Tag: bimba

  • Santa Maria del Cedro, bimba di 4 anni gioca con canotto ma il forte vento la spinge ad un miglio e mezzo dalla costa

    Santa Maria del Cedro, bimba di 4 anni gioca con canotto ma il forte vento la spinge ad un miglio e mezzo dalla costa

    La Guardia Costiera di Maratea, questa mattina, ha condotto e portato a termine con successo una delicata operazione di soccorso a favore di una bambina di quattro anni che a causa del forte vento che ha interessato la zona del litorale di Santa Maria del Cedro (CS), è stata sospinta al largo fino alla considerevole distanza di circa un miglio e mezzo dalla costa, mentre giocava sul proprio canottino. La missione di ricerca e soccorso della piccola è stata condotta dall’equipaggio di turno della Guardia Costiera, mediante il Battello litoraneo Zodiac Hurricane G.C. A84.

    Nonostante la posizione in mare della bambina fosse di fatto sconosciuta – in quanto già da parecchio tempo non più visibile dalle stesse persone a terra che hanno provveduto ad allertare l’organizzazione di soccorso marittimo – l’equipaggio del battello veloce è riuscito a mettere in atto un dispositivo di ricerca che, valutata intensità di vento e corrente presenti in zona, ha consentito l’individuazione e il recupero della piccola, che è stata portata dai familiari che erano in attesa sulla spiaggia.

    Una volta giunta a terra, è stata poi precauzionalmente affidata alle cure del personale medico del 118. Le operazioni di ricerca e soccorso sono state condotte con successo anche grazie alle indicazioni fornite da alcune persone presenti in zona ed appartenenti alla locale marineria, che di fatto hanno permesso una più rapida individuazione della piccola.

    L’equipaggio del battello, provato ma entusiasta, ha fatto rientro a Maratea, mai come oggi conscio dell’antica massima “chi salva una vita, salva il mondo intero”. Tale intervento, felicemente conclusosi, fa parte del compito primario e continuativo di salvaguardia della vita umana in mare che vede diuturnamente impegnato il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

  • Covid Calabria, fuori pericolo la bimba di 3 anni ricoverata all’Annunziata. La madre era morta il 20 aprile

    Covid Calabria, fuori pericolo la bimba di 3 anni ricoverata all’Annunziata. La madre era morta il 20 aprile

    Finalmente è arrivata la notizia che tutti aspettavano: E’ fuori pericolo la bimba di tre anni giunta all’Annunziata di Cosenza, proveniente dall’ospedale di Castrovillari. Secondo quanto si apprende, infatti, è sveglia e in respiro spontaneo. La bimba, era giunta insieme alla mamma, al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cosenza lo scorso 16 aprile, a causa di complicanze legate ad infezioni da Covid, ed erano state trasferite entrambe, nella stessa giornata, in condizioni cliniche disperate, in Terapia Intensiva Generale e Terapia Intensiva Pediatrica. Come si ricorderà, purtroppo, la mamma è deceduta lo scorso 20 aprile.

    La bambina, le cui condizioni cliniche erano gravissime per la presenza di multiple lesioni cerebrali, dovute verosimilmente ad encefalite Covid correlata, ha mostrato durante il ricovero un lento ma progressivo miglioramento. Al momento la bimba è sveglia, reattiva e accudita dal personale della Tip, in quanto ancora positiva al tampone molecolare.

    Esce dal coma e torna a casa anche un’altra bimba di 11 anni, giunta all’Ospedale di Cosenza, lo scorso 26 marzo, in condizioni gravissime. La bambina, covid positiva, proveniente dalla provincia di Reggio Calabria è arrivata al nosocomio bruzio in stato di coma da chetoacidosi diabetica e grave squilibrio idro-elettrolitico, tali da richiedere l’immediata intubazione orotracheale. La piccola paziente è stata ricoverata nella Tip per alcuni giorni, presa incarico dall’equipe multidisciplinare di Terapia Intensiva.

    Nonostante la gravità registrata all’arrivo all’ospedale dell’Annunziata, dopo i primi giorni di quadro clinico invariato, le condizioni cliniche della bambina hanno registrato un progressivo miglioramento tale da consentire l’estubazione e il ritorno al respiro spontaneo. Dopo un periodo di degenza al reparto di Pediatria, la piccola ha fatto finalmente ritorno a casa.

  • Dopo ore di angoscia è stata ritrovata la bimba di 5 anni scomparsa da ieri sera nei boschi in Molise

    Dopo ore di angoscia è stata ritrovata la bimba di 5 anni scomparsa da ieri sera nei boschi in Molise

    Dopo lunghe e drammatiche ore di ricerca, finalmente una buona notizia. E’ stata, infatti, ritrovata la piccola Nicole, la bambina di soli 5 anni che ieri sera era sparita dalla sua casa in campagna, nella frazione di Fonte San Pietro, a Sant’Angelo Limosano (Campobasso). La bimba è stata individuata grazie a un velivolo in perlustrazione aerea.

    Secondo la ricostruzione dei familiari che avrebbero fatto alle forze dell’ordine all’atto della denuncia, da sola la piccola Nicole avrebbe avvicinato una sedia alla finestra e da lì si sarebbe sporta per uscire di casa, approfittando di un momento di distrazione generale. La finestra è al piano terra dell’abitazione e comunque a circa un metro da terra. Il padre ha 30 anni e la madre 24 anni, la coppia ha anche un altro bimbo di pochi mesi.

    Scattato l’allarme in centinaia, tra vigili del fuoco, carabinieri, polizia, uomini del soccorso specializzato e volontari del paese, si sono messi alla ricerca di Nicole che, assieme alla sua famiglia, abita in una masseria praticamente attaccata ad un bosco. Ora tutti possono tirare un sospiro di sollievo. La bimba sta bene ed è tornata a casa.

  • Bimba ucraina investita e uccisa a Crotone, omelia parroco: Qui e in guerra sofferenze da azioni bullismo

    Bimba ucraina investita e uccisa a Crotone, omelia parroco: Qui e in guerra sofferenze da azioni bullismo

    Crotone – “Taisiia è il simbolo di pace, di unità della chiesa cristiana e bizantina. Simbolo di unità in una tragedia, quella che noi viviamo in Ucraina da otto anni e della tragedia avvenuta a Cantorato”. Lo ha detto padre Vasyl Kulynyak, parroco della comunità ucraina della diocesi di Crotone, nell’omelia pronunciata durante i funerali della bambina ucraina morta domenica a causa di un incidente stradale.

    “Non possiamo stare in silenzio – ha aggiunto il religioso – per quello che è successo. È triste quando, come è accaduto a Cantorato, una persona viene uccisa da un bullo che spaventava la zona. Bisognava fare prevenzione prima. Anche in Ucraina noi soffriamo per un bullo e tutti sono stati in silenzio ed ora ci fanno le condoglianze mentre la gente viene uccisa. Sono migliaia i morti. Bambini e adulti che sono sempre figli di qualcuno”.
    “Noi oggi chiediamo – ha detto ancora il prete durante la funzione celebrata in italiano ed in ucraino – davanti a questa salma: pace. Non possiamo però stare silenziosi davanti a uno che fa male ad altri. Siamo tutti responsabili come cristiani dobbiamo difendere i deboli, prevenire il male”.

    Rivolgendosi ai genitori ed ai parenti della piccola presenti nel Duomo di Crotone padre Vasyl ha avuto parole di conforto. “I bambini secondo la nostra tradizione – ha sostenuto – sono innocenti e lei è in paradiso. Lei è santa e prega per noi. È angelo della pace. Impegniamoci a fare in modo che non ci siano altre vittime nel mondo”.

    Alla messa hanno preso parte il prefetto di Crotone, Maria Carolina Ippolito, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, che ha proclamato il lutto cittadino, il questore Marco Giambra, i vertici militari. Tanta i presenti e, moltissimi, i cittadini ucraini che hanno voluto dare l’ultimo saluto alla piccola Taisiia sulla cui bara c’erano boccioli di rosa bianca simbolo di purezza e innocenza.
    (Ansa)

  • Da Lamezia una rete solidarietà per una bimba curdo-turca malata di cuore: Attesa giovedì in Italia

    Da Lamezia una rete solidarietà per una bimba curdo-turca malata di cuore: Attesa giovedì in Italia

    Lei ha nove anni ed è una bambina curda-turca che necessita di cure per un problema cardiaco che la costringe a stare in ospedale. Attualmente vive in un campo profughi non governativo in Grecia dove, insieme a sua madre ed ai suoi fratellini, sono in attesa del riconoscimento della protezione internazionale.

    Il padre, invece, vive a Lamezia Terme dove gli è stato riconosciuto lo status di rifugiato da quando, giunto nella città calabrese nel 2019, è stato beneficiario del progetto Apri e supportato dalla Caritas diocesana sia nell’iter legale per il riconoscimento dello status di richiedente asilo, che in quello sociosanitario. Caritas che lo ha accompagnato, oltre che nel percorso di integrazione, anche in quello del ricongiungimento familiare con la moglie e i tre figli.

    Una storia come tante storie che, quotidianamente, ascoltiamo sulle migliaia di famiglie di rifugiati che vivono sparse per il mondo. Una storia che si intreccia con altre storie che sono quelle di chi ha accolto la donna ed i suoi figli in Grecia, di chi ha accolto il padre della piccola a Lamezia Terme, e di chi, in queste ore, si sta mobilitando, in Grecia ed in Italia, per far sì che la bambina possa ricevere le cure di cui necessita.
    In questi mesi, infatti, l’attività frenetica della Caritas Italiana ha fatto sì che questa bambina non solo abbia potuto e possa ricevere le cure necessarie, ma che abbia anche la possibilità, in questo particolare e delicato momento della sua vita, di poter riabbracciare il suo papà.

    Tutto ciò sarà possibile il 3 marzo prossimo quando la piccola con la madre ed i suoi fratellini (rispettivamente di dieci e di sette anni) atterreranno all’aeroporto di Roma. Qui, ad aspettarla con un’ambulanza, ci saranno i sanitari dell’Ospedale “Bambino Gesù” che, con la mamma al suo fianco, l’accompagneranno nel nosocomio dove sarà sottoposta ad intervento chirurgico. I suoi fratellini, invece, saranno accolti dalla Caritas di Lamezia Terme che, tra le altre cose, si è messa anche a disposizione per aiutare questa famiglia nell’espletamento di quelle che sono le formalità legate al suo arrivo in Italia.

  • Morte per covid della piccola Ginevra, Occhiuto: Tragedia deve essere stimolo a lavorare meglio per sanità calabrese

    Morte per covid della piccola Ginevra, Occhiuto: Tragedia deve essere stimolo a lavorare meglio per sanità calabrese

    Catanzaro – “Il dramma della piccola Ginevra dev’essere uno stimolo a lavorare con sempre più impegno e abnegazione per migliorare la sanità in Calabria”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a margine della conferenza stampa sui 100 giorni di governo, con riferimento alla vicenda della bambina calabrese di due anni morta a Roma per le complicazioni del Covid 19 dopo essere stata trasferita dalla Calabria. “E’ una tragedia di dimensioni straordinarie, una bimba di due anni che perde la vita – ha sostenuto Occhiuto – deve interrogare tutti noi. Ho detto però che c’è stata anche molta disinformazione. E’ chiaro a tutti che casi come quelli di Ginevra possono capitare anche in altre regioni: quando capitano in Calabria diventano casi di malasanità. Ho avviato un’indagine attraverso il Dipartimento della Salute per verificare se ci sono responsabilità, ma – ha concluso il governatore – molto delle cose che ho sentito sono frutto di pregiudizio per la Calabria”.

  • Parla il sindaco di Mesoraca e accusa: Perché la piccola Ginevra è stata portata a Roma se in Calabria c’è reparto?

    Parla il sindaco di Mesoraca e accusa: Perché la piccola Ginevra è stata portata a Roma se in Calabria c’è reparto?

    Sono stati fissati per le ore 15 di domani a Mesoraca (KR) i funerali della piccola Ginevra, la bimba di due anni deceduta a causa del Covid. Il sindaco di Mesoraca, Annibale Parise ha emanato un’ordinanza per proclamare il lutto cittadino, invitando ad osservare un minuto di silenzio alle ore 12 nelle scuole e negli uffici pubblici. La piccola Ginevra è deceduta nella giornata di domenica scorsa all’ospedale ‘Bambino Gesù’ di Roma dove era stata trasferita d’urgenza dall’ospedale di Catanzaro a bordo di un aereo militare.

    “Mi chiedo – osserva il sindaco Parise, interpellato dall’AGI – perché mai sia stato necessario caricare un’ambulanza su un aereo per raggiungere Roma se, come dicono, all’ospedale di Cosenza sono presenti sei posti di Terapia intensiva pediatrica. Evidentemente in questo ospedale non sono attrezzati per fare alcune cose, come la rianimazione pediatrica o come la circolazione extracorporea. Per quale ragione – prosegue Parise – è stata scomodata l’Aeronautica militare? Evidentemente alcune cure in Calabria non possono essere garantite. È normale questo in una Regione di due milioni di abitanti? La sanità in Calabria – conclude il sindaco – si sta sciogliendo come neve al sole ma intanto il debito lievita”. Sulla vicenda il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha annunciato un’inchiesta interna.

    (Agi)

  • Bimba morta per covid, Raiola: “Al ‘Pugliese” era già in condizioni critiche, serviva Ecmo che a Catanzaro non c’è”

    Bimba morta per covid, Raiola: “Al ‘Pugliese” era già in condizioni critiche, serviva Ecmo che a Catanzaro non c’è”

    Catanzaro – Dopo la morte per covid della piccola Ginevra, la bimba di due anni di Mesoraca (KR) deceduta poche ore dopo il suo ricovero all’ospedale “bambino Gesù” di Roma, si susseguono precisazioni e polemiche. Il primario di pediatria dell’ospedale ‘Pugliese’ di Catanzaro, Giuseppe Raiola ha dichiarato che: “Quando è arrivata in ospedale era già in condizioni critiche e non è neanche passata da pediatria ma è stata subito inviata a fare tac polmonare e cerebrale perché aveva avuto le convulsioni”. “E’ stata subito intubata – ha aggiunto Raiola – e portata in terapia intensiva dove si sono resi conto che serviva l’Ecmo che a Catanzaro non c’è. Quindi è stato deciso immediatamente il trasferimento a Roma. All’arrivo a Catanzaro era già in condizioni critiche e da quello che hanno riferito i genitori la bambina era sana. Sarà l’autopsia a chiarire”.

    Intanto, il commissario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Isabella Mastrobuono e i direttori dei dipartimenti Emergenza-Urgenza, Pino Pasqua, e Materno Infantile, Gianfranco Scarpelli, fanno sapere: “in riferimento agli articoli relativi alla mancata attivazione in Calabria della Terapia Intensiva Pediatrica” che “nel corso del 2021 sono stati trattati 38 bambini in Terapia Intensiva Pediatrica con ottimi risultati e solo alcuni casi bisognevoli di assistenza ventilatoria in ECMO, sono stati trasferiti in ospedali specializzati fuori regione”.
    “È opportuno precisare quanto viene fatto nella nostra regione al fine di evitare inutili e pericolosi allarmismi che certamente non sono finalizzati al miglioramento delle cure, ma semplicemente a creare ulteriore sfiducia e paura nei genitori e nei cittadini. La Regione Calabria con DCA n° 89 del 15 giugno 2017 aveva previsto l’assegnazione di 6 posti letto di terapia intensiva pediatrica all’azienda ospedaliera di Cosenza. Infatti dal 2018 nell’Azienda ospedaliera di Cosenza sono stati attivati 4 Posti Letto di terapia intensiva pediatrica per bambini con peso oltre i dieci chili in ambienti dedicati di terapia intensiva dell’adulto e 2 posti letto di terapia pediatrica per bambini con peso inferiore a dieci chili in locali adiacenti alla terapia intensiva neonatale. La bimba di sei mesi trattata e stabilizzata a Cosenza e trasferita, poi presso il ‘Bambino Gesù di Roma’ solo nel momento in cui si è ritenuto necessario sottoporla a Ventilazione in ECMO è la riprova che la Tip dell’Annunziata esiste ed è in grado di dare risposte esaurienti”.
    «In Italia – prosegue la nota – sono presenti 23 terapie intensive pediatriche di cui 16 a solo gestione da parte degli anestesisti della terapia intensiva dell’adulto, 4 terapie intensive pediatriche sono a gestione dei pediatri e 3 terapie intensive pediatriche sono a gestione mista. È ormai consolidata la stretta relazione esistente tra volumi di attività e qualità delle prestazioni, per cui è sempre più opportuno concentrare le attività ad elevata specializzazione in pochi Centri sia per i costi e sia per le competenze necessarie: non è possibile prevedere posti letto di Tip in ogni ospedale. Nell’Azienda ospedaliera di Cosenza è stata realizzata una stretta collaborazione tra anestesisti e pediatri/neonatologi che permette di garantire prestazioni di qualità con ottimi risultati, pur nelle difficoltà derivanti dalla carenza di personale. Nel caso specifico della piccola bambina di Mesoraca, l’Azienda ospedaliera di Cosenza dotata di posti letto di terapia intensiva pediatrica non è stata assolutamente contattata e coinvolta nell’eventuale presa in carico”- concludono Mastrobuono, Pasqua e Scarpelli.

  • Bimba morta per Covid, Minasi: ‘Grave la mancanza di una Terapia Intensiva pediatrica regionale’

    Bimba morta per Covid, Minasi: ‘Grave la mancanza di una Terapia Intensiva pediatrica regionale’

    “La triste notizia della morte per Covid 19 della bambina di Mesoraca, lontano dalla sua casa e dalla sua famiglia, riapre l’annoso problema della mancanza nella nostra regione di un piano organico per la gestione dell’emergenza urgenza in età pediatrica e, soprattutto, della mancata attivazione di una unità operativa complessa di Terapia Intensiva pediatrica regionale. E questo nonostante quanto indicato dall’Accordo Stato Regioni 248/Csr del 21.12.2017 e, in particolare, quanto stabilito dal Dca 89/ 2017 con cui era stata autorizzata l’attivazione nella Regione Calabria di una U.O di Terapia intensiva Pediatrica ad alta specialità con quattro posti letto”. E’ quanto scrive in una nota il dottor Domenico Minasi, presidente Società italiana Pediatria della Calabria.

    “La conseguenza – prosegue – è che i bambini calabresi che necessitano di elevata intensità di cure vengono oggi trattati impropriamente nelle Terapie Intensive dell’adulto o, molto più frequentemente, trasferiti in strutture extra regionali, come, come nel caso della piccolo deceduta ieri a Roma, con tutte le problematiche assistenziali ed i gravi rischi per la salute dei bambini che un trasferimento in condizioni di emergenza comporta. Tutto questo si inserisce, purtroppo, nel più ampio contesto delle criticità relative all’attuale gestione delle cure pediatriche nella nostra Regione, legate soprattutto all’assoluta mancanza di un piano strategico rivolto a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’intera rete assistenziale dedicata ai bambini calabresi.”
    “Una riorganizzazione dell’intera rete assistenziale pediatrica regionale, compresa quella relativa all’emergenza urgenza capace di superare le carenze strutturali, tecnologiche ed organizzative attualmente esistenti, appare quindi non più rinviabile. Non solo – conclude il dottor Domenico Minasi– per garantire risposte adeguate alle esigenze di salute della popolazione residente e dare ai bambini calabresi la sanità che meritano, ma anche per ridurre la migrazione sanitaria, un problema sanitario e socio- economico che in Calabria aspetta da decenni risposte adeguate”.

  • Rischia di soffocare sullo scuolabus, bambina di 12 anni salvata da un carabiniere a Laino Borgo

    Rischia di soffocare sullo scuolabus, bambina di 12 anni salvata da un carabiniere a Laino Borgo

    Rischiava di soffocare ma il pronto intervento di un militare le ha probabilmente salvato la vita. E’ quanto accaduto oggi pomeriggio a Laino Borgo (CS) ad una bambina di dodici anni a bordo di uno Scuolabus. La pattuglia dei Carabinieri Forestale della locale Stazione era in transito in località “Aria della Praia” di Laino Borgo quando è stata attirata da alcuni bambini che correvano lungo la strada chiedendo aiuto perché una loro compagna di classe stava male all’interno dello Scuolabus.

    I militari prontamente si sono portati nello scuolabus parcheggiato nelle vicinanze dove era presente l’autista intento nei primi soccorsi. La bambina era supina e priva di conoscenza e con la bocca serrata. Il Maresciallo Natale Cipparrone è riuscito ad effettuare le necessarie manovre di primo soccorso che fortunatamente ne consentivano la respirazione autonoma ottenendo dopo alcuni minuti segni di miglioramento. Subito dopo, allertati dai militari, sono giunti i sanitari del 118 di Mormanno che la prendevano in carico e ne disponevano il trasferimento per ulteriori accertamenti presso l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.

    (Immagine di archivio)