Tag: sanità

  • Occhiuto torna a parlare del commissariamento della Sanità: “Domani firmerò le prime delibere da assessore”

    Occhiuto torna a parlare del commissariamento della Sanità: “Domani firmerò le prime delibere da assessore”

    Credo che sia afferente al rapporto che in questi mesi si è creato tra il Governo e la Corte dei Conti. Ritengo però che sia già risolta da qualche ora.

    Domani, infatti, farò le prime delibere che riguardano la sanità e le firmerò da assessore alla Sanità, non più da commissario”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, parlando al Centro Studi Americani a Roma della pronuncia della Corte dei Conti sulla fine del commissariamento della sanità calabrese , a margine della conversazione “Il coraggio di innovare” con Tony West, senior vice president e chief legal officer di Uber.

    “Occhiuto: In Calabria grazie a liberalizzazioni nasce Social Taxi per anziani”

    Social Taxi è un’iniziativa, appena partita in Calabria, che dà la possibilità ai cittadini che hanno più di 65 anni di poter essere accompagnati quando prenotano una visita al CUP, e questa visita è distante dal loro domicilio più di 20 chilometri. È un modo per smaltire le liste di attesa perché molte prestazioni a volte nelle regioni sono disponibili, ma sono troppo lontane dai domicili di chi quelle prestazioni richiede”. 

  • Commissariamento Sanità, PD: La Corte dei Conti ha smascherato la propaganda di Meloni e Occhiuto

    Commissariamento Sanità, PD: La Corte dei Conti ha smascherato la propaganda di Meloni e Occhiuto

    I rilievi della Corte dei conti hanno sconfessato la propaganda fasulla di Giorgia Meloni e Roberto Occhiuto, che sulla sanità calabrese continuano a produrre disastri”. È l’attacco durissimo del Pd Calabria alla luce dell’esito del controllo di legittimità della Corte dei conti, che ha stoppato il provvedimento che avrebbe dovuto decretare la fine del commissariamento governativo della Sanità calabrese.

    Per mesi – continuano i dem – il centrodestra ha raccontato ai calabresi una favola totalmente inventata. Durante la campagna elettorale per le Regionali calabresi, la presidente del Consiglio aveva annunciato l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario. Negli ultimi giorni, il presidente della Regione aveva a sua volta anticipato l’imminente registrazione del relativo Dpcm e aveva convinto l’opinione pubblica che la procedura fosse già conclusa”. “L’esame obbligatorio compiuto dalla magistratura contabile – incalza il Pd Calabria – fa invece a pezzi la narrazione del centrodestra, che come al solito aveva preferito lo spot alla verità”.

    Più volte, avevo avvertito – ricorda Nicola Irto, segretario del Pd Calabria – che il commissariamento non può finire per via di un’operazione politica, in questo caso di uno scambio con il ministro Calderoli per l’autonomia differenziata, ma termina solo se ai cittadini è effettivamente garantito il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Rilanciamo sulla necessità di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario, per assicurare alla Calabria le risorse occorrenti alla cura dei malati”. “Da 16 anni i calabresi pagano un prezzo enorme, ma senza avere servizi adeguati. Il centrodestra esca dal teatro della menzogna e – conclude il Pd Calabria – abbia il coraggio di ristabilire l’eguaglianza dei calabresi rispetto al diritto alla salute”.

  • Uscita commissariamento sanità Calabria, i dubbi della Corte dei Conti sull’ok del governo Meloni

    Uscita commissariamento sanità Calabria, i dubbi della Corte dei Conti sull’ok del governo Meloni

    Torna di estrema attualità la notizia dell’uscita dalla gestione commissariale della sanità della Regione Calabria deliberata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 22 aprile 2026. Secondo quanto riporta un servizio pubblicato oggi da Repubblica e firmato dalla giornalista calabrese Giovanna Vitale, il provvedimento del CdM, con proposta partita dal ministero per gli Affari regionali, è finto nel mirino della Corte dei Conti che ha sollevato una serie di dubbi sia sul merito che sul metodo della decisione assunta dal governo Meloni.

    Secondo quanto si legge nell’articolo del prestigioso quotidiano nazionale, l’ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio avrebbe evidenziato criticità legate all’impianto motivazionale che accompagna la scelta di chiudere la gestione commissariale e, per questo, avrebbe articolato una richiesta di chiarimenti ai ministeri competenti della sanità e dell’economia. Tra gli aspetti richiamati figurerebbero la necessità di integrare la documentazione trasmessa e la verifica del pieno rispetto dei presupposti richiesti per il superamento del regime straordinario.

    La deliberazione in questione sarebbe stata inizialmente restituita agli uffici governativi per carenze documentali e successivamente riesaminata. Il nodo centrale non sarebbe quindi l’assenza di progressi da parte della Regione, ma il livello di completezza delle motivazioni e delle condizioni poste a fondamento della decisione. Il superamento del commissariamento non coincide automaticamente con il completamento di tutti gli strumenti di controllo e riequilibrio previsti dalla normativa sanitaria. La gestione ordinaria richiede infatti che il percorso di consolidamento finanziario e organizzativo mantenga continuità nel tempo e rispetti i parametri richiesti dal sistema nazionale di monitoraggio.

    Tutte queste criticità evidentemente stanno causando la mancata “bollinatura” del provvedimento di uscita dal commissariamento che lo renderebbe efficace. A quanto si apprende, infine, adesso al Consiglio dei Ministri, previa risposta ai rilievi della magistratura contabile da parte dei ministeri competenti, restano 30 giorni per chiarire ogni aspetto contestato.

     

     

  • Sanità, bando per reclutare medici Ue ed extra Ue in Calabria: gli idonei sono 168 su 257 partecipanti

    Sanità, bando per reclutare medici Ue ed extra Ue in Calabria: gli idonei sono 168 su 257 partecipanti

    Sono 168 gli idonei alla manifestazione di interesse bandita dalla Regione Calabria per reclutare medici Ue ed extra Ue da destinare agli enti del servizio sanitario. L’avviso è stato pubblicato lo scorso gennaio ed aperto anche professionisti europei e stranieri appositamente allo scopo di sanare i deficit d’organico. Le domande di partecipazione sono state complessivamente 257 ma i profili idonei sono 168, si legge nella deliberazione di Azienda Zero che prende atto della conclusione dei lavori della commissione esaminatrice.

    Oltre ai 168 profili idonei, vi sono 50 professionisti già presenti negli elenchi della Regione, ulteriori 17 con le procedure sospese in attesa di verifica e infine 22 medici ancora in formazione specialistica. La manifestazione d’interesse si avvale di specifiche norme nazionali che consentono l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie e di operatore socio-sanitario a professionisti con qualifica estera. Diverse le specializzazioni mediche richieste nell’avviso: anatomia patologica, anestesia rianimazione terapia intensiva, cardiologia, chirurgia generale, geriatria, ginecologia ed ostetricia, medicina d’emergenza-urgenza, medicina interna, pediatria, ortopedia e traumatologia, psichiatria, radiodiagnostica, radiologia e urologia.

    I medici, con reclutamento temporaneo, saranno adesso assegnati alle aziende sulla base dei fabbisogni e assicurando priorità a quelle territoriali con l’obiettivo – si legge nella delibera – di assicurare “le esigenze di continuità assistenziale e di copertura dei servizi territoriali”.

  • Sanità, Maddalena Berardi nuovo Dg dell’Asp di Reggio. Antonello Graziano confermato all’Asp di Crotone

    Sanità, Maddalena Berardi nuovo Dg dell’Asp di Reggio. Antonello Graziano confermato all’Asp di Crotone

    La Giunta della Regione Calabria ha nominato i direttori generali delle due Aziende sanitarie provinciali che, per diverse circostanze, erano interessate da una temporanea vacanza dei vertici.

    Nell’Asp di Reggio Calabria, infatti, – riporta una nota della Giunta Regionale – “la dottoressa Lucia Di Furia, alla quale va il ringraziamento del governo regionale per l’ottimo lavoro svolto in questi anni, è andata in pensione nei giorni scorsi; nell’Asp di Crotone, invece, il contratto del direttore generale Antonello Graziano era giunto a scadenza. Obiettivo della Giunta è stato quello di assicurare continuità amministrativa e gestionale alle aziende sanitarie interessate.

    Anche per tale ragione, quale nuovo direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria è stata nominata la dottoressa Maddalena Berardi, già direttore amministrativo dell’Azienda e stretta collaboratrice della dottoressa Di Furia nel corso del suo mandato; mentre – conclude la nota della Cittadella – alla guida dell’Asp di Crotone è stato confermato Antonello Graziano”.

  • Sanità, il Pd attacca Occhiuto: La Calabria è in grave ritardo su Case e Ospedali di Comunità”

    Sanità, il Pd attacca Occhiuto: La Calabria è in grave ritardo su Case e Ospedali di Comunità”

    “È assurdo che il presidente Occhiuto sostenga appassionatamente la riforma del ministro Schillaci sulla Medicina generale, quando in Calabria persistono ritardi pesantissimi proprio sulla sanità territoriale finanziata dal Pnrr”. Lo afferma in una nota il Pd Calabria. “Da mesi – prosegue la nota – denunciamo il ritardo nella realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture che avrebbero dovuto rappresentare il pilastro della nuova assistenza sanitaria territoriale. Purtroppo i cittadini calabresi continuano a fare i conti con territori senza medici, Pronto soccorso in affanno, liste d’attesa chilometriche e aree interne sempre più abbandonate”.

    “Davanti a queste diseguaglianze inaccettabili, il governo – continua il Pd Calabria – apre una discussione confusa sul futuro dei medici di famiglia, ma non esiste affatto la rete territoriale promessa. Il governo nazionale e quello regionale dovrebbero anzitutto spiegare perché la Calabria sia ancora così indietro sull’attuazione del Pnrr sanitario”. Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, dichiara: “Da tanto tempo denunciamo che Case della Comunità e Ospedali di Comunità procedono troppo lentamente e senza garanzie sul personale e sui servizi effettivi. Il problema della sanità calabrese – prosegue il parlamentare dem – non si risolve cambiando dall’alto il rapporto di lavoro dei medici di Medicina generale, mentre interi territori non hanno l’assistenza che serve. Urge invece una rete territoriale funzionante e accessibile, soprattutto nelle aree interne e montane, dove i cittadini sono costretti a patire la desertificazione sanitaria”.

    “Questa riforma – conclude Irto – sarebbe l’ennesima imposizione del centrodestra e non risolverebbe le mancanze, i disagi e i disservizi subiti ingiustamente dai cittadini calabresi”.

  • Un bar di Taverna chiuso per carenze igienico sanitarie: sanzioni per mille euro

    Un bar di Taverna chiuso per carenze igienico sanitarie: sanzioni per mille euro

    Nelle scorse ore,  i Carabinieri della Stazione di Taverna (CZ), supportati da personale civile dell’A.S.P. di Catanzaro, hanno eseguito un servizio per il contrasto alle violazioni in materia di antisofisticazione e sanità da parte di attività di bar e ristorazione presenti nei comuni della Presila catanzarese. Nella rete dei militari è finito un bar-gelateria all’interno del quale gli operatori dell’A.sp di Catanzaro hanno rilevato diverse carenze igienico-sanitarie e strutturali.

    In particolare, gli operanti hanno riscontrato l’assenza di servizi igienici, carenze nel sistema di areazione del locale, l’usura della pedana del bancone, nonché l’irregolarità di contenitori per rifiuti solidi urbani privi del previsto sistema di apertura a pedale. A seguito del controllo della documentazione amministrativa è stata inoltre rilevata l’assenza del manuale di autocontrollo HACCP e delle relative schede di verifica, nonché l’esistenza di documentazione relativa alla formazione di un dipendente scaduta. A carico dell’attività commerciale, che è stata temporaneamente sospesa fino alla regolarizzazione di tutte le violazioni riscontrate, sono state elevate sanzioni amministrative per un importo di 1.000 euro.

    I servizi predisposti dal Comando Provinciale di Catanzaro continueranno senza sosta anche nei prossimi giorni,  con particolare riguardo ai controlli amministrativi sulle attività autorizzate alla somministrazione di alimenti e bevande e con un’attenta vigilanza sull’intera filiera (produzione, stoccaggio e distribuzione), con lo scopo di verificare la tracciabilità dei prodotti, monitorare il rispetto delle prassi igienico-sanitarie e del protocollo HACCP.

  • Sanità in Calabria: la telemedicina per abbattere le liste d’attesa e il divario territoriale

    Sanità in Calabria: la telemedicina per abbattere le liste d’attesa e il divario territoriale

    La tutela della salute in Calabria rappresenta, da decenni, una delle sfide più complesse del panorama nazionale. Il territorio regionale soffre di una frammentazione geografica che isola i piccoli centri dalle grandi strutture ospedaliere, rendendo l’accesso alle cure un percorso a ostacoli. In questo scenario, la telemedicina emerge non solo come una soluzione tecnologica, ma come un vero e proprio strumento di equità sociale. L’obiettivo è chiaro: portare la medicina dove risiede il paziente, superando le barriere fisiche e burocratiche che hanno penalizzato la regione per troppo tempo. Questa problematica non è isolata alla regione. Secondo un sondaggio condotto da Serenis su 2229 rispondenti, emerge un paradosso nel rapporto tra cittadino e Sistema Sanitario Nazionale: mentre la competenza dei medici è altamente apprezzata con un voto medio di 3,53/5, l’efficienza logistica e i tempi d’attesa sono considerati inaccettabili. Il dato più critico è rappresentato proprio dai tempi d’attesa, che precipitano a un punteggio di soli 1,95/5, mentre la facilità di contatto si attesta su un basso 2,86/5. Questi dati sottolineano come la logistica e la burocrazia siano il principale ostacolo alla cura, un problema che la telemedicina si propone di superare.

    La sfida della salute in Calabria: oltre l’emergenza dei presidi locali

    La situazione attuale della sanità calabrese è segnata da una cronica carenza di personale e dalla chiusura di numerosi presidi ospedalieri di prossimità. Molti cittadini residenti nelle aree interne sono costretti a intraprendere lunghi spostamenti verso gli hub di Catanzaro, Cosenza o Reggio Calabria anche per semplici controlli specialistici. Questa mobilità forzata non rappresenta solo un disagio logistico, ma costituisce una vera negazione del diritto alla cura immediata. La telemedicina non intende sostituire il rapporto umano tra medico e paziente, ma mira a potenziare l’efficacia della medicina territoriale. Grazie ai consulti online, il cittadino che vive lontano dai centri d’eccellenza può ricevere la medesima attenzione clinica senza dover affrontare ore di viaggio. Questo approccio riduce drasticamente i tempi di attesa e decongestiona i grandi ospedali, che possono così concentrarsi sui casi di emergenza e sulle attività chirurgiche complesse.

    Connettere l’entroterra con i centri di eccellenza

    La conformazione della Calabria, caratterizzata dalle vette del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte, rende i trasporti interni lenti e faticosi. Un paziente anziano residente a Mormanno o in un borgo dell’entroterra vibonese non può impiegare due ore di macchina per un controllo cardiologico di routine a Cosenza o Catanzaro. La tecnologia digitale può colmare questa distanza geografica attraverso il monitoraggio remoto delle patologie croniche. Il controllo costante di parametri come la pressione arteriosa o i livelli glicemici può avvenire direttamente dal domicilio del paziente in videochiamata o tramite il supporto del medico di base. Questo sistema evita i cosiddetti “viaggi della speranza” lungo arterie stradali spesso critiche. La telemedicina agisce quindi come un collante tecnologico che unisce le province, garantendo che nessun cittadino sia lasciato indietro a causa della propria posizione geografica.

    Risparmio per le famiglie e riduzione della mobilità passiva

    Un aspetto fondamentale della crisi sanitaria regionale riguarda la “mobilità passiva“, ovvero il flusso di pazienti che scelgono di curarsi fuori dai confini calabresi. Ogni anno, la Regione Calabria spende milioni di euro per rimborsare le prestazioni erogate da strutture del Nord Italia. Questa perdita di risorse economiche impoverisce il sistema sanitario locale. La telemedicina può ovviare a questo problema: se un paziente può ottenere una consulenza di alto livello o un secondo parere specialistico rimanendo nel proprio territorio, la necessità di emigrare per motivi di salute diminuisce drasticamente.

    Digitalizzazione e PNRR: un’occasione irripetibile per la regione

    Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mette a disposizione fondi sostanziali per la modernizzazione della pubblica amministrazione e, nello specifico, della sanità digitale. Per le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) calabresi, questa è un’occasione storica che non può essere sprecata. La sfida non riguarda solo l’acquisto di nuovi software, ma richiede una profonda trasformazione culturale e organizzativa. È indispensabile formare adeguatamente i medici di medicina generale e gli specialisti ospedalieri, affinché la rete di assistenza diventi un sistema integrato e sicuro. Le piattaforme di telemedicina devono dialogare tra loro, garantendo la protezione dei dati sensibili e la facilità di accesso per l’utente finale.

  • Regione incapace di spendere i fondi Pnrr, Cgil: Case di Comunità, solo 2 su 63 previste

    Regione incapace di spendere i fondi Pnrr, Cgil: Case di Comunità, solo 2 su 63 previste

    Per la Cgil Calabria la notizia della perdita dei finanziamenti per le Case di Comunità di Cariati e San Marco Argentano rappresenta in maniera chiara la distanza tra narrazione politica e realtà. “Si tratta di presidi strategici per la sanità territoriale- spiegano dal sindacato – pensati per garantire prossimità delle cure, presa in carico dei cittadini e alleggerimento della pressione sugli ospedali. La loro mancata realizzazione non è solo un’occasione persa, ma l’ennesima conferma di un fallimento nella capacità di programmazione e gestione della sanità calabrese”.

    Delle 63 Case di Comunità previste in Calabria nell’ambito del Pnrr- sottolinea la segreteria regionale Cgil – “solo 2 hanno almeno un servizio dichiarato attivo, con una percentuale di attivazione del 3,2% contro una media nazionale del 45,5%. Altro che superamento del commissariamento: i numeri certificano un sistema ancora fermo e incapace di spendere le risorse disponibili. Eppure, la Regione prevede di rendere operativa la rete entro il 2026, con un investimento di circa 350 milioni di euro. In questi mesi abbiamo assistito a un susseguirsi di annunci, rivendicazioni e operazioni di comunicazione che oggi si scontrano con fatti concreti: opere mai avviate, risorse perdute, territori lasciati senza risposte. Non si può continuare a raccontare una sanità che migliora mentre, nei fatti, si perdono finanziamenti e si rinuncia a servizi essenziali per i cittadini”.

    La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil – aggiunge il sindacato – “va esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto sta accadendo in Calabria: rafforzare la sanità territoriale e rendere pienamente operative le Case di Comunità come presidio fondamentale di prossimità. Il testo pone al centro il potenziamento dei servizi territoriali, con investimenti strutturali, più personale e un’organizzazione capace di garantire l’effettiva presa in carico delle persone, a partire dai soggetti più fragili”.

  • Sanità, Tridico: “Rinuncia case salute San Marco Argentano e Cariati simbolo Calabria farlocca”

    Sanità, Tridico: “Rinuncia case salute San Marco Argentano e Cariati simbolo Calabria farlocca”

    «Esiste una Calabria reale, quella dei cittadini che rinunciano alle cure, e una Calabria “farlocca”, sapientemente costruita nei laboratori della propaganda regionale. Oggi, i documenti ufficiali squarciano il velo di Maya dell’amministrazione Occhiuto, rivelando un fallimento gestionale che non ha precedenti per gravità e spregiudicatezza. Non possiamo leggere altrimenti il definanziamento definitivo dei fondi destinati alle case della salute di San Marco Argentano e Cariati». È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento Cinque Stelle a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

    «Siamo di fronte a un caso di manuale di mistificazione della realtà. Lo dicono le carte, gli impegni formali delle risorse necessarie, la convenzione firmata per la casa della salute di San Marco Argentano nel luglio 2022 e le dichiarazioni scolpite nella memoria.
    E proprio mentre si facevano promesse da palco, i termini per contrattualizzare i lavori stavano per scadere e l’Asp di Cosenza rinunciava per complessità e criticità insuperabili.
    Il risultato? Otto milioni di euro letteralmente evaporati per la casa di comunità di San Marco Argentano e altri sei milioni circa per quella di Cariati- sottolinea Tridico che aggiunge – Cifre che avrebbe potuto cambiare il volto della medicina territoriale e dell’assistenza sanitaria della Valle dell’Esaro e del Basso Jonio cosentino, che vivono una desertificazione sanitaria drammatica. Occhiuto gode di poteri che nessun suo predecessore ha mai avuto: è presidente della Regione, è stato commissario ad acta per la Sanità (e la conclusione fase emergenziale è un’altra favola ben confezionata perché il rientro dal debito permane) e commissario per l’emergenza. Ha avuto ed ha in mano tutte le leve del comando, dalla programmazione alla spesa. Eppure, nonostante questi super poteri misti all’iper-presidenzialismo, non è stato capace di vigilare su un cronoprogramma elementare.
    Dichiarare le opere “complesse” per giustificare l’inerzia è un’offesa all’intelligenza dei calabresi. Se le realizzazioni delle case della salute sono ritenute “insuperabili” da questa amministrazione regionale, come possiamo pensare di affrontare le sfide della medicina predittiva?».

    Per l’europarlamentare M5s «La gravità è acuita dalla risposta fornita dalla Regione alle interrogazioni dei consiglieri regionali Ferdinando Laghi e Rosellina Madeo: non solo abbiamo perso i fondi della programmazione 2014-2020, ma non sono state nemmeno predisposte le schede per inserire questi lavori nel nuovo ciclo 2021-2027. È la prova provata di una totale assenza di visione e di una sciatteria amministrativa che nega il diritto costituzionale alla salute. Parlano di “diverse coperture finanziarie” da trovare in futuro, altre favole raccontate ai calabresi: è la solita moneta di nebbia. La verità è che mentre l’Hub di Cosenza scoppia e i cittadini della provincia sono costretti a viaggi della speranza anche per una medicazione, la Regione Calabria colleziona “decreti di disimpegno” invece che inaugurazioni di cantieri. La nostra regione non si governa con i reel o con la narrazione di una “Calabria Straordinaria” che esiste solo nei depliant turistici, ma con la competenza tecnica, con il monitoraggio della spesa e con la trasparenza amministrativa.
    Come delegazione al Parlamento Europeo, continueremo a monitorare ogni singolo centesimo di fondi strutturali: non permetteremo che l’incompetenza di pochi continui a rubare il futuro della salute dei calabresi»– conclude Tridico.