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	<title>umiliata Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Jun 2023 12:26:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, oggi Sara Pedri compie 34 anni. Scomparsa da marzo 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 12:26:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Emanuela Pedri, sorella di Sara, la ginecologa forlivese svanita nel nulla due anni fa, non usa il condizionale ma l’indicativo presente: “Sara oggi compie 34 anni”. “È il suo compleanno e come ogni anno la festeggeremo”, spiega la sorella Emanuela, intervistata dal Corriere della Sera. Dal quattro marzo del 2021 di Sara Pedri non si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-oggi-sara-pedri-compie-34-anni-scomparsa-da-marzo-2021/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, oggi Sara Pedri compie 34 anni. Scomparsa da marzo 2021</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Emanuela Pedri, sorella di Sara, la ginecologa forlivese svanita nel nulla due anni fa, non usa il condizionale ma l’indicativo presente: “Sara oggi compie 34 anni”. “È il suo compleanno e come ogni anno la festeggeremo”, spiega la sorella Emanuela, intervistata dal Corriere della Sera. Dal quattro marzo del 2021 di Sara Pedri non si sa più nulla. E nemmeno il suo corpo è mai stato trovato. Ma da allora le ricerche non si sono mai fermate ma soprattutto la famiglia ha portato avanti una battaglia nel suo nome, quella contro il mobbing sul lavoro. La famiglia è convinta da tempo che Sara avrebbe pensato al gesto estremo perché vittima di un clima pesantissimo nel reparto in cui lavorava nell’Ospedale Santa Chiara di Trento.</p>
<p>La scomparsa di Sara scoperchiò un vero e proprio vaso di Pandora e portò numerosi dipendenti di quel reparto a denunciare tra le lacrime anni di vessazioni e mortificazioni nello stesso posto di lavoro di Sara. Si attende la decisione dei giudici sul rinvio a giudizio chiesto dal pm nell’ambito di un’inchiesta che ha spinto altri dipendenti dell’ospedale trentino a denunciare episodi di mobbing. Sara compare tra le parti di quel processo attraverso la voce della sua famiglia che vuole che quello che è successo a Sara non capiti più a nessuno. La loro è una campagna di civiltà e sensibilizzazione.</p>
<p>“C’è un’udienza preliminare è stata fissata nel mese di novembre – racconta Emanuela al Corriere – Non è un processo che comunque ci auguriamo cominci presto. La vicenda giudiziaria come è noto non riguarda solo Sara ma anche tante altre vittime, come lo è stata lei, di abusi e di mobbing in corsia. Questo è molto importante per noi: se anche vincessimo il processo Sara non tornerebbe qui con noi è importante fare giustizia per aiutare chi c’è ancora. Noi familiari abbiamo elaborato il lutto: ora la nostra è una battaglia ispirata dal senso civico. Purtroppo è brutto constatare che c’è sempre un evento infausto all’origine di un certo risveglio delle coscienze. È andata così. Vorremmo che la vicenda drammatica di Sara non equivalga ad un inutile sacrificio”.</p>
<p>E nel giorno del compleanno di Sara la famiglia la festeggia come ha sempre fatto senza perdere la speranza che prima o poi dal lago di Santa Giustina, dove si pensa che si possa essere gettata Sara, possa emergere il suo corpo. “Stiamo continuando a cercarla anche se siamo consapevoli che dopo due anni è difficile che di Sara sia rimasto qualcosa – continua la sorella – Il lago di Santa Giustina, il principale sito in cui le ricerche sono localizzate, è continuamente sotto i riflettori. Purtroppo lo è anche al di là di mia sorella. Ci sono stati incidenti, alcuni anche molto recenti e quindi persone disperse e poi ritrovate senza vita. Sappiamo quanta attenzione è riservata a quell’area non solo dalle persone deputate a compiere le ricerche ma anche degli abitanti e dei pescatori. Noi di solito ci riattiviamo e torniamo a sperare tra ottobre e novembre e tra marzo e aprile perché è più facile che in questi periodi riemerga qualcosa per quel che riguarda la morfologia del territorio”.</p>
<p>E racconta un fatto che sembra il simbolo della speranza. Quando a maggio la grave alluvione dell’Emilia Romagna ha allagato la regione, anche Forlì è stata fortemente colpita. Nella villa comunale della cittadina, la sua famiglia aveva piantato un grosso albero dalle foglie rosse, come i capelli di Sara, per ricordarla e dare coraggio a tutti. Emanuela pensava che le violente piogge lo avessero divelto e invece l’albero era ancora lì intatto. “Più mi avvicinavo più temevo che dell’albero non fosse rimasto più nulla. Ma è stata una bella sorpresa vedere che tutto era al suo posto”, ha detto.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="zc0mU3Kc58"><p><a href="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/">VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/embed/#?secret=5yhQrwYDGq#?secret=zc0mU3Kc58" data-secret="zc0mU3Kc58" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HZ3mxVqfrx"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-i-drammatici-appunti-di-sara-pedri-prima-di-sparire/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: i drammatici appunti di Sara Pedri prima di sparire</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: i drammatici appunti di Sara Pedri prima di sparire&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-i-drammatici-appunti-di-sara-pedri-prima-di-sparire/embed/#?secret=CcgpHIvXUo#?secret=HZ3mxVqfrx" data-secret="HZ3mxVqfrx" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Sara Pedri vessata e umiliata, così si è spenta in tre mesi. I suoi messaggi: &#8220;Ho paura, non avrò vita lunga qua&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 15:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella vita di Sara Pedri c&#8217;è un prima e un dopo. Il bivio che cambia la sua esistenza è racchiuso in una data &#8211; 16 novembre 2020 &#8211; e in un luogo, l&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento. Un anno fa la ginecologa forlivese di 31 anni si lascia alle spalle la Calabria, dove si è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sara-pedri-vessata-e-umiliata-cosi-si-e-spenta-in-tre-mesi-i-suoi-messaggi-ho-paura-non-avro-vita-lunga-qua/">Sara Pedri vessata e umiliata, così si è spenta in tre mesi. I suoi messaggi: &#8220;Ho paura, non avrò vita lunga qua&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella vita di Sara Pedri c&#8217;è un prima e un dopo. Il bivio che cambia la sua esistenza è racchiuso in una data &#8211; 16 novembre 2020 &#8211; e in un luogo, l&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento. Un anno fa la ginecologa forlivese di 31 anni si lascia alle spalle la <strong>Calabria</strong>, dove si è specializzata, e arriva in Trentino. Doveva essere il salto di carriera, il primo passo da &#8220;strutturata&#8221;. È l&#8217;inizio della fine. Il 3 marzo si dimette dall&#8217;azienda sanitaria, il giorno dopo la sua macchina viene trovata vicino a un ponte in Val di Non che dà su un torrente. Un luogo tristemente noto per i suicidi. Da allora il corpo non è stato trovato. La famiglia di Sara, difesa dall&#8217;avvocato Nicodemo Gentile, sostiene che la dottoressa sia stata vittima di vessazioni e maltrattamenti che l&#8217;hanno portata al burnout.  </p>
<p>Ma succede di più. Decine di operatori sanitari &#8211; medici, ostetriche, infermieri &#8211; chiedono di essere ascoltati per raccontare cosa succedeva nel reparto di ginecologia e ostetricia diretto da anni dal primario Saverio Tateo e dalla sua vice Liliana Mereu. Crolla un muro di silenzio che questa estate porta la procura di Trento, con la pm Licia Scagliarini, a indagare i due dirigenti per maltrattamenti nei confronti di quattordici professionisti, fra cui la ginecologa di Forlì. L&#8217;inchiesta è aperta e ora è attesa una svolta. Tateo, nel frattempo, è stato licenziato, Mereu trasferita a mille chilometri di distanza.  </p>
<p>Un dramma personale ha così illuminato le ombre di un intero reparto ma secondo Emanuela Pedri, la sorella di Sara, non basta: &#8220;Alla sua scelta bisogna dare un valore condiviso o tutto è vanificato. Bisogna parlare, sensibilizzare&#8221;. Lo scorso 12 dicembre diversi monumenti e palazzi delle istituzioni si sono illuminati di verde in occasione della giornata nazionale per le persone scomparse. Anche la casa di Sara, per una sera, aveva lo stesso colore. </p>
<p><strong>La sorella di Sara: &#8220;Mia sorella poteva essere salvata&#8221;</strong><br />
&#8220;Sara non è scomparsa, sappiamo che c&#8217;è stato un gesto estremo. Lei è in fondo al lago. Ma poteva essere salvata, è la certezza più grande che ho, il motivo per cui faccio questa battaglia. Se mi fossi fatta calpestare dai sensi di colpa non sarei arrivata fin qui. Il dolore è un lusso. A quella scelta, tutta sua, ora bisogna dare un valore, condiviso da una massa. Oppure tutto è vanificato&#8221;. Emauela Pedri, 45 anni, la sorella di Sara, da mesi è il volto e la voce di una famiglia che cerca la verità.<br />
<strong>Chi era Sara?</strong><br />
&#8220;Una ragazza indipendente, determinata, appassionata di un lavoro per il quale aveva dato tutta sé stessa&#8221;.<br />
<strong>Si era specializzata in <strong>Calabria</strong>. Poi, nel 2020, la chiamata in Trentino. </strong><br />
&#8220;Ho visto una persona sicura di sé, bella come il sole, partire con entusiasmo, felicità, orgoglio e spegnersi in un mese e mezzo&#8221;.<br />
<strong>Partiamo dall&#8217;inizio. Il 16 novembre Sara comincia all&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento.  </strong><br />
&#8220;Già all&#8217;inizio lei ha la sensazione che qualcosa non va. I colleghi, a fin di bene, le dicono: qui bisogna solo correre, non ci interessano i tuoi problemi personali, se vuoi sopravvivere devi lavorare. Non conosceva ancora la tossicità di quell&#8217;ambiente&#8221;.<br />
<strong>Quell&#8217;ambiente era tossico? </strong><br />
&#8220;La situazione precipita perché lei capisce che quelle frasi erano vere. È sottoposta a ritmi estenuanti, viene vessata, aggredita verbalmente, percossa con uno strumento in sala operatoria, lasciata in una stanza da sola. A gennaio comincia a non mandare più foto, video, audio. In genere lo faceva sempre&#8221;.<br />
<strong>Il 19 febbraio, per un breve periodo, torna a casa.  </strong><br />
&#8220;L&#8217;ho costretta a prendere un certificato di malattia. Non si faceva vedere perché era imbarazzata di com&#8217;era ridotta. Si era ammalata, era in burnout, una sindrome tragica&#8221;.<br />
<strong>Come la trovò in quei giorni? </strong><br />
&#8220;Aveva perso 7-8 chili. Se ne stava accovacciata in un angolo. Voleva pranzare in disparte. Si mangiava le unghie fino alla pelle. Si estraniava: una volta sono entrata nella sua stanza per alcuni minuti e lei non se n&#8217;era nemmeno accorta. Non dormiva più&#8221;.<br />
<strong>Cosa vi diceva? </strong><br />
&#8220;Ricordo che disse: &#8216;Quando si è felici il tempo scorre veloce&#8217;. Ma anche parole come: &#8216;Voglio scomparire&#8217;. Quando vedeva la nostra reazione aggiungeva: &#8216;Ma no, cosa pensate, mica ho il coraggio di togliermi la vita, mi fa paura anche l&#8217;otturazione dei denti&#8230;'&#8221;.<br />
<strong>Scriveva? </strong><br />
&#8220;Sì. Stava preparando una lettera di dimissioni. Ma non formale: voleva spiegare ai suoi superiori il perché del proprio malessere. Degli scritti sono stati trovati nel suo appartamento. Lei diceva: &#8216;Proprio adesso che si diventa grandi, io non riesco a proseguire&#8217;. Aveva associato l&#8217;essere diventata una strutturata con l&#8217;essere grande. Come dire: proprio adesso che devo dimostrare chi sono, non riesco. La malattia ti pone davanti a uno specchio che non vuoi vedere, non accetti la tua immagine, quel malessere lo vuoi togliere. Non possiamo capire fino in fondo di cosa Sara si è voluta liberare. Lei è morta delle paure che le hanno fatto venire: se non eri in grado di lavorare in quel reparto, non potevi farlo da nessun&#8217;altra parte. Se non ce la facevi &#8211; e molti non ce la facevano &#8211; ti facevano credere di non avere capacità. Ti demansionavano&#8221;.<br />
<strong>Mentre Sara è a casa, a Forlì, scopre di essere stata trasferita dal Santa Chiara al vicino ospedale di Cles.  </strong><br />
&#8220;Sara doveva rientrare al lavoro il primo marzo. Mentre è in malattia, scopre che non è nei turni della settimana. Come? Con una telefonata alla segreteria: chiedeva a che ora doveva essere in ospedale lunedì. Già era malata, pensava di non valere niente, poi scopre questa cosa. Cosa poteva pensare? &#8216;Mi hanno licenziata, non mi vogliono più&#8217;. Chiede spiegazioni, la chiama il primario (Tateo, ndr). Avevano deciso di mandarla a Cles. Senza dirlo a lei. È lì che noi non abbiamo capito: trasferirla è stato un lavarsene le mani&#8221;.<br />
<strong>A Cles si trova male? </strong><br />
&#8220;Viene parcheggiata in un consultorio a dare farmaci. Attenzione, non sminuisco quel ruolo! Ma quando una persona subisce quello che ha subito Sara, quando le riempi la testa di cavolate sul tuo reparto dicendo che se non puoi lavorare lì non puoi farlo da nessun&#8217;altra parte, pensi che tutto il resto è nulla, che non vali niente&#8221;.<br />
<strong>Così Sara si licenzia.  </strong><br />
&#8220;Dopo tre giorni&#8221;.<br />
<strong>Il quattro marzo viene trovata solo la sua macchina.  </strong><br />
&#8220;Io non potevo sapere tutte queste cose finché non ho fatto domande precise agli operatori che lavoravano al Santa Chiara. Sono partita dai loro disagi personali per arrivare a mia sorella. Loro si sono aperti con me e hanno buttato giù un muro di omertà e silenzio. Perché Sara è stata vittima dell&#8217;omertà e del silenzio. Si è dimessa perché si sentiva sbagliata, inadeguata, incapace. Non ha cercato un capro espiatorio, un colpevole esterno. Non ha puntato il dito o scaricato la sua rabbia&#8221;.<br />
<strong>Oggi i vertici di quel reparto sono indagati.  </strong><br />
&#8220;Giustizia deve essere fatta. Chi riveste un ruolo dirigenziale deve essere punito se non è capace. Noi abbiamo fatto solo una domanda: cosa è successo a Sara? Da questa domanda, banale, è nato tutto questo. È bastato raccogliere le prime cinque testimonianze spontanee. Mi auguro che presto ci sia un processo, siamo in attesa di saperlo&#8221;.<br />
<strong>Sara poteva essere salvata? </strong><br />
&#8220;Assolutamente sì. È la certezza più grande che ho, il senso di questa battaglia. C&#8217;è tanta rabbia legata a questo&#8221;.<br />
<strong>Lei ha dei sensi di colpa?</strong><br />
&#8220;Quando Sara è venuta qua non l&#8217;ho riconosciuta. Era un&#8217;altra persona. Il burnout è un fuoco che brucia tutto in poco tempo. L&#8217;unico modo per farla uscire da quello stato era portarla in una clinica ma la nostra paura era che ci odiasse per tutta la vita e che succedesse qualcosa di peggio. Come poi è avvenuto. È impossibile non avere sensi di colpa. Ce li hanno i colleghi che l&#8217;hanno conosciuta da poco. I miei? Non averla bloccata di più, non avere avuto il tempo. Tornassi indietro la legherei, la fermerei fisicamente. Questo è il consiglio che darei oggi, perché questa battaglia è anche per gli altri, vorrei che avessero gli strumenti per intervenire e agire subito. Fare denuncia è importantissimo. Mi piacerebbe che il caso di Sara servisse a dare dignità a lei in primis, se la merita tutta. E a far sì che sua luce diventi luce per altri&#8221;.<br />
<strong>Da quel 4 marzo, il corpo non è stato trovato.  </strong><br />
&#8220;È lì, in fondo al lago. Mi auguro che a febbraio-marzo la ricerchino. Mi fido del capitano dei carabinieri. Le persone che cercano gli scomparsi diventano parenti. Sono fiduciosa&#8221;.</p>
<p>(<em>fonte: repubblica.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: sul caso Sara Pedri saranno ascoltate 70 ostetriche</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-sul-caso-sara-pedri-saranno-ascoltate-70-ostetriche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2021 16:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Pedri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la scomparsa, il 4 marzo scorso, della ginecologa 32enne Sara Pedri e dopo l&#8217;enorme indignazione suscitata nell&#8217;opinione pubblica, per quanto si sarebbe verificato all&#8217;interno del reparto dell&#8217;ospedale di Trento, dove sono state denunciate pressioni e umiliazioni, di cui la stessa Sara aveva parlato alla sorella Emanuela, ora 70 ostetriche in servizio all&#8217;ospedale Santa Chiara [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la scomparsa, il 4 marzo scorso, della ginecologa 32enne <strong>Sara Pedri</strong> e dopo l&#8217;enorme indignazione suscitata nell&#8217;opinione pubblica, per quanto si sarebbe verificato all&#8217;interno del reparto dell&#8217;ospedale di Trento, dove sono state denunciate pressioni e umiliazioni, di cui la stessa Sara aveva parlato alla sorella Emanuela, <strong>ora 70 ostetriche in servizio all&#8217;ospedale Santa Chiara saranno ascoltate</strong>, come avevano richiesto in una lettera pubblica, dalla commissione interna istituita dall&#8217;Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento (Apss).</p>
<p>Lo ha confermato lo stesso direttore sanitario dell&#8217;azienda, Antonio Ferro. La commissione- come riporta il Corriere.it &#8211; sarà impegnata anche la prossima settimana nell&#8217;ascolto del personale del reparto di Ginecologia e Ostetricia, lo stesso dove Sara Pedri ha prestato servizio per tre mesi.</p>
<p>Nelle scorse settimane la sorella della giovane scomparsa,<strong> Emanuela Pedri</strong>, aveva esplicitamente parlato di <strong>mobbing e di continue umiliazioni</strong> sopportate da Sara. “Da quando ho iniziato a chiedere la verità mi hanno contattata spontaneamente almeno venti ex colleghi di Sara – continua Emanuela – Tutti mi hanno confermato che nel reparto in questione ci sono condizioni pesanti. Al punto che, piuttosto che chiedere aiuto, ben undici professionisti hanno preferito chiedere il trasferimento o si sono licenziati. Abbiamo raccolto tutte le testimonianze e il nostro legale, l’avvocato Nicodemo Gentile, ha presentato una corposa memoria in procura.<strong> La verità è che Sara è stata umiliata, derisa, discriminata perché si era specializzata all’università di Catanzaro</strong>. Penso che abbia compiuto un gesto estremo. Sara pensava di essere una delusione&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="6LlwVuxyIo"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-sorella-della-ginecologa-scomparsa-e-lancia-pesanti-accuse-sullospedale-di-trento/">Parla la sorella della ginecologa scomparsa e lancia pesanti accuse sull&#8217;ospedale di Trento</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la sorella della ginecologa scomparsa e lancia pesanti accuse sull&#8217;ospedale di Trento&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-sorella-della-ginecologa-scomparsa-e-lancia-pesanti-accuse-sullospedale-di-trento/embed/#?secret=6LlwVuxyIo" data-secret="6LlwVuxyIo" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="COQZfXK9Bd"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-parla-il-fidanzato-cosentino-della-32enne-scomparsa/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla il fidanzato cosentino della 32enne scomparsa</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla il fidanzato cosentino della 32enne scomparsa&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-parla-il-fidanzato-cosentino-della-32enne-scomparsa/embed/#?secret=COQZfXK9Bd" data-secret="COQZfXK9Bd" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="d22qO9FXkt"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-lex-prof-di-sara-pedri-scrive-al-ministro-speranza/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: l&#8217;ex prof di Sara Pedri scrive al ministro Speranza</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: l&#8217;ex prof di Sara Pedri scrive al ministro Speranza&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-lex-prof-di-sara-pedri-scrive-al-ministro-speranza/embed/#?secret=d22qO9FXkt" data-secret="d22qO9FXkt" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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