Tag: centrodestra

  • Giovani, Pd Calabria: “Fuga dei laureati dalla regione, fallimento del centrodestra”

    Giovani, Pd Calabria: “Fuga dei laureati dalla regione, fallimento del centrodestra”

    “Gli ultimi dati sull’emigrazione giovanile confermano una fuga dalla Calabria dei giovani laureati. Ancora ignorato dal centrodestra, il fatto è un tema politico che richiede risposte efficaci per fermare lo spopolamento del territorio regionale”. Lo si legge in una nota del Pd Calabria, che, insieme al suo segretario regionale, il senatore Nicola Irto, denuncia la drammaticità della situazione. “Dal 2001 sino al 2022, la Calabria – evidenzia il partito sulla base di dati Istat pubblicati di recente – ha perso tra 160mila e 180mila giovani fra i 18 e i 34 anni, con un’accelerazione nel secondo decennio. Si tratta di giovani spesso altamente formati, costretti a cercare altrove lavoro e prospettive”.

    Non siamo davanti a una dinamica inevitabile. È il risultato – accusa il Pd Calabria – di scelte politiche sbagliate e di una lunga assenza di visione. A Roma come a Catanzaro, il centrodestra, al netto della propaganda, non ha costruito alcuna strategia per trattenere i giovani né ha creato condizioni per attrarre investimenti e lavoro qualificato”. Secondo il Pd Calabria, il dato più grave riguarda la qualità dell’occupazione, poiché “si registrano salari bassi, precarietà diffusa e scarsa domanda di competenze avanzate”. “In queste condizioni – sottolineano i dem calabresi – la partenza diventa obbligata. Mentre intere generazioni vanno via, il governo nazionale e quello regionale continuano a rincorrere annunci e misure prive di impatto reale, incapaci di incidere sulle cause strutturali del problema”.

    Serve un piano straordinario per il lavoro qualificato che punti – continuano i dem – su innovazione, ricerca, transizione ecologica e potenziamento del sistema produttivo. Occorre collegare università e imprese, sostenere chi avvia attività, incentivare in modo stabile le assunzioni e il rientro dei giovani calabresi”. Secondo il Pd Calabria, sono fondamentali anche gli investimenti in servizi e diritti, “a partire da sanità, istruzione, mobilità e infrastrutture digitali”. “Fermare l’emigrazione giovanile significa dare alla Calabria un futuro, costruire condizioni affinché i giovani possano rimanere, lavorare e progettare la propria vita nella regione. Su questo terreno, il centrodestra – conclude il Pd – ha già fallito”.

  • Amministrative, il centrodestra schiera l’avvocato Murone a Lamezia e l’ingegnere Ghionna a Rende

    Amministrative, il centrodestra schiera l’avvocato Murone a Lamezia e l’ingegnere Ghionna a Rende

    Saranno Mario Murone (foto a sinistra) e Marco Saverio Ghionna i candidati a sindaco della coalizione di centrodestra rispettivamente a Lamezia Terme e Rende. “In linea con il tavolo nazionale del centrodestra, annunciamo ufficialmente di aver scelto i nostri candidati sindaco per le elezioni amministrative di Lamezia Terme e Rende, due comuni già molto importati per le dinamiche della Calabria e tuttora in fase di grande espansione” affermano in una nota congiunta i coordinatori calabresi dei partiti della coalizione, Wanda Ferro per Fratelli d’Italia, Francesco Cannizzaro per Forza Italia, Filippo Mancuso per la Lega e Pino Galati per Noi Moderati. “Dopo una serie di incontri e valutazioni collegiali – prosegue la nota – abbiamo deciso di farci rappresentare da Mario Murone a Lamezia (su proposta di Lega e Noi Moderati) e Marco Saverio Ghionna a Rende (su proposta di Fratelli d’Italia)”.

    “Murone – spiegano i coordinatori del centrodestra – è un noto docente universitario e avvocato penalista di fama nazionale, che negli anni si è occupato di alcuni tra i maggiori processi di rilievo nazionale. È particolarmente competente nell’ambito della responsabilità degli enti, dei reati in materia societaria e tributaria, soprattutto laddove si tratti di tutela dei patrimoni personali societari, misure di prevenzione e confische; ma si occupa anche di tutela giurisdizionale dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.

    “Ghionna – prosegue la nota – è ingegnere meccanico esperto in ingegneria clinica e con lunga esperienza in progettazione e gestione di contratti pubblici. Dal 2022 è presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza e presidente del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Vanta innumerevoli esperienze in vari ruoli professionali in amministrazioni locali e sovra territoriali e ha affiancato nei settori di competenza vari commissari prefettizi in gestioni transitorie di Enti locali soggetti a scioglimento”.
    “All’interno della coalizione, tanto a livello nazionale quanto regionale – concludono i coordinatori calabresi dei partiti di centrodestra – si respira grande fervore e compattezza. Ci proiettiamo a queste elezioni con la voglia di incidere ancora e tanto, nel grande, impegnativo, entusiasmante percorso di sviluppo e rilancio dei nostri territori”.

  • Lamezia, si avvicina la “fumata bianca” nel centrodestra per la scelta del candidato sindaco

    Lamezia, si avvicina la “fumata bianca” nel centrodestra per la scelta del candidato sindaco

    Mentre manca ancora l’ufficialità della data delle prossime elezioni amministrative (25 e 26 maggio?), l’annuncio dell’attuale sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro di rinunciare ad un’eventuale ricandidatura “costringe” la coalizione di centrodestra ad accelerare per la scelta del proprio candidato. Posto che il centrosinistra “allargato” ha già scelto Doris Lo Moro quale suo esponente per la corsa a sindaco, diventa necessario per l’attuale maggioranza di governo nazionale trovare una sintesi che, pare, possa essere stata già raggiunta.

    Le ultime voci raccolte parlano di una “sorpresa” nel centrodestra rappresentata dal nome, che non si avvicinerebbe minimamente a quelli già fatti in questi giorni. Gli “spifferi” raccolti dicono che sarebbe molto probabilmente un candidato prescelto dal gruppo di Forza Italia (ecco spiegato il comunicato del sindaco uscente Mascaro) e che dovrebbe fare convergere gran parte dei partiti della coalizione. Il nome è già trapelato in alcuni ambienti e l’ufficialità dovrebbe avvenire nelle prossime 48 ore.

    Sembrerebbe, dunque, sempre più vicina la “fumata bianca” per la scelta del candidato del centrodestra anche se il condizionale è d’obbligo, visti i continui e repentini cambi di “strategia”.

  • Centrodestra e Italia Viva votano per abrogare il reato di abuso d’ufficio

    Centrodestra e Italia Viva votano per abrogare il reato di abuso d’ufficio

    (Adnkronos) – La commissione Giustizia del Senato ha concluso il voto degli emendamenti all’articolo 1 del ddl Nordio, dando via libera all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, misura a favore della quale si è espressa tutta la maggioranza e Italia Viva. La Commissione tornerà a riunirsi domattina alle 9.15 per votare gli emendamenti relativi all’articolo 2 del ddl, quello relativo alla trascrizione delle intercettazioni. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso “grande soddisfazione per la sollecitudine con cui la Commissione Giustizia del Senato, presieduta da Giulia Bongiorno, è arrivata al risultato odierno, con l’auspicio che la parte residua del disegno di legge venga altresì approvata nel minor tempo possibile”.  Dopo la conclusione dell’esame degli emendamenti all’articolo 1 sul reato di abuso d’ufficio, il Guardasigilli ha ribadito che “l’abrogazione di questo reato evanescente, richiesta a gran voce da tutti gli amministratori di ogni parte politica, contribuirà ad un’accelerazione delle procedure e avrà quell’impatto favorevole sull’economia auspicato nei giorni scorsi dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni”.

    Il senatore della Lega Manfredi Potenti, componente della commissione Giustizia a Palazzo Madama, ha spiegato che “durante l’esame del ddl Nordio, in corso oggi in commissione Giustizia del Senato, la maggioranza ha approvato un ordine del giorno Lega, a firma Erika Stefani. L’odg impegna il governo ad abrogare la norma, introdotta dalla cosiddetta legge Severino, che costringe alle dimissioni gli amministratori pubblici condannati anche solo dopo il primo grado di giudizio. L’obiettivo è cancellare una legge in contrasto con i nostri principi costituzionali, secondo i quali ciascun cittadino è innocente sino alla sentenza definitiva di terzo grado. Lo stesso atto impegna il governo a istituire un tavolo di lavoro per il riordino dei reati contro la pubblica amministrazione e un osservatorio che consenta di monitorare gli effetti dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Bene così”.

    “Sull’abuso d’ufficio esiste un dato statistico inquietante: circa il 92/93% delle inchieste finisce in archiviazioni, proscioglimenti e assoluzioni. Vuol dire che il reato non svolge la funzione per cui è stato introdotto, conservando geneticamente un margine di incertezza intollerabile”, ha detto il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto intervenendo a ‘Il rosso e il nero’ su Radio Uno Rai. “Questo – ha aggiunto – fa sì che si confonda molto spesso l’illecito amministrativo con quello penale, l’illegittimità con l’illiceità. Il difetto ipotizzato in una procedura viene scambiato molto spesso con indizi del reato di abuso: ciò implica che si inneschino inchieste che poi finiscono in una bolla di sapone ma che, nel frattempo, durano uno, due, tre anni”. “In questo periodo – ha proseguito – il sindaco o il dirigente di un ente resta indagato, con tutti i contraccolpi del caso. Si creano almeno due patologie: la prima è la paura dell’atto lecito, la seconda è il danno per l’immagine e per il percorso politico e personale, inaccettabilmente tipico di un Paese in cui vige pesantemente ‘il processo mediatico’ elusivo della presunzione di non colpevolezza”.  Quanto alla posizione delle opposizioni, Sisto ha concluso: “Sull’abuso d’ufficio i sindaci di sinistra stanno portando avanti una specie di pantomima: da un lato ne vogliono l’abolizione, dall’altro non vogliono che questo si sappia. La verità è che l’abuso d’ufficio è una sovrastruttura di cui è necessario liberarsi, anche perché, oltre alle altre ragioni, le inchieste hanno costi notevoli, sia in termini finanziari che di tempo, in spregio agli obiettivi di efficienza che devono contraddistinguere la dimensione moderna del processo penale”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Anche i Capigruppo di Centrodestra a manifestazione Gioia Tauro “per stoppare la direttiva Ue Fit For 55”

    Anche i Capigruppo di Centrodestra a manifestazione Gioia Tauro “per stoppare la direttiva Ue Fit For 55”

    “Stoppare l’applicazione della direttiva Ue ‘Fit For 55’ che minaccia danni irreversibili all’economia prodotta dall’infrastruttura portuale principale della Calabria. È l’appello che rivolgiamo a tutte le rappresentanze politiche, nazionali ed europee, affinché si impedisca la perdita di competitività degli scali europei, a partire dal Porto di Gioia Tauro, una vera eccellenza del Sud e del Paese. A ognuno è richiesto di fare la propria parte. Il 23 ottobre, in Consiglio regionale, approveremo una specifica mozione, per contribuire a fermare un tributo esoso per i mercantili che scelgono di fare scalo nei porti europei del Mediterraneo, prima di approdare in quelli del Nord Europa o americani. È una scelta dissennata, che, da un lato, non contribuisce a ridurre le emissioni di Co2 e, dall’altro, arrecando un danno all’economia del settore e all’indotto, non aiuta l’Europa, a pochi mesi dal voto, a rinforzare nei cittadini la fiducia nei suoi valori fondanti”.

    È quanto asseriscono il vicepresidente del Consiglio regionale Pierluigi Caputo (in rappresentanza del presidente Mancuso) e i capigruppo di centrodestra in Consiglio regionale Michele Comito (FI), Giuseppe Neri (Fd’I), Giuseppe Gelardi (Lega), Giacomo Crinò (Forza Azzurri), Giuseppe Graziano (Unione di Centro) e Giuseppe De Nisi (Coraggio Italia), che hanno partecipato alla mobilitazione a Gioia Tauro.

    Afferma il presidente Mancuso (fuori sede per motivi personali): “Se la direttiva europea divenisse efficace, sarebbe un delitto a sangue freddo per la più rilevante piattaforma logistica dell’Italia e dell’Europa meridionale da cui dipende il destino di 4 mila addetti. E un colpo pesantissimo per il diritto allo sviluppo del Sud e del Paese”.

  • In Calabria vince il centrodestra, M5S primo partito

    In Calabria vince il centrodestra, M5S primo partito

    Netta affermazione del centrodestra, con Fratelli d’Italia che riesce a superare Forza Italia, ma il Movimento 5 Stelle si conferma il primo partito giungendo alle spalle della coalizione vincente e staccando un deludente centrosinistra. E’ questo, a spoglio ancora in corso, il risultato in Calabria delle elezioni politiche svoltesi ieri.

    Con 2.057 sezioni scrutinate su 2.401, in una regione che si caratterizza per essere quella con l’affluenza più bassa d’Italia – il 50,74%, 13 punti in meno rispetto al 2018 – la coalizione di centrodestra è al 41,97% contro il 17,72 del centrosinistra che ottiene meno voti dei 5 Stelle. I pentastellati, nonostante il calo dalle politiche 2018, arrivano al 29,31% e si confermano il primo partito in regione. Nelle coalizioni, in una regione feudo di Forza Italia, sempre in doppia cifra anche alle regionali di un anno fa, il partito di Giorgia Meloni riesce nel sorpasso e ottiene il 19,02% – 4,56% 4 anni fa – contro il 16,12% degli azzurri, in calo di 4 punti rispetto alle precedenti politiche. Male la Lega che conferma il dato del 2018, con il 5,79% dei consensi contro il 5,62%. Male anche, sul fronte opposto, il Partito democratico che conferma, al ribasso, il dato del 2018 ottenendo il 14,01% dei consensi a fronte del 14,34. Impegno civico di Luigi Di Maio si ferma allo 0,87.

    Non sfonda, in Calabria, il terzo polo con il raggruppamento di Calenda e Renzi che arriva a quota 4%. Nei collegi uninominali, sempre con dati ancora parziali, domina il centrodestra, avanti nei due senatoriali e nei 5 della Camera, con soli 3 in ballo dove se la deve vedere con candidati 5 Stelle. E’ il caso, per la Camera, dei collegi Cosenza Tirreno, con l’azzurro Andrea Gentile che con 497 sezioni scrutinate su 537 è al 36,52% contro il 36,41% della deputata uscente M5S Anna Laura Orrico, e in quello Corigliano Rossano Crotone, dove il deputato uscente della Lega Domenico Furgiuele è avanti nel confronto con Vittoria Baldino, uscente 5S dopo essere stata eletta nel Lazio quattro anni fa. I due, con 503 sezioni scrutinate su 551, sono separati da poco meno del 3%. Anche nel collegio senatoriale Cosenza Crotone, il risultato è ancora in bilico quando sono state scrutinate 1.031 sezioni su 1.088, con l’esponente di centrodestra Ernesto Rapani che ottiene il 38,15% contro il 35,74% di Maria Saladino. (Fonte: Ansa)

  • Elezioni Catanzaro, svolta nel centrodestra: Proposta all’unanimità la candidatura di Filippo Mancuso

    Elezioni Catanzaro, svolta nel centrodestra: Proposta all’unanimità la candidatura di Filippo Mancuso

    Catanzaro – La coalizione di centrodestra ha proposto all’unanimità la candidatura a sindaco di Catanzaro al presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso (Lega). La riunione della coalizione si è tenuta in mattinata nel capoluogo calabrese. Secondo quanto si apprende il presidente Mancuso ha chiesto 24 ore di tempo per sciogliere la riserva: la sua decisione verrà resa nota entro la giornata di domani.

  • La giornata reggina del leader di Coraggio Italia a sostegno di Roberto Occhiuto governatore

    La giornata reggina del leader di Coraggio Italia a sostegno di Roberto Occhiuto governatore

    Con lo slogan “Se cresce la Calabria cresce l’Italia” il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro approda in Calabria per presentare il suo neonato partito Coraggio Italia. Dopo Rocca di Neto oggi l’imprenditore veneto ha vissuto oggi un’intensa giornata reggina iniziata all’hotel Altafiumara di Santa Trada con l’incontro a sostegno del candidato governatore calabrese del centrodestra, Roberto Occhiuto. Tra i due ottima sintonia e i modi camerateschi di due vecchi amici (sebbene la conoscenza sia recente): Occhiuto ha definito Brugnaro «uno che dei problemi parla massimo trenta secondi e poi si concentra sulle soluzioni»; l’ospite ha ricambiato dicendo di sentirsi a casa in Calabria: «Qui dove c’era la Magna Grecia ho trovato grandi dignità e gentilezza. Sono venuto a mie spese senza chiedere niente a nessuno perché credo sia importante dare l’esempio e sono davvero convinto che l’Italia si possa cambiare partendo dalla Calabria». Con loro il senatore Gaetano Quagliarello, calabrese adottivo e vicepresidente di Coraggio Italia, e in videocollegamento Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e cofondatore del partito (per il quale la Calabria è «un’occasione da cogliere, dove le difficoltà possono trasformarsi in opportunità») e il deputato Marco Marin. Tutti concordano nell’indicare Roberto Occhiuto come l’uomo giusto per il riscatto della Calabria. Toti sottolinea che «sarà per lui un mandato particolare perché coincide con il recovery e speriamo con la fine della pandemia. Sarà un po’ come fare il presidente di regione nel primo dopoguerra. Roberto lo farà con grande entusiasmo ma anche con la prudenza necessaria a gestire le insidie che si presenteranno».

    Non a caso il voto della nostra regione segna l’unica partecipazione di CI su tutto il panorama nazionale delle amministrative. Insomma i nordici Brugnaro e Toti scommettono sulla crescita del loro nuovo partito (ufficializzato lo scorso 14 luglio) proprio partendo dal territorio calabrese, dove l’idea è di mettere saldissime radici.

    Quagliarello ha ribadito la vocazione centrista del partito, che «sarà aperto e avrà regole chiare e valide per tutti, che punterà merito e forza». Il senatore ha aggiunto: «Non siamo contro nessuno, anzi abbiamo l’ambizione di rafforzare il centro del centrodestra che, come fatto oggettivo, è oggi molto debole».

    Nel parterre della sala simpatizzanti, colleghi e vip politici come i deputati Cosimo Sibilia, Ciccio Cannizzaro e Michaela Biancofiore.

    Roberto Occhiuto esordisce alzando un argine contro le negatività: «Venendo qui sono passato da Scilla e poi ho trovato questo panorama che è un angolo di paradiso. Ho pensato “ecco, è questa la mia Calabria”, invece poi a tutti facciamo vedere solo i problemi. La ‘ndrangheta è una piaga che esiste e ci fa schifo ma non deve diventare alibi per dire che qui non si puà fare nulla». Poi ribadisce l’impegno ad essere un presidente che governa, disinteressato allo scacchiere delle spartizioni di posti e gli spostamenti di uomini. Il suo programma è governare sui grandi dossier calabresi, primo tra tutti la sanità gravata dal «macigno del debito», a cui serve gente competente. «Per il pregiudizio secondo cui questa regione è ingovernabile ci hanno mandato solo incapaci con il compito di fare da cani da guardia. Ora vogliamo riprenderci la sanità, il governo può aiutarci mandando tecnici della ragioneria dello stato per controllare i conti: i servizi mancano perché la Calabria ha il record dei ritardi nei pagamenti e per questo poi si blocca tutto». Due le strade da percorrere per Roberto Occhiuto: conoscere l’esatta entità del debito da risanare e investire non solo sulla costosissima rete ospedaliera, potenziando piuttosto la medicina territoriale e l’attività dei poliambulatori.

    Grande mattatore dell’incontro uno scoppiettante Luigi Brugnaro, che ha ricordato le origini proletarie della sua famiglia. Figlio di un operaio sindacalista e una maestra elementare, educato a camminare in punta di piedi perché nello stesso palazzo al piano di sotto avrebbe potuto esserci un lavoratore di Marghera che aveva fatto il turno di notte e non doveva essere disturbato. Geniale investitore nel settore delle risorse umane e politico per un’imprevista curva del percorso, è uno che ci mette la faccia e a Venezia ha vinto una scommessa impensabile («Berlusconi – ricorda – è stato l’unico ad avermi dato credito, nessuno immaginava che ce l’avrei fatta»). La tinta rosa shocking del logo di Coraggio Italia ricorda la sua stima per il talento femminile: «Nella mia azienda ci sono quasi tutte donne perché io sono furbo, so quanto siano brave».

    In sala l’attesa era soprattutto per i nomi della lista che correrà per Occhiuto (secondo i rumors sarebbero stati annunciati oggi) e invece evidentemente ancora non definitiva. Brugnaro ha spiegato: «Per chi vuole proporsi agli elettori c’è un primo esame, l’esito della commissione antimafia. L’altro test è di meritocrazia e passa dal curriculum ma anche da quello che si fa realmente sul campo. Io so di essere una brava persona e conosco le mie esperienze, ma se oggi mi mettessi a guidare un Boeing sarei un cretino», chiosando con una frecciata a «chi ci sta governando in questo momento».

    In serata la full immersion reggina di Brugnaro si concluderà a Reggio in piazza Indipendenza con comizio pubblico (regolamentato dal green pass fino ad esaurimento posti) e la consolle del dj Matrix.

    Isabella Marchiolo

  • Regionali, Occhiuto: a causa divisioni centrosinistra sarà abbastanza semplice vincere

    Regionali, Occhiuto: a causa divisioni centrosinistra sarà abbastanza semplice vincere

    “La Calabria non è ingovernabile e noi lo dimostreremo. Quella che mi aspetta è la sfida più entusiasmante di qualsiasi altra per un uomo delle istituzioni che è nato qui e che si candida a guidare la terra dove è nato”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che in ticket con l’attuale facente funzioni Nino Spirlì, che ha svolto il ruolo di presidente dopo la prematura scomparsa di Jole Santelli, ha accettato di candidarsi alla presidenza della Regione Calabria.

    “Non sarei onesto a dire che penso che sia una strada in salita per il centrodestra, a causa delle divisioni del centrosinistra sarà abbastanza semplice vincere. La vittoria vera però la conseguiremo quando dimostreremo ai calabresi e alla comunità nazionale che sapremo governare questa regione, che abbiamo le idee per farlo e la forza e la determinazione per superare ogni ostacolo”.

    Lamezia-Occhiuto“Credo che questa regione abbia dei problemi gravissimi cominciando con la ‘ndrangheta che va estirpata on ogni modo ma anche tante risorse che meritano di essere raccontate al Paese dimostrando che c’è una Calabria che l’Italia non si aspetta. Noi non vogliamo i voti della ‘ndrangheta che ci fa schifo- ha detto Occhiuto. Vogliamo dimostrare in campagna elettorale che c’è una Calabria pulita e onesta con migliaia e migliaia di cittadini che si alzano la mattina per andare a lavorare e non posso essere additati come persone poco oneste”.

    Nel prosieguo del suo intervento durante la convention lametina del centrodesta, Occhiuto ha anche detto che non userà il nome di Jole Santelli per la campagna elettorale: “ha rappresentato una straordinaria stagione – ha sotolineato-, non ho intenzione di utilizzarla come vessillo per questa campagna elettorale. La sua memoria appartiene non solo a una classe politica ma a tutti i calabresi e così sarà negli anni”.

    Per quanto attiene il programma di governo, Roberto Occhiuto ha detto che si dovrà partire dalla sanità: “diremo al Governo che devono essere i calabresi ad occuparsi della Calabria. Vogliamo persone che che capiscano di sanità. Fino ad oggi in Regione si sono viste solamente persone che non hanno fatto nulla se non peggiorare la situazione.
    Ha fatto bene Nino, qualche tempo fa, a mettere il Governo nazionale di fronte ad una scelta importante quando ha proposto ‘Voi avete messo commissari incapaci, voi adesso coprite il debito’. Il primo atto del nuovo Governo regionale sarà proprio quello di chiedere la messa a disposizione della ragioneria generale dello Stato insieme ai reparti della Guardia di Finanza per ricostruire i bilanci delle ASP”.

    “Io non voglio più vedere giovani costretti ad andare via- ha proseguito. Non voglio vedere imprenditori costretti a mettere la sede legale a Torino e Milano perché Taurianova o Reggio Calabria non vanno bene. Possiamo risolvere insieme i problemi della Calabria. Dimostriamo a quelli che ancora investono sul centrosinistra, ma soprattutto alla comunità nazionale di cosa sono capaci i calabresi. Non lasciateci soli, io ce la metterò tutta”- ha concluso.

    R.Occhiuto-Lamezia

  • Martedì presentazione Occhiuto candidato centrodestra in Calabria

    Martedì presentazione Occhiuto candidato centrodestra in Calabria

    E’ prevista per martedì 22 giugno, alle ore 11, presso il THotel Lamezia, la presentazione stampa di Roberto Occhiuto.

     

    Nel corso di una conferenza stampa la coalizione di centrodestra presenterà il candidato alla presidenza della Regione Calabri e il candidato indicato per la vice presidenza, Nino Spirlì.

    All’incontro con i giornalisti parteciperanno i leader di Forza Italia, Lega e Fratelli Italia, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Giorgia Meloni (in collegamento via Zoom), e la responsabile azzurra per i rapporti con gli alleati, Licia Ronzulli.

    Saranno, inoltre, presenti i coordinatori regionali dei tre partiti, Giuseppe Mangialavori (Forza Italia), Giacomo Francesco Saccomanno (Lega), e Wanda Ferro (Fratelli d’Italia), ed esponenti delle altre formazioni politiche del centrodestra: Udc, Noi con l’Italia e Coraggio Italia.