara Pedri il 9 novembre 2020 ha conseguito la Laurea Specialistica in Ginecologia e Ostetricia presso Università degli Studi “Magna Grecia” di Catanzaro con indirizzo/specializzazione in Disciplina Ginecologia e Ostetricia, ndr).</em></p>
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		<title>Sara Pedri vessata e umiliata, così si è spenta in tre mesi. I suoi messaggi: &#8220;Ho paura, non avrò vita lunga qua&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 15:54:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella vita di Sara Pedri c&#8217;è un prima e un dopo. Il bivio che cambia la sua esistenza è racchiuso in una data &#8211; 16 novembre 2020 &#8211; e in un luogo, l&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento. Un anno fa la ginecologa forlivese di 31 anni si lascia alle spalle la Calabria, dove si è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella vita di Sara Pedri c&#8217;è un prima e un dopo. Il bivio che cambia la sua esistenza è racchiuso in una data &#8211; 16 novembre 2020 &#8211; e in un luogo, l&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento. Un anno fa la ginecologa forlivese di 31 anni si lascia alle spalle la <strong>Calabria</strong>, dove si è specializzata, e arriva in Trentino. Doveva essere il salto di carriera, il primo passo da &#8220;strutturata&#8221;. È l&#8217;inizio della fine. Il 3 marzo si dimette dall&#8217;azienda sanitaria, il giorno dopo la sua macchina viene trovata vicino a un ponte in Val di Non che dà su un torrente. Un luogo tristemente noto per i suicidi. Da allora il corpo non è stato trovato. La famiglia di Sara, difesa dall&#8217;avvocato Nicodemo Gentile, sostiene che la dottoressa sia stata vittima di vessazioni e maltrattamenti che l&#8217;hanno portata al burnout.  </p>
<p>Ma succede di più. Decine di operatori sanitari &#8211; medici, ostetriche, infermieri &#8211; chiedono di essere ascoltati per raccontare cosa succedeva nel reparto di ginecologia e ostetricia diretto da anni dal primario Saverio Tateo e dalla sua vice Liliana Mereu. Crolla un muro di silenzio che questa estate porta la procura di Trento, con la pm Licia Scagliarini, a indagare i due dirigenti per maltrattamenti nei confronti di quattordici professionisti, fra cui la ginecologa di Forlì. L&#8217;inchiesta è aperta e ora è attesa una svolta. Tateo, nel frattempo, è stato licenziato, Mereu trasferita a mille chilometri di distanza.  </p>
<p>Un dramma personale ha così illuminato le ombre di un intero reparto ma secondo Emanuela Pedri, la sorella di Sara, non basta: &#8220;Alla sua scelta bisogna dare un valore condiviso o tutto è vanificato. Bisogna parlare, sensibilizzare&#8221;. Lo scorso 12 dicembre diversi monumenti e palazzi delle istituzioni si sono illuminati di verde in occasione della giornata nazionale per le persone scomparse. Anche la casa di Sara, per una sera, aveva lo stesso colore. </p>
<p><strong>La sorella di Sara: &#8220;Mia sorella poteva essere salvata&#8221;</strong><br />
&#8220;Sara non è scomparsa, sappiamo che c&#8217;è stato un gesto estremo. Lei è in fondo al lago. Ma poteva essere salvata, è la certezza più grande che ho, il motivo per cui faccio questa battaglia. Se mi fossi fatta calpestare dai sensi di colpa non sarei arrivata fin qui. Il dolore è un lusso. A quella scelta, tutta sua, ora bisogna dare un valore, condiviso da una massa. Oppure tutto è vanificato&#8221;. Emauela Pedri, 45 anni, la sorella di Sara, da mesi è il volto e la voce di una famiglia che cerca la verità.<br />
<strong>Chi era Sara?</strong><br />
&#8220;Una ragazza indipendente, determinata, appassionata di un lavoro per il quale aveva dato tutta sé stessa&#8221;.<br />
<strong>Si era specializzata in <strong>Calabria</strong>. Poi, nel 2020, la chiamata in Trentino. </strong><br />
&#8220;Ho visto una persona sicura di sé, bella come il sole, partire con entusiasmo, felicità, orgoglio e spegnersi in un mese e mezzo&#8221;.<br />
<strong>Partiamo dall&#8217;inizio. Il 16 novembre Sara comincia all&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento.  </strong><br />
&#8220;Già all&#8217;inizio lei ha la sensazione che qualcosa non va. I colleghi, a fin di bene, le dicono: qui bisogna solo correre, non ci interessano i tuoi problemi personali, se vuoi sopravvivere devi lavorare. Non conosceva ancora la tossicità di quell&#8217;ambiente&#8221;.<br />
<strong>Quell&#8217;ambiente era tossico? </strong><br />
&#8220;La situazione precipita perché lei capisce che quelle frasi erano vere. È sottoposta a ritmi estenuanti, viene vessata, aggredita verbalmente, percossa con uno strumento in sala operatoria, lasciata in una stanza da sola. A gennaio comincia a non mandare più foto, video, audio. In genere lo faceva sempre&#8221;.<br />
<strong>Il 19 febbraio, per un breve periodo, torna a casa.  </strong><br />
&#8220;L&#8217;ho costretta a prendere un certificato di malattia. Non si faceva vedere perché era imbarazzata di com&#8217;era ridotta. Si era ammalata, era in burnout, una sindrome tragica&#8221;.<br />
<strong>Come la trovò in quei giorni? </strong><br />
&#8220;Aveva perso 7-8 chili. Se ne stava accovacciata in un angolo. Voleva pranzare in disparte. Si mangiava le unghie fino alla pelle. Si estraniava: una volta sono entrata nella sua stanza per alcuni minuti e lei non se n&#8217;era nemmeno accorta. Non dormiva più&#8221;.<br />
<strong>Cosa vi diceva? </strong><br />
&#8220;Ricordo che disse: &#8216;Quando si è felici il tempo scorre veloce&#8217;. Ma anche parole come: &#8216;Voglio scomparire&#8217;. Quando vedeva la nostra reazione aggiungeva: &#8216;Ma no, cosa pensate, mica ho il coraggio di togliermi la vita, mi fa paura anche l&#8217;otturazione dei denti&#8230;'&#8221;.<br />
<strong>Scriveva? </strong><br />
&#8220;Sì. Stava preparando una lettera di dimissioni. Ma non formale: voleva spiegare ai suoi superiori il perché del proprio malessere. Degli scritti sono stati trovati nel suo appartamento. Lei diceva: &#8216;Proprio adesso che si diventa grandi, io non riesco a proseguire&#8217;. Aveva associato l&#8217;essere diventata una strutturata con l&#8217;essere grande. Come dire: proprio adesso che devo dimostrare chi sono, non riesco. La malattia ti pone davanti a uno specchio che non vuoi vedere, non accetti la tua immagine, quel malessere lo vuoi togliere. Non possiamo capire fino in fondo di cosa Sara si è voluta liberare. Lei è morta delle paure che le hanno fatto venire: se non eri in grado di lavorare in quel reparto, non potevi farlo da nessun&#8217;altra parte. Se non ce la facevi &#8211; e molti non ce la facevano &#8211; ti facevano credere di non avere capacità. Ti demansionavano&#8221;.<br />
<strong>Mentre Sara è a casa, a Forlì, scopre di essere stata trasferita dal Santa Chiara al vicino ospedale di Cles.  </strong><br />
&#8220;Sara doveva rientrare al lavoro il primo marzo. Mentre è in malattia, scopre che non è nei turni della settimana. Come? Con una telefonata alla segreteria: chiedeva a che ora doveva essere in ospedale lunedì. Già era malata, pensava di non valere niente, poi scopre questa cosa. Cosa poteva pensare? &#8216;Mi hanno licenziata, non mi vogliono più&#8217;. Chiede spiegazioni, la chiama il primario (Tateo, ndr). Avevano deciso di mandarla a Cles. Senza dirlo a lei. È lì che noi non abbiamo capito: trasferirla è stato un lavarsene le mani&#8221;.<br />
<strong>A Cles si trova male? </strong><br />
&#8220;Viene parcheggiata in un consultorio a dare farmaci. Attenzione, non sminuisco quel ruolo! Ma quando una persona subisce quello che ha subito Sara, quando le riempi la testa di cavolate sul tuo reparto dicendo che se non puoi lavorare lì non puoi farlo da nessun&#8217;altra parte, pensi che tutto il resto è nulla, che non vali niente&#8221;.<br />
<strong>Così Sara si licenzia.  </strong><br />
&#8220;Dopo tre giorni&#8221;.<br />
<strong>Il quattro marzo viene trovata solo la sua macchina.  </strong><br />
&#8220;Io non potevo sapere tutte queste cose finché non ho fatto domande precise agli operatori che lavoravano al Santa Chiara. Sono partita dai loro disagi personali per arrivare a mia sorella. Loro si sono aperti con me e hanno buttato giù un muro di omertà e silenzio. Perché Sara è stata vittima dell&#8217;omertà e del silenzio. Si è dimessa perché si sentiva sbagliata, inadeguata, incapace. Non ha cercato un capro espiatorio, un colpevole esterno. Non ha puntato il dito o scaricato la sua rabbia&#8221;.<br />
<strong>Oggi i vertici di quel reparto sono indagati.  </strong><br />
&#8220;Giustizia deve essere fatta. Chi riveste un ruolo dirigenziale deve essere punito se non è capace. Noi abbiamo fatto solo una domanda: cosa è successo a Sara? Da questa domanda, banale, è nato tutto questo. È bastato raccogliere le prime cinque testimonianze spontanee. Mi auguro che presto ci sia un processo, siamo in attesa di saperlo&#8221;.<br />
<strong>Sara poteva essere salvata? </strong><br />
&#8220;Assolutamente sì. È la certezza più grande che ho, il senso di questa battaglia. C&#8217;è tanta rabbia legata a questo&#8221;.<br />
<strong>Lei ha dei sensi di colpa?</strong><br />
&#8220;Quando Sara è venuta qua non l&#8217;ho riconosciuta. Era un&#8217;altra persona. Il burnout è un fuoco che brucia tutto in poco tempo. L&#8217;unico modo per farla uscire da quello stato era portarla in una clinica ma la nostra paura era che ci odiasse per tutta la vita e che succedesse qualcosa di peggio. Come poi è avvenuto. È impossibile non avere sensi di colpa. Ce li hanno i colleghi che l&#8217;hanno conosciuta da poco. I miei? Non averla bloccata di più, non avere avuto il tempo. Tornassi indietro la legherei, la fermerei fisicamente. Questo è il consiglio che darei oggi, perché questa battaglia è anche per gli altri, vorrei che avessero gli strumenti per intervenire e agire subito. Fare denuncia è importantissimo. Mi piacerebbe che il caso di Sara servisse a dare dignità a lei in primis, se la merita tutta. E a far sì che sua luce diventi luce per altri&#8221;.<br />
<strong>Da quel 4 marzo, il corpo non è stato trovato.  </strong><br />
&#8220;È lì, in fondo al lago. Mi auguro che a febbraio-marzo la ricerchino. Mi fido del capitano dei carabinieri. Le persone che cercano gli scomparsi diventano parenti. Sono fiduciosa&#8221;.</p>
<p>(<em>fonte: repubblica.it</em>)</p>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, licenziato il primario della ginecologa scomparsa Sara Pedri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-licenziato-il-primario-della-ginecologa-scomparsa-sara-pedri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 13:36:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito del parere favorevole espresso dal Comitato dei garanti, chiamato a valutare la risoluzione del rapporto professionale alla luce dei risultati della commissione d’inchiesta istituita dall’azienda sanitaria di Trento, è stato licenziato l&#8217;ex primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento, Saverio Tateo. A fare da detonatore la scomparsa di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-licenziato-il-primario-della-ginecologa-scomparsa-sara-pedri/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, licenziato il primario della ginecologa scomparsa Sara Pedri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito del parere favorevole espresso dal Comitato dei garanti, chiamato a valutare la risoluzione del rapporto professionale alla luce dei risultati della commissione d’inchiesta istituita dall’azienda sanitaria di Trento, è stato licenziato l&#8217;ex primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento, Saverio Tateo.</p>
<p>A fare da detonatore la scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa forlivese di 32 anni di cui non si sa più nulla dal 4 marzo scorso subito dopo il trasferimento dall&#8217;ospedale di Trento a quello di Cles da cui si era dimessa 24 ore prima della sparizione. Vicenda che ha portato il ministero della salute a inviare a Trento gli ispettori e l&#8217;azienda sanitaria a scandagliare, attraverso una lunga serie di audizioni, il clima lavorativo all&#8217;interno del reparto.</p>
<p>«Non ci sono fondamenti che giustifichino il licenziamento. Lo proveremo davanti al giudice del lavoro», dice il professor Vincenzo Ferrante, legale di Tateo. Intanto sul caso sta indagando anche la procura che ha iscritto nel registro degli indagati l&#8217;ormai ex primario e la sua vice, Liliana Mereu, oggi trasferita in altra struttura fuori regione, per presunti maltrattamenti e abuso dei mezzi di correzione ai danni di 14 medici e operatori sanitari, tra cui la stessa Pedri.</p>
<p>&#8220;Dovremo aspettare febbraio per le ricerche in profondità, quando le acque del lago di Santa Giustina inizieranno ad abbassarsi. Il corpo di Sara deve essere ritrovato. E&#8217; una tragedia che non dà pace a noi, agli amici, a tutti quelli che hanno apprezzato l&#8217;umanità di mia sorella. Mi auguro che le ricerche non vengano interrotte&#8221;. Emanuela Pedri, sorella della ginecologa forlivese, chiede che &#8220;le autorità non smettano di cercare&#8221;. Sulla vicenda sta indagando la procura che ha iscritto nel registro degli indagati l&#8217;ex primario dell&#8217;unità operativa di ginecologia e ostetricia, Saverio Tateo, e la sua vice, Liliana Mereu, per presunti maltrattamenti e abuso dei mezzi di correzione ai danni di 14 medici e operatori sanitari del reparto, tra cui Sara Pedri.<br />
&#8220;Su questo dramma c&#8217;è stato un muro di omertà incredibile &#8211; continua Emanuela Pedri -. Oggi c&#8217;è una sensibilità diversa: ciò che è successo a Sara non può andare perso. Ci affidiamo alla magistratura perché faccia luce su quanto accadeva in quel reparto. Noi aspettiamo solo una telefonata che ci dica che hanno ritrovato la nostra Sara&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-licenziato-il-primario-della-ginecologa-scomparsa-sara-pedri/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, licenziato il primario della ginecologa scomparsa Sara Pedri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, ispettori ministero: “Gestione turni senza logica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 16:29:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Mi hanno chiesto di rimanere in reparto dopo un turno infinito. Pensavo ci fossero emergenze. Invece niente. Sono stata lasciata ore da sola in uno stanzino a non fare nulla” aveva scritto la ginecologa Sara Pedri a un amico dell’università della Calabria, lo stesso ateneo dove si era specializzata a pieni voti prima di vincere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Mi hanno chiesto di rimanere in reparto dopo un turno infinito. Pensavo ci fossero emergenze. Invece niente. Sono stata lasciata ore da sola in uno stanzino a non fare nulla” aveva scritto la ginecologa Sara Pedri a un amico dell’università della Calabria, lo stesso ateneo dove si era specializzata a pieni voti prima di vincere il concorso per il Trentino. Sara Pedri, 32 anni, è svanita nel nulla il 4 marzo scorso subito dopo il trasferimento dall’ospedale di Trento a quello di Cles.</p>
<p>E&#8217; uno dei passaggi contenuto nelle conclusioni a cui sono arrivati gli ispettori del ministero della Salute, chiamati a valutare la gestione del reparto di ginecologia e ostetricia del Santa Chiara di Trento e l’operato dell’ormai ex primario Saverio Tateo su cui pende la richiesta di licenziamento proposta dalla commissione disciplinare.<br />
Nel documento, inoltre, si fa riferimento anche a &#8220;richieste di disponibilità inutili. I professionisti non venivano poi utilizzati. La gestione dei turni appare senza logica”. Il lavoro degli ispettori è stato guidato dal medico calabrese Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno, già vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria ucciso a Locri dalla &#8216;ndrangheta il 16 ottobre 2005.</p>
<p>Secondo quanto riferito dai colleghi della ginecologa scomparsa, all’interno del reparto si verificavano “episodi di mobbing e di ostruzionismo sul lavoro” e il primario si rivolgeva ai colleghi insultandoli davanti ai pazienti ed escludendoli dalle sale operatorie “con un’evidente mortificazione per i professionisti”. Il documento fa riferimento anche agli straordinari richiesti ai sottoposti.</p>
<p>Circostanze confermate anche da altre colleghe della dottoressa scomparsa che avrebbero subito pari trattamenti e finite nella relazione degli ispettori ministeriali e in quella dei carabinieri del Nas, quest’ultima già al vaglio della procura. “Prima di arrivare a qualsiasi conclusione dobbiamo leggere la relazione in tutti i suoi risvolti – precisa il professor Vincenzo Ferrante, difensore del dottor Tateo ora in servizio nel presidio di cure palliative -. Vedremo il giudizio pendente di fronte al Comitato dei garanti. Certo è che in caso di licenziamento ci sarà una impugnativa con ricorso al giudice del lavoro”.</p>
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