Tag: bruciati

  • VIDEO-Amendolara, due fermi per l’omicidio dei braccianti carbonizzati. Sono due connazionali delle vittime

    VIDEO-Amendolara, due fermi per l’omicidio dei braccianti carbonizzati. Sono due connazionali delle vittime

     

    Potrebbero essere arrivate ad una svolta decisiva le indagini per l’omicidio dei quattro braccianti, tre di nazionalità afghana e uno pachistana, uccisi bruciati vivi ieri mattina ad Amendolara (CS). Due loro connazionali, infatti, sono stati sottoposti a fermo della Procura di Castrovillari al termine di un lungo interrogatorio a cui i due sono stati sottoposti nella Questura di Cosenza dove sono stati portati nella serata di ieri dopo essere stati fermati a Villapiana. Gli investigatori della Squadra mobile sono risaliti ai due grazie al sistema di videosorveglianza del distributore di carburante nel quale è avvenuto l’omicidio che ha ripreso tutte le fasi del delitto plurimo.

    Sono stati bruciati vivi i quattro braccianti agricoli uccisi. Le vittime sono Ullah Ismat Qiemi (19 anni), Safi Iayjad (27 anni), Amin Fazal Khogjani (28 anni) di nazionalità afghana, e Waseem Khan (29 anni), pakistano. Quello che era un sospetto degli investigatori della Squadra mobile di Cosenza, è diventata una certezza dalla visione del video dell’impianto di videosorveglianza del distributore di carburante in cui è avvenuto il delitto. Dalle immagini si vedono due persone – sicuramente i soggetti sottoposti a fermo – che, prima uno e poi l’altro, bloccano le portiere dall’esterno facendo forza con le braccia mentre dal portellone posteriore viene presumibilmente lanciato liquido infiammabile. Quindi si vede una fiammata ed i due fuggire. I due, ora, sottoposti a fermo sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato

    Le indagini – spiega il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio – coordinate da questa Procura, sono state avviate nell’immediatezza dei fatti con il supporto della Polizia di Stato ma anche con la perfetta sinergia informativa con l’Arma dei Carabinieri. Nel corso delle attività investigative iniziali, in presenza dei presupposti di legge, il pubblico ministero ha emesso decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due persone extracomunitarie, attualmente sottoposte a indagini”.
    “Merita di essere evidenziata – afferma il procuratore – la professionalità delle forze dell’ ordine che, ancora una volta, sono state in grado, operando in perfetto e lodevole coordinamento tra di loro, e seguendo le direttive della Procura di Castrovillari, di individuare, a brevissima distanza temporale dai fatti, i soggetti gravemente indiziati di delitto di omicidio plurimo e pluriaggravato”.

    D’Alessio afferma anche che le indagini “sono tuttora in corso e proseguono al fine di accertare compiutamente i fatti e le eventuali responsabilità, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento”.  D’Alessio ha convocato una conferenza stampa per domani, 3 giugno 2026, alle ore 16:00, nella Questura di Cosenza, per illustrare i dettagli dell’inchiesta.

  • VIDEO-Reggio, smaltimento e incendio rifiuti pericolosi a Mortara-San Gregorio: 2 arresti e 5 indagati

    VIDEO-Reggio, smaltimento e incendio rifiuti pericolosi a Mortara-San Gregorio: 2 arresti e 5 indagati

    Dalle prime ore del mattino, nella città di Reggio Calabria, i Carabinieri della locale Compagnia stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di associazione finalizzata traffico illecito di rifiuti ed incendio degli stessi. Sono due gli uomini, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, destinatari di misura cautelare agli arresti domiciliari ed altri cinque indagati, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte di un’organizzazione criminale dedita al costante e abusivo sversamento di rifiuti nelle aree adiacenti all’unico mercato ortofrutticolo di Reggio Calabria e successivo smaltimento mediante incendi.
    L’operazione rappresenta l’epilogo di un’articolata attività di indagine iniziata nel mese di marzo e conclusa a giungo 2023, condotta dalla Sezione Operativa e dalla Stazione di Gallina della Compagnia di Reggio Calabria e coordinata dalla locale Procura della Repubblica di Reggio Calabria – diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri – che ha permesso di interrompere una serie di reati, tra i più pericolosi per l’ambiente, l’incolumità e la salute pubblica. L’attenzione su questa problematica trae origine dalle numerose segnalazioni di cittadini residenti nella zona sud di Reggio Calabria, stanchi della presenza di rifiuti nei pressi delle loro abitazioni e dei roghi tossici generati dall’incendio degli stessi.

    Gli accertamenti dei militari sono iniziati con un servizio di monitoraggio dell’area esterna del mercato ortofrutticolo di Mortara-San Gregorio, finalizzato all’identificazione dei responsabili dello sversamento incontrollato di rifiuti sia nell’area interessata dalle attività commerciali, che in quella immediatamente circostante. In particolare, dalla complessa ed approfondita attività di indagine svolta dai Carabinieri, è emersa l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale dedito alla commissione di delitti in materia ambientale. Le indagini, di natura tradizionale e tecnica, consentivano di verificare come il titolare di un’impresa di imballaggi, incurante del rispetto di qualsiasi normativa in materia ambientale, servendosi degli automezzi riconducibili alla propria ditta e della collaborazione degli altri indagati che, tutti in nero e non regolarmente dipendenti dell’azienda raccoglieva, trasportava e depositava in maniera incontrollata nelle aree adiacenti al predetto mercato ingenti quantitativi di rifiuti speciali derivanti dalle attività commerciali interne e rifiuti urbani – anche prelevati da altri esercizi pubblici del territorio reggino – per poi reiteratamente e settimanalmente smaltirli dandovi fuoco.
    Nella circostanza, si appurava uno stabile e continuativo modello di organizzazione dei mezzi e delle risorse personali assunte in nero dall’impresa, volto alla realizzazione di numerose discariche non autorizzate lungo il perimetro di circa un kilometro dell’area mercatale.

    In particolare, si acclarava che il titolare dell’impresa aveva assunto un vero e proprio ruolo di organizzatore all’interno del suddetto gruppo criminale. Il predetto, infatti, poneva a disposizione degli associati gli automezzi – utilizzati nelle prime ore del mattino o nelle giornate di chiusura del mercato – per i citati scopi criminali.
    I plurimi sversamenti e gli incendi di rifiuti effettuati in tale area, hanno compromesso l’incolumità pubblica delle persone residenti in prossimità del mercato ortofrutticolo, in quanto le fiamme sprigionate assumevano, spesso, caratteri di vastità, rapida propagazione e difficoltà di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco, anche a causa della ingente presenza di vegetazione incolta circostante. Inoltre veniva riscontrato il danno per l’integrità dell’ambiente ed il rischio per la salute pubblica a causa dei roghi tossici generati, i cui fumi di colore nero coinvolgevano i nuclei familiari del limitrofo centro abitato.
    Nell’ambito della medesima attività investigativa è stato operato il sequestro preventivo dell’intero patrimonio della suddetta impresa, comprensivo di conti correnti, automezzi, mezzi d’opera e di un box occupato abusivamente all’interno del mercato ortofrutticolo.
    Questa attività d’indagine racchiude la sensibilità dell’Arma reggina in materia di tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
    Prendersi cura di queste problematiche e vigilarvi sull’inquinamento ambientale è la sfida odierna dell’Arma dei Carabinieri, a salvaguardia della popolazione locale con un’attenzione particolare alla salubrità dei centri cittadini.
    Trattandosi di provvedimento in fase di indagini preliminari, rimangono salve le successive determinazioni in fase dibattimentale.

  • Catanzaro, bruciati in cantiere mezzi della ditta impegnata a costruire la nuova scuola di Aranceto

    Catanzaro, bruciati in cantiere mezzi della ditta impegnata a costruire la nuova scuola di Aranceto

    Catanzaro – “Un grave episodio ha colpito la ditta Sami Srl impegnata nel cantiere della nuova scuola dell’Aranceto, i cui lavori sono stati appaltati dall’amministrazione comunale. Alcuni mezzi dell’impresa edile sono stati bruciati, causando un notevole danno a chi sta lavorando con impegno e dedizione per realizzare un’importante opera pubblica”. Lo ha reso noto il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita.

    “Un segnale preoccupante sul fronte della sicurezza- aggiunge – perché quanto successo é un atto intimidatorio che si estende ad un intero quartiere che ripone grandi speranze e aspettative nella realizzazione della scuola. Appena appresa la notizia, ho espresso la mia vicinanza alla Sami e al titolare Michele Critelli, auspicando che le indagini investigative possano chiarire le circostanze dell’accaduto e individuare i responsabili. L’amministrazione comunale é solidale con i lavoratori vittime di un gesto violento, di fronte al quale é necessario che tutti prendano le distanze”.

    “La città deve gridare con forza il proprio sdegno nei confronti di ogni espressione criminale che tenti di reprimere la libertà d’impresa, indebolire la coscienza civile e spegnere il sogno di un futuro diverso. Aranceto vuole la sua scuola e non si fermerà, la reazione unitaria di tutte le istituzioni non si faccia attendere a difesa di un presidio di legalità e di formazione”- conclude Fiorita.