Una location particolare ed estremamente affascinante quella scelta dalla giovane cantautrice calabrese, Valentina Sacco, che fa da cornice al suo secondo video musicale. Per il brano “Pettegolezzi” (secondo lavoro dell’artista di origini decollaturesi), infatti tutta la band che la segue, si è spostata a Cosenza e, in particolare, nelle affascinanti e misteriose del Castello Normanno-Svevo.
Non scelta a caso l’ambientazione, si diceva, perché è la stessa Valentina a spiegarne i motivi. “Ho immaginato – rivela – a tutte le chiacchiere, i racconti, i pettegolezzi, appunto, che si facevano in quel periodo. E siccome, fra l’altro, il castello di Cosenza è una delle costruzioni medievali più significative e iconiche della nostra Calabria, mi sembrava il luogo ideale per girare questo video.
Così, Valentina Sacco, “ignara” delle maldicenze e delle malelingue che la circondano, un po’ goffa e impacciata, tenta di cantare e ballare il suo brano, mentre bisbigli, risolini ironici e facce tra il meravigliato e il beffardo, della gente che le sta attorno, si sprecano. Finanche i suoi musicisti, apparentemente impegnati ad accompagnarla, non perdono certo tempo e occasione per sghignazzarle dietro.
Il sunto del videoclip è questo, ma Valentina spiega che “dietro le scene girate c’è anche uno studio di mimica facciale, sono mosse studiate, nulla è messo o fatto a caso. Fra l’altro, i musicisti che si vedono, non sono attori, ma i reali componenti della mia band, ovvero: Matteo Sorridente al basso, Francesco Panebianco alla chitarra elettrica e Antonio Francesco Petronio che è, da sempre, il mio batterista e ha suonato anche nel mio primo singolo “Non mi fai paura”. Non solo – dice ancora con grande orgoglio Valentina – i bravissimi ballerini che appaiono, sono due campioni nazionali di balli caraibici Alex Venneri e Federica Cristiano, provenienti dalle scuole di danza Mary Dance e Dancing club”.
Le performances della cantante e della sua band per “Pettegolezzi”, questo orecchiabilissimo e piacevole twist dal gusto un po’ retrò, ci tiene Valentina a sottolinearlo “sono state filmate e montate dallo studio di registrazione Black Horse Music di Francesco Merante”.
A questo punto non ci resta che goderci questo simpatico video che si sposa benissimo con il clima estivo.
E’ uscito il video del nuovo singolo “Kiss me again”, per pianoforte solo, del compositore e pianista Giovanni Allevi, girato il 13 giugno sul lungo mare di Reggio Calabria. Per la coreografia di Damiano Artale, interpretata dai due top dancers del Teatro alla Scala di Milano Virna Toppi e Gioacchino Starace, il videoclip racconta una storia d’amore sofferta che si risolve, grazie alla musica, in un tenero romantico bacio.
Lo storytelling
I corpi immobili di un ragazzo e di una ragazza vengono scaldati dal sole ancora basso. Giovanni Allevi è seduto al pianoforte e si lascia ispirare dal suono del mare. Tutto si ferma in un istante infinito per lasciare spazio alla mente del Maestro. Le dita accarezzano i tasti bianchi e neri dando vita al brano “Kiss me again”. I corpi dei due danzatori iniziano a sciogliersi e ad animarsi. La musica risveglia i loro muscoli che tramutano i movimenti in una coreografia sempre più ampia e vigorosa, un flusso di coscienza unico che raggiunge vette di bellezza assoluta, mentre il Maestro è totalmente fuso con il suo strumento. Il passo a due è un susseguirsi di momenti di sincronia, intervallati da attimi di rottura, ci si allontana per poi ritrovarsi e fondersi in un contatto che era andato perduto. Il corpo ha una propria memoria, ma è la musica che gli permette di ricordare, di ricominciare ad esprimersi completamente. Fino all’ultima nota, quando le mani staccate dal pianoforte riportano i due ragazzi nel mondo del reale. Attraverso il bacio, ultimo movimento coreografico, si ricongiungono nella realtà. A fare da cornice al videoclip, la presenza della statua della dea Athena e l’eterna bellezza di quel tratto di mare dello Stretto, scenario di leggende, miti e cultura. I due corpi statuari dei ballerini immersi nell’atmosfera assolata del luogo richiamano l’armonia delle forme della classicità nella Magna Grecia, raccontata dalla musica e dalla visione cinematografica, in una ottica fresca e contemporanea.
“Ringrazio i danzatori Virna Toppi, Gioacchino Starace ed il coreografo Damiano Artale, per aver onorato le mie note del proprio straordinario talento” – racconta il compositore Giovanni Allevi – Attraverso un lavoro creativo durato mesi, i ballerini hanno fuso l’eccellenza della danza classica, fatta di tradizione, studio rigoroso e consapevolezza del passato, agli slanci delle mie note contemporanee, approdando ad un linguaggio espressivo originale. È entusiasmante notare come la coreografia danzata aderisca perfettamente alla narrazione musicale, seguendo ed esaltando i momenti di rottura, le inquietudini, la concitata tensione verso l’infinito e l’ebbrezza per la libertà”.
Protagonista femminile dell’intenso passo a due è Virna Toppi, Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano: “Confrontarmi con Giovanni è stato fondamentale per “colorare” con le giuste tonalità le varie parti coreografiche: pirouettes, grand jetés, portès e momenti di off balance, dove la donna si abbandona fuori asse e il semplice peso del corpo, contrapposto a quello dell’uomo, regala attimi di rischio e sorprendenti dinamiche”. Gioacchino Starace, astro nascente del corpo di ballo del Teatro alla Scala, è il danzatore interprete maschile: “La musica di Giovanni Allevi comunica un forte senso di gioia e di libertà e allo stesso tempo un pizzico di malinconia. Collaborare a questo progetto è stato fantastico perché abbiamo tutti dato il massimo. In un clima entusiasmante di professionalità e poesia si è creato un connubio speciale tra la musica del Maestro e la nostra danza.” Damiano Artale, che ha ascoltato per primo insieme al compositore il brano “Kiss me again”, potendone immaginare i movimenti della coreografia, racconta: “Per la costruzione del passo a due sulle note di “Kiss me again” sono partito dalla fonte del progetto: la musica pura del Maestro Allevi. Ascoltando la composizione, le immagini della coreografia sono apparse in modo naturale, consequenziale. La scelta dei danzatori classici mi ha portato allo sviluppo di un linguaggio che potesse metterli in risalto, con difficili momenti di sincronia, avvicinandoli ad una gestualità contemporanea ma rispettando le loro peculiarità e punti di forza, come la grande capacità di Virna nel danzare sulle punte o la leggiadrìa di Gioacchino nell’esecuzione dei salti. Virna e Gioacchino sono belli, tecnici, virtuosi ma soprattutto sono grandi artisti, in grado di veicolare il messaggio sublimato dalla musica, con i loro corpi eccezionali.”
Prodotto da Twister Film in qualità cinematografica, il videoclip porta la firma del giovane regista Simone Valentini: “Per le riprese del videoclip abbiamo scelto di raccontare i movimenti attraverso la morbidezza di una steadycam e di creare una rottura dei colori nelle inquadrature. Attraverso le ottiche grandangolari abbiamo voluto restituire la grandezza dell’opera di Tresoldi, scenografia classico-contemporanea in cui è immersa la coreografia, mentre nell’avvicinamento al Maestro Allevi, siamo entrati nella sua intimità col proprio strumento, fino a svelare le espressioni più minime del viso, la sua emozione sincera durante l’esecuzione al pianoforte, suo strumento prediletto, cui spesso dedica proprio un bacio, alla fine delle esecuzioni in concerto. Per l’intro e i titoli di coda si è scelto il 4:3 e la ripresa in pellicola, portando il piano del reale più vicino al moderno, in un eterno ritorno.”
Il videoclip è stato sostenuto dalla Fondazione Calabria Film Commission e dalla Regione Calabria. “È stato accolto ed accompagnato – spiega una nota – nei giorni di ripresa nella città capoluogo, con manifestazioni di entusiasmo, rendendo il lavoro di tutti un momento indimenticabile di produzione creativa e di restituzione della straordinaria bellezza e profondità culturale dei luoghi. E il video del Maestro Allevi, per sostenere ancora di più il Made in Italy, conclude con i danzatori in abiti TMB Running di Tombolini, storica maison della sua terra, le Marche, un brand che unisce innovazione e ricerca tecnologica all’antica tradizione sartoriale. Compositore, pianista e filosofo, Giovanni Allevi è tra gli artisti italiani più amati al mondo. Con le sue note ha dato un volto nuovo alla musica classica avvicinando milioni di giovani al pianoforte e alla composizione. Oltre alla Musica, si è dedicato con successo alla scrittura, pubblicando nell’ultimo anno il saggio filosofico Revoluzione su innovazione, follia e cambiamento, e come autore e conduttore della innovativa serie televisiva Allevi In The Jungle (docuserie disponibile su RaiPlay), in cui il compositore incontra e dialoga con artisti e poeti di strada, alla ricerca del senso della vita”.
Un 47enne di Catanzaro, coinvolto in una truffa architettata da una cartomante 64enne di Napoli. Il piano era ben organizzato per fare soldi facili ricattando i suoi clienti. La donna avrebbe chiesto a una sua cliente, che si era rivolta a lei per ragioni sentimentali, di registrare un rito magico che constava di una doccia purificatrice, in cui doveva mostrarsi nuda. Solo così avrebbe risolto i suoi problemi sentimentali. La vittima, inizialmente fidatasi della cartomante, ha registrato il video, inviandoglielo. All’invio del filmato, però, è seguito dall’invio dei suoi dati personali e da due ricariche di 50 euro su una carta prepagata. La donna ha poi ricevuto un messaggio da parte del 47enne di Catanzaro, che la informava di aver trovato un cellulare contenente il video che la riprendeva nuda sotto la doccia.
Da qui il ricatto. Il blocco della divulgazione del video valeva 500 euro da pagare alla cartomante. La vittima, spaventata dall’imbarazzo in cui si sarebbe trovata, ha ceduto. Poi, però, ha trovato il coraggio di denunciare. E dopo una serie di richieste sempre più pressanti, con continue richieste di somme di denaro, donna ha denunciato il fatto alla polizia.
Le forze dell’ordine hanno scoperto numerose altre ricariche provenienti presumibilmente da altre vittime e così, durante alcune perquisizioni eseguite dalla Polizia postale di Napoli e Reggio Calabria, è avvenuto il sequestro di tutte le carte di credito. La cartomante e il suo presunto complice sono accusati di estorsione in concorso.
Reggio continua ad essere al centro delle polemiche su omofobia, dl Zan e scontro politico connesso. Dal circolo cittadino del movimento Pro Vita e Famiglia è oggi arrivata una dura reprimenda contro la commissione pari opportunità cittadina, rea di aver convocato un’assemblea “d’urgenza” per mercoledì mattina, avente ad oggetto la legge sui reati d’odio omotransfobico che sta spaccando in due l’Italia. Una riunione alla quale, lamentano i familisti, sono stati invitati Udi, Non una di meno, Arcigay e Agedo – insomma “gli amici”. Laddove invece sarebbe stato gradito un contraddittorio con chi, come si può immaginare, ha una posizione opposta sul ddl Zan rispetto alle citate associazioni. Tuonano infatti da PVF: “Al di là di alcune condivisibili intenzioni di cui è portatore il ddl Zan, poiché quando si parla di dignità e di integrità della persona, qualunque essa sia, questa va sempre tutelata; lo stesso testo è portatore di ampie criticità che andrebbero discusse con onestà e rifiutando ogni approccio ideologico. Questa serenità pare manchi all’attuale amministrazione comunale, forse più intenta a distrarre l’opinione pubblica su tematiche che nulla hanno a che fare con l’acqua che non arriva nelle case, le strade dissestate, l’immondizia che ancora invade diverse strade, la crisi economica che in città avanza accompagnata da una crisi sanitaria senza precedenti”.
Secondo il circolo reggino PVF, il motivo di una convocazione così precipitosa potrebbe essere legato al caso del filmato omofobo circolato ieri in rete, “uno scandaloso video per il quale ci uniamo fortemente nella condanna e alla quale seguiranno le giuste conseguenze a tutela delle persone ritratte e violate nella loro intimità”. Ma, aggiungono, “questo episodio non può diventare terreno di strumentalizzazione ideologica che viola ulteriormente la dignità dei due ragazzi ripresi e insultati”. Poi rivolgendosi alla presidente della commissione, Lucia Nucera, la invitano “ad ampliare il dibattito coinvolgendo anche il mondo associazionistico critico nei confronti del ddl Zan. Palazzo San Giorgio non è la sede politica di un gruppo ristretto di persone ma dovrebbe essere la casa di tutti i cittadini di Reggio, al di là di ogni convincimento personale in materia etica o politica. Il rispetto per la diversità si alimenta anche con il rispetto per la pluralità”.
Con l’amministrazione comunale – e in particolare con il sindaco Giuseppe Falcomatà – il movimento ha una questione in sospeso: a febbraio Falcomatà aveva fatto coprire i manifesti dell’ultima campagna antiabortista dell’associazione, che, come di consueto, utilizzava un linguaggio aggressivo, che il primo cittadino aveva tacciato di contenuti violenti. La reazione dei familisti, sostenuti dalla diocesi e anche da molti esponenti politici dell’opposizione, era stata adire le vie legali per quella censura di affissioni regolarmente autorizzate dal comune.
La presidente della commissione pari opportunità Nucera, dicendosi sorpresa dell’uscita dei Pro Vita, ha precisato però che l’assemblea di mercoledì era già stata fissata: ne seguirà un’altra il 12 maggio e se necessario saranno previsti nuovi incontri per ascoltare le istanze di tutti i gruppi associativi coinvolti nelle tematiche in oggetto.
Insomma, nella città dello Stretto si conferma l’atmosfera di tensione e scontro attorno ai diritti della comunità Lgbt. Oggi ha continuato a far discutere il vergognoso video virale apparso per qualche ora (purtroppo sufficiente a farlo circolare su chat e social) sul canale YouTube di Luciano Surace, noto a Reggio per il suo impegno politico in ambiente di centrodestra. Lo stesso Surace, dopo aver rimosso il video come era corretto fare, aveva spiegato di non esserne l’autore né di sapere chi lo avesse girato, e aveva manifestato amarezza per l’accostamento della propria persona e del movimento AmaReggio (con cui si era candidato consigliere alle scorse elezioni comunali) ai contenuti omofobi di quelle immagini, dove una coppia gay abbracciata sul lungomare era bersagliata di insulti con becere didascalie. Surace si era rivendicato rispettoso delle diversità, tanto da avere molti amici omosessuali, giustificando la presenza di quel video sulla sua pagina perché risalente a quattro anni fa e già noto a molti reggini. Al di là di ogni commento su questa spiegazione, non si erano fatte attendere le reazioni a quella che, pur senza alcuna intenzione malevola, è stata una gaffe spiacevole e dannosa. Il circolo Due Mari di Arcigay ha infatti informato di voler intervenire legalmente sulla vicenda, diffidando l’ulteriore diffusione delle immagini (al momento ignoto).
Ma dell’episodio parlano ora anche gli esponenti di AmaReggio – Stanza 101, che in una nota prendono le distanze dal filmato e difendono la reputazione di Luciano Surace: “Il nostro direttivo condanna le riprese, la diffusione ed i commenti contenuti nel video. Riteniamo, parimenti, doverosa una riflessione sulla candidatura di Luciano Surace che nasce dal suo concreto impegno sul territorio di Archi, suo quartiere dove negli anni ha affrontato e denunciato il degrado urbano con dedizione, sempre al fianco del disagio dei cittadini di questa periferia continuamente abbandonata. Nel suo impegno volto alla riqualifica di un territorio oggettivamente penalizzato, Luciano ha anche fondato una scuola calcio dove ha di fatto sottratto diversi bambini alle insidie della strada usando lo sport come importante scudo e risposta al degrado civico e morale. Questo, e non altro, è il curriculum (ampiamente verificabile) che ha portato alla candidatura di Luciano Surace e a una collaborazione su altre battaglie civiche come quella sull’eccessivo costo della Tari”. E continuano: “Non ci siamo mai permessi di usare a nostro favore le azioni positive che Luciano Surace compie sul suo quartiere attraverso il suo impegno personale e la sua scuola calcio, così non permettiamo che altri possano strumentalizzare iniziative personali e non condivise che nulla hanno a che fare con l’impegno e la visione di AmaReggio. Il nostro movimento civico nasce da una comunità umana e culturale che si fonda sui valori di identità, comunità e solidarietà. Una visione, questa appena descritta e accennata, assolutamente antitetica al video discusso in queste ultime ore in cui vengono lesi il diritto all’intimità e della sfera privata di due ragazzi, così come viene utilizzato un linguaggio che trascende l’ironia e scade nell’offesa gratuita. La stessa visione cultura e politica votata a valorizzare le Libertà collettive ed individuali, dunque, ci induce a ripudiare qualsiasi comportamento discriminatorio e ci porta a prendere le distanze dalla vicenda del video”.
Una posizione di civile rigetto che si allinea a quella di chiunque abbia visto quel video – e lascia ben sperare sul cambiamento del clima generale della città di Reggio sull’argomento omosessualità. Che solitamente, come si è dimostrato in tante occasioni, purtroppo non è così empatico verso scelte di vita che esulano dalla famiglia tradizionale. Se la situazione sia davvero cambiata forse lo scopriremo al prossimo Gay Pride…
Nella stessa giornata in cui Fedez ha riacceso il dibattito sulla necessità di una legge contro l’omofobia, un video sta indignando i reggini, già virale in riva allo Stretto. A postarlo sul suo canale YouTube è stato Luciano Suraci, fondatore del Popolo di Archi, movimento nato per la vivibilità del suddetto quartiere nonché ex candidato consigliere alle scorse elezioni comunali nella lista AmaReggio. Nel video si vedono due giovani uomini che si baciano su una panchina del lungomare – una scena frequente, quella di una coppia che si ama e si scambia effusioni senza particolari eccessi. I due sono ripresi dall’alto, evidentemente a loro insaputa, e appaiono ora protagonisti di un video intitolato “Reggio, ricchioni sul lungomare” e montato con didascalie che esprimono sdegno e alludono al degrado odierno dell’Italia, concludendo “speriamo che guariscano da questa atroce malattia” e accomunando una specie di infimo stato sociale le categorie di “ricchioni, transessuali, drogati, alcolizzati, omicidi e suicidi”. Nella stessa pagina, oltre a vari video di esaltazione di nostalgie fasciste, si trovano filmati di tenore simile sugli immigrati e sulla transessualità. Adesso l’autore del video, chiunque sia, rischia una denuncia pesante, prima che per le offese contenute nel video, per la violazione della privacy e la diffusione di immagini senza il consenso degli interessati.
Si scambiavano sui social immagini e video di minori abusati o vittime di violenze, tra i quali anche neonati.
La rete è stata scoperta dalla Polizia Postale al termine di un’indagine iniziata più di un anno fa dalla Polizia Postale di ReggioCalabria sotto la direzione della Procura della Repubblica Distrettuale di Catanzaro, guidata dal Procuratore Capo dott. Nicola Gratteri, e con il coordinamento del Procuratore Aggiunto dott. Giancarlo Novelli
coordinata dalla procura di Catanzaro che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 119 persone e ad un centinaio di persone in tutta Italia.
In tre di questi casi, l’ingente quantitativo di media pedopornografici rinvenuti ha fatto scattare l’arresto in flagranza di reato dei responsabili, residenti nelle Province di Imperia, Pistoia e Reggio Calabria.
Complessivamente gli investigatori hanno individuato 28mila immagini e 8mila video a carattere pedopornografico, sequestrando 230 dispositivi informatici.
E’ stato rimosso da Youtube il video di “U latitanti”, la canzone di Teresa Merante da oltre 3 milioni e 700 mila visualizzazioni che tante polemiche, nelle scorse settimane, aveva provocato.
Il brano del 2017 racconta “le gesta” di Rocco Castiglione, ucciso il 31 maggio del 2014 a Roccabernarda e noto latitante di ‘ndrangheta. Le parole del testo sono dirette e inequivocabili nel raccontare la fuga di Castiglione accerchiato dalle forze dell’Ordine. “…lu strusciu di catini si sente de luntanu, si stannu avvicinannu cu li mitra alli manu, nun aviti paura ca su quattru pezzenti nui simu i latitanti e simu i chiù putenti…”.
Nei giorni scorsi l’Afi (Associazione Fonografici Italiani) aveva sospeso l’etichetta discografica Elca Sound, produttrice dei brani della cantante Teresa Merante in cui si parla di ‘ndrangheta con testi che sembrano celebrare i personaggi della malavita.
Sulla vicenda è intervenuto anche Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp annunciando di aver dato mandato all’avvocato Carmen di Meo del Foro di Roma di preparare un esposto alla Procura della Repubblica capitolina nei confronti della stessa Merante per “istigazione a delinquere“.
Per le parlamentari del MoVimento 5 Stelle Margherita Corrado e Dalila Nesci, quelli contenuti nei testi della Merante, sono messaggi intollerabili.
“Da cittadine calabresi e da componenti della commissione parlamentare Antimafia- aggiungono – pensiamo che non si possa tollerare che messaggi così pericolosi vengano spacciati per arte. Vale per la musica, per il cinema, per i social e per ogni altro mezzo di comunicazione di massa. Il principio della libertà di espressione, anche artistica, trova un limite laddove si istiga a compiere reati e ad esaltare un modello di società non fondata sul Diritto. Si pensi ai molti giovani che ancora non hanno gli strumenti idonei per potersi difendere dall’influenza plagiante di questo tipo di personaggi. E proprio per questo è necessario un atto legislativo che definisca meglio, per casi come questo, un perimetro chiaro”.
“Amando Dante” è l’iniziativa che l’assessorato alla Città della Cultura e della Solidarietà di Corigliano-Rossano, guidato da Donatella Novellis, lancia il 14 febbraio per celebrare, con studenti e cittadini, i settecento anni dalla scomparsa di Dante Alighieri.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Officine delle Idee, punta a celebrare e a far conoscere la cultura dantesca e del Dolce Stil Novo italiano fra i giovani e non solo.
A partire da domenica 14 febbraio, cittadini e studenti delle scuole di ogni ordine e grado di Corigliano-Rossano potranno inviare un breve video in cui recitano o leggono un brano delle opere di Dante citando l’opera da cui è tratto. Il video potrà essere realizzato singolarmente, in coppia, in gruppi e in qualsiasi forma valorizzi la cultura dantesca.
L’iniziativa parte da Corigliano-Rossano, all’interno del progetto “Siamo Culture – Ponte tra Oriente e Occidente”.
Per informazioni e regolamento visitare il sito www.siamoculture.it o inviare una mail all’indirizzo segreteriasiamoculture@gmail.com
«L’iniziativa apre le nostre celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante – spiega l’assessore alla Città della Cultura e della Solidarietà Donatella Novellis – vuole essere un modo coinvolgente, semplice e divertente per divulgare la cultura dantesca. Un modo per far capire quanto le parole di Dante Alighieri siano ancora estremamente attuali e vicino ai nostri giorni. Amando Dante sarà solo la prima di una serie di iniziative che metteremo in campo per celebrare il più celebre autore italiano».
Crotone – Ha presentato denuncia per lesioni ma anche per cyberbullismo la famiglia di un ragazzo, minore, pestato al culmine di una lite scoppiata sui social nel mese di dicembre e che poi ha avuto come epilogo un’aggressione violenta a calci e pugni da parte di un coetaneo sostenuto da altri tre suoi amici che hanno ripreso la scena con un cellulare incitando l’autore a picchiare. Le scene del video postato sulla chat di whatsapp sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Crotone da alcune persone.
Il video mostra un’aggressione violenta contro la vittima, inerme a terra, che viene presa a pugni, calci e colpita anche con oggetti trovati sul luogo, un deposito abbandonato nella periferia di Crotone. La Procura ha interessato della vicenda la squadra Volanti della Questura di Crotone che ha identificato in poche ore tutti i giovani protagonisti di età tra 16 e 17 anni ed ha segnalato la vicenda alla procura dei Tribunale dei minori di Catanzaro. Si procede d’ufficio per il reato di lesioni nei confronti dell’aggressore e di concorso per chi osserva senza intervenire filmando l’accaduto. Si è scoperto anche che le famiglie erano a conoscenza di quanto successo ma non sapevano altro: solo la visione del video, mostrato loro dalla Polizia, le ha informate delle violentissime modalità del pestaggio. Per questo il padre dell’aggressore, uno sportivo molto noto a Crotone, ha chiesto pubblicamente scusa ribadendo l’errore del figlio e che la giustizia dovrà fare il suo corso.
La famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Francesco Verri, ha presentato comunque denuncia per le lesioni, ma anche per cyberbullismo: “la diffusione del video – ha spiegato Verri – ha amplificato l’umiliazione inflitta alla vittima che ha avuto delle conseguenze psicologiche”. La famiglia del ragazzo picchiato ha denunciato gli altri ragazzi che hanno assistito al pestaggio e chiesto di procedere contro chi ha diffuso il video sia sui social che sulle testate giornalistiche: “Il diritto di cronaca non c’entra – dice Verri – il video è lo strumento del cyberbullismo del gruppo per cui facendolo circolare si mortifica nuovamente la vittima”.
Sono le parole pronunciate da don Pietro De Luca, parroco di Paola. Il video è diventato virale. “Si trattava di una conversazione con i miei parrocchiani a fine messa”- precisa don Pietro De Luca, parroco di Paola, nel cosentino. L’argomento era “salvaguardiamo le parole per salvaguardare la nostra vita”. Il parroco, nella conversazione post omelia, ha detto ai fedeli:
“Io me ne andrei dall’Italia se avessi l’età giusta perché è in mano a persone che non sanno quello che dicono”. “Di Maio dopo avere incontrato un uomo dello spessore di Draghi non avrebbe dovuto dire che gli aveva fatto una bella impressione. Ma insomma, un po’ di umiltà, sennò non ci capiamo più”. E ancora sul ministro degli esteri: “è un povero figliolo” dice ancora Don Pietro sull’altare, “chi lo ha fatto arrivare fino lì gli ha fatto un grande danno, non gli vuole bene. Non vuole bene a lui e non vuole bene all’Italia“.
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