Tag: Covid

  • Covid oggi Italia, aumentano ancora ricoveri: raddoppiati in ospedali pediatrici

    Covid oggi Italia, aumentano ancora ricoveri: raddoppiati in ospedali pediatrici

    (Adnkronos) –  Quinta settimana di ricoveri Covid in crescita negli ospedali d’Italia. Negli ultimi 7 giorni sono aumentati del 15,4%, secondo l’ultima rilevazione degli ospedali sentinella aderenti alla Fiaso, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere. E’ un aumento costante che al momento non sta interessando le terapie intensive, ferme al 4% del totale degli ospedalizzati, evidenzia Fiaso che parla di ricoveri raddoppiati negli ospedali pediatrici. Il 77% dei pazienti è ricoverato ‘con Covid’, ovvero sono soggetti in ospedale per altre cause senza sintomi rilevanti da riferire all’infezione da Sars-Cov-2. Il 23% occupa posti letto nelle malattie infettive o nelle medicine ‘per Covid’, con sindromi respiratorie e polmonari ma nel 90% presentano anche altre patologie che aggravano il quadro clinico.

    L’età media complessiva è di 76 anni.  “Si conferma, così come ci aspettavamo, l’incremento costante dei ricoveri, senza particolari criticità sugli ospedali, che segue l’aumento della circolazione del virus di queste ultime settimane – commenta il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore – non cambia la categoria più colpita, ovvero gli anziani con altre patologie che necessitano di ricovero in ospedale. Purtroppo, è necessario sottolineare che nonostante siano chiare le indicazioni di rischio, è tuttavia diminuito il numero delle somministrazioni di vaccino anti-Covid effettuate nell’ultima settimana”.

    I dati raccolti dalla Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) “indicano che negli ospedali pediatrici o nei reparti pediatrici degli ospedali sentinella raddoppiano i casi, anche se il numero è ancora piuttosto basso. Non ci sono bambini in terapia intensiva e i ricoveri continuano a concentrarsi nella fascia di età tra 0-4 anni”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Covid, Pregliasco: “La variante JN.1 schiva il vaccino”

    Covid, Pregliasco: “La variante JN.1 schiva il vaccino”

    (Adnkronos) –
    La variante JN.1 buca i vaccini, l’Italia va verso un picco di casi covid tra Natale e Capodanno. E’ il quadro che Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano, delinea nell’attuale quadro di contagi. “E’ tornato il Covid, ricominciamo ad avere molti casi in ospedale, soprattutto persone che non hanno fatto i richiami o non si sono vaccinate. Anche perché la variante JN.1 è molto aggressiva, riesce a schivare i vaccini”, dice Pregliasco a ‘Un Giorno da Pecora’ su Rai Radio 1.

    “Avremo il picco” di Covid “tra Natale e Capodanno. E dico a tutti: facciamo il tampone se pensiamo di avere una qualche sintomatologia”. Non solo: “Nei pranzi e nei cenoni che faremo durante le Feste sarebbe meglio non abbracciare il nonno, specie se come dicevo si ha una sintomatologia dubbia. Insomma, se ci sono persone fragili evitiamo di abbracciarci”, aggiunge. Quanto alla mascherina, a chi è in partenza l’esperto la consiglia: “Sì, sui voli aerei e sui treni sarebbe meglio indossarla”.

    Ma perché la variante JN.1 merita particolare attenzione? Fa parte della ‘famiglia’ della variante Pirola, che produce sintomi noti da tempo: febbre a 38 che dura qualche giorno, mal di testa costante e un raffreddore spesso accompagnato da tosse e mal di gola. Gli esperti suggeriscono di proseguire con l’attuale ‘ricetta’ del vaccino aggiornata alla variante Kraken (XBB.1.5), ritenendola efficace contro le varianti circolanti. JN.1, con i lignaggi legati a Pirola, guadagna spazio: ha una sostituzione aggiuntiva nella proteina Spike e ora si diffonde. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Covid, polmoniti, virus sinciziale: Usa tornano a raccomandare mascherine

    Covid, polmoniti, virus sinciziale: Usa tornano a raccomandare mascherine

    (Adnkronos) – I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) tornano a raccomandare l’uso delle mascherine agli americani. Non si tratta di linee guida obbligatorie, ma Mandy Cohen – direttore Cdc – ha voluto ribadire l’importanza di prendere tutte le precauzioni possibili in questa fase di aumento della diffusione di tutti i virus respiratori.

    Vari ospedali e centri sanitari statunitensi – riporta ‘Il Sole 24 Ore’ – stanno iniziando nuovamente a implementare l’uso della mascherina per pazienti e visitatori. Secondo gli ultimi dati, ha fatto sapere Cohen, i contagi con il virus respiratorio sinciziale sono ormai “elevati”, il Covid-19 continua ad aumentare, e si osserva anche una crescita delle polmoniti.

    responsabili sanitari americani hanno sollecitato tutta la popolazione, in particolare gli over 65 ad affrettarsi a fare tutte le vaccinazioni disponibili e a prendere tutte le precauzioni possibili quali appunto usare le mascherine, ventilare gli ambienti chiusi e lavarsi continuamente le mani. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Covid può cambiare il cervello, studio su pazienti con sintomi persistenti

    Covid può cambiare il cervello, studio su pazienti con sintomi persistenti

    (Adnkronos) –
    Covid-19 può modificare il cervello. E un team di ricercatori ha voluto capire esattamente cosa succede a livello cerebrale in quel gruppo di pazienti che hanno sintomi persistenti. Utilizzando una versione avanzata di risonanza magnetica di diffusione, gli esperti hanno identificato delle differenze nella struttura del tessuto cerebrale dei pazienti con sintomi post Covid rispetto a persone sane. Sotto la lente è finita in particolare la materia bianca del cervello. A condurre il lavoro sono stari ricercatori dell’università di Linköping, in Svezia, che hanno esaminato il cervello di 16 pazienti precedentemente ricoverati in ospedale per Covid e con sintomi persistenti. I risultati, pubblicati sulla rivista ‘Brain Communications’, possono fornire informazioni sui meccanismi alla base dei problemi neurologici persistenti post virus, spiegano gli scienziati. Diversi studi precedenti hanno affrontato questo problema, molto sentito dai medici. “Può essere frustrante capire che i pazienti hanno dei problemi, ma non riuscire a trovare una spiegazione perché non c’è nulla nella risonanza magnetica che possa spiegarlo”, osserva Ida Blystad, ricercatrice e neuroradiologa del Dipartimento di radiologia del Linköping University Hospital. “Per me, questo sottolinea l’importanza di provare altre tecnologie di esame per capire cosa sta succedendo nel cervello nei pazienti con sintomi persistenti post Covid”. I ricercatori hanno quindi aggiunto un nuovo tipo di imaging e hanno puntato l’obiettivo sulla sostanza bianca del cervello, perché è costituita principalmente da assoni ed è molto importante per il trasporto dei segnali tra le diverse parti del cervello e il resto del corpo.

    “La risonanza magnetica di diffusione – illustra Deneb Boito, dottorando del Dipartimento di ingegneria biomedica dell’università di Linköping – è una tecnologia molto sensibile che consente di rilevare cambiamenti nel modo in cui sono organizzati gli assoni delle cellule nervose. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo voluto utilizzarla per studiare quegli effetti del Covid-19 sul cervello che altre tecnologie di imaging potrebbero non rilevare”.  Per avere un’idea di cosa sia questa tecnica, si può immaginare una città di notte, con i fari e le luci posteriori delle auto che brillano come fili di perle rosse e bianche sulle strade più trafficate. Non si può vedere la strada in sé, ma si capisce che è lì perché le macchine possono circolare facilmente proprio lì. Allo stesso modo, medici e ricercatori possono ottenere informazioni su come è costruito il cervello a livello microscopico attraverso la risonanza magnetica di diffusione, che si basa sul fatto che ovunque nel cervello c’è acqua che si muove nei tessuti, ma le molecole d’acqua si muovono più facilmente lungo le vie neurali. Misurandone il movimento, i ricercatori possono dedurre indirettamente la struttura di questi percorsi. Questa tecnica di imaging viene utilizzata ad esempio per la diagnosi di ictus o per la pianificazione di un intervento chirurgico al cervello. I ricercatori vi hanno fatto ricorso per esplorare appunto il cervello dei 16 protagonisti del lavoro: pazienti che stanno partecipando al Linköping Covid-19 Study (LinCos) nel Dipartimento di medicina riabilitativa e che avevano ancora sintomi persistenti dopo 7 mesi. Questo gruppo è stato confrontato con un gruppo di persone sane senza sintomi post Covid che non erano state ricoverate in ospedale per il virus. Il cervello dei partecipanti è stato esaminato sia con la risonanza magnetica convenzionale che con la risonanza magnetica di diffusione. Risultato: “I due gruppi hanno differenze per quanto riguarda la struttura della sostanza bianca del cervello. E questa può essere una delle cause dei problemi neurologici vissuti dal gruppo che aveva sofferto di Covid grave”, evidenzia Blystad. Quanto osservato è “in linea con altri studi che hanno mostrato cambiamenti nella materia bianca del cervello.

    Tuttavia, avendo esaminato solo un piccolo gruppo di pazienti, siamo cauti nel trarre conclusioni importanti. Con questa tecnologia non misuriamo la funzione del cervello, ma la sua microstruttura”. I risultati ottenuti, conclude, “sono un segno che dobbiamo studiare gli effetti a lungo termine di Covid nel cervello utilizzando una tecnologia Mri più avanzata rispetto alla risonanza magnetica convenzionale”.  Ci sono diverse questioni che i ricercatori vogliono ulteriormente approfondire. Sembra, ad esempio, che la materia bianca nelle diverse parti del cervello sia influenzata in modi diversi. Un prossimo lavoro esaminerà se i cambiamenti rilevati sono in qualche modo collegati all’attività cerebrale e in che modo le diverse parti del cervello comunicano tra loro attraverso la sostanza bianca cerebrale nei pazienti che soffrono di affaticamento post Covid. Un’altra domanda è cosa succede nel tempo. La risonanza magnetica fornisce un’immagine del cervello in quel particolare momento. Poiché i partecipanti sono stati esaminati una sola volta, non è possibile sapere se le differenze tra i due gruppi scompariranno nel tempo o se saranno permanenti. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Miocarditi e pericarditi da vaccino Covid: cosa è successo davvero, cosa dicono gli studi

    Miocarditi e pericarditi da vaccino Covid: cosa è successo davvero, cosa dicono gli studi

    Di Gabriele Bronzetti* (Fonte: corriere.it)
    Tra gli infiniti temi portati dalla pandemia Covid 19, quello delle finte pericarditi da vaccino è stato inspiegabilmente trascurato. Si è trattato di una svista clamorosa da non ripetere ora, all’inizio di una campagna vaccinale partita fin troppo in sordina, pena gravi ripercussioni. Per dirne una, in Francia lo Stato ha appena rimborsato pazienti che hanno dichiarato di aver avuto una pericardite o miocardite da vaccino, un precedente che potrebbe amplificarsi mettendo a rischio l’istituto della vaccinazione nelle sue fondamenta. Ora è bene precisare cosa si intende per finte pericarditi e non lo si può fare senza un ripasso di medicina.
    Pericardite, che cos’è e sintomi
    La pericardite è l’infiammazione del pericardio, la lingerie del cuore formata da due strati sottili e trasparenti come pellicola per alimenti con all’interno un liquido sieroso, analogamente alle pleure dei polmoni. Il pericardio ha azione protettiva e lubrificante e il siero tra i due film è in quantità stabile grazie a un ricambio fisiologico, potendo aumentare patologicamente nel corso di infiammazione, la pericardite appunto. La diagnosi di pericardite non è semplice e si compone di segni clinici, laboratoristici e strumentali: dolore toracico specifico, aumento nel sangue di indici di infiammazione e marker cardiaci, anomalie dell’elettrocardiogramma (Ecg) e abnorme liquido pericardico all’ecocardiogramma.

    Cosa è successo durante la pandemia
    Cosa è successo durante la pandemia? Oltre a casi certi di miocardite e pericardite da Covid 19, si sono sospettati casi di coinvolgimento cardiaco dopo il vaccino anti-Covid, sebbene in misura molto inferiore e con decorso benigno. Tuttavia, nel diffuso panico vaccinale, ciò è bastato per creare una specie di pericarditefobia. Ora, è triste ammettere che i cardiologi non hanno arginato l’ondata di isteria collettiva. Di fronte a chi si presentava in Pronto Soccorso con dolore toracico dopo il vaccino, l’inevitabile ecocardiogramma che riscontrasse un minimo liquido pericardico- quello fisiologico- veniva refertato molto spesso come pericardite, in modo a dir poco corrivo: senza segni di infiammazione, senza alterazioni Ecg. Di conseguenza negli ultimi tre anni mi sono trovato, come molti miei colleghi, a confutare decine di diagnosi di pericarditi inesistenti ormai troppo tardi. Nessuno convincerà questi pazienti di non essere stati vittime del vaccino. Ecco perché abbiamo parlato di “finte pericarditi”.

    Casi inevitabili tra le centinaia di migliaia di vaccinati
    È utile ricordare che nel corso di una vaccinazione di massa concentrata nel tempo è quasi impossibile dimostrare una relazione causa- effetto tra il vaccino e gli eventi successivi. Esiste la co-incidenza, come spiega un esempio di statistica: in estate è normale che il consumo di gelati e le morti per annegamento aumentino senza nessuna relazione causa-effetto; i due picchi si sovrappongono lasciando intendere agli sprovveduti un legame tra i due fenomeni. Infarti, ictus, embolie e così via incidono, come anche miocarditi e pericarditi, mentre facciamo un sacco di altre cose. Chi si deve ammalare si ammalerà. Pertanto è inevitabile che tra le centinaia di migliaia di vaccinati in un breve intervallo di tempo, nei giorni successivi qualcuno si ammali come si ammalerebbe anche senza una puntura nel deltoide. Infatti, non ci sono studi che abbiano dimostrato incontrovertibilmente una relazione causa-effetto tra vaccinazione Covid e infiammazioni cardiache. Quelli con una debole correlazione erano inficiati da vizi metodologici, i cosiddetti bias, gli stessi che indurrebbero a sospettare una prevalenza di pericarditi tra chi mangia la pizza “Bufala” rispetto a chi sceglie la pizza “Margherita”.
    Aumentata la mortalità per tumori e cardiopatie trascurate
    Non ci si stanca di ripetere che, mentre rimane da dimostrare il ruolo causale del vaccino nelle innumerevoli patologie paventate, è certo che in corso di pandemia sia aumentata la mortalità per tumori e cardiopatie trascurate a causa delle risorse attratte dai malati Covid, soprattutto i non vaccinati richiedenti le cure più onerose. Nondimeno le eccezioni esistono. In corso di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 ci sono stati casi di trombosi in sedi atipiche (seni venosi cerebrali e/o distretto splancnico) associati a piastrinopenia con esiti gravi fino al decesso. In particolare sono stati indiziati i vaccini a vettore virale. Il caso delle finte pericarditi serva da monito a tutti. Scambiare lucciole per lanterne non è stata una figura delle più commendevoli, anche se, a discarico dei cardiologi, si può riconoscere l’aver agito nell’ urgenza di un tempo buio.

    *Responsabile del Programma dipartimentale cardio-pediatria, Unità operativa di Cardiologia pediatrica e dell’età evolutiva, Centro per le cardiopatie congenite dell’adulto, Dipartimento cardio-toraco-vascolare, Policlinico Sant’Orsola – IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna.

  • Fondazione Gimbe, casi Covid: In Calabria +20,2% nella settimana 7-13 settembre

    Fondazione Gimbe, casi Covid: In Calabria +20,2% nella settimana 7-13 settembre

    In Calabria, nella settimana 7-13 settembre, è stato registrato un peggioramento dell’incidenza per 100.000 abitanti (42) e si evidenzia un aumento dei nuovi casi (20,2%) rispetto alla settimana precedente.

    Sopra media nazionale i posti letto in area medica (7,4%) e in terapia intensiva (4,2%) occupati da pazienti Covid-19. E’ quanto rileva la Fondazione Gimbe nel monitoraggio settimanale.

    L’elenco dei nuovi casi per 100.000 abitanti dell’ultima settimana vede, suddivisi per provincia, Catanzaro 71 (+4,3% rispetto alla settimana precedente), Cosenza 40 (+77,3% rispetto alla settimana precedente), Reggio di Calabria 33 (+4,9% rispetto alla settimana precedente), Vibo Valentia 18 (-36,4% rispetto alla settimana precedente), Crotone 10 (-23,8% rispetto alla settimana precedente).
    (Ansa)

  • Schillaci: Vaccino Covid aggiornato sarà gratuito, potrà essere fatto assieme a quello antinfluenzale

    Schillaci: Vaccino Covid aggiornato sarà gratuito, potrà essere fatto assieme a quello antinfluenzale

    Il vaccino anti-Covid aggiornato verrà offerto gratuitamente a tutti cittadini che vogliano sottoporsi alla somministrazione, e non soltanto alle categorie indicate nell’ultima circolare del ministero della Salute, ovvero over-60, soggetti fragili, donne incinte ed operatori sanitari.

    Lo ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al Tg1. Il vaccino sarà dunque offerto gratuitamente anche alle persone per le quali non è raccomandato nell’ultima circolare del 14 agosto, ma che vogliano effettuarlo.

    I nuovi vaccini aggiornati contro le varianti Xbb circolanti di Omicron arriveranno entro due settimane e la campagna vaccinale anti-Covid e antinfluenzale partirà dagli inizi di ottobre. Le due vaccinazioni, antinfluenzale ed anti-Covid, potranno essere effettuate nella stessa seduta vaccinale.
    (Ansa)

  • Covid Italia, i presidi lanciano l’sos: Evitare gli assembramenti degli alunni

    Covid Italia, i presidi lanciano l’sos: Evitare gli assembramenti degli alunni

    «Distribuiremo le mascherine utilizzando le tantissime scorte che ci furono date durante la fase critica della pandemia». Il Covid torna a preoccupare il mondo scolastico e i presidi lanciano un sos in relazione alla recrudescenza del virus che si sta registrando nelle ultime settimane.

    «L’indicazione che arriva dai presidi ai professori e bidelli è quella di evitare gli assembramenti degli alunni, soprattutto in questi primi giorni di scuola. In molte scuole poi a chi lo chiederà. Stessa cosa avverrà con il gel disinfettante». Annuncia Mario Rusconi dell’Associazione presidi.

    «L’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale è consigliato ai docenti e alunni con fragilità. Il nostro è un invito in quanto l’utilizzo non è obbligatorio – prosegue Rusconi -. Mi sento, poi, in dovere di lanciare un appello agli enti affinché siano più solleciti nei lavori di ristrutturazione negli istituti scolastici: avere classi con 27-28 alunni, in ambienti non grandi, non può che favorire la trasmissione di qualsiasi virus. Sarebbe, infine, prezioso che le scuole potesse riottenere quegli spazi oggi adibiti ad appartamenti dove spesso vivono figli o nipoti di bidelli oramai morti. Nella sola Roma sono 500, ma la situazione è simile anche in realtà come Napoli e Bari».
    (Fonte: corriere.it)

  • Covid, nuove regole per ingresso pronto soccorso e Rsa: Ecco la circolare del ministero della Salute

    Covid, nuove regole per ingresso pronto soccorso e Rsa: Ecco la circolare del ministero della Salute

    Nuove disposizione per i tamponi Covid per l’accesso ai Pronto soccorso e nelle Rsa. La circolare della direzione Prevenzione del ministero della Salute, firmata dal direttore Francesco Vaia, “esaminato l’attuale andamento clinico-epidemiologico” e “al fine di rendere omogenea la pratica dell’effettuazione dei test a livello nazionale”, raccomanda che “per i pazienti che non presentano sintomi compatibili con Covid-19 al triage effettuato all’accesso al Pronto soccorso non è indicata l’esecuzione del test per Sars-CoV-2”.

    Per i pazienti che presentano sintomi con quadro clinico compatibile con Covid-19 “è indicata l’effettuazione di test diagnostici per Sars-CoV-2. Laddove possibile, è opportuno attivare/mantenere un percorso più ampio di sorveglianza epidemiologica con la ricerca di altri virus, quali ad esempio: virus influenzali A e B, Vrs, Adenovirus, Bocavirus, Coronavirus umani diversi da Sars-CoV-2, Metapneumovirus, virus Parainfluenzali, Rhinovirus, Enterovirus”.
    E ancora: per i pazienti “che all’anamnesi dichiarano di aver avuto contatti stretti con un caso confermato Covid-19, con esposizione negli ultimi 5 giorni, è indicata l’effettuazione di test diagnostici per Sars-CoV-2”, sottolinea la circolare. “Per i pazienti, pur asintomatici, che devono effettuare ricovero o un trasferimento (sia programmato che in emergenza) in setting assistenziali ad alto rischio (reparti nei quali sono presenti pazienti immunocompromessi e fragili, strutture protette, Rsa) è indicata l’effettuazione di test diagnostici per Sars-CoV-2”, prosegue il documento.

    Per quanto riguarda le Rsa, le strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie. “Agli ospiti che devono accedere (nuovi ingressi, trasferimenti) alle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie, in cui siano presenti persone fragili a rischio per età o patologie concomitanti, è indicata l’effettuazione di test diagnostici per Sars-CoV-2 al momento dell’accesso presso la struttura”, sottolinea la circolare.
    Quanto al contenimento dei contagi, le misure di igiene e di protezione personale, la circolare dettaglia: “Fermo restando il rispetto delle misure di igiene e protezione personale, utili alla riduzione del rischio di trasmissione dei virus respiratori, come previsto dall’ordinanza del ministro della Salute del 28 aprile 2023 e della circolare numero 25613 dell’11 agosto 2023, i visitatori/accompagnatori che presentano sintomi compatibili con Covid-19 devono evitare di accedere alle succitate strutture; gli operatori addetti all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria che presentano sintomi compatibili con Covid-19 devono evitare di accedere in setting assistenziali, sia di degenza che ambulatoriali, dove sono presenti pazienti immunocompromessi e fragili, secondo le modalità e le procedure adottate dalle direzioni delle strutture”.
    (Adnkronos)

  • Covid Calabria: Una vittima nel Reggino, giù ricoveri (-2) e intensive stabili. Esaminati 768 tamponi

    Covid Calabria: Una vittima nel Reggino, giù ricoveri (-2) e intensive stabili. Esaminati 768 tamponi

    Catanzaro – In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 4400272 (+768). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 640556 (+13) rispetto a ieri. La percentuale tamponi/positivi è all’1,69%.

    Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.
    – Catanzaro: CASI ATTIVI 47 (7 in reparto, 2 in terapia intensiva, 38 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 115597 (115137 guariti, 460 deceduti).
    – Cosenza: CASI ATTIVI 61 (24 in reparto, 0 in terapia intensiva, 37 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 191724 (190180 guariti, 1544 deceduti).
    – Crotone: CASI ATTIVI 4 (1 in reparto, 0 in terapia intensiva, 3 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 60489 (60197 guariti, 292 deceduti).
    – Reggio Calabria: CASI ATTIVI 30 (3 in reparto, 0 in terapia intensiva, 27 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 210869 (209929 guariti, 940 deceduti).
    – Vibo Valentia: CASI ATTIVI 2 (1 in reparto, 0 in terapia intensiva, 1 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 53984 (53778 guariti, 206 deceduti).

    Nello specifico, nelle ultime 24 ore, sono 4 nuovi casi in provincia di Catanzaro, 5 di Cosenza, 0 di Crotone, 2 di Reggio Calabria e 0 di Vibo Valentia, altra regione o Stato estero 2.