Il confronto tra Governo e autotrasportatori entra nel vivo oggi, martedì 20 ottobre, con due incontri a Milano convocati dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Il programma prevede in mattinata un tavolo istituzionale con le rappresentanze nazionali del settore, tra sindacati e associazioni di categoria, e nel pomeriggio un confronto con le delegazioni che partecipano alle proteste, a partire da quelle di Puglia, Calabria e Sicilia, in una fase caratterizzata da forti tensioni per il caro carburanti e dalle mobilitazioni che stanno interessando soprattutto il Mezzogiorno.
Negli ultimi giorni la situazione si è fatta sempre più delicata. Le mobilitazioni hanno coinvolto anche Sicilia e Calabria, con il blocco dei trasporti avviato il 16 ottobre e previsto, secondo il calendario iniziale, fino al 20 ottobre. Il 15 ottobre UNATRAS aveva chiesto una convocazione urgente al Governo, prospettando, in assenza di risposte concrete, la possibilità di proclamare un fermo nazionale. Il giorno successivo era arrivata la prima convocazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, inizialmente fissata per il 27 ottobre. L’appuntamento è stato quindi anticipato a oggi, nel tentativo di accelerare il dialogo e affrontare le richieste della categoria.
Nei giorni scorsi Salvini ha avuto un colloquio telefonico con Nicandro Vigilante, uno degli autotrasportatori impegnati nel presidio al casello di Poggio Imperiale, in provincia di Foggia. Tra le richieste avanzate figura il riconoscimento del gasolio per autotrazione professionale, con misure in grado di ridurne il costo per le imprese. Da qui la decisione di articolare il confronto in due momenti distinti: il primo, istituzionale, in programma alle 10 in Prefettura a Milano, con le organizzazioni nazionali; il secondo, nel pomeriggio, dedicato alle delegazioni che animano le proteste, con particolare attenzione alle istanze provenienti dal Sud Italia.
Tra i principali temi del confronto ci sono gli interventi per contenere l’impatto del caro carburanti e le risorse destinate al rinnovo dei mezzi. Secondo quanto riferito da ANSA sulla base delle indicazioni provenienti dall’entourage del ministro, il Governo punta a sbloccare i 590 milioni di euro già stanziati per il rinnovo del parco veicolare, risorse finora rallentate da ostacoli burocratici. Tra gli obiettivi indicati figurano inoltre l’erogazione dei fondi contro il caro gasolio, ulteriori coperture per il 2026, l’estensione del credito d’imposta al 2027 e finanziamenti aggiuntivi a sostegno dell’autotrasporto e del Marebonus.

