Pro Vita: “Non invitati a riunione in commissione pari opportunità”

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Reggio continua ad essere al centro delle polemiche su omofobia, dl Zan e scontro politico connesso. Dal circolo cittadino del movimento Pro Vita e Famiglia è oggi arrivata una dura reprimenda contro la commissione pari opportunità cittadina, rea di aver convocato un’assemblea “d’urgenza” per mercoledì mattina, avente ad oggetto la legge sui reati d’odio omotransfobico che sta spaccando in due l’Italia. Una riunione alla quale, lamentano i familisti, sono stati invitati Udi, Non una di meno, Arcigay e Agedo – insomma “gli amici”. Laddove invece sarebbe stato gradito un contraddittorio con chi, come si può immaginare, ha una posizione opposta sul ddl Zan rispetto alle citate associazioni. Tuonano infatti da PVF: “Al di là di alcune condivisibili intenzioni di cui è portatore il ddl Zan, poiché quando si parla di dignità e di integrità della persona, qualunque essa sia, questa va sempre tutelata; lo stesso testo è portatore di ampie criticità che andrebbero discusse con onestà e rifiutando ogni approccio ideologico. Questa serenità pare manchi all’attuale amministrazione comunale, forse più intenta a distrarre l’opinione pubblica su tematiche che nulla hanno a che fare con l’acqua che non arriva nelle case, le strade dissestate, l’immondizia che ancora invade diverse strade, la crisi economica che in città avanza accompagnata da una crisi sanitaria senza precedenti”.

Secondo il circolo reggino PVF, il motivo di una convocazione così precipitosa potrebbe essere legato al caso del filmato omofobo circolato ieri in rete, “uno scandaloso video per il quale ci uniamo fortemente nella condanna e alla quale seguiranno le giuste conseguenze a tutela delle persone ritratte e violate nella loro intimità”. Ma, aggiungono, “questo episodio non può diventare terreno di strumentalizzazione ideologica che viola ulteriormente la dignità dei due ragazzi ripresi e insultati”. Poi rivolgendosi alla presidente della commissione, Lucia Nucera, la invitano “ad ampliare il dibattito coinvolgendo anche il mondo associazionistico critico nei confronti del ddl Zan. Palazzo San Giorgio non è la sede politica di un gruppo ristretto di persone ma dovrebbe essere la casa di tutti i cittadini di Reggio, al di là di ogni convincimento personale in materia etica o politica. Il rispetto per la diversità si alimenta anche con il rispetto per la pluralità”.

Con l’amministrazione comunale – e in particolare con il sindaco Giuseppe Falcomatà – il movimento ha una questione in sospeso: a febbraio Falcomatà aveva fatto coprire i manifesti dell’ultima campagna antiabortista dell’associazione, che, come di consueto, utilizzava un linguaggio aggressivo, che il primo cittadino aveva tacciato di contenuti violenti. La reazione dei familisti, sostenuti dalla diocesi e anche da molti esponenti politici dell’opposizione, era stata adire le vie legali per quella censura di affissioni regolarmente autorizzate dal comune.

La presidente della commissione pari opportunità Nucera, dicendosi sorpresa dell’uscita dei Pro Vita, ha precisato però che l’assemblea di mercoledì era già stata fissata: ne seguirà un’altra il 12 maggio e se necessario saranno previsti nuovi incontri per ascoltare le istanze di tutti i gruppi associativi coinvolti nelle tematiche in oggetto.

Insomma, nella città dello Stretto si conferma l’atmosfera di tensione e scontro attorno ai diritti della comunità Lgbt. Oggi ha continuato a far discutere il vergognoso video virale apparso per qualche ora (purtroppo sufficiente a farlo circolare su chat e social) sul canale YouTube di Luciano Surace, noto a Reggio per il suo impegno politico in ambiente di centrodestra. Lo stesso Surace, dopo aver rimosso il video come era corretto fare, aveva spiegato di non esserne l’autore né di sapere chi lo avesse girato, e aveva manifestato amarezza per l’accostamento della propria persona e del movimento AmaReggio (con cui si era candidato consigliere alle scorse elezioni comunali) ai contenuti omofobi di quelle immagini, dove una coppia gay abbracciata sul lungomare era bersagliata di insulti con becere didascalie. Surace si era rivendicato rispettoso delle diversità, tanto da avere molti amici omosessuali, giustificando la presenza di quel video sulla sua pagina perché risalente a quattro anni fa e già noto a molti reggini. Al di là di ogni commento su questa spiegazione, non si erano fatte attendere le reazioni a quella che, pur senza alcuna intenzione malevola, è stata una gaffe spiacevole e dannosa. Il circolo Due Mari di Arcigay ha infatti informato di voler intervenire legalmente sulla vicenda, diffidando l’ulteriore diffusione delle immagini (al momento ignoto).

Ma dell’episodio parlano ora anche gli esponenti di AmaReggio – Stanza 101, che in una nota prendono le distanze dal filmato e difendono la reputazione di Luciano Surace: “Il nostro direttivo condanna le riprese, la diffusione ed i commenti contenuti nel video. Riteniamo, parimenti, doverosa una riflessione sulla candidatura di Luciano Surace che nasce dal suo concreto impegno sul territorio di Archi, suo quartiere dove negli anni ha affrontato e denunciato il degrado urbano con dedizione, sempre al fianco del disagio dei cittadini di questa periferia continuamente abbandonata. Nel suo impegno volto alla riqualifica di un territorio oggettivamente penalizzato, Luciano ha anche fondato una scuola calcio dove ha di fatto sottratto diversi bambini alle insidie della strada usando lo sport come importante scudo e risposta al degrado civico e morale. Questo, e non altro, è il curriculum (ampiamente verificabile) che ha portato alla candidatura di Luciano Surace e a una collaborazione su altre battaglie civiche come quella sull’eccessivo costo della Tari”. E continuano: “Non ci siamo mai permessi di usare a nostro favore le azioni positive che Luciano Surace compie sul suo quartiere attraverso il suo impegno personale e la sua scuola calcio, così non permettiamo che altri possano strumentalizzare iniziative personali e non condivise che nulla hanno a che fare con l’impegno e la visione di AmaReggio. Il nostro movimento civico nasce da una comunità umana e culturale che si fonda sui valori di identità, comunità e solidarietà. Una visione, questa appena descritta e accennata, assolutamente antitetica al video discusso in queste ultime ore in cui vengono lesi il diritto all’intimità e della sfera privata di due ragazzi, così come viene utilizzato un linguaggio che trascende l’ironia e scade nell’offesa gratuita. La stessa visione cultura e politica votata a valorizzare le Libertà collettive ed individuali, dunque, ci induce a ripudiare qualsiasi comportamento discriminatorio e ci porta a prendere le distanze dalla vicenda del video”.

Una posizione di civile rigetto che si allinea a quella di chiunque abbia visto quel video – e lascia ben sperare sul cambiamento del clima generale della città di Reggio sull’argomento omosessualità. Che solitamente, come si è dimostrato in tante occasioni, purtroppo non è così empatico verso scelte di vita che esulano dalla famiglia tradizionale. Se la situazione sia davvero cambiata forse lo scopriremo al prossimo Gay Pride…

Isabella Marchiolo