Tag: arresto

  • Lungro, sequestrati droga e 35mila euro in contanti: arrestato 30enne incensurato

    Lungro, sequestrati droga e 35mila euro in contanti: arrestato 30enne incensurato

    Il sequestro di quasi mezzo chilo di hashish, circa 20 grammi di cocaina e quasi 35mila euro in contanti. costituiscono il bilancio di un’operazione antidroga dei Carabinieri ha portato all’arresto di un 30enne incensurato di Lungro, in provincia di Cosenza. L’uomo – secondo quanto si apprende – è stato intercettato dai militari mentre si trovava a bordo della propria autovettura. I Carabinieri, insospettiti dal suo atteggiamento particolarmente nervoso, hanno deciso di approfondire gli accertamenti effettuando una perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti sia la cocaina che  alcune dosi di hashish assieme ad un bilancino di precisione utilizzato, secondo gli investigatori, per il confezionamento della droga.

    La perquisizione ha portato anche alla scoperta di di altri quattro panetti di hashish, suddiviso in vari mazzetti, un vero e proprio “tesoretto” in contanti: poco meno di 35mila euro, ritenuti presumibilmente provento dell’attività di spaccio. L’intero quantitativo di droga, il denaro e il materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi sono stati sequestrati. Il30enne è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Castrovillari e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

    L’attività rientra nei servizi di controllo del territorio “a Largo Raggio” predisposti dall’Arma per contrastare il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Fondamentale, nel corso dell’operazione, anche il supporto aereo dell’elicottero dell’ 8° NEC di Vibo Valentia.

     

     

  • Corigliano-Rossano, furto e aggressione ai poliziotti: 32enne arrestato in flagranza di reato

    Corigliano-Rossano, furto e aggressione ai poliziotti: 32enne arrestato in flagranza di reato

    Nella serata del 29 Aprile scorso, personale della Polizia di Stato appartenente al Distaccamento Polizia Stradale di Rossano, in collaborazione con personale della Squadra Volante del Commissariato P.S. di Corigliano Rossano, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, nell’area urbana di Rossano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica diretta dal Dr. Alessandro D’Alessio, ha tratto in arresto, nella flagranza del reato di furto un uomo di 32 anni, cittadino straniero, irregolare sul territorio nazionale. Una passante riferiva ad una pattuglia della Polizia Stradale in transito, di aver notato una persona di sesso maschile intenta a infrangere una vetrina di un esercizio commerciale dello scalo di Rossano. Gli operatori, raggiunto immediatamente il luogo indicato, hanno riscontrato effettivamente la presenza di una persona straniera intenta ad infrangere una delle vetrine del negozio, con lo scopo di accedere all’interno dello stesso. Gli agenti hanno cercato di bloccare l’uomo, il quale, nel tentativo di sottrarsi al controllo, tentava la fuga.
    I poliziotti sono riusciti a fermare il fuggitivo e, nelle fasi di contenimento, atteso lo stato di agitazione e non collaborazione del medesimo, hanno riportato lesioni personali.
    In tale circostanza è sopraggiunta in ausilio una pattuglia della Squadra Volante, che prestava ausilio per il successivo accompagnamento dell’uomo presso gli uffici del Commissariato. In considerazione della flagranza del reato, lo straniero veniva tratto in arresto e su disposizione del P.M. di turno tradotto presso la casa circondariale di Castrovillari in attesa del giudizio direttissimo. La persona in argomento già nei mesi scorsi era stato individuato dalla Polizia e denunciato perché ritenuto presunto autore di un furto consumato all’interno della Chiesa di San Giuseppe in località Rossano, ove erano stati asportati oltre ad un computer, diversi oggetti sacri, poi recuperati dagli Agenti intervenuti.
    A seguito del fatto predetto, lo straniero era stato espulso dal territorio nazionale, accompagnato presso il Centro di trattenimento e rimpatrio di Caltanisetta prima e Albania dopo. Successivamente, su istanza dell’interessato, veniva rilasciato per richiesta di protezione internazionale, rigettata dalla competente Commissione territoriale.
    Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato, lo denunciava nuovamente all’A.G. per furto in abitazione, per aver sottratto una bicicletta elettrica, poi recuperata dai poliziotti e restituita al proprietario cui era stata sottratta.  Nell’udienza di convalida del 30 Aprile, il Giudice, su richiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari, ha convalidato l’arresto, confermando la custodia in carcere fino alla successiva udienza.
  • Oltre 8 Gk di hashish sequestrati nel Cosentino, valore di 100mila euro: corriere arrestato

    Oltre 8 Gk di hashish sequestrati nel Cosentino, valore di 100mila euro: corriere arrestato

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha ulteriormente intensificato i servizi di controllo economico del territorio, con particolare attenzione al contrasto dei traffici illeciti, tra cui quello delle sostanze stupefacenti. In tale contesto, lungo la Strada Statale 18, i finanzieri della Tenenza di Scalea e della Tenenza di Cetraro, a seguito dei controlli sulle autovetture in transito, hanno intercettato un corriere di droga coadiuvato da ulteriori due auto.

    Il controllo dei mezzi, avvenuto nel territorio di Cetraro, ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro complessivamente oltre 8 kg di hashish, suddivisi in 80 panetti, occultati in un comparto appositamente realizzato, nonché il veicolo adoperato per il trasporto. Secondo le prime stime, il valore dello stupefacente, che avrebbe consentito il confezionamento di un ingente numero di dosi destinate al mercato locale e nazionale, ammonta a circa centomila euro. Le attività d’indagine sviluppate dalle stesse Fiamme Gialle cosentine, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola diretta dal Procuratore Capo Dott. Domenico Fiordalisi, hanno consentito l’identificazione e l’arresto in flagranza di reato del corriere ed il deferimento a piede libero di ulteriori tre soggetti.

    L’attività, che ha inferto un duro colpo alle organizzazioni criminali locali, s’inserisce in una più ampia ed articolata strategia della Guardia di Finanza, mirata al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, a tutela della salute pubblica.

     

  • Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: Polizia arresta un soggetto nel Cosentino

    Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: Polizia arresta un soggetto nel Cosentino

    Nelle scorse ore, personale della Polizia di Stato, in particolare gli Agenti della Squadra Mobile di Cosenza, unitamente all’Unità cinofila, a seguito di attività info investigativa scaturita anche dall’intensificazione dei servizi di controllo del territorio nella provincia, ed in particolare nella giurisdizione di Castrovillari, con la direzione e il coordinamento del Procuratore Capo Alessandro D’Alessio, operavano un’attività di Polizia Giudiziaria finalizzata alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti.
    Nello specifico, veniva operata una perquisizione presso l’abitazione di un soggetto residente a Papasidero, sortendo esito positivo. Difatti, gli operatori rinvenivano, occultati all’interno dell’abitazione, sostanze stupefacenti del tipo cocaina (gr. 3), hashish (gr. 20), bilancini elettronici di precisione, una macchina per il confezionamento sottovuoto e vari ritagli per le singole dosi. L’attività di polizia giudiziaria si concludeva con l’arresto del predetto, posto agli arresti domiciliari.
    Nel corso dello stesso intervento, nei confronti di un altro individuo, si procedeva alla denuncia per omessa custodia e detenzione illegale di armi, con il sequestro penale di 7 fucili, 1 pistola calibro 7,65 e circa 100 munizioni di vario calibro.
  • Truffa del “finto Carabiniere” ad anziana nel reggino: responsabile arrestato ad Aversa

    Truffa del “finto Carabiniere” ad anziana nel reggino: responsabile arrestato ad Aversa

    I Carabinieri della Stazione di Cardeto, hanno dato esecuzione con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Aversa (CE) a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo ritenuto gravemente indiziato del reato di truffa, rintracciato e arrestato nella citata località campana. L’indagine ha preso avvio da un episodio consumatosi nel luglio 2024 a Cardeto, dove un’anziana donna era stata vittima di uno dei raggiri più diffusi: quello del cosiddetto “finto carabiniere”.

    Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la vittima era stata contattata sulla propria utenza telefonica da un individuo che, qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri, le aveva comunicato che la figlia si trovava in stato di fermo per aver causato un grave incidente stradale. Una telefonata, durante la quale veniva richiesto con urgenza il pagamento di una somma di denaro o la consegna di oggetti preziosi quale presunto corrispettivo necessario per “risolvere” la situazione. La donna, sopraffatta dal timore per le sorti della figlia, aveva raccolto i monili in oro custoditi in casa e si era recata al luogo dell’appuntamento, dove due uomini, giunti a bordo di un’autovettura somigliante a quelle in uso alle forze dell’ordine, avevano ritirato quanto consegnato, per poi dileguarsi rapidamente.

    La successiva denuncia ha consentito ai Carabinieri di Cardeto di avviare un’attività investigativa che ha permesso di individuare l’autovettura noleggiata per commettere il reato e, quindi, alla completa identificazione del presunto responsabile, successivamente rintracciato nel casertano. Il risultato conseguito conferma la costante attenzione delle Forze di Polizia rispetto alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili.

  • VIDEO-San Pietro a Maida: 26enne arrestato con la pesante accusa di tentato omicidio

    VIDEO-San Pietro a Maida: 26enne arrestato con la pesante accusa di tentato omicidio

    Nella serata di venerdì 17 aprile, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Girifalco (CZ) e della Stazione di Curinga (CZ) hanno arrestato a San Pietro a Maida un 26enne somalo gravemente indiziato del reato di tentato omicidio ai danni di un connazionale. L’uomo, infatti, nel tardo pomeriggio della stessa giornata nel centro del paese, per futili motivi a seguito di una lite avvenuta all’interno della propria abitazione ha colpito con un coltello da cucina un 28enne suo connazionale e coinquilino. I colpi sono stati inferti alla schiena e al collo. La vittima, fuggita in strada, è stata inseguita dall’aggressore che ha desistito solo grazie all’intervento dei passanti e al tempestivo arrivo dei Carabinieri, allertati dai cittadini.

    L’aggressore è stato bloccato e subito arrestato per poi essere condotto presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Girifalco, in attesa del giudizio direttissimo, come disposto dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme che coordina le indagini. La vittima è stata invece ricoverata all’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme a seguito delle ferite riportate e non versa in pericolo di vita. Il coltello utilizzato è stato recuperato e sequestrato dai militari.

    Nella mattinata di sabato 18 aprile è stato celebrato il giudizio direttissimo. Il Tribunale di Lamezia Terme ha convalidato l’arresto e ha disposto per il 26enne la traduzione presso la Casa Circondariale di Catanzaro. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a ricostruire l’evento e il movente.

  • Corigliano-Rossano, arsenale con pistole clandestine e un kg di cocaina: 48enne arrestato

    Corigliano-Rossano, arsenale con pistole clandestine e un kg di cocaina: 48enne arrestato

    I Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, con il coordinamento investigativo della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Capo Alessandro D’Alessio, nel corso della giornata di giovedì 16 aprile, hanno arrestato un 48enne incensurato del posto, gravemente indiziato dei reati di detenzione di armi clandestine e di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Nell’ambito di una strategia di contrasto coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, i Carabinieri del Reparto Territoriale hanno aumentato i controlli dei diversi contesti urbani nel centro cittadino di Corigliano Rossano, con identificazioni, verifiche e – in alcuni casi – minuziose perquisizioni. Nella giornata trascorsa i controlli pianificati sono stati effettuati nei meandri dei vicoli del centro storico di Rossano. Un’operazione ad alta visibilità, finalizzata a contrastare qualsiasi tipo di reato o detenzione illecita, con particolare riferimento a quelle delle armi e della droga. Le operazioni in questione sono state compiute da un numero rilevante di militari dell’Arma che hanno passato al setaccio case disabitate, corti condominiali e altre strutture sospette.

    Le operazioni hanno poi interessato l’abitazione e le pertinenze del soggetto arrestato e si sono incentrate su di un deposito, dove le ricerche sono state rese particolarmente difficili dal materiale accumulato nel tempo. Una circostanza che non ha scoraggiato i Carabinieri che, invece, hanno optato per scandagliare a fondo la struttura, controllandola palmo a palmo. La perquisizione, nel volgere di qualche ora, ha permesso agli operatori dell’Arma di individuare un borsone da viaggio, con all’interno un vero e proprio arsenale e un importante quantitativo di sostanza stupefacente. Infatti nella sacca è stata rilevata la presenza di cinque pistole semiautomatiche clandestine, poiché recanti matricole abrase, punzonate o semplicemente senza alcuna corrispondenza con quelle censite nei «cataloghi nazionali delle armi da sparo» e di un panetto da un chilogrammo di cocaina pura che se immessa sul mercato, dopo i relativi tagli, avrebbe potuto fruttare ben oltre 150.000 euro.

    Un arsenale pronto all’uso, tanto che sono stati sequestrati anche un numero considerevole di proiettili. Il potenziale balistico delle armi recuperate è risultato eterogeneo e molto pericoloso. La droga e le armi sequestrate verranno ora sottoposte ai relativi esami tecnici di laboratorio, per appurare il potere drogante dello stupefacente e l’eventuale riconducibilità delle armi ad altre azioni violente.  Il soggetto grevemente indiziato dei delitti, all’esito della valutazione di tutti gli elementi di riscontro raccolti, è stato arrestato e associato presso il carcere di Castrovillari, dove rimarrà a disposizione dei Magistrati della Procura della Repubblica di quello stesso centro. L’attività di contrasto dell’Arma continuerà, invece, a essere perseguita anche nelle aree più recondite del comprensorio. Quello messo a segno si ritiene possa essere stato un risultato importante, poiché ha permesso di togliere dalla strada tanta droga e soprattutto molte armi, perfettamente efficienti e custodite in maniera scrupolosa, che potevano – potenzialmente – essere utilizzate anche per ulteriori raid criminali, come accaduto proprio nel contesto rossanese nel recente passato.

     

  • Operazione “Call me”: Arrestato latitante appartenente ad una ‘ndrina del vibonese

    Operazione “Call me”: Arrestato latitante appartenente ad una ‘ndrina del vibonese

    I militari del Comando Provinciale Vibo Valentia e Catanzaro della Guardia di Finanza, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria” all’esito di serrate indagini, durate oltre due mesi, hanno individuato in un’abitazione del centro di Vibo Valentia, il latitante L.F. cl. 98, appartenente alla ‘ndrina dei “Pardea Ranisi”, egemone nel capoluogo ed attualmente imputato del reato di partecipazione ad associazione di stampo ndranghetistico e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’attività svolta congiuntamente dal Nucleo P.E.F. – G.I.C.O. Catanzaro e dal Nucleo P.E.F. Vibo Valentia costituisce il prolungamento di ulteriori investigazioni, culminate nel mese di aprile 2025 con l’esecuzione di un’ordinanza in materia cautelare che ha colpito complessivamente n. 10 soggetti intranei e/o contigui a una ‘ndrina attiva a Tropea (VV) e territori limitrofi, dedita prevalentemente alle estorsioni nei confronti di numerosi imprenditori operanti lungo la costa tirrenica. Le indagini di polizia giudiziaria avevano consentito di accertare, altresì, come alcuni esponenti di rilievo del sodalizio e di altre ‘ndrine, pur trovandosi ristretti in carcere, riuscissero a comunicare con l’esterno grazie all’indebito utilizzo di apparecchi telefonici.

    A seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro alla Corte di Cassazione, con nuova decisione del Tribunale del Riesame era stato ripristinato il provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di L.F., per il quale il Tribunale del Riesame, in prima battuta aveva disposto l’annullamento.
    Lo stesso L.F. dal mese di febbraio aveva fatto perdere le proprie tracce sottraendosi all’arresto e su richiesta di questo Ufficio ne veniva dichiarato lo stato di latitanza. Le articolate ricerche svolte in sinergia operativa con l’Arma dei carabinieri consentivano di addivenire all’individuazione del covo, in un’abitazione sita nel centro storico del capoluogo vibonese.

    Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – in stretta sinergia con la Guardia di Finanza di Catanzaro e di Vibo Valentia- nel contrasto alla criminalità, anche di stampo mafioso.

  • Sacerdote del Santuario di San Francesco di Paola segnala individuo molesto: scatta arresto

    Sacerdote del Santuario di San Francesco di Paola segnala individuo molesto: scatta arresto

    Nella serata dello scorso 7 aprile, gli Agenti della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Paola hanno portato a termine un’importante operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, culminata con l’arresto in flagranza di un cittadino di 38 anni, pregiudicato, responsabile di detenzione ai fini di spaccio, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’intervento è scaturito da una richiesta di ausilio giunta al 112 da parte di un sacerdote del Santuario di San Francesco di Paola, preoccupato per la presenza di un individuo molesto ed esagitato che metteva a rischio l’incolumità dei fedeli in un luogo di costante pellegrinaggio. Giunti immediatamente sul posto, gli agenti della Volante sono stati accolti dall’ostilità del soggetto che, dopo aver tentato di eludere il controllo, ha reagito con una violenza improvvisa.
    In un estremo tentativo di distruggere parte della sostanza stupefacente in suo possesso, l’uomo ha frantumato un primo involucro di cocaina sulla carrozzeria della propria auto, scagliandosi poi con rabbia contro gli operatori e arrivando a minacciarli millantando il possesso di un’arma da fuoco. Nonostante la ferocia dell’aggressione, i poliziotti sono riusciti a contenere l’uomo e a procedere a una meticolosa perquisizione del veicolo.
    L’attività di ricerca ha dato esito positivo, portando al rinvenimento di un pericoloso assortimento di droghe sintetiche e pesanti abilmente occultate.
    Il soggetto, che ha ammesso l’alto valore economico del carico nonostante risultasse privo di occupazione, è stato condotto presso gli uffici del Commissariato in stato di arresto in attesa del rito direttissimo.
  • VIDEO-Bunker segreto con armi e munizioni scoperto nelle campagne di Palmi: un arresto

    VIDEO-Bunker segreto con armi e munizioni scoperto nelle campagne di Palmi: un arresto

    Un casolare isolato, nelle campagne della Piana di Gioia Tauro, nascondeva un bunker costruito per non essere scoperto: sotterraneo e celato sotto una botola perfettamente mimetizzata nel pavimento. A portarlo alla luce sono stati i Carabinieri della Compagnia di Palmi, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio. Determinante l’intuito investigativo dei militari, supportati dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia. Durante la perquisizione, alcune anomalie nella pavimentazione del locale principale hanno attirato l’attenzione dei militari dell’Arma. Da lì, la scoperta: un accesso nascosto conduceva a un ambiente sotterraneo realizzato in cemento armato.

    All’interno, un vero e proprio bunker: isolato, invisibile dall’esterno e dotato di un sistema di aerazione artigianale, segno di una struttura progettata nei dettagli per garantire autonomia e segretezza. Un luogo verosimilmente destinato all’occultamento di armi e sostanze stupefacenti o, all’occorrenza, a rifugio per chi intende sottrarsi alle ricerche.
    Nel vano sotterraneo e nel casolare, i Carabinieri hanno rinvenuto un arsenale: armi da fuoco con matricola abrasa e ingenti quantitativi di munizioni di vario calibro, custoditi in modo tale da far ipotizzare una disponibilità continuativa e organizzata.

    Nel corso dell’operazione, un uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni.Un risultato che si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo e prevenzione attuato dall’Arma nella Piana di Gioia Tauro, finalizzato a contrastare ogni forma di illegalità e a rafforzare, giorno dopo giorno, la presenza dello Stato sul territorio.