HomeAttualitàSottosegretari e più assessori, marcia indietro del Centrodestra: presentata abrogazione modifiche Statuto

Sottosegretari e più assessori, marcia indietro del Centrodestra: presentata abrogazione modifiche Statuto

Sulla dibattuta vicenda dei sottosegretari e dell’allargamento del numero degli assessori il centrodestra in Calabria torna sui propri passi avviando oggi la procedura di abrogazione delle modifiche allo Statuto introdotte lo scorso marzo. Dopo il ricorso di sette consiglieri di minoranza e l’indizione di un referendum “la situazione di eccessiva incertezza che caratterizza la vicenda in questione – è scritto nella proposta di legge – impone una scelta politica di rispetto delle risorse pubbliche, per evitare il rischio di concretizzare la spendita di ingente denaro”. Il costo per lo svolgimento del Referendum, che era già fissato per il prossimo 29 novembre, ammontava a 7 milioni di euro. Risorse che la Giunta Occhiuto intende destinare, per complessivi 15 milioni di euro attraverso una apposita proposta di legge in discussione oggi al Consiglio regionale, per far fronte al caro carburante. Collegato alla stessa decisione, e in attesa del completamento dell’iter di modifica dello Statuto, anche l’esame della proposta di legge, firmata da Pierluigi Caputo, Angelo Brutto (FdI), Giuseppe Mattiani, (Lega), Vito Pitaro (Noi Moderati), che sospende l’esecutività del Dpgr dello scorso 11 agosto, con il quale era stata fissata la data di svolgimento del Referendum confermativo. Completano il lungo ordine del giorno altri provvedimenti come l’assestamento del bilancio di previsione della Regione Calabria per gli anni 2026-2028, la proposta di legge per la promozione della terapia del sorriso e l’umanizzazione delle cure nelle strutture sanitarie e socioassistenziali della Regione; le norme sulla “Valorizzazione della certificazione delle competenze per le attività del soccorritore e dell’autista soccorritore” e le “Modifiche alla legge regionale recante norme sulla classificazione delle strutture ricettive extralberghiere”.

Revoca norma introduzione Sottosegretari, Bruno (Tridico Presidente): «Battaglia vinta, ora risposte vere ai calabresi» «Abbiamo vinto una battaglia contro la moltiplicazione delle poltrone. Ora la Regione dia risposte a chi non riesce più a lavorare». È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, rivendicando il risultato dell’azione unitaria delle opposizioni sulla legge sui sottosegretari e chiedendo di riportare al centro dell’agenda le emergenze della Calabria, a partire dal caro carburante. «Ci siamo opposti fin dall’inizio a un’operazione che moltiplicava gli incarichi per sistemare gli equilibri della maggioranza, mentre la Calabria chiedeva risposte sulla sanità, sulla fragilità del territorio e sulla fuga dei giovani. Abbiamo anche abbandonato l’Aula per rispetto verso i cittadini: non potevamo accettare che quelle fossero le priorità della Regione». Bruno rivendica il percorso condotto dalle opposizioni anche nelle sedi giudiziarie: «Con risorse nostre abbiamo sostenuto questa battaglia e difeso il diritto dei calabresi a pronunciarsi. Ora Occhiuto, invece di riconoscere l’errore, porta in Consiglio due provvedimenti: uno per abrogare la legge e uno per sospendere il referendum. Voteremo politicamente a favore, perché fermare questa operazione è il risultato per cui ci siamo battuti. Ma non accettiamo che il presidente scarichi sul Consiglio la responsabilità delle proprie scelte». «Il risparmio dei sette milioni destinati al referendum non può diventare una bandiera propagandistica. Quel costo nasce da una decisione della maggioranza, non dell’opposizione. E mentre la Calabria protesta, servono interventi strutturali, a partire dall’abbattimento delle accise, non operazioni di fumo negli occhi». Per questo, spiega Bruno, «all’inizio della seduta abbiamo presentato una mozione firmata da tutti e dieci i consiglieri di centrosinistra, con una piattaforma di proposte per dare voce ad agricoltori, pescatori e imprese che non riescono più ad andare avanti: mozione di cui è stata impedita la discussione». «Chi ha trascorso giorni nei presìdi per denunciare costi insostenibili merita ascolto e risposte concrete. La nostra battaglia contro la moltiplicazione delle poltrone va nella stessa direzione: riportare al centro il lavoro, i servizi e la vita dei calabresi. La Regione deve occuparsi dei loro problemi, non degli equilibri politici di Occhiuto», conclude Bruno.

Sottosegretari, Filomena Greco (CR-IV): «Avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni» «Dietro la frettolosa marcia indietro della maggioranza sui sottosegretari, prima ancora dei costi delle nuove figure, c’è una lezione politica e democratica: avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni a proprio piacimento». È quanto ha dichiarato Filomena Greco, Consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, alla conferenza stampa unitaria delle opposizioni a Palazzo Campanella, prima della seduta del Consiglio regionale. «Lo Statuto è la Costituzione della Calabria — prosegue Filomena Greco —. E una Costituzione non appartiene mai alla maggioranza del momento, perché nasce per un unico scopo: stabilire i limiti entro i quali il potere può essere esercitato. Quello che è accaduto in questi mesi descrive una parabola preoccupante. Prima si forza la mano e si modifica lo Statuto per aumentare gli assessori e introdurre i sottosegretari, nonostante le nostre contestazioni. Poi, quando i cittadini chiedono di potersi esprimere con il referendum, si decide improvvisamente di azzerare tutto e tornare indietro. È un copione che oggi si riflette anche a livello nazionale: le riforme si possono fare, ma le garanzie e i contrappesi esistono proprio perché le regole del gioco non sono nella disponibilità di chi governa». «Mentre in queste stanze si consumavano mesi a discutere di equilibri interni e strutture di supporto, fuori da questo Palazzo la situazione è diventata gravissima — sottolinea la Consigliera regionale —. Famiglie, lavoratori, agricoltori, pescatori e imprese sono in difficoltà e stanno scendendo in strada. Che i 7 milioni di euro inizialmente stanziati per il referendum vengano ora destinati all’emergenza del caro carburante è un fatto positivo, purché si traducano in aiuti seri, equi ed efficaci». «Resta però una domanda di fondo: perché siamo dovuti arrivare fino a questo punto? — conclude Filomena Greco —. Bisognava occuparsi molto prima dei problemi dei calabresi e un po’ meno degli equilibri della maggioranza. Le maggioranze passano e i presidenti passano. Le regole, le istituzioni e i diritti dei cittadini restano. Ed è questo che oggi stiamo difendendo».