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  • Al via campagna di immunizzazione per prevenzione forme gravi di bronchiolite da Virus sinciziale

    Al via campagna di immunizzazione per prevenzione forme gravi di bronchiolite da Virus sinciziale

    L’ASP di Catanzaro ha avviato questa mattina nel Reparto di Neonatologia del Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme la somministrazione dell’anticorpo monoclonale contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) per i neonati. L’iniziativa fa parte del protocollo operativo per la campagna di Immunizzazione con anticorpi monoclonali (nirsevimab) Autunno-Inverno 2024-2025 per la prevenzione di forme gravi di bronchiolite, principale causa di ricoveri e complicanze gravi nei neonati. L’avvio del programma di somministrazione dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab, in questa prima fase, viene dedicato ai primi nati nel presidio ospedaliero di Lamezia Terme. Il Dipartimento di Prevenzione, diretto dal dott. Giuseppe Caparello, in sinergia con la struttura Assistenza Farmaceutica, sulla base delle indicazioni Ministeriali e della Regione Calabria, sta provvedendo all’approvvigionamento graduale dei farmaci e, nelle prossime settimane, si avvierà la seconda fase con l’estensione delle vaccinazioni anche ai bambini con più mesi di vita. Il virus respiratorio sinciziale, come detto, è una delle principali cause di infezione acuta del tratto respiratorio inferiore nei bambini ed è la prima causa di assistenza ambulatoriale e ricovero ospedaliero nei neonati. L’infezione da VRS si trasmette per via aerea attraverso l’inalazione di goccioline generate da uno starnuto o da tosse, o dal contatto diretto con bocca o naso; la malattia si manifesta tipicamente nei mesi invernali. La presentazione clinica di VRS varia da un leggero raffreddore alla bronchiolite o a una grave malattia respiratoria; può essere necessario un ricovero in ospedale, anche in terapia intensiva. Adesso è possibile proteggere il neonato tramite la somministrazione, nel primo anno di vita, dell’anticorpo monoclonale anti-VRS durante la stagione invernale. Dopo l’inizio della campagna e compatibilmente con le dosi disponibili, verranno richiamati tutti i nati nei 100 giorni antecedenti. Il nirsevimab ha un emivita di 5-6 mesi, quindi basta una sola dose per tutto il periodo epidemico, e puo’ essere somministrato anche in concomitanza con i vaccini.

    Come si somministra? – È prevista una singola dose da 50 mg (per bambini con peso corporeo minori di 5 kg) o da 100 mg (per bambini con peso corporeo maggiori/uguali di 5 kg) che somministra per via intramuscolare, nella parte antero-laterale della coscia.

    Per chi è indicata l’immunizzazione?- Nel 2024, per i neonati che nascono dal 01/11/2024 al 31/03/2025 e per i bambini nati dal 01/01/2024 al 30/10/2024. Le immunizzazioni avverranno nel Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, presso la Struttura Semplice Dipartimentale Neonatologia diretta dalla dottoressa Mimma Caloiero.

    Quali sono i possibili effetti indesiderati?-  La reazione avversa osservata più frequente è stata l’eruzione cutanea lieve o moderata (7 bambini su 1.000) che si è manifestata entro 14 giorni dalla somministrazione. Inoltre, sono state segnalate febbre e reazioni al sito di iniezione non gravi entro 7 giorni dalla somministrazione.

    Cosa dobbiamo sapere sul VRS- Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è un virus molto diffuso a qualsiasi età, ma è responsabile della “Bronchiolite” in bambini minori di 2 anni a insorgenza prevalente nei mesi novembre / aprile. In periodo epidemico studi su pazienti pediatrici italiani hanno evidenziato che il 55.4 % accessi in Pronto Soccorso era in positivi per VRS e che quasi il 100% dei bimbi minori di 2 anni entrano in contatto con il virus. La malattia in periodo epidemico causa fino al 87% ospedalizzazioni e il 90% di ricoveri in terapia intensiva pediatrica. La mortalità nel mondo è pari a 100.000 decessi all’anno. Almeno un quarto dei bimbi viene ricoverati per necessità di ossigenoterapia e il 20% delle bronchioliti necessità di cure intensive. Molti bambini affetti da bronchiolite manifestano inoltre danni a distanza ed il 48% esita in asma.

    L’ immunizzazione è raccomandata?-  II 87% dei bimbi eleggibili non hanno fattori di rischio specifico ulteriore, ma ugualmente sono soggetti a potenziali rischi in acuto (ricovero, ricovero in terapia intensiva e morte) e cronici (weezing prescolare ed asma) con le conseguenti ricadute, oltreché di salute, anche in termini di costi per il SSN e sulle famiglie. Quindi l’ immunizzazione, bilanciando benefici e rischi, è raccomandata.

  • Stop in Calabria e Sud a vaccino contro bronchiolite neonati: Ministero Salute fa marcia indietro

    Stop in Calabria e Sud a vaccino contro bronchiolite neonati: Ministero Salute fa marcia indietro

    Il Ministero della Salute ha fatto marcia indietro sulla decisione iniziale riguardo alla somministrazione gratuita del vaccino contro la bronchiolite per i neonati nelle regioni sotto piano di rientro sanitario come la Calabria. Dopo una circolare del 18 settembre che escludeva tali regioni dalla somministrazione senza costi dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab, oggi è arrivata una nuova comunicazione che ribalta questa posizione. Grazie a un’interlocuzione avviata con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), il trattamento sarà garantito a tutti i neonati a carico del Servizio Sanitario Nazionale, senza differenze territoriali.

    Prima della retromarcia, la circolare ministeriale aveva escluso le regioni del Sud – Molise, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia – dalla possibilità di somministrare gratuitamente il Nirsevimab, definito anche vaccino anti-bronchiolite. Queste regioni, in piano di rientro, non avrebbero potuto garantire la terapia senza risorse aggiuntive, rendendo di fatto impossibile la copertura sanitaria gratuita per migliaia di neonati. Al contrario, le regioni del Centro-Nord, non vincolate dal piano di rientro, avrebbero potuto procedere alla somministrazione con fondi propri.

    L’allarme era stato sollevato da molti esperti, tra cui Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, che aveva dichiarato: “Non si possono discriminare i neonati in base alla regione in cui vengono al mondo. La salute è un diritto costituzionale, e temo che con la devoluzione si accentueranno sempre di più queste disparità.”

    Il Nirsevimab-Beyfortus è un anticorpo monoclonale utilizzato per prevenire le infezioni da virus respiratorio sinciziale (VRS) nei neonati, un virus che può causare gravi forme di bronchiolite. Il farmaco, classificato come classe C, non è incluso nel Piano Nazionale Vaccini e si configura come una prestazione extra-Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), rendendo più complessa la sua inclusione nelle regioni con vincoli di bilancio. In Puglia, una legge regionale prevede comunque la somministrazione gratuita del trattamento, sebbene fino a oggi non fosse stata rispettata dal Governo nazionale.