Categoria: Italia Mondo

  • Corte appello federale Figc, ecco le motivazioni della sentenza: Dalla Juve illecito grave, ripetuto e prolungato

    Corte appello federale Figc, ecco le motivazioni della sentenza: Dalla Juve illecito grave, ripetuto e prolungato

    “La Juventus ha commesso un illecito disciplinare sportivo, tenuto conto della gravità e della natura ripetuta e prolungata della violazione”. Lo spiega – apprende l’ANSA – la Corte di appello Figc nelle motivazioni, che saranno ufficializzate a breve, della sentenza del -15 alla Juve per le plusvalenze.
    Nel merito è stato ritenuto che la Juve abbia commesso l’illecito, “vista la documentazione proveniente dai dirigenti” del club “con valenza confessoria e dai relativi manoscritti, le intercettazioni inequivoche e le ulteriori evidenze relative a interventi di nascondimento di documentazione o addirittura manipolatori delle fatture”.

    La Corte di appello federale della Figc – apprende l’ANSA – ha ammesso la richiesta della Procura di revocazione, è spiegato nelle motivazioni, del processo plusvalenze per la Juventus, “di fronte ad un quadro dei fatti radicalmente diverso per l’impressionante mole di documenti giunti dalla Procura della Repubblica di Torino che ha evidenziato l’intenzionalità sottostante all’alterazione delle operazioni di trasferimento e dei relativi valori”.
    “Per quanto riguarda la sanzione – proseguono le motivazioni -, la Corte ha tenuto conto della particolare gravità e della natura ripetuta e prolungata della violazione e della stessa intensità e diffusione di consapevolezza della situazione nei colloqui tra i dirigenti della FC Juventus S.p.A”.

    Nei fatti nuovi che hanno portato alla riapertura del processo sportivo per le plusvalenze “non sussistono evidenze dimostrative specifiche per le altre società”. E’ quanto emerge – apprende l’ANSA – dalle motivazioni della sentenza, che stanno per essere pubblicate, della Corte di appello federale che ha inflitto 15 punti di penalità alla Juve e prosciolto gli altri club. I giudici sportivi hanno infatti ritenuto che “nei fatti nuovi sopravvenuti non sussistono evidenze dimostrative specifiche che consentano di sostenere l’accusa e tanto meno appare possibile sostenere che vi sia stata una sistematica alterazione di più bilanci”.
    Sono trentasei le pagine di motivazioni per la sentenza di penalizzazione di 15 punti alla Juve nel processo plusvalenza: la Figc ha pubblicato ora il dispositivo della Caf con le argomentazioni, anticipate dall’ANSA, che hanno portato alla revocazione del processo, alla condanna del club bianconero e al proscioglimento degli altri club coinvolti.
    (Ansa)

    Caso Plusvalenze, De Siervo ( Ad Lega serie A): “Difficile pensare Juve unica responsabile”
    “E’ difficile pensare che la Juventus sia l’unica responsabile di un sistema di plusvalenze che in realtà, purtroppo, è diffuso non solo in Italia ma a livello internazionale. Ad oggi è difficile da comprendere, visto che le plusvalenze in linea di massima si fanno in due”. Così l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, in merito alla penalizzazione di 15 punti inflitta alla Juventus dalla Corte d’Appello della Figc. Oggi la Corte ha reso note le motivazioni del provvedimento.
    “Siamo all’interno di un sistema e dobbiamo rispettarne tutte le regole, anche gli organismi che lo giudicano -aggiunge De Siervo ai microfoni de ‘La politica nel pallone’ su Gr Parlamento-. Leggeremo in maniera attenta le motivazioni prima di esprimere un giudizio. Non credo che il problema sia la struttura della Giustizia sportiva quanto di un sistema di regole. Il mio invito è alla Fifa per individuare dei principi da applicare in maniera certa, da spiegare al pubblico intero. Quando ci saranno le norme potranno essere rispettate da tutti in maniera chiara”.
    “Io sarei cauto, quello che è successo ha lasciato tutti un po’ perplessi per la tempistica che ha provocato più che un imbarazzo”, aggiunge. “Bisogna muoversi su regole certe, che in questo momento per molte squadre non sembrano violate. Ma questa asimmetria in Italia e in Europa dovremmo capirla meglio. Aspettiamo le motivazioni, perché siamo tutto interessati a capire e mi auguro, anche per il ruolo che ricopro, che la questione si risolva per il meglio”, afferma De Siervo.
    (Adnkronos)

  • Calcio, il Potenza come il Giappone: pulisce gli spogliatoi del Crotone e lascia una pianta

    Calcio, il Potenza come il Giappone: pulisce gli spogliatoi del Crotone e lascia una pianta

    Il Potenza come il Giappone ai mondiali di calcio in Qatar. Hanno seguito l’esempio della squadra del Sol Levante i calciatori del Potenza, ieri in trasferta a Crotone. “Questo spogliatoio ci ha ospitati solo per alcune ore, ma l’abbiamo vissuto come casa e ci teniamo a lasciarlo come lo abbiamo trovato: pulito e accogliente”. Il messaggio è stato lasciato nello spogliatoio dello stadio Ezio Scida di Crotone al termine della gara che si è conclusa con un pareggio. Un messaggio accompagnato, proprio come il Giappone, anche da un dono per rendere più accogliente lo spogliatoio, stavolta non un origami ma una pianta.

    “È la nostra missione, dentro e fuori dal campo, senza distinzione tra avversari o risultato conseguito – si legge nel messaggio lasciato dal Potenza all’Fc Crotone -Nel ringraziarvi, lasciamo in dono una pianta, certi che sarà curata nel tempo come il nostro rapporto”.

    Il Crotone ha voluto ringraziare attraverso i propri canali social il Potenza per il bel gesto: “Il calcio è il gioco più bello del mondo e può trasmettere messaggi importanti, come quello del rispetto! Grazie di cuore al Potenza Calcio per aver lasciato così lo spogliato e in bocca al lupo per il prosieguo della stagione”.

  • Pubblicato il decreto flussi: in Calabria in tutto sono oltre 19mila, aumenta quota annuale lavoratori non comunitari

    Pubblicato il decreto flussi: in Calabria in tutto sono oltre 19mila, aumenta quota annuale lavoratori non comunitari

    Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 21 del 26 gennaio 2023 fissa la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio italiano a 82.705 lavoratori. La quota annuale è in aumento rispetto alle 69.700 dell’anno precedente. Il nuovo Decreto fissa una quota massima di ingressi pari a 82.705 unità, 44.000 delle quali riservate agli ingressi per motivi di lavoro stagionale, attese principalmente nelle campagne per garantire le campagne di raccolta estive e il lavoro ordinario. In Calabria i lavoratori stranieri UE e non UE, tra forma continuativa e saltuaria, sono oltre 19mila.

    Le quote fissate per gli ingressi per motivi di lavoro non stagionale e autonomo sono 38.705 unità, di cui la stragrande maggioranza (30.105 unità) riservate agli ingressi per lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia e turistico-alberghiero, nonché, novità di quest’anno, della meccanica, delle telecomunicazioni, dell’alimentare e della cantieristica navale.”

    “Per quanto riguarda le quote per lavoro stagionale attese principalmente nelle campagne queste – sottolinea la Coldiretti – ammontano a 44.000 unità (erano 42.000 lo scorso anno) delle quali 1.500 sono riservate alle nuove richieste di nullaosta stagionale pluriennale, quote che di fatto consentono all’impresa negli anni successivi di non essere vincolata ai termini di pubblicazione in G.U. del Dpcm per avere accesso all’autorizzazione”.
    Secondo Coldiretti, “la vera ed importante novità di questo provvedimento è rappresentata infatti dal consolidamento e riconferma del rilascio di quote di ingresso riservate alle Associazioni di categoria per i propri associati nella misura di 22.000 unità (erano 14.000) a dimostrazione del fatto che i tempi sono maturi per rendere strutturale la norma sperimentale introdotta dal decreto Semplificazione (Dl 73/2022)”, sostenuta dalla stessa associazione. “Il nuovo Decreto – prosegue la nota – sarà anche l’occasione per sperimentare il superamento del nullaosta, sostituito da una comunicazione allo sportello unico per l’immigrazione da parte del datore di lavoro contenente la proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato”.
    “In Italia – evidenzia Coldiretti – un prodotto agricolo su quattro viene raccolto da mani straniere con 358mila lavoratori provenienti da ben 164 Paesi diversi che sono impegnati nei campi e nelle stalle fornendo più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier Idos”.

  • Storie di ordinaria precarietà: parla il professore 29enne in trasferta dalla Calabria nella carissima Milano

    Storie di ordinaria precarietà: parla il professore 29enne in trasferta dalla Calabria nella carissima Milano

    D’estate e durante le vacanze di Natale o di Pasqua — ovvero i periodi che passa a casa sua, a Filandari (Vibo Valentia) — vive da solo, in un ampio appartamento, un tempo dei suoi genitori che ora si sono trasferiti altrove. Niente spese, a parte le bollette e la benzina per l’auto. Uno spiraglio di quella che potrebbe essere la sua vita da insegnante, in Calabria. Invece Fabio Mazzitello, 29 anni, il lavoro lo fa a Milano, dove si è trasferito dieci anni fa e fa l’insegnante di sostegno. Ma qui la vita, ormai, è di tutt’altro tenore con il suo stipendio da 1.500 euro al mese: «La metà se ne va per una stanza in affitto in un bilocale in condivisione — ci racconta —, poi le spese di condominio, le bollette. E ci sono il supermercato, l’abbonamento ai mezzi pubblici, le altre necessità». E in tasca resta poco. È la vita di molti altri docenti arrivati, come lui, dal Sud. Sono loro, che oggi guardano con attesa alla proposta di stipendi «differenziati» lanciata (non senza polemiche) dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

    «Ho insegnato in cinque scuole — dice Mazzitello —: a Rho, San Donato, poi a Milano. Ora sono all’Istituto professionale Kandinsky, indirizzo socio-sanitario, dove vorrei restare». A 19 anni, dopo il diploma da perito chimico, Fabio si trasferisce a Milano. «Studiavo Agraria e intanto già lavoravo nelle scuole come insegnante di laboratorio per cui basta avere il diploma. Il primo anno ho vissuto a casa di parenti a Gallarate, in provincia di Varese — racconta —. Poi ho saputo che un mio compaesano, Giovanni, cercava un coinquilino per un bilocale a Pero, sul confine con Milano e con la fermata del metrò a due passi. Così mi sono trasferito». «Lui però ora sta per andare via — prosegue —. La casa sarà messa in vendita e ho chiesto il mutuo per poterla comperare: la cifra dovrebbe essere simile a ciò che pago ora. Mi aiuteranno i miei genitori con l’anticipo. E poi cercherò a mia volta un coinquilino, magari un collega. C’è solidarietà tra noi e nascono amicizie». Impossibile fare altro, d’altronde.

    Tra i suoi amici più cari a Milano c’è un collega, Antonio Mascaro, 30 anni. Laureato in Economia e originario di Accaria Rosario (Catanzaro) vive con due coinquilini. Lui paga 550 euro al mese e ha il contratto fino al 30 giugno. In quattro anni ha cambiato tre appartamenti e quattro scuole. «Non puoi rifiutare la chiamata, anche se è dall’altra parte della provincia, se no perdi l’incarico», dice lo stesso Antonio.
    Fabio e Antonio spesso cenano insieme. «A casa però, non fuori, a Milano devi stare coi piedi per terra, avere un budget e non sforare — dice Fabio —. A mezzogiorno non pranzo mai fuori: preparo dei piatti e li porto a scuola. La spesa la faccio al discount, pane, pesce e carne qui costano meno. Se esco è solo una sera a settimana, per un aperitivo o una pizza. Quando ero studente invece andavo all’Hollywood, all’Old Fashion a ballare. Non vado in palestra, ma a correre al parco. Niente auto: uso sempre i mezzi pubblici, se proprio occorre prendo una macchina a noleggio. Poi approfitto dell’apertura gratuita dei musei la prima domenica del mese: ho visto il Museo del Novecento. Unico sfizio, andare a vedere una partita dell’Inter, ma non un big match».

    I voli di ritorno in Calabria li prenota mesi prima. «Solo low cost, se no spenderei anche 300 euro», dice. D’estate, quando torna a casa, aiuta i genitori. «Abbiamo una piccola attività famigliare, un allevamento di suini e bovini e un vitigno». Perché fare questa vita a Milano, allora? «In Calabria vivrei meglio, ma il mio lavoro mi piace. Ho fatto dei concorsi per passare di ruolo e quando ci riuscirò, chiederò il trasferimento. Senza un intervento sugli stipendi non c’è alternativa». Lo sostiene Antonio: «Da precari non c’è alcuna possibilità di trovare posto in Calabria: non abbiamo scelta».
    È venerdì sera, i due amici cenano insieme. «Io mi auguro che il governo affronti anche il tema del precariato nella scuola — afferma Fabio — che pesa dal punto di vista umano sia su di noi sia sugli studenti».
    (Fonte: corriere.it)

  • Minacce online a Liliana Segre, 20 denunciati per i post diffamatori e offensivi: tra loro anche 4 calabresi

    Minacce online a Liliana Segre, 20 denunciati per i post diffamatori e offensivi: tra loro anche 4 calabresi

    Per i post diffamatori e offensivi via social alla senatrice a vita Liliana Segre, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno denunciato 20 persone a seguito delle indagini coordinate dal pm Nicola Rossato. Tra loro anche Gabriele Rubini, noto al pubblico televisivo come Chef Rubio. Ma anche due medici, di cui uno oncologo. Uno solo, un 47enne di Pietrasanta, è legato a movimenti politici di estrema destra e ha un precedente per manifestazione a favore al disciolto partito fascista.

    L’indagine era partita il 6 dicembre dopo la denuncia della senatrice a vita. I presunti responsabili sono indagati di diffamazione per via telematica aggravata dalla discriminazione etnica, razziale e religiosa. Gli indagati provengono da varie regioni italiane: tre veneti, quattro calabresi, tre piemontesi e tre laziali. Uno solo, un artigiano 37enne, risiede a Milano. Il più anziano ha 74 anni, il più giovane 21. Tre sono donne. Tra gli indagati ci sono anche due medici, un assicuratore, disoccupati, agenti di commercio, un’infermiera (di origini pugliesi), impiegati, e un mediatore creditizio.

    Secondo la ricostruzione degli investigatori, i post e i commenti – effettuati anche con profili anonimi – non contenevano minacce dirette di morte, ma insulti e offese antisemite nei confronti della senatrice a vita ed ex deportata. Anche per la sua partecipazione alla campagna vaccinale anti Covid.

  • Famiglia calabrese festeggia compleanno con torta con foto di Riina, Pino Masciari: …è raccapricciante

    Famiglia calabrese festeggia compleanno con torta con foto di Riina, Pino Masciari: …è raccapricciante

    “Navigando tra una pagina e l’altra di Facebook ho visto qualcosa di incredibile: in una famiglia calabrese si è visto bene di festeggiare un compleanno tagliando una torta con su disegnata la faccia di Totò Riina. Anche se è stato fatto in modo goliardico, c’è un confine chiaro, netto che non andrebbe oltrepassato neanche per scherzo”. Lo scrive sui social Pino Masciari, imprenditore edile calabrese, che non si è mai arreso ai soprusi della ‘ndrangheta e denunciò. Pino Masciari è divenuto tra i più importanti testimoni di giustizia del nostro paese, per avere denunciato 41 affiliati delle cosche più potenti della ‘ndrangheta.,

    “Evocare anche solo il ricordo di un personaggio che ha fatto scorrere fiumi di sangue, che si è macchiato dei più orridi delitti, è raccapricciante- aggiunge. È chiaro che ognuno è comunque libero di fare ciò che vuole, ma è innegabile che la cultura della legalità passa anche attraverso scelte concrete che in alcun modo e per nessuna ragione possono strizzare l’occhio, anche solo per scherzo, a delinquenti di tale portata. Inoltre, nel momento in cui si mostra il proprio privato, condividendolo con chiunque su un social network, quella che si pensa sia solo una foto di famiglia assume una valenza e un significato di ben altra portata, difficile da controllare e che si può prestare ad interpretazioni e valutazioni di ogni genere, anche da parte delle forze dell’ordine”.

    RESTITUIAMO LA CALABRIA AGLI ONESTI!
    “L’allarme lanciato dal direttore dell’anticrimine della Polizia di Stato, Francesco Messina, dopo l’ultima operazione compiuta ai danni delle cosche del vibonese, è sconfortante per diversi motivi. Dal quadro che emerge è chiaro che nessun imprenditore è libero dalle vessazioni del racket. ‘La consistente attività estorsiva’ insieme alle facilitazione che le cosche trovano nell’attiva e consapevole collaborazione di pubblici funzionari, è un cancro che esisteva già ai tempi delle mie denunce, con le quali ho permesso di portare alla luce proprio questo sistema, allora per lo più sconosciuto. Ma se a distanza di trent’anni non solo il meccanismo e i protagonisti sono rimasti immutati, ma nessuno denuncia, è chiaro che qualcosa non funziona. Non funziona perchè c’è la coscienza dormiente di chi piuttosto che ribellarsi subisce in silenzio, è connivente ad un sistema o addirittura lo nega. Non funziona perchè la modalità di riappropriazione del territorio ad opera dello Stato, se basata sulla sola azione dei magistrati e forze dell’ordine, diventa una goccia in mezzo al mare. Per guadagnare davvero terreno serve un moto di ribellione da parte di tutti: denunciare non può essere l’evento straordinario, deve essere la normalità! Allora sì non sarebbe più necessario che il singolo imprenditore che si oppone alla ‘ndrangheta debba essere ‘deportato’ in località protetta, perchè se tutti denunciassero la Calabria diventerebbe inospitale non per gli onesti, ma per i criminali!”- ha concluso Pino Masciari

  • Bimbi di un asilo nido del Milanese sbattuti a terra e derisi: Sei misure giudiziarie per la titolare e cinque maestre

    Bimbi di un asilo nido del Milanese sbattuti a terra e derisi: Sei misure giudiziarie per la titolare e cinque maestre

    Sei misure giudiziarie a carico della titolare di un asilo nido e di 5 maestre sono state emesse dal Tribunale di Milano a causa dei presunti metodi coercitivi e violenti esercitati nella struttura, che si trova a Vanzago, nel Milanese. L’indagine è nata dalle segnalazioni di alcune studentesse di un istituto superiore di Rho che avevano svolto uno stage nel nido di Vanzago tra marzo e maggio 2022. Strattoni, schiaffi, spinte e metodi punitivi sarebbero stati accertati dai carabinieri di Legnano, portando alla misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia e alla interdittiva del divieto di esercizio della professione, nei confronti della titolare e delle 5 collaboratrici. Per le sei, di età compresa tra i 26 ed i 43 anni, la misura disposta dal gip è quella dell’obbligo quotidiano di presentazione in caserma e l’interdittiva del divieto di esercizio della professione.

    Tra i metodi coercitivi scoperti dai carabinieri di Legnano in un asilo nel Milanese ci sono anche condotte denigratorie verso i piccoli, molti dei quali stavano imparando a camminare e sarebbero stati bersagliati con piccoli oggetti per vederli cadere e quindi deriderli. Le indagate, secondo quanto riferito dai Carabinieri del Comando provinciale di Milano “urlavano nei confronti dei bambini usando anche espressioni scurrili o li sbattevano per terra per costringerli a stare seduti o li svegliavano mettendoli in piedi sollevandoli bruscamente dai fianchi”.

    Secondo le indagini, alcuni bimbi, anche a causa del sovrannumero all’interno della struttura, venivano messi a dormire nei bagni o su materassi in un salone, “talvolta completamente avvolti nelle coperte fin sopra alla testa”. Se in preda al pianto, venivano ignorati “anche per mezz’ora” o chiusi nella stanza della nanna “finché smettevano”.

  • Long Covid e stanchezza cronica, ricerca italiana scopre causa e “soluzione”

    Long Covid e stanchezza cronica, ricerca italiana scopre causa e “soluzione”

    Se la pandemia fa meno paura, la nuova emergenza è il long Covid, che colpisce 1 persona su 3, anche tra i giovani, contagiata dal virus. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, sarebbero 65 milioni nel mondo e 17 milioni in Europa le persone alle prese con la lunga coda dell’infezione, una sindrome caratterizzata dalla ‘fatigue’, che provoca una prolungata e invalidante spossatezza, associata a debolezza muscolare, insonnia e tachicardia. Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto che la responsabile di questa fatigue è l’arginina, un amminoacido prodotto naturalmente dall’organismo, che stimola l’ossido nitrico, enzima chiave per una corretta funzione immunitaria e vascolare.

    Lo studio sul long Covid, condotto dalla Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs – Università Cattolica campus di Roma e in corso di pubblicazione sull”International Journal of Molecular Sciences’, si inserisce in un filone di ricerca che, con una recente pubblicazione sulla rivista Nutrients, attestava l’efficacia dell’azione sinergica di arginina e vitamina C nel ridurre la stanchezza cronica e migliorare la performance funzionale. Nel nuovo lavoro, il gruppo coordinato da Francesco Landi, past president della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) e direttore del Dipartimento di scienze dell’invecchiamento ortopediche e reumatologiche del Policlinico Gemelli, ha messo in luce che nei pazienti con long Covid si verifica un’alterazione del metabolismo dell’arginina. E ha dimostrato, inoltre, che la somministrazione di 1,6 grammi di arginina e 500 mg di vitamina C liposomiale, per 28 giorni, riporta il metabolismo dell’arginina a un livello normale e consente di contrastare efficacemente la ‘fatigue’.
    Lo studio ha coinvolto 57 persone, 46 adulti con long Covid a otto mesi dalla diagnosi e 11 persone abbinate per sesso ed età senza evidenze di precedenti infezioni da Sars-CoV-2. I pazienti con long Covid sono stati divisi in due gruppi: 23 hanno ricevuto il mix di arginina e vitamina C liposomiale e gli altri 23 un placebo per un periodo di 28 giorni. “Prima di iniziare il trattamento abbiamo misurato le concentrazioni di arginina nel sangue, osservando livelli significativamente più bassi nei pazienti con long Covid – racconta Landi, coordinatore dello studio -. Alla fine dei 28 giorni abbiamo scoperto che le concentrazioni di arginina nel sangue dei pazienti con long Covid è salita, raggiungendo livelli ‘sani’ come quelli rilevati nei pazienti appartenenti al gruppo di controllo”.

    “Abbiamo dimostrato per la prima volta che il metabolismo dell’arginina è alterato nei pazienti con long Covid rispetto alle persone senza storia di infezione da Sars-Cov-2 – sottolinea Matteo Tosato, coautore dello studio e responsabile Unità operativa Day Hospital post-Covid, Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma -. L’arginina è un indispensabile amminoacido alla base di molteplici funzioni ed è coinvolta principalmente nella sintesi di ossido nitrico, che gioca un ruolo chiave nella reattività endoteliale in risposta all’esigenza dei diversi tessuti, favorendo un corretto apporto di sangue in relazione alle loro necessità, migliorando così la performance funzionale”. “Attualmente in assenza di trattamenti disponibili contro una sindrome di cui ancora sappiamo ben poco, ripristinare i valori di arginina potrebbe rappresentare una nuova strategia integrativa efficace – chiosa Landi – contro la ‘fatigue’ da Long Covid, che può essere associata a disfunzioni immunitarie e vascolari, che a loro volta aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari”.
    (Adnkronos)

  • VIDEO-Gratteri a “Piazza Pulita”: Nordio chiarisca se vuole “impedire” intercettazioni per corruzione e concussione

    VIDEO-Gratteri a “Piazza Pulita”: Nordio chiarisca se vuole “impedire” intercettazioni per corruzione e concussione

     

    Il procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri – ospite del programma “Piazza Pulita” di La7 – è tornato a criticare il ministro della giustizia, Carlo Nordio, relativamente alle sue esternazioni in tema di “abusi” e costi delle intercettazioni utilizzate ai fini d’indagine.
    Gratteri ha detto: Il 15 dicembre 2022 è stato mandato dal Ministero della Giustizia alle Procure un nuovo listino prezzi con costi ridotti del 15%, quindi non è vero che sono spese insostenibili. Dal 1989 mi occupo di intercettazioni ho sperimentato insieme alle società telematiche le nuove tecnologie: prima costavano circa 40 euro al giorno, oggi circa 3 euro al giorno”.

    “Il ministro Nordio garantisce che le intercettazioni che riguardano la mafia non saranno toccate- aggiunge -, ma serve specificare se intendono limitare anche quelle riguardanti corruzione, concussione e peculato dove spesso si annida la collusione con la criminalità organizzata. Il ministro Orlando ha già ristretto la possibilità di pubblicare le intercettazioni, ciò che non riguarda l’ipotesi di reato non viene divulgato, quindi non c’è alcun rischio”.

    Molto chiaro e diretto, come sua abitudine, Gratteri anche sulla “riforma Cartabia”: “credo vada abolita, rallenta la giustizia, le modifiche che apporta non snelliscono i tempi dei procedimenti”.

  • VIDEO-Bombardieri (Uil) in Calabria: Governo dia risposte concrete su sanità, infrastrutture e su un piano di sviluppo

    VIDEO-Bombardieri (Uil) in Calabria: Governo dia risposte concrete su sanità, infrastrutture e su un piano di sviluppo

    (Video-Facebook- Uil Calabria)

    “Siamo qui oggi per ricordare che c’è un tema che riguarda questa terra, il tema sul quale si era preso un impegno con il presidente della Regione per rivendicare nei confronti del governo una serie di risposte concrete su sanità, infrastrutture, su un piano di sviluppo. Mi sembra che nonostante il lavoro fatto dalle organizzazioni sindacali le risposte da parte della politica siano ancora un po’ tiepide”. L’ha dichiarato il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, intervenendo al Consiglio della Uil Calabria a Lamezia Terme. “Quindi, siamo qui oggi a chiedere che si riprenda quel tema e si ridiscuta di come chiedere al governo, ne momento nel quale si parla dell’autonomia differenziata, di come restituire alla Calabria e non levare”.

    “Io continuo a dire che siamo favorevoli a qualsiasi tipo di investimento, soprattutto nelle infrastrutture, poi qualcuno mi dovrebbe spiegare come ci arriviamo al Ponte, sia da questa parte sia da parte della Sicilia, perchè anche lì c’è una grande carenza di autostrade – ha proseguito il segretario generale Uil -. “Qui c’è un’autostrada che tutti conosciamo e se per caso si blocca questa terra è isolata. C’è una Statale 106 per quale abbiamo chiesto di avere risposte e ancora non ce ne sono, e c’è un sistema ferroviario assolutamente insufficiente. Quindi, va bene il Ponte, però tutto questo sia accompagnato da una serie di investimenti in infrastrutture che siano in grado di dare risposte a questa terra”.

    “Noi pensiamo – ha rimarcato Bombardieri soffermandosi sul tema delle riforme – che prima di parlare di autonomia differenziata bisognerebbe restituire a questi territori e alle persone che hanno sofferto quello che hanno perso nel corso degli anni, intanto sui servizi sanitari, sui servizi sociali, e poi sull’istruzione, sul diritto a vivere in modo civile come si vive in altri territori». Per Bombardieri, «prima dobbiamo rimettere tutti sullo stesso piano e poi possiamo parlare di autonomia; perchè quando ci dicono che i soldi ci sono e non vengono spesi o che la mafia controlla il territorio, io ricordo che è vero, ma ricordo che è la politica che non è in grado di dare risposte. E quindi, partiamo da qui”.

    Sulla polemica sulla scuola innescata dalle dichiarazioni del ministro Valditara, Bombardieri ha detto: “C’è un livello sotto il quale io non rispondo alle polemiche, perchè mi pare uno scivolone così grosso al quale penso non sia nemmeno il caso di rispondere. D’altronde, lui ha chiarito. Per noi il contratto è nazionale ed è unico; non ci sono territori di serie A e di serie B e, soprattutto, non ci sono lavoratori di serie A e di serie B”.