Dopo avere investito il passeggino spinto da una madre che attraversava la strada, un automobilista ha proseguito la sua corsa senza fermarsi. E’ successo a Coccaglio (Brescia) dove alle 8:30 di oggi un bimbo di appena due anni sul passeggino spinto dalla mamma e urtato dall’auto è stato sbalzato a 5 metri di distanza dalle strisce pedonali. Da Brescia si è alzata l’eliambulanza e il bimbo eè stato portato d’urgenza al Papa Giovanni di Bergamo. Le sue condizioni sono gravi, è in stato di coma a causa di un forte trauma cranico.
Il bimbo si trovava sulle strisce pedonali al momento dell’impatto con un’auto, che ha colpito “in pieno” la carrozzina. Il guidatore si è quindi pienamente reso conto di quello che stava accadendo, prima di decidere di scappare.
E’ quanto spiegano i vigili di Coccaglio, impegnati a individuare il pirata della strada che stamattina ha provocato l’incidente. “Stiamo ricostruendo con le telecamere e i rilevatori di targa chi è passato dalla zona in quel momento e abbiamo individuato una rosa di auto, 7-8 da verificare”, spiega il comandante Luca Ferrari. E’ possibile che si trovi il responsabile in giornata. La mamma, sotto shock, di origine indiana, stava accompagnando sua figlia all’asilo insieme al piccolo di due anni nel passeggino.
Categoria: Italia Mondo
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Brescia, bimbo di 2 anni in passeggino investito da pirata della strada: E’ in coma
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Mangiata la banana di Cattelan da 120mila dollari
Pochi minuti per divorare una banana da 120mila dollari. E’ successo alla fiera d’arte contemporanea Art Basel di Miami dove l’opera ‘Comedian’ di Maurizio Cattelan, una banana (vera) attaccato al muro con lo scotch e già venduta per 120mila dollari, è stata staccata da un altro artista, David Datuna, che l’ha sbucciata e mangiata sotto l’occhio di smartphone e telecamere, sottolineando che il suo gesto era una performance, intitolata ‘Hungry Artist’, ovvero artista affamato. “Amo Cattelan e adoro letteralmente questa installazione. E’ deliziosa”, ha spiegato Datuna in video postato su Instagram. Dopo qualche momento di tensione con un membro dello staff della fiera – riferiscono i media internazionali – la banana è stata rimpiazzata. L’opera, infatti, è stata pensata come rinnovabile e sostituibile, “il suo valore risiede nell’idea”, ha spiegato Lucien Terras, direttore di una delle gallerie, al Miami Herald. E dunque Datuna non verrà denunciato. Ansa.it
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Bimbi maltrattati in asilo lombardo, la maestra a un bimbo: “terrone, fai schifo”. Pizzicata ache a fare sesso
Avrebbe maltrattato i bambini dell’asilo nido in cui lavorava, schiaffeggiandoli o lasciandoli soli per appartarsi col compagno, e usando anche violenza verbale nei loro confronti: il gip di Varese ha sospeso una maestra di asilo nido di Coquio Trevisago, nel varesotto, per sei mesi con l’accusa, appunto, di aver maltrattato bambini di età compresa tra pochi mesi e due anni.
A far scattare le indagini i genitori di un bimbo che aveva avuto incubi notturni e mostrava difficoltà relazionali. La donna, a quanto emerso da un’indagine dei carabinieri, urlava ed offendeva i piccoli e in alcune occasioni li avrebbe schiaffeggiati e lasciati da soli in preda a crisi di pianto. Inoltre la maestra avrebbe apostrofato alcuni dei suoi alunni con parole come «sei proprio un terrone», «guardati, fai schifo» e, ancora, «piangi che così ti passa».
La maestra, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avrebbe maltrattato i bambini a partire dal 2017, in venti occasioni. Secondo quanto accertato dalle indagini – grazie a telecamere installate dai carabinieri – la maestra si appartava in una stanza con il compagno fatto entrare di nascosto all’asilo nido, lasciando soli i bambini: i due si chiudevano in una stanza e consumavano rapporti sessuali. L’uomo è stato ripreso non solo mentre dormiva e si cambiava davanti ai piccoli, ma anche in intimità con l’indagata, che, dopo aver lasciato soli i bambini, si appartava con il compagno all’interno di un locale fuori dalla vista dei minori.
In circa due mesi di indagine i carabinieri della stazione di Besozzo (Varese), coordinati dalla locale procura, hanno documentato una serie di violenze da parte della maestra titolare del nido sui bambini a lei affidati, tutti minori di età compresa tra pochi mesi e i 2 anni. In alcune occasioni i piccoli sono stati percossi con sculacciate e schiaffi e lasciati da soli mentre erano in preda a crisi di pianto.
In un caso i genitori hanno riferito che il loro bimbo aveva riportato i sintomi tipici delle condotte maltrattanti: insonnia, incubi notturni e reazioni autolesionistiche, segnali che hanno indotto a gli adulti a ritirare il piccolo dall’asilo. Le dichiarazioni dei genitori, riscontrate dagli atti d’indagine, hanno consentito di enucleare oltre venti condotte illecite, commesse dall’indagata a partire dal marzo del 2017.(fonte: leggo.it)
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Crotone, grave incidente tra auto, 5 feriti, tra cui due minori
Cinque persone, tra le quali due minori, sono rimaste ferite in modo grave in un incidente avvenuto sulla strada statale 107 in prossimità dell’incrocio per località Corazzo di Scandale. I cinque sono stati portati in ospedale in codice rosso ma, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, non sarebbero in pericolo di vita. Nell’incidente si sono scontrate frontalmente due vetture, un Suv Hyundai con una persona a bordo che procedeva in direzione sud e una Fiat Bravo che trasportava un’intera famiglia composta da quattro persone, tra le quali i due minori. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Crotone, che hanno estratto la passeggera della Bravo dalle lamiere. La persona ferita è stata soccorsa dai sanitari, giunti sul posto con tre ambulanze del 118 e della Misericordia.
Sul posto, per i rilievi e per ricostruire la dinamica, sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale ed i carabinieri. -

Traffico illecito di rifiuti: arresti a Lamezia Terme-VIDEO
VIDEO Dalle prime ore di oggi la Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catanzaro e della Procura di Lamezia Terme, sta eseguendo due distinte ordinanze di custodia cautelare emesse dai G.I.P. dei rispetti Tribunali a carico di numerosi soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed inquinamento ambientale.
Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Catanzaro e dal Commissariato di Lamezia Terme, supportate da intercettazioni telefoniche, hanno fatto emergere l’esistenza di vero e proprio sistema criminale organizzato che gestiva in modo illecito la filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti, che venivano sversati all’interno di discariche abusive site nel comprensorio lametino.
In particolare le indagini hanno preso avvio dalla individuazione di una discarica abusiva, nella località “Bagni” a Lamezia Terme, dove alcuni autocarri si recavano per sversare rifiuti, formalmente destinati ad essere stoccati presso siti autorizzati del Nord Italia, ma di fatto inutilizzati. La conseguente attività investigativa, supportata anche da attività tecniche di intercettazione, ha fatto emergere l’esistenza di un vero e proprio sistema criminale organizzato, i quali, attraverso la costituzione ed il controllo di fatto della “Eco Lo.Da” con sede in Gizzeria e la “Crm”, con sede a Dozza (Bologna), entrambe destinatarie di un provvedimento di sequestro preventivo, gestivano in modo illecito la filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti, che sono stati sversati sia all’interno della discarica abusiva di località Bagni, sia presso un ulteriore sito individuato in località San Sidero a Lamezia Terme, prossimi ad alcuni corsi d’acqua che attraversano il territorio lametino.
Gli accertamenti e le analisi a loro tempo svolte presso i siti individuati avevano permesso di rilevare la presenza anche di rifiuti classificabili come speciali e pericolosi, in particolare farmaci smaltiti attraverso gli indagati da una società campana e provenienti da quella regione. I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti in collaborazione con le Squadre Mobili di Milano, Varese, Como, Torino, Bologna, Salerno, Benevento. -

Mattarella concede grazia a Bossi. “Scontato” un anno di reclusione per il reato di vilipendio al Capo dello Stato
Roma – Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha firmato un decreto di concessione della grazia in favore dell’ex leader della Lega Umberto Bossi. Lo rende noto il Quirinale.
L’atto di clemenza individuale ha riguardato la pena detentiva ancora da espiare (un anno di reclusione) inflitta per il delitto di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (c.d. vilipendio: art. 278 c.p.), in riferimento a fatti commessi nel 2011.
Nella nota del Quirinale si ricorda che a seguito di provvedimento della Magistratura di sorveglianza Bossi è stato affidato in prova al servizio sociale.
«Nel valutare la domanda di grazia, in ordine alla quale il Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria ha formulato un avviso non ostativo, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Procuratore generale, delle condizioni di salute del condannato, nonché della circostanza che in relazione alle espressioni per le quali è intervenuta la condanna il Presidente emerito Giorgio Napolitano – si legge ancora nella nota – ha dichiarato di non avere nei confronti del condannato “alcun motivo di risentimento”». -
Episodio inquietante: pacco bomba al ministero dell’Interno. “L’ ordigno poteva uccidere”
Un pacco bomba potenzialmente mortale, indirizzato al ministero dell’Interno. L’ordigno è stato disinnescato dagli artificieri della polizia all’ufficio di smistamento delle Poste all’Ostiense. Mittente del congegno mortale un sedicente movimento che si è firmato ‘Nemici dello Stato’. E’ quanto riporta oggi il sito di ‘Leggo’. Se fosse esploso, sostengono gli investigatori dell’antiterrorismo e gli artificieri, avrebbe potuto uccidere. Nessuna rivendicazione, per ora, per il gesto. Ma dentro la busta che avvolgeva l’ordigno c’erano alcuni ritagli di quotidiani che inneggiavano al ritorno di Matteo Salvini al Viminale.
Il pacco bomba – prosegue il sito- confezionato da mani molto esperte, era stato assemblato in due parti. La prima con dentro il detonatore, le batterie e l’innesco; la seconda, invece, era una scatola metallica grigia, simile a un hard disk portatile, contenente materiale esplodente. L’inquietante scoperta è stata fatta alla fine di ottobre da un addetto allo smistamento della corrispondenza istituzionale alla sede delle poste centrali. L’esperto, durante la scansione ai raggi X del contenuto dei pacchi e delle lettere, ha notato una piccola macchia nera dalle forme anomale che era presente sulla radiografia. Il peggio è stato evitato con l’intervento degli agenti dell’antisabotaggio, abili nel disinnescare bombe e ordigni anche tecnologicamente avanzati.
Le indagini, spiega ancora Leggo, coordinate dal pool antiterrorismo della procura di Roma e condotte dalla Digos della questura insieme all’Ucigos e alla Scientifica, stanno risalendo ai terroristi che hanno inviato il pacco bomba. I detective stanno indagando su chi fosse il reale bersaglio del fallito attentato.
La modalità con cui l’ordigno era stato confezionato fanno escludere per il momento la matrice anarchico insurrezionalista e aprono anche piste investigative diverse. La procura ha disposto altri accertamenti di natura tecnica sul congegno. Già nel 2017, nello stesso ufficio postale, venne fatta brillare dagli artificieri un’altra bomba artigianale che era stata piazzata nei pressi della struttura. L’incubo pacchi esplosivi, raggiunse livelli allarmanti nel 2011, quando – il 23 dicembre – vennero recapitati ordigni alle ambasciate della Svizzera e del Cile.(AdnKronos)
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Fiume di banconote da 100 euro
E’ accaduto ieri nei Navigli a Milano: per circa 5 minuti banconote da 100 euro hanno galleggiato nell’acqua. Una notevole quantità che ha attirato l’attenzione di chi si trovava li di passaggio. In molto hanno provato a pescarli ed hanno però poi subito verificato che le banconote erano …false. Non si conoscono i motivi del gesto ne l’autore che potrebbe essere ricondotto ad una trovata pubblicitaria ma, nessuno ha “rivendicato” il gesto d’artista. Ciò che è certo è l’enorme curiosità della vicenda.
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Bergamo, «Lei sta meglio di tutti noi»: 42enne dimessa esce dall’ospedale e ha un infarto
«L’hanno trattata male dicendo ‘signora, lei sta meglio di tutti noi’. E invece mezz’ora dopo essere arrivata a casa ha avuto un infarto. Ora è in coma». È lo sfogo di rabbia del marito di una donna di 42 anni, ricoverata in fin di vita all’ospedale di Chiari, nel Bresciano, dopo aver accusato un arresto cardiaco lo scorso 20 novembre. Lo stesso giorno si era presentata all’ospedale di Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, con dolori al braccio e al petto ed era stata dimessa perché ritenuta non grave.
Arrivata a casa la donna ha avuto un infarto e il cuore è rimasto fermo per diversi minuti. Ora la donna lotta tra la vita e la morte. «Denuncio l’ospedale di Romano Lombardia (nella foto) perché non è possibile che mia moglie sia stata dimessa nonostante continuasse a dire di avere dolori» dice il marito della donna.
Peter Assembergs, direttore generale dell’ASST Bergamo Ovest, ha dato immediato mandato al direttore sanitario, Callisto Bravi, di istituire una Commissione di inchiesta interna multidisciplinare, composta da comprovati professionisti, per verificare con precisione quanto accaduto al Pronto Soccorso di Romano di Lombardia il 20 novembre e le eventuali responsabilità. La Commissione, già costituita, avrà tempo fino a venerdì per relazionare e far chiarezza sul caso della signora. -

Genova, bimba di 3 anni cade dal quinto piano e muore: era sola in casa
Una bambina di tre anni è precipitata dal balcone a Genova ed è morta. È successo nel pomeriggio in piazza Fossatello, nel centro storico: la bimba sarebbe precipitata dal quinto piano del palazzo in cui abita e situato in vico San Marcellino, nelle immediate vicinanze di piazza Fossatello, nel centro storico.
Sul posto sono intervenuti i medici del 118 e le volanti della polizia che stanno ricostruendo la dinamica della tragedia. Secondo le prime informazioni, la piccola si sarebbe sporta dallla finestra e sarebbe precipitata nel vuoto.
La bimba morta era originaria del Bangladesh. Dalle prime informazioni è emerso che era sola in casa al momento della tragedia perché la madre era uscita per pochi minuti per andare a prendere il fratellino. Sarebbe stata lasciata a casa per evitarle di prendere freddo, perché febbricitante. Quando la madre è tornata a casa ha trovato i medici a terra nel tentativo di rianimare la figlia.


