Tag: Salerno

  • Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria. sindaco Cosenza Caruso: Temo che non sarà mai realizzata

    Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria. sindaco Cosenza Caruso: Temo che non sarà mai realizzata

    “Il Ministro Salvini sta prendendo in giro la Calabria ed i calabresi. Sono convinto infatti che si sta scippando alla nostra terra l’AV, che non sarà mai realizzata. Ci tarpano, così, le ali per ogni velleità di crescita e sviluppo. Il silenzio, poi, del Governatore Occhiuto su questi temi, sui quali delega ad altri scelte così rilevanti per la nostra regione, è molto preoccupante”. E’ quanto ha affermato il sindaco Franz Caruso intervenendo al convegno-dibattito svoltosi ieri sera a Castrovillari sul tema: “Alta Velocità ed intermodalità in difesa delle zone interne per lo sviluppo del territorio”. “Ci dicono- ha proseguito Franz Caruso – che è stato finanziato il percorso tirrenico, ma non è così in quanto non esiste alcun progetto e non è possibile finanziare un’idea o un’intenzione”. Il sindaco Franz Caruso ha, quindi, ripercorso le tappe della battaglia a difesa dell’AV Salerno Reggio Calabria che lo ha visto protagonista insieme al comitato tecnico/politico appositamente costituito, composto da esperti del settore e da numerosi amministratori locali. “L’allarme sul destino dell’Alta Velocità in Calabria – ha sostenuto- è scattato quando abbiamo cominciato a registrare una serie di contraddizioni dopo la presentazione nel 2022 dello studio e del progetto dell’AV in Calabria nella cittadella regionale, alla presenza del nostro governatore Roberto Occhiuto, dall’allora amministratore delegato di RFI. In quella circostanza ci è stato presentato il progetto che partiva da Salerno- Battipaglia, Romagnano – Praia – Tarsia come l’unico che si poteva realizzare superando tutte le difficoltà di tracciato e andando oltre l’idea originaria di affiancare una linea diversa di AV al percorso ferroviario già presente sulla costa tirrenica. Ci veniva spiegato all’epoca che sulla tirrenica insistevano problemi geomorfologici strutturali che impedivano la realizzazione dell’ opera su quel tracciato. Politicamente, come Sindaco della città capoluogo ritenevo e ritengo che il tracciato sulla dorsale interna sia il migliore per riconnettere la Calabria al resto del Paese, ma soprattutto per ricongiungere una parte importantissima della nostra provincia e della nostra vasta regione, l’alto e medio jonio ed il Pollino, che è sempre stata isolata per mancanza di collegamenti e di infrastrutture trasportistiche al resto del nostro territorio. Abbiamo sposato e appreso con grande entusiasmo di questo progetto per l’alta velocità. Aspettavamo, quindi, che ci fosse il dibattito pubblico su quest’opera. Peraltro non si individuava il tracciato dorsale per una scelta astratta, ma, per come detto, rispetto ad uno studio di fattibilità costato 35 milioni di euro allo Stato.

    La convocazione al dibattito pubblico, però, non c’è mai stata, mentre ho appreso dalla stampa che il dibattito pubblico si sarebbe tenuto a Praia dove, preoccupato, mi sono recato. In quella occasione, gli stessi interlocutori che ci avevano presentato il progetto in Cittadella, hanno sostenuto che non si poteva più realizzare il tracciato dorsale proponendo la linea di affiancamento sulla tirrenica. In ciò utilizzando argomenti contrari a quanto sostenuto in precedenza e, quindi, mostrando una palese contraddizione di fondo che, ovviamente ho fortemente contestato. Sempre in quella occasione ho anche sollevato quello che i tecnici del nostro comitato avevano evidenziato nel documento per la realizzazione dell’AV, ossia che era necessario costruire una linea elettrica particolarmente potente che, pertanto, necessitava di un investimento importante per una struttura capace di produrre energia tale da supportate l’AV. Struttura quest’ultima, non prevista per il tracciato tirrenico ma esistente per il percorso dorsale. Da queste contraddizioni è sorto il sospetto che nel, silenzio delle nostre istituzioni superiori, si potesse operare uno scippo alla Calabria, che oggi si sta concretizzando”.

    “Ribadisco che l’Alta Velocità ferroviaria – ha concluso Franz Caruso – è indispensabile per modernizzare e rendere competitiva la Calabria che, grazie alla posizione geografica che ricopre nel Mediterraneo, può aspirare legittimamente ad essere protagonista nei rapporti euro-mediterranei, sfruttando i nuovi assetti economici che si stanno delineando verso l’Africa ed il Medio-Oriente”.
    Franz Caruso, infine, ha invitato tutti i partecipanti al convegno a prendere parte il prossimo 10 maggio alla manifestazione <> “perché – ha evidenziato- Trasporti e Sanità sono due settori fondamentali per il presente ed il futuro dei calabresi e che oggi versano in condizione di grave criticità”.

  • Sindaco di Cosenza chiede intervento al Presidente Mattarella per l’Alta Velocità Salerno-Reggio

    Sindaco di Cosenza chiede intervento al Presidente Mattarella per l’Alta Velocità Salerno-Reggio

    Il sindaco Franz Caruso ha chiesto al Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, un intervento urgente a favore della realizzazione dell’Alta Velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, ritenendo l’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo della Calabria, del Mezzogiorno e del Paese. “L’istanza – si legge in una nota – è stata formulate dal sindaco Franz Caruso in una accorata lettera, non solo nella sua qualità di Primo Cittadino di Cosenza, ma anche in nome e per conto del Comitato tecnico/politico, composto da numerosi altri Sindaci e Amministratori locali, nonché da tecnici competenti in materia ferroviaria e Docenti Universitari di riconosciuto prestigio, anche loro interessati a promuovere la realizzazione dell’AV Salerno- Reggio Calabria”. “Per come da Lei sostenuto, Signor Presidente- scrive Franz Caruso nella missiva indirizzata al Capo dello Stato – in occasione della seconda edizione della Fiera Let Expo, anche io sono fermamente persuaso che il settore della mobilità, dei trasporti e della logistica “è elemento essenziale nella crescita”.

    In Calabria, però, questo comparto versa in forte criticità per via di un obsoleto sistema di collegamenti infrastrutturali che si identificano non solo con la E90 (SS106 ionica) conosciuta come la “Strada della Morte”, ma anche con le trasversali di collegamento strategico dei due litorali con l’A2. Soprattutto, però, la nostra Calabria ha impellente necessità di vedere realizzata e completata una nuova linea ferroviaria AV Salerno- Reggio Calabria. Quest’ opera, che ricucirebbe finalmente l’Italia, era stata già decisa e finanziata nel 2021con oltre 9 miliardi di euro rinvenienti dal Fondo Complementare, ma che sembra sparita dai programmi del governo e di Fs, nonostante lo studio di fattibilità elaborato di recente dalle stesse RFI e costato ben 30 Milioni di euro. Oggi, infatti, si parla di nuove proposte progettuali di cui non c’è traccia sui documenti ufficiali, che andrebbero nuovamente a penalizzare gran parte dei cittadini calabresi, specie sul versante ionico della provincia cosentina con ferrovie ancora non elettrificate e che ci portano a dubitare della concreta volontà di conseguire l’AV anche in Calabria. Ciò in quanto sono convinto che non si possa rinunciare all’Alta velocità che attraversi un percorso interno e che metta a sistema le località principali del territorio per valorizzare peculiarità e caratteristiche, ma che sia anche il più possibile baricentrico tra la fascia ionica e tirrenica, essenziale per ricucire in modo stabile l’estremo sud del paese con il contesto europeo e nazionale. Inutile evidenziare che lo stesso Ponte sullo Stretto, senza una linea ferroviaria ad Alta Velocità di ultima generazione, verrebbe fortemente depotenziato e depauperato, sia sotto il profilo strategico che trasportistico.

    “Signor Presidente- conclude Franz Caruso – l’Alta Velocità ferroviaria è indispensabile per modernizzare e rendere competitiva la Calabria che, grazie alla posizione geografica che ricopre nel Mediterraneo, può aspirare legittimamente ad essere protagonista nei rapporti euro-mediterranei, sfruttando i nuovi assetti economici che si stanno delineando verso l’Africa ed il Medio-Oriente. In modo veramente accorato, Le chiedo, pertanto, di sostenere questa nostra giusta velleità di crescita e di progresso, scongiurando che siano dirottate altrove le già insufficienti risorse messe a disposizione e che, anzi, venga fin d’ora programmato un piano di finanziamento pluriennale che consenta nei tempi tecnici strettamente necessari di realizzare l’opera”. Una lettera del medesimo tenore il sindaco Franz Caruso l’ha indirizzata anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ed al Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini.

  • VIDEO-Salerno, favoreggiamento immigrazione clandestina: Revocate 3.339 istanze di 142 aziende

    VIDEO-Salerno, favoreggiamento immigrazione clandestina: Revocate 3.339 istanze di 142 aziende

    Oggi personale del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e della Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito la notifica alle Prefetture competenti, per il tramite del Ministero dell’Interno, di due provvedimenti, emessi dalla Procura della Repubblica – DDA di Salerno, mediante i quali si comunica di procedere, con riferimento all’iter amministrativo disciplinato dai Decreti Flussi 2021/2022/2023/2024, al blocco e alla revoca di 3.339 istanze per l’arrivo in Italia di altrettanti lavoratori extracomunitari, inoltrate da 142 aziende operanti prevalentemente nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dell’assistenza domestica.

    Dalle risultanze investigative, tali aziende sarebbero state utilizzate da più sodalizi criminali, operanti nel salernitano, già colpiti, nel luglio scorso, da provvedimenti cautelari personali per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nonché dal sequestro di oltre un milione di euro (in contanti) per la presentazione di false richieste di assunzione di manodopera di cittadini extracomunitari al fine di consentirne l’illecito ingresso in Italia.

    La comunicazione de qua consentirà alle Prefetture di 29 province interessate, distribuite su tutto il territorio nazionale, di procedere:
    – al blocco dell’iter di concessione del nulla osta al lavoro, qualora la procedura per l’ottenimento dello stesso sia ancora in itinere;
    – alla segnalazione alle competenti Autorità Consolari, qualora l’emissione del nulla osta al lavoro sia già avvenuta, ma non sia stato ancora rilasciato o consegnato il visto d’ingresso allo straniero o qualora rilasciato, lo straniero non abbia ancora fatto ingresso in Italia;
    – alla revoca del beneficio concesso (eventuale permesso di soggiorno o contratto di soggiorno stipulato), interessando anche le Questure competenti, qualora lo straniero sia già presente nel territorio dello Stato.

  • VIDEO-False assunzioni di migranti durante i Click Day: decine di indagati, anche 6 calabresi

    VIDEO-False assunzioni di migranti durante i Click Day: decine di indagati, anche 6 calabresi

    La Tenenza Guardia di Finanza di Battipaglia del Comando Provinciale di Salerno, ha eseguito una ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 47 indagati e segnatamente 13 destinatari della custodia in carcere, 24 della custodia domiciliare e 10 della misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali e professionali per 12 mesi. Ci sono anche 6 calabresi tra le 47 persone coinvolte nell’operazione. Due uomini di Cassano e Pedace sono finiti in carcere; due di Castrovillari e Trebisacce agli arresti domiciliari; per due donne di Castrovillari e Corigliano Calabria è invece scattato il divieto di esercizio dell’attività professionale. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violazione dell’art. 12 D. Lvo 286/98 contenente disposizioni contro l’immigrazione clandestina, riciclaggio, autoriciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente ufficiali di Polizia Giudiziaria del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro -Reparto Operativo di Roma e Gruppo di Napoli – e del Gruppo Guardia di Finanza di Salerno, stanno eseguendo un provvedimento di fermo nei confronti di ulteriori 7 indagati, nei confronti dei quali viene contestata la violazione dell’art. 12 D. Lvo 286/98 contenente disposizioni contro l’immigrazione clandestina. L’adozione del predetto provvedimento di urgenza è stata motivata dalla circostanza che dalle attività tecniche è stato dedotto che alcuni dei predetti indagati stavano progettando un loro trasferimento in paesi nord africani, in cui avevano basi logistiche, e che gli altri, ai primi evidentemente collegati, avrebbero potuto essere indotti ad analoghe iniziative per effetto dell’esecuzione dell’ordinanza cautelare.
    Infatti, entrambi provvedimenti restrittivi costituiscono sviluppo investigativo del medesimo filone di indagine relativo al fenomeno lucrativo connesso all’illecito utilizzo del cosiddetto “Click Day”, legato ai Decreti Flussi, a far data dal 2020 ai giorni odierni, finalizzato all’ottenimento da parte di cittadini extracomunitari del nulla osta per l’ingresso in Italia per motivi di lavoro.

    Le attività investigative, che si sono svolte in coordinamento con il Procuratore Nazionale Antimafia, secondo la prospettazione accusatoria allo stato condivisa dal Giudicante ma suscettibile di diverse valutazioni nelle successive fasi di giudizio, hanno consentito di ricostruire l’intero sistema illecito, a partire dalla costituzione di società ad hoc ovvero dalla fraudolenta utilizzazione della identità digitale di imprenditori ignari il cui unico scopo era quello di consentire l’inserimento delle istanze per l’ottenimento del nulla osta all’ingresso sul territorio nazionale nonché di individuare una rete di persone composta da imprenditori, addetti ai patronati e liberi professionisti, che previa corresponsione di denaro da parte di cittadini extra-comunitari interessati predisponeva ed effettuava l’inserimento nonché curava le successive pratiche burocratiche ed infine un gruppo di soggetti, taluni dei quali già condannati per il delitti di associazione mafiosa, con riferimento alla organizzazione camorristica denominata clan Cesarano, operante in Pompei e Castellammare di Stabia, ma con consolidate e datate propaggini nella provincia di Salerno, che, riciclavano gli ingenti proventi derivanti dalla predetta attività illecita.

    Allo stato delle indagini, che sono in fase iniziale, è stato riscontrato l’inoltro, verso diverse prefetture di tutta Italia, di circa 2.500 istanze strumentali all’ingresso fraudolento di cittadini extracomunitari sul territorio nazionale, istanze basate su dati inesistenti o falsificati; il carattere estremamente lucrativo di tale attività è desumibile dalla circostanza che ogni cittadino extracomunitario avrebbe corrisposto per ogni istanza inoltrata durante i “click day”€ 1.000,00; € 2.000,00 per ogni nulla osta kit e visto rilasciato€ 2.000,00 ed, infine, eventualmente, per ogni fittizio contratto di lavoro firmato, ulteriori € 2.000,00.
    Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo di un terreno, sito a Battipaglia, e di disponibilità finanziarie e di beni per complessivi 6 milioni di euro circa, beni provento dell’attività illecita di cui sopra.
    Nel corso delle operazioni di perquisizione contestuali alla esecuzione delle misure cautelari sono stati trovati finora nella disponibilità degli indagati, circa 300.000,00 euro in contanti nonché un libro mastro delle fittizie operazioni.
    I richiamati provvedimenti sono stato emessi sulla base degli elementi probatori acquisiti in fase di indagini preliminari e le accuse saranno quindi ulteriormente vagliate nelle ulteriori fasi di giudizio.

  • Prof. Zucchetti: “Cooperare su Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, no alle divisioni”

    Prof. Zucchetti: “Cooperare su Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, no alle divisioni”

    (Adnkronos) – “Cooperare è meglio che dividersi”. Così il professor Roberto Zucchetti, coordinatore del Dibattito pubblico sull’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, commenta il campanilismo territoriale emerso nella discussione, conclusa da poco, sul progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo tracciato Romagnano-Praia a Mare, di 97 chilometri, che attraverserà il Vallo di Diano per ritornare, dopo 37 chilometri di gallerie, lungo la costa tirrenica all’altezza della Riviera dei Cedri, nel nord della Calabria. L’opera costerà 8 miliardi di euro finanziati dal Fondo complementare, vedrà l’impiego di quasi 85mila addetti a tempo pieno e, secondo le stime tecniche, genererà un valore aggiunto di 6,1 miliardi di euro e poi un incremento di 230 milioni di euro del traffico turistico e di quello business.  “Uno degli aspetti principali emersi in questo dibattito – riassume all’Adnkronos Zucchetti, tra l’altro economista, esperto di trasporti e docente di lungo corso nell’Università Bocconi – è che le popolazioni locali nutrono una grande aspettativa nei confronti dell’opera. In effetti, le contestazioni sono arrivate quasi per intero da gruppi che temono di essere penalizzati dal fatto che la linea in questione non passi dal loro territorio o non abbia fermate vicine. È inoltre emersa la difficoltà delle comunità locali a lavorare insieme per cogliere le opportunità che potrà offrire la nuova linea, la cui attivazione è prevista nel 2031, in funzione della completa copertura finanziaria”.

    Nel corso della procedura pubblica, alcuni comitati e cittadini hanno espresso posizioni critiche su diversi temi: la scelta di transitare per il Vallo di Diano e non seguire la linea costiera; la richiesta di riattivare al traffico commerciale la linea storica Sicignano-Lagonegro, che invece il decreto interministeriale 146 del 2022 tutela come linea storica a scopo turistico. Inoltre, alcuni cittadini hanno sollevato dubbi sull’adeguatezza delle analisi sismiche e idrogeologiche, sebbene vagliate in profondità, e sull’idoneità della soluzione proposta a servire l’utenza proveniente da Scalea (Cosenza) e dintorni. “Le diverse posizioni dei portatori di interessi vanno sempre raccolte e rispettate. Ma vanno evitate le strumentalizzazioni L’opera da realizzare ha richiesto uno studio molto approfondito – evidenzia Zucchetti – e i tecnici hanno mostrato di aver tenuto conto di tutte le problematiche sollevate, dei rischi, dei costi e dei benefici. Parliamo di una linea che avrà una velocità massima di 300 chilometri, al netto delle tratte di accelerazione e decelerazione e dei brevi tragitti in cui, per via della pendenza, la velocità dei treni raggiungerà i 280 chilometri. Allora sono obbligatorie delle scelte, ed è chiaro che qualcuno sia scontento”.  “Un treno ad alta velocità fa poche fermate perché una fermata fa perdere molto tempo. È come nella Formula 1, in cui il cambio delle gomme dura qualche secondo ma l’ingresso al box e il rientro in pista fanno perdere molto più tempo. Allora – rimarca Zucchetti – bisogna ragionare sui vantaggi che un’opera come la Romagnano-Praia a Mare può portare ai territori delle tre regioni interessate, Campania, Basilicata e Calabria. Dunque, gli attori locali devono mettersi d’accordo, cooperare, avviare strategie per collegare i vari territori con l’Alta velocità ferroviaria, per sviluppare il turismo e incrementare l’economia. Inoltre, i territori devono avere un ruolo attivo, devono chiedere al governo e alle Regioni di migliorare l’accessibilità stradale e il trasporto pubblico locale. Ricordo che Rfi mette i binari, ma poi gli operatori ferroviari mettono i treni e li fanno fermare solo se c’è un numero sufficiente di passeggeri”.

    Nei giorni scorsi, è nata la polemica sul fatto che l’opera è finanziata per l’80 per cento e che i suoi costi sono nel frattempo quasi raddoppiati. “Prima a causa del Covid, ora per via delle guerre in corso, i prezzi dei materiali e dell’energia sono aumentati ovunque, non soltanto in Italia. L’opera va finanziata integralmente, questo è l’interesse di tutti. Perciò, la polemica non aiuta” taglia corto Zucchetti. Quanto al ruolo del Dibattito pubblico, “noi abbiamo garantito un ampio confronto di tutti i soggetti interessati con Rfi, proponente del tracciato discusso, e con i progettisti di Italferr – ricorda – Il Dibattito pubblico è, come ha detto l’apposita Commissione nazionale, una forma di ‘democrazia sostanziale’, che però non è ancora molto conosciuta e sfruttata e rischia di essere depotenziata dal nuovo Codice dei contratti pubblici. E’ fondamentale per conoscere a fondo il progetto di una grande opera come il tracciato appena discusso dell’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, anche consultando i documenti che la riguardano, tutti pubblicati sul sito ufficiale insieme agli aggiornamenti sulle questioni poste dai portatori di interessi e ai materiali, inclusi i filmati, relativi agli incontri in presenza oppure on line. Stavolta abbiamo fornito, anche a mezzo stampa, che ringrazio molto, informazioni ancora più dettagliate dei vari momenti di illustrazione del progetto, di ascolto dei territori e di confronto fra le parti”.  Articolato in dieci incontri tra quelli on line e quelli in presenza, il Dibattito pubblico ha registrato 17 contributi degli stakeholder pubblicati sul sito web ufficiale, 1.363 partecipanti, 1.093 visualizzazioni dei cinque webinar, 15 comunicati stampa trasmessi a 750 giornalisti, cinque uscite televisive, quasi 2mila uscite sul web e una copertura mediatica, considerati tutti i canali di comunicazione utilizzati, di ben oltre mezzo milione di persone. “Abbiamo compiuto uno sforzo ulteriore e doveroso, nella consapevolezza che il Dibattito pubblico è garanzia di trasparenza e permette ai cittadini di interloquire con le istituzioni senza bisogno di mediatori; per esempio, i destinatari degli espropri possono parlare direttamente con Rfi avendo accanto i sindaci e i tecnici comunali, in un contesto istituzionale e sicuro. Infine, ma non per ultimo, il Dibattito consente di avere notizie certe da fonti ufficiali. L’Alta velocità nel Mezzogiorno – conclude – facilita lo spostamento di persone e merci ma non garantisce di per sé lo sviluppo: è uno strumento prezioso che deve essere utilizzato da una capacità imprenditoriale che è necessario rafforzare. Posso chiudere con uno slogan: occorre cooperare per competere!”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Salerno, mamma con il cuore a destra partorisce bambina nel reparto gravidanze a rischio

    Salerno, mamma con il cuore a destra partorisce bambina nel reparto gravidanze a rischio

    La scorsa notte, nel reparto di Gravidanza a rischio dell’ospedale Ruggi di Salerno, si è verificato un evento considerato straordinario dai medici: una paziente con sindrome di Kartagener ha dato alla luce una bambina in modo sicuro attraverso un taglio cesareo. La sindrome di Kartagener è una rara malattia genetica ereditaria che colpisce circa 1 persona su 20.000, ed è caratterizzata da un’insolita disposizione degli organi interni, incluso il cuore e i polmoni, e uno spostamento del fegato dalla sua posizione tipica a destra verso la sinistra. La paziente aveva trascorso gran parte della sua gravidanza in ospedale a causa dei rischi connessi alla sindrome di Kartagener. La tenuta dei vasi sanguigni nel retroperitoneo, che normalmente è prevedibile durante una gravidanza, risultava incerta a causa dell’unicità della sua situazione.

    La sindrome di Kartagener è ereditaria in ‘modo autosomico recessivo’, il che significa che entrambi i genitori devono portare il gene mutato per trasmettere la malattia. Questa condizione provoca una disposizione anomala degli organi, inclusa la posizione del cuore, dei polmoni e del fegato, come nel caso di questa paziente. La nascita è avvenuta all’ospedale di Salerno, nel reparto guidato dal dottore Mario Polichetti, senza complicazioni significative, e la madre ha dato alla luce una bambina sana con un peso di oltre 3 chilogrammi. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra i medici di Salerno e quelli del Bambin Gesù di Roma, che hanno lavorato insieme per garantire la sicurezza della madre e del neonato in questa situazione unica. Questo caso, evidenzia il dottor Polichetti, “mette in luce la straordinaria resilienza delle mamme e dei medici coinvolti nelle situazioni più complesse. La determinazione della madre e l’abilità dei professionisti salernitani hanno reso possibile una nascita sicura e hanno fornito un esempio di come la medicina moderna possa affrontare sfide uniche. È importante sottolineare quanto sia raro un caso come questo e quanto sforzo sia stato dedicato per garantire il benessere della madre e del neonato. La storia di questa madre e della sua bambina sarà senza dubbio un’ispirazione per molte persone”.

    “Il caso di questa madre coraggiosa – a suo giudizio – assume un significato ancora più straordinario quando si considera la rarità statistica della sindrome di Kartagener e l’incidenza delle nascite in Italia. Nel 2022, sono nati in Italia 393.000 bambini, il che rende questa condizione estremamente rara. Statisticamente, ci si aspetterebbe che un solo caso di sindrome di Kartagener si verifichi ogni 20.000 nascite. Dunque, a Salerno si è registrato uno dei 20 ipotetici casi che avvengono in Italia”.
    (Ansa)

  • VIDEO- Guardia di Finanza: in occasione di Halloween sequestrati circa 4 milioni di prodotti non conformi agli standard di sicurezza

    VIDEO- Guardia di Finanza: in occasione di Halloween sequestrati circa 4 milioni di prodotti non conformi agli standard di sicurezza

    Nel mese di ottobre 2023, con l’approssimarsi di Halloween, la Guardia di Finanza ha condotto 337 interventi che hanno portato alla denuncia di 39 soggetti nonché al sequestro di circa 3,6 milioni di prodotti non sicuri, fra cui giocattoli, accessori per abbigliamento, bigiotteria e cartolibreria. Le operazioni più significative sono state eseguite nelle province di Monza, Palermo, Asti, Crotone, Padova, Lodi, Salerno, Benevento e Foggia.

    Il Corpo tutela il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza previsti dalla normativa dell’Unione Europea e nazionale, affinché gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza, promuovendo, al contempo, una protezione efficace dei consumatori. Il dispositivo di contrasto adottato a presidio del comparto assume ancor più rilevanza se si considera la stretta correlazione tra beni contraffatti e prodotti non sicuri.

    Se è certo, infatti, che l’obiettivo di coloro che “vivono di contraffazione” è quello di ottenere il massimo profitto al minor costo, è altrettanto scontata l’assenza di remore da parte dei medesimi soggetti a impiegare nella produzione qualunque genere di materiale e sostanza, anche se potenzialmente dannosa o nociva per gli utilizzatori.

  • Salerno arresti: avvocati, imprenditori, ex Pm ed ex Generale della GdF – NOMI

    Salerno arresti: avvocati, imprenditori, ex Pm ed ex Generale della GdF – NOMI

    Corruzione per l’esercizio delle funzioni, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità: sono questi i reati contestati avvocati, imprenditori, ex Pm ed ex Generale della GdF.

    Nello specifico il Gip di Napoli ha emesso una misura cautelare in carcere con il beneficio dei domiciliari nei confronti di Roberto Penna (ex Pm), all’epoca dei fatti sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno, Maria Gabriella Gallevi, avvocato del Foro di Salerno, Francesco Vorro, Umberto Inverso e Fabrizio Lisi (ex generale della Finanza). Penna chiese la condanna del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel 2014, a 3 anni per abuso di ufficio nel processo scaturito da una indagine sul progetto di costruzione di un termovalorizzatore a Salerno relativamente alla nomina del project manager in primo grado. De Luca fu condannato a un anno, ma assolto in Appello, sentenza confermata dalla Cassazione.

  • Corruzione in atti giudiziari, Procura Salerno ha chiesto il processo per Marcello Manna e il giudice Marco Petrini

    Corruzione in atti giudiziari, Procura Salerno ha chiesto il processo per Marcello Manna e il giudice Marco Petrini

    La Procura della Repubblica di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per Marco Petrini (giudice sospeso della Corte d’Appello di Catanzaro) e dell’avv. Marcello Manna, sindaco di Rende (CS) e già presidente della Camera penale di Cosenza. Per entrambi l’accusa è di corruzione in atti giudiziari. I due indagati dovranno comparire il prossimo 24 marzo dinnanzi al Gup del Tribunale di Salerno.

    I magistrati campani contestano a Petrini (difeso dall’avvocato Francesco Calderara) di aver ricevuto da Manna (difeso dagli avvocati Armando Veneto e Paolo Carbone) 5.000 euro al fine di decretare l’assoluzione, in secondo grado di giudizio, del boss di Rende, Francesco Patitucci, dalla imputazione di concorso nell’omicidio di Luca Bruni, reggente dell’omonimo clan di Cosenza, assassinato nel gennaio del 2012 alla periferia di Rende. In primo grado Patitucci era stato condannato a 30 anni di reclusione.

    Il presunto accordo corruttivo contemplava pure – secondo la procura di Salerno – l’intervento dell’avvocato Manna presso Giuseppe Citrigno, nel 2019 presidente della Film Commission Calabria, al fine di favorire l’erogazione di un contributo in favore del regista Mario Vitale, parente della ex moglie del magistrato oggi sott’inchiesta. «Contributo» a parere dei togati campani «effettivamente erogato». Originariamente era pure indagato per gli stessi fatto l’avvocato cosentino Luigi Gullo, la cui posizione è stata stralciata in vista evidentemente di una archiviazione. Marco Petrini aveva confermato in sede di incidente probatorio celebrato nell’ottobre del 2020 di aver ricevuto denaro dall’avvocato Manna. Quest’ultimo ha sempre respinto ogni accusa ponendo in rilievo la contraddittorietà delle dichiarazioni rilasciate da Petrini. Agli atti d’inchiesta è allegato un filmato girato dalla Guardia di finanza nel quale si vede il penalista cosentino dare una cartella al giudice. Sul contenuto della cartella le dichiarazioni rese dai due indagati sono discordi e inconciliabili.

  • Operazione antidroga in Campania: arresti anche a Cosenza

    Operazione antidroga in Campania: arresti anche a Cosenza

    Dalle prime ore di questa mattina i militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti di Napoli e Cosenza, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal GIP del locale Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 24 soggetti. Tutti gli indagati, a vario titolo per i reati di “associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga di varia tipologia”. L’operazione rientra nella più ampia azione di contrasto a un’organizzazione camorristica egemone in Pagani e operante nell’intero comprensorio. Per 22 degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, e per 2 soggetti l’obbligo di dimora nel comune di residenza

    Diverse centinaia gli episodi di detenzione, cessione e/o compravendita di stupefacenti, riuniti in 30 distinti capi d’imputazione che si riferiscono ad un totale di 229 episodi di cessione. Nel corso dell’attività investigativa, a riscontro delle risultanze emerse dalle intercettazioni e a seguito di appositi servizi di osservazione, pedinamento e controllo, sono effettuate perquisizioni personali e locali e conseguenti sequestri di sostanze stupefacenti (per oltre 200 dosi, prevalentemente di cocaina) con contestuale arresto in flagranza o deferimento in stato di libertà a carico di complessivi 24 soggetti per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno.