Tag: detenuto

  • Detenuto morto a Reggio Calabria: chiesti 2 rinvii a giudizio

    Detenuto morto a Reggio Calabria: chiesti 2 rinvii a giudizio

    Udienza preliminare a Reggio Calabria il prossimo 25 maggio. La vicenda riguarda il mancato soccorso di un detenuto che aveva più volte chiesto l’intervento sanitario per il rapido aggravarsi delle sue condizioni di salute a causa di una emorragia cerebrale che ne aveva pregiudicato la mobilità.

    La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, guidata da Giovanni Bombardieri, ha chiesto il rinvio a giudizio per il medico del carcere cittadino di Arghillà e il responsabile del reparto di Neuroradiologia del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, per omissione di atti di ufficio in relazione al ricovero del detenuto Roberto Jerinò, 60 anni, deceduto nel 2014 nel carcere reggino.

    La notizia, diffusa dal quotidiano Il Dubbio e confermata stamane all’AGI da fonti della Procura. Dopo la sua morte, i familiari hanno proceduto con proteste ed esposti per conoscere i motivi del decesso, culminati con l’ iniziativa dell’ Ufficio di Procura.

  • Catanzaro, muore per covid in ospedale un secondo detenuto del carcere di Siano

    Catanzaro, muore per covid in ospedale un secondo detenuto del carcere di Siano

    Catanzaro – Era ricoverato da una decina di giorni in ospedale a causa delle sue condizioni ma non ce l’ha fatta. Si tratta di un uomo di 58 anni detenuto nel carcere di Siano a Catanzaro risultato positivo al covid dopo aver fatto il tampone.

    Si tratta della seconda vittima a causa delle complicanze derivanti dal covid tra i detenuti della casa circondariale dove, nei giorni scorsi, è stato segnalato un vero focolaio che pare abbia fatto registrare 90 casi positivi tra detenuti, agenti della penitenziaria e operatori.

    Solamente un paio di giorni fa in ospedale era morto un altro detenuto. Aveva 60 anni ed era già sofferente di problemi respiratori. Attualmente, sempre per covid, risulta ricoverato nel nosocomio catanzarese un terzo detenuto.

  • Castrovillari: l’uomo, in attesa di giudizio, si è impiccato con le lenzuola. Inutili i soccorsi

    Castrovillari: l’uomo, in attesa di giudizio, si è impiccato con le lenzuola. Inutili i soccorsi

    Castrovillari (CS) – Avrebbe approfittato del cambio turno del personale di polizia penitenziaria per suicidarsi. E’ quanto successo, nel pomeriggio di venerdì, nel carcere di Cstrovillari (CS) dove un detenuto straniero si è tolto la vita impiccandosi con le lenzuola all’interno della cella dove si trovava, in quel momento, da solo.
    La notizia è stata resa nota, ancora una volta, dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe attraverso una nota firmata da Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato e Damiano Bellucci, segretario nazionale.
    “L’uomo – spiegano – era in attesa di giudizio ed era rinchiuso nel reparto protetti-riprovazione sociale. Nella casa circondariale di Castrovillari al 31 agosto scorso vi erano 170 detenuti, di cui 36 stranieri. Il personale di polizia penitenziaria previsto dagli organici non è sufficiente, deve essere necessariamente integrato. La polizia penitenziaria – sottolineano i due sindacalisti – ogni anno salva la vita a oltre 1100 detenuti che tentano il suicidio. Questa volta, purtroppo, il detenuto è riuscito a portare a termine l’insano proposito di togliersi la vita”.

  • E’ successo nel carcere di San Pietro a Reggio, salvato dagli agenti della polizia penitenziaria

    E’ successo nel carcere di San Pietro a Reggio, salvato dagli agenti della polizia penitenziaria

    Reggio Calabria – Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale, hanno reso noto che la mattina del primo settembre, verso le ore 9.30, nel carcere di San Pietro, a Reggio Calabria, durante le operazioni d’immissione ai passeggi, all’atto dell’apertura della camera detentiva, un detenuto ha inaspettatamente e immotivatamente cominciato a correre e, giunto al primo piano del Reparto, ha repentinamente scavalcato la ringhiera del ballatoio, al fine di buttarsi al piano inferiore, probabilmente per mettere in atto un tentativo di suicidio.
    L’uomo – chiariscono i sindacalisti – “non è riuscito a portare a termine il gesto inconsulto solo grazie all’intervento tempestivo degli Agenti di Polizia Penitenziaria che, raggiunto il detenuto, lo hanno bloccato un attimo prima che riuscisse a portare a termine l’atto suicidario. Si tratta dell’ennesimo episodio attestante lo zelo e la professionalità del Personale di Polizia Penitenziaria che, dimostrando spirito di servizio e senso del dovere, per l’intervento posto in essere immediatamente, ha ancora una volta salvato la vita di un detenuto. Ricordiamo che ogni anno la polizia penitenziaria salva la vita a oltre 1000 detenuti che tentano il suicidio.
    Chiediamo che l’agente di Polizia Penitenziaria intervenuto sia ricompensato, secondo le previsioni dell’ordinamento, per la professionalità dimostrata”.