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  • VIDEO-Operazione ‘Golden River’: Traffico di materiale inerte, cinque misure cautelari nel reggino

    VIDEO-Operazione ‘Golden River’: Traffico di materiale inerte, cinque misure cautelari nel reggino

    I Carabinieri della Compagnia di Locri (RC), con il supporto del personale della Compagnia Carabinieri di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, hanno dato esecuzione, nei comuni di Bianco, Bovalino e Benestare, all’operazione convenzionalmente denominata “Golden River”, la quale ha avuto origine da complesse e articolate attività investigative, che hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di Locri di applicare, nei confronti di due fratelli legati da vincoli di parentela, con una nota famiglia di ‘ndrangheta della “Locride”, la misura cautelare degli arresti domiciliari e nei confronti di altri tre soggetti la misura cautelare dell’obbligo di dimora presso il Comune di rispettiva residenza.

    L’indagine, svolta dalla Stazione Carabinieri di Bovalino, che trae origine dai servizi tesi al monitoraggio dei cantieri edili pubblici e privati della “Locride”, oltre che alla repressione degli illeciti in materia ambientale, ha consentito di individuare con chiarezza e precisione, il contesto criminale in cui hanno operato, a vario titolo, i vari soggetti colpiti da misura cautelare. In particolare, le indagini hanno portato alla luce, attraverso importanti elementi probatori, l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere avente come fine ultimo la commissione di innumerevoli delitti contro il patrimonio. Le analisi investigative, condotte nel secondo semestre del 2024 ed eseguite mediante l’attenta lettura di documenti amministrativi, i cui risultati sono stati confrontati con dati telematici ed informativi, hanno permesso di controllare e verificare gli accessi in fiumara degli automezzi, dedicati al movimento terra ed impiegati per il prelievo illecito di materiale inerte, circa 900 tonnellate complessive, oltre a tutte le fasi di lavorazione, trasformazione e vendita dello stesso materiale, mettendo in risalto le condotte illecite dei singoli indagati. Infatti, è stato accertato che il materiale illecitamente asportato dalla fiumara “Bonamico”, sita in C.da “Ricciolio” del comune di Benestare, dopo essere stato trasportato presso un’individuata ditta edile, veniva, in vari momenti, sottoposto a varie fasi di lavorazione; ovvero frantumazione, lavaggio, conversione in sabbia lavata e pietrisco sino ad arrivare al suo stoccaggio.

    Tale sistema, collaudato in ogni sua singola fase, oltre a modificare le caratteristiche fisiche e visive del materiale fiumaro, rendeva quest’ultimo non più identificabile agli occhi di soggetti esterni alla ditta, impedendone così l’identificazione dell’illecita provenienza. Queste fasi sono risultate indispensabili e fondamentali alla successiva vendita e quindi al riutilizzo del prodotto finito, spesso “calcestruzzo”, come investimento economico in altre attività imprenditoriali della “Locride”, con conseguenti e consistenti introiti economici per la ditta edile che si occupava della lavorazione del materiale fiumaro.

  • VIDEO-Stroncato traffico internazionale di droga tra Lazio e Sud America, 8 arresti

    VIDEO-Stroncato traffico internazionale di droga tra Lazio e Sud America, 8 arresti

    Nelle provincie di Roma, l’Aquila, Reggio Calabria e Catania, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Civitavecchia hanno dato esecuzione ad ordinanze, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma che scaturiscono da una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, e riguarda complessivamente 11 persone, gravemente indiziate di far parte di una complessa associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti a carattere transnazionale, importando dal Sud America e distribuendo in Italia ingenti quantitativi di cocaina. Otto persone sono destinatarie della misura della custodia cautelare in carcere mentre altre 3 persone, nel medesimo procedimento, sono al momento indagate a piede libero in attesa di ulteriori valutazioni del Tribunale.
    L’operazione odierna, fa seguito al fermo del P.M. della DDA della Procura di Roma, dei vertici dell’organizzazione dello scorso fine maggio, di cui è già stata data comunicazione alla stampa, e sintetizza mesi di complesse indagini svolte dai Carabinieri di Civitavecchia che hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un’organizzazione radicata nella Capitale e sul litorale nord laziale, dotata di solidissime diramazioni internazionali e collegamenti con alcuni esponenti la criminalità organizzata calabrese e campana.

    Come già comunicato in precedenza, l’indagine ha avuto inizio nell’agosto 2025, fornendo agli inquirenti la mappa iniziale del sodalizio sudamericano-italiano. I riscontri tecnici hanno consentito di raccogliere elementi probatori che hanno delineato una precisa ripartizione dei ruoli, consentendo di ipotizzare l’esistenza di un broker internazionale (di origini dominicane), anello di raccordo strategico, responsabile dei contatti con i fornitori esteri, della logistica e della gestione dei complessi flussi finanziari illeciti; un vertice operativo colombiano (noto come il “Presidente”), capo e promotore incaricato di gestire i connazionali e le importazioni, di fissare il prezzario della droga e di curare i rapporti con i narcotrafficanti stanziali in Spagna e Sud America; un esperto broker romano: figura di raccordo e principale distributore per il mercato del litorale nord laziale e del centro Italia, capace di piazzare la droga a una fitta rete di intermediari e grossisti; un soggetto di origini calabresi, fondamentale per la fornitura di veicoli dotati di vani occulti meccanizzati. Il sodalizio ha dimostrato una straordinaria capacità logistica. Lo stupefacente veniva introdotto in Italia attraverso due canali principali: via terra dalla Spagna, utilizzando autovetture modificate con sofisticati doppi fondi (definiti in gergo “sistema”); tramite rotte marittime intercontinentali, con navi in partenza da porti sudamericani (come Guayaquil in Ecuador) e dirette in Europa, prevedendo il lancio in mare di borsoni carichi di droga in punti di recupero prestabiliti tramite coordinate GPS. Inoltre, per consegne mirate, il gruppo si avvaleva di corrieri “ovulatori“, addestrati a ingoiare decine di ovuli di cocaina per eludere i controlli aeroportuali e stradali.
    Le indagini di Carabinieri e DDA fanno ipotizzare una gestione altamente imprenditoriale. I vertici discutevano apertamente delle fluttuazioni di mercato: la cocaina veniva acquistata all’ingrosso a circa 16.000-17.000 euro al kg, per essere rivenduta a 21.000-24.000 euro. Il ricarico sui prezzi veniva indicato con il termine convenzionale di “punti” (es. 7 punti equivalevano a 7.000 euro di margine). La droga veniva camuffata nelle conversazioni con nomi in codice quali “Rosalba/Rosalia” (per la cocaina rosa), “Biancaneve” (per la cocaina classica), oppure “cotta/cruda” per indicarne la preparazione chimica.

    Un episodio di eccezionale rilievo investigativo ha consentito di avvalorare la caratura criminale del cartello. I vertici sudamericani sono rimasti vittime di una truffa orchestrata da esponenti della Camorra napoletana, i quali, simulando un finto intervento delle forze dell’ordine nel napoletano, si erano appropriati di 10 chilogrammi di cocaina appena consegnati dai colombiani (un danno stimato in circa 280.000 euro). Per recuperare il carico o il denaro, il cartello ha attivato i propri canali diplomatico-criminali, organizzando summit in Campania per dirimere la questione. La propensione alla violenza del sodalizio era spiccata. Per il recupero dei crediti della droga, il vertice colombiano pianificava rapimenti (noleggiando appartamenti in cui rinchiudere i debitori), l’uso di mazze da baseball e armi da fuoco. Le intercettazioni hanno inoltre confermato l’esistenza di legami diretti tra gli indagati e i vertici dei “Los Choneros“, la più potente e sanguinaria fazione criminale dell’Ecuador. Uno degli aspetti più allarmanti ed evoluti dell’indagine, riguarda il sofisticato meccanismo di pagamento e trasferimento dei capitali illeciti. Per bypassare i controlli delle autorità bancarie e governative centrali, l’organizzazione ricorreva sistematicamente all’utilizzo di moneta virtuale. L’indagine ha avuto il suo epilogo operativo più eloquente con la scoperta, da parte dei Carabinieri, di un laboratorio adibito a raffineria clandestina nelle campagne di Sant’Agata del Bianco (Reggio Calabria). Nel laboratorio, sequestrato insieme a presse idrauliche, stampi e forni a microonde, sono stati rinvenuti oltre 500 kg di miscele destinate verosimilmente ad abbassare la purezza della droga per moltiplicarne i profitti.

  • VIDEO-Traffico internazionale di droga: 15 arresti tra Sicilia-Calabria-Toscana-Puglia e Malta

    VIDEO-Traffico internazionale di droga: 15 arresti tra Sicilia-Calabria-Toscana-Puglia e Malta

    Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i finanzieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 28 indagati, con 15 arresti in carcere tra Italia e Malta, per i reati di traffico organizzato e spaccio di sostanze stupefacenti, minacce e detenzione abusiva di armi, aggravati dalla transnazionalità e dall’agevolazione mafiosa dei clan Cappello-Bonaccorsi e Santa Panagia. L’operazione, eseguita nelle province di Catania, Cosenza, Lecce, Prato, Reggio Calabria, Siracusa e a Malta tramite mandato di arresto europeo, ha portato anche al sequestro preventivo di beni per circa 700mila euro, tra disponibilità liquide, 13 veicoli, 10 immobili e un’attività commerciale nel settore della somministrazione di alimenti e bevande. Le indagini, condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania attraverso intercettazioni, videosorveglianza e attività investigative tradizionali, hanno consentito di ricostruire l’esistenza di un’associazione dedita al traffico internazionale di cocaina, hashish e marijuana, operativa tra la Sicilia e Malta.

    Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe operato nella piena consapevolezza di favorire il clan Cappello-Bonaccorsi, garantendo anche il sostegno economico agli affiliati detenuti. Sarebbe inoltre emerso il coinvolgimento dell’organizzazione nel rifornimento del gruppo “Borgata” del clan siracusano Santa Panagia, utilizzando persino il carcere come base per impartire direttive operative. Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati complessivamente circa 25 chilogrammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e marijuana, con l’arresto in flagranza di quattro persone.

    Tra gli episodi contestati figura anche il tentativo di recuperare in mare, al largo delle coste catanesi, un carico di circa 2 tonnellate di cocaina, destinato alla Calabria e già individuato e sequestrato in precedenza dalla Guardia di Finanza. Secondo l’ipotesi investigativa, il recupero sarebbe stato commissionato da soggetti riconducibili alla criminalità organizzata calabrese. L’operazione ha impegnato circa 110 finanzieri, con il supporto delle unità cinofile, dei reparti AT-PI, dei mezzi aerei della Guardia di Finanza e dei reparti territoriali coinvolti. Gli arrestati sono stati trasferiti nelle case circondariali di Catania-Bicocca e Siracusa.

  • Il lungo Ponte del 2 giugno anticipa la stagione estiva: Previsto traffico intenso anche su A2 e Statali Calabria

    Il lungo Ponte del 2 giugno anticipa la stagione estiva: Previsto traffico intenso anche su A2 e Statali Calabria

    L’ultimo fine settimana di maggio coincide con il ponte per la Festa della Repubblica: è la prima prova del prossimo esodo estivo. Anas prevede 45 milioni di spostamenti da oggi a martedì 2 giugno sia di breve che di lunga percorrenza con priorità per le località di mare. L’obiettivo della società del Gruppo Fs è garantire una migliore percorribilità, prevenire e ridurre al minimo i disagi alla circolazione.
    In vista del weekend il traffico si intensificherà già nella serata di oggi. Per sabato 30 e domenica 31 maggio è previsto un traffico maggiore, in particolare sulle direttrici per le località di mare. Più interessate le strade statali del versante jonico, adriatico e tirrenico, in particolare tra Toscana e Liguria e lungo le coste della Campania, Calabria e Basilicata, così come l’A2 Autostrada del Mediterraneo anche per raggiungere gli imbarchi per la Sicilia. I rientri verso le grandi città sono previsti già a partire dalla giornata del 1° giugno per poi intensificarsi il 2 giugno lungo le direttrici dell’Autostrada A2 del Mediterraneo, le statali 18 Tirrena Inferiore e 106 Jonica in Calabria, l’Autostrada A19 in Sicilia, la statale 1 “Aurelia” tra Lazio, Toscana e Liguria, il Grande Raccordo Anulare nel Lazio, la statale 309 “Romea” e la statale 16 “Adriatica”.
    Sull’intera rete stradale e autostradale la circolazione dei mezzi pesanti sarà sospesa sabato 30 maggio dalle 9 alle 14, domenica 31 maggio dalle 9 alle 22 e martedì 2 giugno dalle 7 alle 22. Durante il lungo weekend sarà aumentata e garantita la sorveglianza del personale. La presenza su strada di Anas sarà di 2.500 risorse in turnazione, personale tecnico e di esercizio, più 200 unità delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24.
  • Blitz Carabinieri a Cassano e Capannori per traffico di anabolizzanti: 2 arresti e 53 denunce

    Blitz Carabinieri a Cassano e Capannori per traffico di anabolizzanti: 2 arresti e 53 denunce

    I militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Firenze, con l’ausilio del personale del NAS di Cosenza e dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di Lucca e Cosenza a Capannori (LU) e Cassano allo Jonio (CS), hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali a carico di due indagati. I soggetti destinatari sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, del delitto di concorso in commercializzazione di sostanze anabolizzanti; in particolare sono state disposte ed eseguite:
    – una misura cautelare applicativa della custodia in regime di arresti domiciliari nei confronti di V.C. classe 1990 residente a Cassano allo Jonio (CS);
    – una misura cautelare applicativa  dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di F.F. classe 1976 residente a Capannori (LU).
    L’attività investigativa, condotta dal NAS Carabinieri di Firenze e coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia, ha avuto inizio nel febbraio 2024 partendo dal monitoraggio di F.F., anche valorizzando elementi informativi emersi nel corso di pregresse indagini, ampliando successivamente la manovra investigativa con attività di intercettazione telefonica, telematica e tra presenti, oltre che con lo svolgimento di servizi di pedinamento, l’analisi di tabulati di traffico telefonico e documentazione finanziaria, nonché elaborazione dei cd ” profili di rischio” delle spedizioni.
    E’ stato così ricostruito il giro d’affari di F.F. e sono stati individuati i suoi clienti nonché, soprattutto, il principale canale di approvvigionamento, ossia V.C. che dalla provincia di Cosenza è risultato dedito all’importazione in Italia di consistenti quantitativi di farmaci anabolizzanti “clandestini” (ossia privi di Autorizzazione all’immissione in Commercio), successivamente riveduti a vari soggetti sull’intero territorio nazionale, tra cui F.F.. Gli elementi raccolti nel corso dello svolgimento delle attività investigative, tra cui in particolare l’esecuzione di tre decreti di sequestro di plichi in transito (due spediti dalla Calabria da V.C. e diretti a F.F., mentre un terzo spedito dalla Bulgaria e diretto al V.C.) al cui interno venivano rinvenute sostanze anabolizzanti, hanno permesso di raccogliere un grave quadro indiziario a carico degli indagati.
    Sulla base di tali elementi sono state complessivamente deferite all’Autorità Giudiziaria 33 persone, ritenute a vario titolo responsabili dei delitti di commercializzazione di sostanze anabolizzanti e di ricettazione. Tra il 10 ed il 15 febbraio 2026 sono state eseguite, sull’intero territorio nazionale, 29 perquisizioni domiciliari che hanno permesso di acquisire ulteriori riscontri a carico degli indagati atteso che in particolare presso l’abitazione di F.F. sono state rinvenute 27 confezioni di farmaci anabolizzanti, mentre presso l’abitazione di V.C. sono state rinvenute oltre 380 confezioni di farmaci anabolizzanti, nonché una confezione di sostanza risultata essere del tipo nandrolone, inserita nella tabella delle sostanze stupefacenti di cui al DPR 309/90.
    Complessivamente, nel corso delle attività di perquisizione, sono state rinvenute:
    – oltre 650 confezioni di farmaci anabolizzanti;
    – dieci confezioni della sostanza stupefacente del tipo nandrolone.
    All’esito dell’interrogatorio preventivo, svolto complessivamente a carico di quattro indagati, e vagliate le prospettazioni di questi, il GIP di Pistoia ha emesso le misure cautelari indicate sopra, eseguite nella mattinata del 26 febbraio 2026.

  • Rimozione alberi e rami dal piano viabile, traffico rallentato sulla A2 tra Cosenza e Rogliano

    Rimozione alberi e rami dal piano viabile, traffico rallentato sulla A2 tra Cosenza e Rogliano

    Sulla A2 “Autostrada del Mediterraneo” si registrano rallentamenti in direzione sud, tra gli svincoli di Cosenza Sud e Rogliano, a seguito delle avverse condizioni meteo.

    Anas è intervenuta tempestivamente sul posto fin dalle ore notturne, attivando le proprie squadre per la rimozione di alberi, rami e fango dal piano viabile.

    Si raccomanda agli automobilisti prudenza alla guida e di prestare attenzione alla segnaletica temporanea presente sul posto.

  • VIDEO-Associazione finalizzata al traffico di droga: blitz all’alba, 5 arresti nel Cosentino

    VIDEO-Associazione finalizzata al traffico di droga: blitz all’alba, 5 arresti nel Cosentino

    Nelle prime ore odierne, personale della Polizia di Stato, con la direzione ed il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, diretta dal Procuratore Capo Salvatore Curcio, ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione finalizzata al traffico illecito di droghe, emesse dal GIP del Tribunale di Catanzaro.

    Si tratta dell’epilogo di un’articolata e complessa indagine, svolta dalla Squadra Mobile di Cosenza e sviluppata con presidi di natura tecnica e accertamenti di carattere tradizionale, che ha consentito di evidenziare la sussistenza, nel periodo compreso tra il dicembre dell’anno 2023 e sino allo stesso periodo dell’anno successivo, nel comune di Marano Principato (CS), di una presunta associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, che venivano smerciate nel comune cosentino e in aree urbane circostanti.

    Nel corso delle investigazioni, venivano sottoposti a sequestro penale, 6 chili di hashisholtre 1 chilo di marijuana e circa 500 grammi di cocaina, nonché venivano documentati oltre 50 episodi di spaccio al dettaglio, con l’arresto in flagranza di reato di altri 2 soggetti. Gli arrestati gravitano in contesti mafiosi cosentini.

  • VIDEO-Vacanze finite: sulle strade weekend con 12,5 Mln di spostamenti, domenica giornata clou

    VIDEO-Vacanze finite: sulle strade weekend con 12,5 Mln di spostamenti, domenica giornata clou

    Un weekend segnato dalla fine delle vacanze: molti italiani tornano a casa per la ripresa delle attività lavorative. Sulla rete Anas questo fine settimana è atteso traffico in costante aumento per i rientri verso le grandi città del Centro-Nord: in base alle stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas si attendono 12 milioni e 585mila spostamenti di autoveicoli. Viabilità Italia ha annunciato bollino rosso nel pomeriggio di oggi, venerdì 29 agosto, nella mattinata di domani, sabato 30 agosto, e in particolare nell’intera giornata di domenica 31: spostamenti in netta crescita verso i grandi centri urbani in tutta Italia dalle località di villeggiatura. Il traffico estivo non si concentra solo nei weekend: la mobilità coinvolge tutta la settimana, con milioni di italiani in viaggio ogni giorno.
    Due spostamenti su tre avvengono nei giorni feriali mentre i fine settimana restano i giorni di maggiore affluenza con un picco già dal primo weekend di luglio.
    Le partenze “intelligenti” durante i giorni feriali hanno contribuito a distribuire il traffico, limitare al massimo le congestioni, garantire percorsi più confortevoli. Si conferma così l’efficacia dei bollini: molti automobilisti hanno scelto di muoversi nei giorni con traffico più basso e così ottimizzato tempi e sicurezza. Per il grande aumento dei flussi Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri.
    Fino all’8 settembre saranno chiusi o sospesi 1.392 cantieri, circa l’83% di quelli attivi (1.672). Gli itinerari interessati da questo weekend di controesodo saranno in direzione nord verso le grandi città provenienti dalle dorsali adriatica, tirrenica e jonica, e lungo i valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia.
    L’intensificazione della circolazione potrà riguardare le principali arterie del Paese: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 “Jonica” e 18 “Tirrena Inferiore” in Calabria; le Autostrade A19 “Palermo-Catania” e A29 “Palermo-Mazara del Vallo” in Sicilia; la statale 131 “Carlo Felice” in Sardegna; la  statale 148 “Pontina” nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla statale 7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).       
    Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la statale 36 “del Lago di Como e dello Spluga” in Lombardia, la statale 45 “di Val Trebbia” in Liguria, la statale 26 “della Valle D’Aosta” e la statale 309 “Romea” tra Emilia-Romagna e Veneto e la statale 51 “di Alemagna” in Veneto.   
    Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore domani sabato 30 agosto dalle 8 alle 16 e domenica 31 agosto dalle 7 alle 22.  La presenza su strada di Anas è di circa 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24.

  • Ndrangheta, colpo del ROS al narcotraffico con base a Roma: torture e fiumi di droga, 28 arresti

    Ndrangheta, colpo del ROS al narcotraffico con base a Roma: torture e fiumi di droga, 28 arresti

    Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, in data odierna il ROS – col supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali Carabinieri territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria” – ha eseguito nelle aree di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina e Pistoia una misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della citata Procura Distrettuale, nei confronti di 28 indagati di nazionalità italiana e albanese, gravemente indiziati di aver preso parte ad un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista, con base a Roma ed operante nell’intero territorio nazionale. Il provvedimento si basa sugli elementi acquisiti dal ROS, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica – DDA – presso il Tribunale di Roma, sulla figura di un 57 enne calabrese, già precedentemente condannato in via definitiva per la violazione dell’art. 416 bis C.P., perché ritenuto elemento apicale della locale di Volpiano (TO), promanazione di quella di Platì (RC). Il predetto, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, in virtù della gravità indiziaria, è emerso come abbia assunto il controllo dell’area di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una paritetica struttura criminale albanese, utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonché per il successivo trasporto) e per lo smercio del narcotico in altre zone della Capitale.

    La cocaina veniva acquisita in Sud America e fatta giungere, tramite container in alcuni porti della Spagna, a Rotterdam (Olanda) e a quello di Gioia Tauro (RC), anche sfruttando l’interazione con altri broker calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio. Nel complesso sono stati contestati agli indagati n. 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina (per l’esattezza 1019 kg.) e per 1497 kg di hashish, nonché un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani, gravemente indiziati di avere privato della libertà personale uno spacciatore, cagionandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico. Le torture inferte sono state riprese con un telefonino, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale. Il complesso scenario emergente dall’attività investigativa ha consentito di accertare l’impiego sistematico da parte degli indagati di sofisticati sistemi criptofonici utilizzati per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. Tali dispositivi venivano approvvigionati attraverso una vera e propria centrale di smistamento, individuata a Roma e facente capo ad un 46 enne albanese colpito anch’egli dalla misura cautelare per aver concorso nell’associazione.

    L’attività investigativa – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali. Complessivamente, l’attività investigativa, conclusa con l’emissione di n. 28 provvedimenti cautelari detentivi, n. 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di n. 11 soggetti, nonché, all’estero, di n. 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha dimostrato/confermato:
    – l’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetista;
    – l’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte;
    – la centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina;
    – l’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale;
    – l’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.

    Le attività investigative, dirette dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA), dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), da Interpol- progetto I-CAN, dalla rete @net della DIA, nonché dalle Agenzie Europol e Eurojust. Inoltre, la fase esecutiva in Albania è stata assicurata dalla Forza Operazionale del Dipartimento della Polizia Criminale.

  • VIDEO-Traffico internazionale di migranti dal Mediterraneo alle coste di Reggio: 25 arresti, 43 indagati

    VIDEO-Traffico internazionale di migranti dal Mediterraneo alle coste di Reggio: 25 arresti, 43 indagati

    La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria guidata dal dott. Giuseppe Lombardo, nei confronti di 25 soggetti di nazionalità turca, irachena, georgiana, russa, moldava e ucraina, tutti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di migranti e del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso, con l’aggravante della transnazionalità, nonché del reato di ricettazione. L’operazione, scattata all’alba di oggi in Italia, Georgia, Ucraina, Turchia, Moldavia e Grecia, riguarda ulteriori 43 cittadini stranieri indagati in stato di libertà per i medesimi titoli di reato. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotte dagli investigatori della Polizia di Stato del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, hanno consentito di ricostruire un network internazionale criminale articolato su quattro distinte organizzazioni perfettamente strutturate per garantire il passaggio dei migranti clandestini dai porti della Turchia fino alle coste italiane, lungo la rotta del Mediterraneo orientale.

    Secondo quanto emerso dalle indagini, le associazioni avrebbero operato in maniera sinergica, nell’ambito una rete transnazionale specializzata nel traffico clandestino di migranti, con precisa distinzione di compiti e finalità. In particolare, la “frangia ucraina” e la “frangia moldava” avrebbero avuto il compito di reclutare gli scafisti; della “frangia georgiana” avrebbero fatto parte gli intermediari finanziari e gli istruttori alla navigazione (la Georgia infatti emergeva come luogo di addestramento degli scafisti e sede del gruppo operativo, oltre che terminale dei finanziamenti/pagamenti). In ultimo, la “frangia turca”, operativa fra la città di Istanbul e i diversi luoghi di imbarco delle coste turche, con il compito di organizzare le partenze e gestire i rapporti con i migranti da trasportare ed i loro parenti. Ogni sbarco prevedeva il reclutamento degli skipper che venivano inviati nelle zone di imbarco, situate principalmente in Turchia, nelle aree costiere vicine alle città di Bodrum, Izmir e Marmaris, dove venivano nel frattempo convogliati i migranti intenzionati a partire per raggiungere le coste italiane.
    Le traversate venivano, poi, affrontate a bordo di barche a vela di circa 12/15 metri, a bordo delle quali i migranti, dietro pagamento variabile tra i 4.000 e i 12.000 dollari, venivano stipati all’inverosimile al fine di massimizzare i profitti.
    L’approfondimento dei flussi finanziari, effettuato anche tramite i collaterali esteri interessati sui circuiti internazionali MoneyGram e Western Union, ha consentito di cristallizzare il quadro indiziario in ordine al reato di ricettazione per alcuni soggetti risultati i destinatari ultimi del denaro provento illecito del traffico di migranti.

    Sono emersi, infatti, trasferimenti di cospicue somme di denaro da parte di alcuni indagati con il ruolo di finanziatori in favore di parenti e/o familiari degli scafisti, a titolo del compenso precedentemente pattuito. L’incrocio dei dati provenienti dalle conversazioni intercettate, per la cui traduzione è stato necessario il lavoro di decine di interpreti, con l’analisi delle innumerevoli movimentazioni di denaro e le dichiarazioni rese dai migranti approdati in Italia, ha consentito ai Magistrati reggini ed agli operatori della Polizia di Stato di ricostruire più di trenta episodi di sbarco, tra il 2018 ed il 2022, con quasi duemila cittadini stranieri giunti in Italia ed un volume d’affari stimato nell’ordine di dieci milioni di euro. Avviata dalla Procura Distrettuale Antimafia reggina, la cooperazione internazionale ha riguardato, in un primo momento, le Autorità di Polizia, interessando i collaterali organismi di Turchia, Ucraina, Malta, Polonia e Grecia. Parallelamente, l’Agenzia EUROPOL ha elaborato alcuni report di analisi sulle convergenze investigative emerse sul piano internazionale nei confronti dei target di interesse. Sulla base dei dati acquisiti, in un complesso lavoro di coordinamento agito dalla DDA di Reggio Calabria e dalla DNA, sono stati poi sollecitati, tramite lo strumento all’Ordine di indagine Europeo (OIE) o di Mutual Legal Assistance Request (MLA), gli Uffici di Procura di Malta, Polonia, Grecia, Albania, Georgia, Montenegro, Turchia, Slovacchia, Ucraina, Moldavia.
    L’importante contributo di EUROJUST, EUROPOL e SERVIZIO per la COOPERAZIONE INTERNAZIONALE di POLIZIA ha consentito anche l’esatta identificazione all’estero degli indagati. Disposto anche il sequestro di tre milioni e trecentomila euro considerati provento dell’attività criminale. Le indagini sono ancora in fase di indagini preliminari e gli indagati vanno considerati non colpevoli fino a sentenza definitiva di condanna.