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lunedì, 19 Gennaio, 2026
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Corte dei Conti: in Calabria significative diseguaglianze nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)

Le Regioni in piano di rientro (Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia) continuano a mostrare difficoltà strutturali nonostante alcuni miglioramenti nei conti. L’aumento della mobilità sanitaria interregionale segna, inoltre, divari nell’attrattività e nella capacità di erogazione dei servizi. Lo afferma la Corte dei conti nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi Sanitari Regionali evidenziando come persistono significative diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e un evidente disallineamento Nord-Sud.

Il Sistema Sanitario Nazionale – per la Corte – dopo la pandemia risulta ancora segnato da forti disomogeneità territoriali e criticità gestionali, seppur avviato verso una fase di consolidamento. L’aumento da 131,3 a 138,3 miliardi della spesa sanitaria pubblica riferita al triennio 2022-2024, con una crescita del 4,9% rispetto al 2023 (5,4% sul 2022) e il mantenimento di un’incidenza stabile sul Pil (6,3-6,4%, a fronte di una media europea pari al 6,9%). L’aumento, specifica la magistratura contabile, è trainato dalle voci di spesa relative a personale (+5,6%) e consumi intermedi (+7,5%), ma ridotto a un incremento reale di poco superiore all’1% a causa dell’inflazione, evidenziando una dinamica di spesa più difensiva che espansiva.

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Sul fronte degli investimenti Pnrr della Missione 6 (Salute), in cui sono previsti 15,6 miliardi per rafforzare prossimità, digitalizzazione e infrastrutture sanitarie, a fine 2024 risultava completato il 41% degli obiettivi, con il restante 59% da concludersi nel biennio 2025-2026. La rete di prossimità (con 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità in programma) rappresenta l’asse strategico per il nuovo SSN, ma il monitoraggio svolto ha evidenziato ritardi nell’avvio dei lavori e difficoltà nella copertura delle vacanze di personale, con carenze di profili sanitari e tecnici capaci di limitare la piena operatività delle nuove strutture.

Sul versante farmaceutico, la spesa complessiva 2024 ha superato il tetto programmato del 15,3% del Fpndo sanitario nazionale (FSN). L’introduzione dei nuovi tetti di spesa e il meccanismo del payback garantiscono un equilibrio finanziario che presenta, tuttavia, notevoli margini di incertezza legati al contenzioso con le imprese. Cresce l’uso di generici e biosimilari.

Sul personale, si registra il significativo ricorso a contratti flessibili e, in alcune regioni, ai cosiddetti «gettonisti», istituto che comporta maggiori costi e richiede un monitoraggio costante. In generale, la carenza di risorse pubbliche si riflette nella difficoltà di reclutamento e di mantenimento in servizio del personale.

La Corte- inoltre- ha richiamato la necessità di rafforzare la governance, accelerare gli investimenti, stabilizzare il personale e correggere i divari tra Regioni. Il futuro del Ssn dipenderà, infatti, dalla capacità di trasformare le risorse in servizi qualitativamente migliori, aumentando l’efficienza gestionale e rafforzando l’equità territoriale.

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