Tag: bambini

  • Palù (Aifa): ‘Se l’Ema anticipa ok sul vaccino tra i 5 e gli 11 anni, da lunedì è verosimile via libera anche in Italia”

    Palù (Aifa): ‘Se l’Ema anticipa ok sul vaccino tra i 5 e gli 11 anni, da lunedì è verosimile via libera anche in Italia”

    “Tra oggi e domani è possibile che Ema anticipi rispetto a fine novembre” la decisione sul vaccino per la fascia 5-11 anni e se l’autorità regolatoria europea si esprime tra oggi, domani o dopodomani “penso sia molto verosimile” avere il via libera in Italia lunedì prossimo.

    Così il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, a SkyTg24 rispondendo a una domanda sulla data per l’ok al vaccino per i più piccoli, inizialmente indicata dall’Ema per il 29 novembre prossimo. Per i bambini, spiega Palù, il quadro sta cambiando e “il rischio dell’infezione sta diventando molto superiore al rischio del vaccino”.

    “Guardando i numeri, c’è una crescita del contagio ma non è un contagio ad andamento esponenziale come era l’anno scorso ma ad andamento lineare. Alcune Regioni stanno superando la soglia critica di ricoveri in area medica e rianimazione ed ecco perchè dobbiamo guardare con molta attenzione all’evolversi della pandemia”.

    (Ansa)

  • Vaccino covid ai bambini: Agenzia europea per i medicinali prenderà decisione il 29 novembre

    Vaccino covid ai bambini: Agenzia europea per i medicinali prenderà decisione il 29 novembre

    “L’Ema prenderà una decisione il 29 novembre sulla vaccinazione ai bambini. Noi seguiremo quanto deciderà l’Ema (Agenzia europea per i medicinali)”. Lo ha detto Giorgio Palù presidente dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), intervenendo con il governatore Luca Zaia al punto stampa sulla situazione del virus in Veneto. Palù ha sottolineato che non si deve parlare “di terza dose come di uno spauracchio, è un normale passaggio del percorso vaccinale e vale per tutti i virus. Le prime due dosi sono ‘prime’, la terza è detta ‘booster, ed è determinante anche nei confronti delle mutazioni”.

    Il presidente dell’Aifa ha quindi aggiunto: “Poi non esiste una risposta unica, non esiste il vaccino che protegge al 100% perchè ogni persona ha un profilo genetico diverso: questo è dimostrato dall’effetto positivo sulla popolazione più giovane, mentre l’effetto diventa minore per gli over 60: la terza dose è per contrastare la mutazione del vaccino”. Sul Green pass Palù ha osservato che “è stato uno stimolo alla vaccinazione. Grazie a questo l’economia ha retto e quindi commutare la carta verde in certificato vaccinale è un passaggio normale”.

    (Ansa)

  • Pregliasco: Bambini vanno vaccinati anche per mantenere aperta la scuola, già molte classi in quarantena

    Pregliasco: Bambini vanno vaccinati anche per mantenere aperta la scuola, già molte classi in quarantena

    “Spero che a breve sia possibile vaccinare” contro il Covid “anche i bambini, non appena ci sarà il via libera da parte dell’Ema, considerando che anche per loro il Covid non è una passeggiata e ha degli effetti a lungo termine”. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, in un’intervista a iNews24. “Uno su mille ha la sindrome infiammatoria multisistemica che crea problemi – continua Pregliasco -. I più piccoli sono colpiti dalla variante Delta, quindi vaccinandoli si ridurrebbero molte probabilità di contagi. Vanno vaccinati anche per mantenere aperta la scuola, perché cominciano ad esserci molte classi in quarantena”.

    Sulla risalita della curva dei contagi, il direttore precisa: “Il Green pass funziona ma non è uno schermo totale. Poi si può ottenere anche col tampone. Quelli rapidi possono dare falsi negativi. La certificazione verde è stata una scelta politica, ma se salgono i contagi la situazione potrebbe diventare problematica, anche se non nella stessa proporzione dell’anno scorso”. Infine, sullo scenario europeo Pregliasco lancia l’allarme: “Se non ci fossero stati i vaccini ci sarebbe stata emergenza totale. C’è invece una proporzione tra l’aumento dei casi e i casi gravi. Però se salgono i contagi, com’è accaduto in Gran Bretagna, la situazione può diventare pesante. Per non parlare delle Nazioni dove ci sono pochi vaccinati, come l’Europa dell’Est”.

    (Adnkronos)

  • Covid Italia, pediatri: “Vaccino a bambini o non ne usciamo”

    Covid Italia, pediatri: “Vaccino a bambini o non ne usciamo”

    “I bambini vanno vaccinati” contro il Covid “altrimenti non ne usciamo. Il 20% dei contagiati è al di sotto degli 11 anni”. Ad affermarlo senza mezzi termini è il presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), Giuseppe Di Mauro. Del resto, come emerge dall’aggiornamento nazionale sull’epidemia Covid del 3 novembre scorso, l’incidenza di Sars-Cov-2 nella popolazione è in aumento in tutte le fasce di età, con valori più elevati nella fascia 0-19 anni. Negli ultimi 30 giorni, inoltre, nel nostro Paese si osserva una maggiore incidenza di casi diagnosticati in persone non vaccinate ed è di queste ore la notizia che oltre un ragazzo su quattro al di sopra dei 12 anni ha ricevuto una sola dose di vaccino. Numeri che spingono i pediatri a esprimere il forte auspicio che venga presto autorizzato il vaccino per la fascia d’età 5-11 anni.

    E “a chi dice di non vaccinare i bambini sani – afferma Di Mauro – diciamo: il vaccino va fatto a tutti, che siano sani o con patologie pregresse, perché – chiarisce il pediatra – non sempre questa infezione, nei bambini, si manifesta come una banale influenza. Anche i più piccoli – ricorda – vengono ricoverati e alcuni finiscono in terapia intensiva. I paucisintomatici possono poi portare questa infezione nelle famiglie e mettere a rischio persone adulte, anche vaccinate ma con patologie. Per interrompere la catena dei contagi da Covid-19 – insiste il vertice Sipps – che si trasmette attraverso le goccioline di saliva, dobbiamo vaccinare tutti i bambini. Dobbiamo farlo per proteggere loro ma anche per mettere in sicurezza i loro coetanei con patologie e i nuclei familiari”.
    Estendere la vaccinazione alla fascia 5-11 anni, tiene a precisare la Sipps, significherebbe offrire la possibilità di ridurre il rischio di infettarsi di Covid-19 a circa 3.700.000 bambini. Da inizio pandemia ad oggi – ricordano i pediatri – sono stati 783.996 i casi tra 0 e 19 anni, di cui circa 190mila tra i 5 e gli 11 anni. È stato calcolato che se questa fascia di età fosse stata già vaccinata, ipotizzando un’efficacia del vaccino all’80%, circa 140mila di quei bambini che hanno contratto il virus non si sarebbero ammalati, “evitando loro – constata Roberto Liguori, pediatra Sipps – quarantena, ritiro sociale, assenza da scuola, lontananza dalla vita sociale e familiare, oltre al rischio di sviluppare forme gravi della malattia e di contagiare i familiari”.
    E il collega Luciano Pinto aggiunge: “Noi pediatri dobbiamo insistere con i genitori facendo capire loro che non bisogna avere paura del vaccino, ma della malattia. Un bambino non vaccinato – spiega il medico – non solo corre il rischio di ammalarsi, ma anche di rimanere fuori dalla vita sociale, dalla normalità che speriamo si possa presto ritrovare. Inoltre, in molte famiglie succede già che i non vaccinati non siano ben accetti e questo – conclude – potrebbe nel prossimo futuro coinvolgere anche i bambini”.

    (Adnkronos)

  • VIDEO-Parla Luigi Crupi: il poliziotto che ha salvato i bambini dal mare in tempesta nel Crotonese

    VIDEO-Parla Luigi Crupi: il poliziotto che ha salvato i bambini dal mare in tempesta nel Crotonese

    Crotone – Ha suscitano unanime apprezzamento il disperato intervento di poliziotti e volontari che, nelle scorse ore, hanno salvato decine di migranti dal mare forza quattro a Isola capo Rizzuto. Una catena umana ha consentito di portare al sicuro bambini, donne e uomini che rischiavano di finire in acqua a causa delle onde e del forte vento.

    Particolare commozione ha suscitato l’immagine di un poliziotto con in braccio una bambina che lo stringeva forte sentendosi finalmente sicura. Di questo ha parlato il protagonista, l’ispettore Luigi Crupi.
    “Al nostro arrivo la situazione era veramente difficile”, spiega l’ispettore Crupi. L’imbarcazione rischiava di ribaltarsi e il poliziotto racconta che lui e i suoi colleghi si sono tolti subito cinturone e anfibi per alleggerirsi e calarsi in mare.

    “È stato davvero emozionante l’abbraccio dei bambini, il loro stringersi forte al nostro collo. Ci vedevano come l’unico mezzo per raggiungere la riva e un posto sicuro. Altrettanto bella è stata la fiducia riposta in noi dai genitori che ci hanno affidato i loro bambini stremati da una lunga traversata”.
    Crupi spiega che così hanno vinto la paura di quella traversata che stava rischiando di trasformarsi in una tragedia. L’ispettore è non solo emozionato ma tradisce anche una stanchezza più che giustificata seppure piena della soddisfazione di chi è riuscito a portare a salvare tante persone.

    “Non dimenticherò mai come quella bambina si aggrappava a me – ha anche raccontato ancora Crupi –. Io ne ho due della stessa età e sentivo lo stesso abbraccio, di una piccola che stretta al suo papà sente che non gli può accadere nulla di brutto. È stata una grandissima emozione portarla in salvo”.

  • Covid nei bambini, studio osservazionale: sintomi variano in base all’età

    Covid nei bambini, studio osservazionale: sintomi variano in base all’età

    I sintomi del Covid nei bambini variano in base all’età. La tosse è meno importante di quel che si pensasse. E se sotto i tre anni ‘segno’ più comune è il raffreddore – e la febbre alta è meno comune – sopra i 3 anni è il mal di testa il campanello d’allarme. Le malattie croniche non sembrano influenzare la possibilità di avere una diagnosi positiva mentre l’andamento dei contagi nei bambini varia molto in base alla Regione e a contagiare sono più frequentemente i famigliari. Sono i risultati di uno studio osservazionale – appena pubblicato sulla rivista scientifica Quaderni Acp – presentato e discusso nel corso del 33° Congresso Nazionale dell’Associazione culturale pediatri (Acp), appena concluso.

    Alla ricerca hanno partecipato 34 pediatri di famiglia che hanno seguito 1.947 bambini con una distribuzione regionale concentrata in alcune aree: Veneto (10 pediatri, 10.283 bambini), Lombardia (8, 7.390), Piemonte (6, 5.967), Sicilia (4, 3.675). Le altre regioni coinvolte sono state Campania (2 pediatri, 1.827 bambini), Friuli, Puglia, Emilia-Romagna e Lazio (1 pediatra per Regione con rispettivamente 1.108, 1.050, 990 e 889 bambini). L’incidenza complessiva dei casi di malattia nella popolazione seguita è stata di 3,8 casi ogni mille bambini in un mese, con differenze significative tra le regioni italiane. L’Emilia Romagna e Veneto sono le regioni più colpite. “Queste differenze sono verosimilmente legate alla diversa gestione della malattia nelle varie regioni, con conseguente diversa possibilità di confermare la diagnosi nei casi sospetti”, ha spiegato Giacomo Toffol, pediatra Acp e coordinatore dello studio, al quale hanno lavorato tra gli altri anche i pediatri e ricercatori Laura Reali e Roberto Buzzetti.
    I pediatri confermano che, in generale, il decorso della malattia nell’età pediatrica si conferma significativamente meno grave rispetto alle età più avanzate, con un basso numero di ricoveri e una mortalità bassissima. Ma mentre l’andamento dei casi di Covid-19 pediatrico che hanno necessitato di ricovero ospedaliero è stata ampiamente descritta da numerosi studi italiani e internazionali, minori sono le informazioni relative al molto più grande numero di casi pediatrici meno gravi, che non necessitano di ospedalizzazione. Ancora non esaustive sono inoltre le informazioni sulla contagiosità del virus Sars-Cov2 in questa fascia d’età e sul il ruolo che giocano i bambini e gli adolescenti nella trasmissione di questo virus.

    (Adnkronos)

  • Migranti, in 202 arrivati in Calabria: in prevalenza sono afghani, molti i bambini e diverse donne

    Migranti, in 202 arrivati in Calabria: in prevalenza sono afghani, molti i bambini e diverse donne

    Duecentodue migranti di varie nazionalità, ma in prevalenza afghani, sono sbarcati stamani nel porto di Roccella Ionica (RC). I migranti erano a bordo di un vecchio e arrugginito peschereccio di notevoli dimensioni con i motori a mezzo servizio individuato a circa 3 miglia dalla costa calabrese da unità navali della Guardia di finanza e della Guardia costiera.

    Una volta raggiunta l’imbarcazione, i migranti sono stati trasbordati su una delle motovedette della Guardia costiera di Roccella Ionica e condotti in porto. Appena sbarcati, i profughi, tra cui diverse donne e tanti minori alcuni dei quali con meno di sei anni di età, sono stati sottoposti al test del tampone molecolare e quindi sistemati temporaneamente nel centro di primo soccorso di Roccella, struttura messa a disposizione dal Comune e gestita dalla locale sezione della Protezione civile.
    Con l’arrivo di oggi è salito a 37 il numero degli sbarchi (33 solo a Roccella Ionica) che finora si sono finora verificati nel solo tratto di costa della Locride negli ultimi tre mesi e mezzo.

    (Ansa)

  • Reggio: intesa Tribunale dei minori-Comune-e tre istituti, con sanzioni per i genitori renitenti

    Reggio: intesa Tribunale dei minori-Comune-e tre istituti, con sanzioni per i genitori renitenti

    Reggio Calabria – Un protocollo promosso da Roberto Placido De Palma, procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Reggio, metterà in atto alcune importanti azioni per debellare il fenomeno dell’evasione dell’obbligo scolastico in alcune periferie della città. L’intesa è stata sottoscritta da De Palma, il direttore della sede Inps reggina Angelo Manna, Francesco Barreca del settore welfare e istruzione del Comune e le dirigenti scolastiche Marisa Maisano (Ic “Telesio”), Serafina Corrado (Ic “Falcomatà-Archi”) e Simona Sapone (IC “Radice-Alighieri”).

    Da queste scuole, come si spiega nel protocollo, sono emersi dati allarmanti sugli allievi iscritti alle prime classi, dove figurano iscritti ragazzini di età dagli 8 ai 10 anni, dunque in grave ritardo rispetto ai tempi della scuola dell’obbligo. Si tratta, in particolare, dei minori delle ex settima, ottava e decima circoscrizione, bacino territoriale d’utenza degli istituti in questione. La presenza di nuclei familiari con forte svantaggio socio-economico e basso livello culturale rende queste aree particolarmente esposte al rischio, ma è molto difficile per i dirigenti delle tre scuole fare un censimento esatto della popolazione minorile tenuta all’obbligo, non essendo finora in possesso degli elenchi degli iscrivendi. Un gap che il protocollo colmerà con l’impegno dell’amministrazione comunale a trasmettere ogni anno ai presidi i nominativi di tutti i bambini residenti nel circondario di riferimento e che abbiano l’età per essere iscritti in prima elementare.
    Si attiverà così una sinergia tra le parti: qualora i dirigenti riscontrassero una mancanza di iscrizioni tra i bambini in elenco, lo comunicheranno al tribunale dei minori, che intimerà alle famiglie di rispettare l’obbligo entro 10 giorni. Ma nel protocollo c’è un altro punto cruciale, che potrebbe scoraggiare definitivamente l’evasione nei quartieri citati. Sembra infatti che tra i genitori renitenti ci siano molti percettori di sussidi statali e in particolare del reddito di cittadinanza. Questo aspetto sarà indagato dal Comune, che di concerto con l’Inps provvederà a sospendere il beneficio a quanti lo ricevono anche per la presenza in famiglia di figli frequentanti la scuola dell’obbligo (e invece li lasciano a casa). Non solo. I progetti di inserimento lavorativo legati al Rdc verranno aggiornati con l’inserimento di questa clausola, sia per l’iscrizione alla prima elementare che per il mantenimento della frequenza. In parallelo, e anche con il coinvolgimento delle associazioni locali, si avvierà una rete informativa sulle scuole del territorio, con i contatti e le modalità per iscriversi.
    A Reggio la dispersione scolastica riguarda soprattutto le periferie e le comunità di rom ed extracomunitari, un problema che in alcuni casi sta minacciando la sopravvivenza di quegli istituti che, privi di iscritti, non riescono a formare le classi. Ma è difficile gestire anche quelle che raggiungono il numero e si ritrovano allievi che per età dovrebbero finire il ciclo e invece sono nuovi iscritti in una situazione di gravi lacune didattiche, che incidono anche sul rendimento dei compagni.
    E’ una piaga silenziosa e quasi tabù, emarginazione che riguarda la stessa città metropolitana dei Pon europei eppure sembra lontanissima dal centro, come se Archi o Arghillà fossero pianeti fuori dai radar – e per certi versi è davvero così. Sempre più spesso, a farsene carico sono le parrocchie o il volontariato, come la scuola di italiano in piazza ideata da Giorgio Furfaro, che opera principalmente nel piazzale della chiesa di Sant’Agostino e pochi giorni fa è diventata associazione.

    Isabella Marchiolo

  • Protocollo d’intesa tra Garante per l’infanzia,  “Boccioni-Fermi” e Ace per il quartiere reggino

    Protocollo d’intesa tra Garante per l’infanzia, “Boccioni-Fermi” e Ace per il quartiere reggino

    Assistenza sanitaria gratuita per i ragazzi di un quartiere difficile di Reggio, Arghillà. Sarà possibile grazie al progetto avviato da Emanuele Mattia, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Città Metropolitana di Reggio, l’Istituto reggino “Boccioni-Fermi” e l’Ace-Associazione Calabrese di Epatologia Onlus. L’iniziativa si chiama “Noi per voi: scuola e territorio insieme per crescere” e mescola didattica e civismo per il quartiere di Arghillà. La realizzazione del progetto – che prevede in particolare l’assistenza oculistica e odontoiatrica gratis – rientra in un protocollo d’intesa triennale firmato rispettivamente da Emanuele Mattia, Anna Maria Cama ed Angela Maria Amante. Gli obiettivi sono il benessere psicofisico di soggetti fragili e la valorizzazione dei giovani a livello civile e professionale. L’assistenza sanitaria gratuita per soggetti fragili in precarie condizioni socio-economiche, prevalentemente minori, consisterà, nello specifico, di screening per occhi e denti, e, qualora si rendesse necessaria, della progettazione e della realizzazione di ortodonzie mobili o protesiche e occhiali con lenti correttive a cura degli studenti di quarto e quinto anno e di un team di docenti del “Boccioni-Fermi” dell’apposito indirizzo professionale. Manufatti che finora venivano costruiti solo a scopo didattico, senza alcun utilizzo finale.

    A “Noi per voi: scuola e territorio insieme per crescere” hanno già aderito importanti partner quali l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Reggio, Federottica, l’associazione di categoria Antlo e la Confesercenti di Reggio. E c’è l’ambizione di estenderlo alle scuole di indirizzo ottico e odontotecnico che vorranno aderire.
    Commenta Mattia: “E’ bello quando si mettono insieme istituzioni, scuola, associazioni e cittadinanza. Ma un’ulteriore bellezza a questo progetto è data dai giovani del Fermi-Boccioni, che così aiuteranno concretamente chi sta in difficoltà, faranno un’esperienza di cittadinanza attiva e rafforzeranno il loro percorso di crescita didattica e professionale”.
    Lino Caserta di Ace ha affermato: “Con questa iniziativa allargheremo l’assistenza che già diamo ad Arghillà col nostro polo sanitario di prossimità. Daremo risposte ai bisogni dei più piccoli, e non lo faremo solo dal punto di vista sanitario, perché così aiuteremo anche il benessere psicologico attraverso un miglioramento estetico e, specialmente in abito ottico, ridurremo deficit che potrebbero creare delle ripercussioni negative in ambito scolastico”.
    Soddisfatta la dirigente del Boccioni-Fermi, Anna Maria Cama: “I nostri ragazzi consolideranno sul campo le competenze didattiche e svilupperanno i valori di cittadinanza attiva mettendosi concretamente a servizio degli altri. Così offriremo sostegno a chi ha bisogno, soprattutto in questi tempi difficili di pandemia, in cui le spese mediche diventano per molti un peso insostenibile. E formeremo i nostri studenti con l’obiettivo di farli diventare bravissimi ottici ed odontotecnici, ma sempre con la capacità di comprendere i bisogni del contesto sociale e con la voglia di spendersi per gli altri. Sarà bello vedere tanti minori leggere senza sforzo e mostrare un bel sorriso”.

  • Catanzaro, giornata internazionale dei “Bambini scomparsi”: campagna informazione Polizia

    Catanzaro, giornata internazionale dei “Bambini scomparsi”: campagna informazione Polizia

    Catanzaro – Il 25 maggio ricorre la “Giornata internazionale dei bambini scomparsi”, occasione per informare e sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sul drammatico fenomeno, diffuso a livello internazionale.
    La scomparsa di minori, sia essa per rapimento, fuga, sottrazione da parte di un genitore o di minori stranieri che si allontanano dai Centri di accoglienza, rappresenta sempre un’evenienza che deve essere gestita con professionalità, senza ritardo e senza tralasciare alcuna “pista” di ricerca.

    Al riguardo, il Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, sulla base dell’esperienza acquisita in anni di attività, ha elaborato le “linee -guida” generali e i Prefetti, in ogni provincia, con il concorso della Forze di Polizia, hanno adottato i piani provinciali di ricerca, adattando le linee generali alle peculiarità di ciascun territorio.

    La “Giornata” che oggi si tiene è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e la Polizia di Stato, da sempre attenta a tutelare le fasce più deboli e, in particolare, i minori, dall’anno 2000 ha aderito al network internazionale dell’ICMEC (International Centre for Missing & Exploited Children), di cui fanno parte 30 Paesi, ed ha attivato il sito italiano della Rete Mondiale per i bambini scomparsi – it.globalmissingkids.org, gestito dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, attraverso il quale, oltre a consigli ed informazioni, vengono fornite notizie sui casi di minori scomparsi.
    Quest’anno, per il 25 maggio la Polizia di Stato ha realizzato un pieghevole informativo, rivolto in particolar modo agli adolescenti, contente informazioni utili relative al fenomeno.

    Questura Cz-alunniIl pieghevole invita a segnalare varie, possibili situazioni di disagio e di necessità, attraverso gli Uffici Minori presenti in tutte le Questure, o utilizzando i numeri di emergenza e pronto intervento 113 e 112 NUE, la linea europea 116000, il numero di emergenza per la violenza sui minori 114.
    Sono, inoltre, indicati l’APP “YouPol”, che consente di comunicare con la Polizia di Stato anche in forma anonima e con la possibilità di inviare anche file multimediali, ed il canale telematico Commissariato di P.S. on line, sportello dedicato alla sicurezza degli utenti del web.
    In occasione della “Giornata internazionale dei bambini scomparsi”, il Questore della provincia di Catanzaro, attraverso il personale della Divisione Anticrimine, presso la quale è istituita la Sezione Minori, specializzata nella materia, ha inteso favorire la diffusione delle informazioni riguardanti il fenomeno dei bambini scomparsi, incontrando le scolaresche e i docenti degli Istituti che, nel corso del corrente anno scolastico, pur con le limitazioni dovute al Covid, hanno avviato progetti sui temi della legalità e/o del disagio giovanile a cui ha partecipato il personale specializzato della Questura.

    bambini scomparsiNella circostanza, ai Dirigenti scolastici dell’Istituto Comprensivo “Patari-Rodari”, dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Bruno Chimirri”, del Liceo “Giovanni De Nobili” di Catanzaro, dell’Istituto Comprensivo “A. Scopelliti” di Girifalco e dell’Istituto Superiore “Guarasci-Calabretta” di Soverato, sono stati consegnati pieghevoli e segnalibro informativi, elaborati dalla Polizia di Stato.
    Nel corso degli incontri, tenutisi in modalità webinar, a causa dell’emergenza pandemica in corso, oltre alla problematica della scomparsa di minori, sono stati affrontati temi quali l’educazione alla legalità, le conseguenze degli abusi di alcool e droghe, i diritti e doveri dei cittadini e dei minori, il contrasto alle disuguaglianze di genere, i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e delle più diffuse organizzazioni criminali, favorendo, con i giovani, proficui momenti di confronto, che hanno anche contribuito ad un’accresciuta conoscenza del ruolo e delle funzioni della Polizia di Stato.
    Agli incontri, tenutisi in diversi plessi scolastici della città e della provincia, hanno preso parte circa 600 giovani delle classi di scuola elementare, media e superiore.