mercoledì, 8 Dicembre, 2021
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La giornata reggina del leader di Coraggio Italia a sostegno di Roberto Occhiuto governatore

Con lo slogan “Se cresce la Calabria cresce l’Italia” il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro approda in Calabria per presentare il suo neonato partito Coraggio Italia. Dopo Rocca di Neto oggi l’imprenditore veneto ha vissuto oggi un’intensa giornata reggina iniziata all’hotel Altafiumara di Santa Trada con l’incontro a sostegno del candidato governatore calabrese del centrodestra, Roberto Occhiuto. Tra i due ottima sintonia e i modi camerateschi di due vecchi amici (sebbene la conoscenza sia recente): Occhiuto ha definito Brugnaro «uno che dei problemi parla massimo trenta secondi e poi si concentra sulle soluzioni»; l’ospite ha ricambiato dicendo di sentirsi a casa in Calabria: «Qui dove c’era la Magna Grecia ho trovato grandi dignità e gentilezza. Sono venuto a mie spese senza chiedere niente a nessuno perché credo sia importante dare l’esempio e sono davvero convinto che l’Italia si possa cambiare partendo dalla Calabria». Con loro il senatore Gaetano Quagliarello, calabrese adottivo e vicepresidente di Coraggio Italia, e in videocollegamento Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e cofondatore del partito (per il quale la Calabria è «un’occasione da cogliere, dove le difficoltà possono trasformarsi in opportunità») e il deputato Marco Marin. Tutti concordano nell’indicare Roberto Occhiuto come l’uomo giusto per il riscatto della Calabria. Toti sottolinea che «sarà per lui un mandato particolare perché coincide con il recovery e speriamo con la fine della pandemia. Sarà un po’ come fare il presidente di regione nel primo dopoguerra. Roberto lo farà con grande entusiasmo ma anche con la prudenza necessaria a gestire le insidie che si presenteranno».

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Non a caso il voto della nostra regione segna l’unica partecipazione di CI su tutto il panorama nazionale delle amministrative. Insomma i nordici Brugnaro e Toti scommettono sulla crescita del loro nuovo partito (ufficializzato lo scorso 14 luglio) proprio partendo dal territorio calabrese, dove l’idea è di mettere saldissime radici.

Quagliarello ha ribadito la vocazione centrista del partito, che «sarà aperto e avrà regole chiare e valide per tutti, che punterà merito e forza». Il senatore ha aggiunto: «Non siamo contro nessuno, anzi abbiamo l’ambizione di rafforzare il centro del centrodestra che, come fatto oggettivo, è oggi molto debole».

Nel parterre della sala simpatizzanti, colleghi e vip politici come i deputati Cosimo Sibilia, Ciccio Cannizzaro e Michaela Biancofiore.

Roberto Occhiuto esordisce alzando un argine contro le negatività: «Venendo qui sono passato da Scilla e poi ho trovato questo panorama che è un angolo di paradiso. Ho pensato “ecco, è questa la mia Calabria”, invece poi a tutti facciamo vedere solo i problemi. La ‘ndrangheta è una piaga che esiste e ci fa schifo ma non deve diventare alibi per dire che qui non si puà fare nulla». Poi ribadisce l’impegno ad essere un presidente che governa, disinteressato allo scacchiere delle spartizioni di posti e gli spostamenti di uomini. Il suo programma è governare sui grandi dossier calabresi, primo tra tutti la sanità gravata dal «macigno del debito», a cui serve gente competente. «Per il pregiudizio secondo cui questa regione è ingovernabile ci hanno mandato solo incapaci con il compito di fare da cani da guardia. Ora vogliamo riprenderci la sanità, il governo può aiutarci mandando tecnici della ragioneria dello stato per controllare i conti: i servizi mancano perché la Calabria ha il record dei ritardi nei pagamenti e per questo poi si blocca tutto». Due le strade da percorrere per Roberto Occhiuto: conoscere l’esatta entità del debito da risanare e investire non solo sulla costosissima rete ospedaliera, potenziando piuttosto la medicina territoriale e l’attività dei poliambulatori.

Grande mattatore dell’incontro uno scoppiettante Luigi Brugnaro, che ha ricordato le origini proletarie della sua famiglia. Figlio di un operaio sindacalista e una maestra elementare, educato a camminare in punta di piedi perché nello stesso palazzo al piano di sotto avrebbe potuto esserci un lavoratore di Marghera che aveva fatto il turno di notte e non doveva essere disturbato. Geniale investitore nel settore delle risorse umane e politico per un’imprevista curva del percorso, è uno che ci mette la faccia e a Venezia ha vinto una scommessa impensabile («Berlusconi – ricorda – è stato l’unico ad avermi dato credito, nessuno immaginava che ce l’avrei fatta»). La tinta rosa shocking del logo di Coraggio Italia ricorda la sua stima per il talento femminile: «Nella mia azienda ci sono quasi tutte donne perché io sono furbo, so quanto siano brave».

In sala l’attesa era soprattutto per i nomi della lista che correrà per Occhiuto (secondo i rumors sarebbero stati annunciati oggi) e invece evidentemente ancora non definitiva. Brugnaro ha spiegato: «Per chi vuole proporsi agli elettori c’è un primo esame, l’esito della commissione antimafia. L’altro test è di meritocrazia e passa dal curriculum ma anche da quello che si fa realmente sul campo. Io so di essere una brava persona e conosco le mie esperienze, ma se oggi mi mettessi a guidare un Boeing sarei un cretino», chiosando con una frecciata a «chi ci sta governando in questo momento».

In serata la full immersion reggina di Brugnaro si concluderà a Reggio in piazza Indipendenza con comizio pubblico (regolamentato dal green pass fino ad esaurimento posti) e la consolle del dj Matrix.

Isabella Marchiolo

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