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	<title>terrore Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Operazione &#8216;Marijoa&#8217;: Sgominata baby gang del terrore nel Reggino, 5 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Se gli dai una coltellata questo video diventa virale”. È una delle frasi choc captate dai carabinieri nei video sequestrati, emblema di una violenza ostentata, esibita e trasformata in spettacolo. Un dettaglio che restituisce, più di ogni altro, la cifra inquietante dell’indagine che all’alba di oggi ha portato i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro [&#8230;]</p>
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<p>“<em>Se gli dai una coltellata questo video diventa virale”.</em> È una delle frasi choc captate dai carabinieri nei video sequestrati, emblema di una violenza ostentata, esibita e trasformata in spettacolo. Un dettaglio che restituisce, più di ogni altro, la cifra inquietante dell’indagine che all’alba di oggi ha portato i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro a eseguire un’ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi diretta dal dott. Emanuele Crescenti, nei confronti di cinque giovani tra i 20 e i 22 anni. Tre sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.<br />
L’operazione, condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Melicucco (RC) al termine di una serrata e articolata attività investigativa, ha disvelato un quadro accusatorio di estrema gravità: associazione per delinquere, sequestro di persona, atti persecutori, violazione di domicilio, fabbricazione e detenzione di armi – tra cui bottiglie incendiarie – e uccisione di animali. Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe agito con modalità sistematiche, prendendo di mira persone fragili, trasformate in vittime di una sequenza continua di violenze, umiliazioni e soprusi. Non episodi isolati, ma un vero e proprio sistema di sopraffazione capace di generare un clima diffuso di paura nel territorio.</p>
<p>Tra i fatti più gravi, l’irruzione nell’abitazione di una vittima: fingendosi militari del N.A.S., alcuni indagati avrebbero simulato un controllo, immobilizzando l’uomo e ammanettandolo al letto, per poi picchiarlo e minacciarlo con una pistola puntata alla tempia, nonostante le sue disperate richieste di essere lasciato in pace. Determinanti per le indagini i contenuti multimediali acquisiti: video e immagini che documentano pestaggi, vessazioni e atti degradanti, spesso accompagnati da risate e incitamenti. La violenza veniva ripresa e condivisa, diventando strumento di affermazione e dominio all’interno del gruppo.<br />
Le condotte ricostruite delineano un’escalation inquietante: vittime ferite con materiale incendiario e petardi, soggetti incapaci ingannati con modalità pericolose, aggressioni improvvise e atti intimidatori anche in luoghi pubblici. Accertata inoltre la realizzazione e l’esplosione di ordigni artigianali in aree isolate. Per lungo tempo, le vittime sarebbero rimaste in silenzio, paralizzate dal timore di ritorsioni e dall’umiliazione subita, arrivando a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita fino all’isolamento. Solo l’intervento dei Carabinieri ha consentito di rompere il muro di paura e ricostruire l’intera vicenda.</p>
<p>Dalle indagini emergono inoltre profili di marcata pericolosità sociale: nelle chat e nei materiali acquisiti, gli indagati esibivano armi – fucili e pistole – e utilizzavano espressioni riconducibili a logiche di controllo del territorio. Documentati anche episodi di vandalismo ai danni del patrimonio pubblico. A completare un quadro già drammatico, la totale assenza di empatia: in uno dei video sequestrati, il gruppo si accanisce con crudeltà su un animale.</p>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, il caso di Sara Pedri: &#8220;Il nome di chi sbagliava affisso in bacheca&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 15:22:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[reparto]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Pedri]]></category>
		<category><![CDATA[terrore]]></category>
		<category><![CDATA[umiliazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Tu chi c.. sei per dirmi quello che devo fare?». Nel racconto di un’ostetrica si evidenziano i presunti atteggiamenti aggressivi della dottoressa Liliana Mereu che avrebbe assalito una professionista «incalzandola fisicamente e in modo aggressivo tanto che è stata costretta a indietreggiare». È questo uno dei passaggi delle decine di testimonianze, sommarie informazioni, raccolte dai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Tu chi c.. sei per dirmi quello che devo fare?». Nel racconto di un’ostetrica si evidenziano i presunti atteggiamenti aggressivi della dottoressa Liliana Mereu che avrebbe assalito una professionista «incalzandola fisicamente e in modo aggressivo tanto che è stata costretta a indietreggiare».</p>
<p>È questo uno dei passaggi delle decine di testimonianze, sommarie informazioni, raccolte dai carabinieri del Nas di Trento, nell&#8217;inchiesta che mira a fare luce sulle presunte vessazioni che avrebbero spinto la ginecologa Sara Pedri a scappare il 4 marzo del 2020 e forse a suicidarsi. Nell&#8217;indagine compaiono due persone indagate, sono gli ex vertici del reparto di ginecologia dell&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento. Saverio Tateo (licenziato dall’Azienda sanitaria di Trento) e dalla sua vice Liliana Mereu, sono entrambi indagati per maltrattamenti e abusi di mezzi di correzione.</p>
<p>Un’infermiera ricorda che era stata assunta da poco quando sarebbe stata aggredita dalla dottoressa Mereu solo per il fatto che avrebbe sollecitato un intervento del medico perché una paziente non stava troppo bene. «Dopo circa un’ora per la terza volta avvisavo la dottoressa della paziente, a quel punto mi afferrava per il braccio e mi trascinava verso la stanza&#8230; Mi sono sentita uno schifo e ci sono rimasta molto male». Molte testimonianze raccontano di incontri sporadici con l’ex primario Tateo e di scontri forti con Mereu.</p>
<p>Un&#8217;altra sanitaria ricorda che a giugno del 2020 di essersi rivolta a Tateo per segnalare il «comportamento della dottoressa Mereu». Ma lui avrebbe reagito alterandosi. «Mi aggrediva rispondendomi che queste cose non gli interessavano e se avevo qualcosa da dire dovevo rivolgermi ai giudici e ai tribunali concludendo dicendomi: “lei non vale niente”. Questo episodio mi ha ferita molto». Poco dopo il colloquio con Tateo, Mereu l’avrebbe accusata di aver parlato male di lei: «Se continua a parlare così di me la denuncio per diffamazione».</p>
<p>Nel reparto di ginecologia c&#8217;era da parte del personale sanitario una «una sorta di paura di essere» costantemente ripresi. Inoltre un’infermiera avrebbe scritto una email ai vertici dell&#8217;azienda sanitaria : «Vorrei parlarle della situazione ormai insostenibile con un dottoressa di ginecologia (si riferisce a Mereu). Ogni volta che mi ritrovo a lavorare con lei mi mette in imbarazzo davanti a tutti e mi denigra pur svolgendo il mio lavoro nel migliore dei modi». «Ormai è da due anni che sostengo questa situazione, spero che tenga in considerazione la mia richiesta di aiuto». L’infermiera chiede un appuntamento, ma non ottiene alcuna replica. Il primo febbraio manda un secondo messaggio: «Vi rimando un’email a cui non ho ricevuto alcuna risposta, sperando in un vostro contatto». Anche questa missiva non ha ricevuto mai una risposta.</p>
<p>Diversi sanitari ascoltati dal Nas hanno parlato di «clima di terrore». «Nel reparto c&#8217;è la “caccia al colpevole”, che sia un caso problematico in sala parto, un parto difficile, qualsiasi tipo di problema, sembra che la priorità sia quella di trovare un colpevole», racconta un&#8217;altra dipendente dell&#8217;ospedale in servizio sempre nello stesso reparto. Una collega ha riferito che c&#8217;era una «caccia all’errore» che si trasforma «in attacchi sul profilo personale e professionale. Le reazioni spropositate a eventi critici, ma anche di minore rilevanza hanno creato un clima di costante paura di sbagliare portando a un “interventismo” estremo per evitare di subire il “processo”… Atteggiamenti vessatori e umilianti che sono diventati una prassi».<br />
(<em>fonte: Il gazzettino.it</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="cKxo6fFrzI"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-parla-la-mamma-di-sara-pedri/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla la mamma di Sara Pedri</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla la mamma di Sara Pedri&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-parla-la-mamma-di-sara-pedri/embed/#?secret=upoLSg1GaP#?secret=cKxo6fFrzI" data-secret="cKxo6fFrzI" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Bu7JjOuRkV"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-trasferito-il-primario-di-ostetricia-di-trento/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, trasferito il primario di ostetricia di Trento</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, trasferito il primario di ostetricia di Trento&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-trasferito-il-primario-di-ostetricia-di-trento/embed/#?secret=NQNUHUJ72H#?secret=Bu7JjOuRkV" data-secret="Bu7JjOuRkV" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="VSb8w8jTvf"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-acquisita-tutta-la-documentazione-di-sara-pedri/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, acquisita tutta la documentazione di Sara Pedri</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, acquisita tutta la documentazione di Sara Pedri&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-acquisita-tutta-la-documentazione-di-sara-pedri/embed/#?secret=ufNJF8mAFk#?secret=VSb8w8jTvf" data-secret="VSb8w8jTvf" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="pcydLIcXeW"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-sorella-della-ginecologa-scomparsa-e-lancia-pesanti-accuse-sullospedale-di-trento/">Parla la sorella della ginecologa scomparsa e lancia pesanti accuse sull&#8217;ospedale di Trento</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la sorella della ginecologa scomparsa e lancia pesanti accuse sull&#8217;ospedale di Trento&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-sorella-della-ginecologa-scomparsa-e-lancia-pesanti-accuse-sullospedale-di-trento/embed/#?secret=CTtN548FB8#?secret=pcydLIcXeW" data-secret="pcydLIcXeW" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="tO3RHeThMx"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-arrivano-gli-ispettori-ministeriali-allospedale-di-trento/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, arrivano gli ispettori ministeriali all&#8217;ospedale di Trento</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, arrivano gli ispettori ministeriali all&#8217;ospedale di Trento&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-arrivano-gli-ispettori-ministeriali-allospedale-di-trento/embed/#?secret=josKwVNBB4#?secret=tO3RHeThMx" data-secret="tO3RHeThMx" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-il-caso-di-sara-pedri-il-nome-di-chi-sbagliava-affisso-in-bacheca/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, il caso di Sara Pedri: &#8220;Il nome di chi sbagliava affisso in bacheca&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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