Tag: anniversario

  • Lamezia, tredicesimo anniversario strage ciclisti: Rito officiato da vescovo Parisi in ricordo 8 vittime

    Lamezia, tredicesimo anniversario strage ciclisti: Rito officiato da vescovo Parisi in ricordo 8 vittime

    Sono stati commemorati stamattina a Lamezia Terme, nel corso di una cerimonia celebrata dal vescovo, monsignor Stefano Parisi, nel tredicesimo anniversario della morte, gli otto ciclisti amatoriali deceduti lungo la statale 18, in località “Marinella”, perché investiti da un’automobile condotta dal cittadino marocchino Chafik El Ketani, poi condannato per omicidio colposo plurimo ad otto anni di reclusione. Nel corso della cerimonia sono stati scanditi i nomi delle vittime: Fortunato Bernardi, Giovanni Cannizzaro, Pasquale De Luca, Domenico Palazzo, Rosario Perri, Vinicio Puppin, Francesco Stranges e Domenico Strangis.

    “La preghiera di oggi – ha detto monsignor Parisi – rappresenta un pensiero per questi otto nostri fratelli. Penso alle loro famiglie alle loro lacerazioni, alla comunità lametina, calabrese e nazionale”. Il presule si é poi appellato “al senso di responsabilità di tutti perché venga assicurata una maggiore sicurezza sulle strade, con progetti strutturali che consentano di tutelare anche i ciclisti amatoriali. Auspichiamo, al di là della retorica, che la morte di queste otto persone non sia stata vana”.

    Il sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, ha sottolineato “la lacerazione che la città subì quel giorno del 2010. Anche oggi, dopo 13 anni, siamo qui a ricordare quelle otto persone amanti dello sport che ci guardano dall’alto. L’impegno di tutti noi è di fare in modo che tragedie come queste non accadano più, grazie ad una più incisiva educazione stradale e ad una maggiore attenzione alla sicurezza delle strade”.
    (Ansa)

  • 1° Anniversario per Marvin, la boutique di abbigliamento, calzature e accessori totalmente dedicata all’universo maschile

    1° Anniversario per Marvin, la boutique di abbigliamento, calzature e accessori totalmente dedicata all’universo maschile

    Nata dalla ultra trentennale esperienza dei fratelli Gaetano, è stata infatti inaugurata il 31 Marzo 2022. Durante questi primi 12 mesi, la passione per la moda, l’esperienza e l’attenzione per stile e tendenza di Enzo e Pino Gaetano hanno fatto crescere una boutique che presenta il giusto mix tra innovazione e tradizione, stile urban e sartorialità made in Italy.

    All’interno di Marvin sono presenti i capi di brand come:  Aeronautica Militare, Four Ten, Bob, Jeckerson, Unity, Piquadro, Latorre, Entre Amis, Alea Fashion, Gallo, Suns, Paoloni, Sprayground, Ciesse Piumini, Peuterey, F**K Costumi, Sun68, Ralph Loren, Sundek, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Xacus, Fefé,

    Per ampliare il già vasto panorama, in occasione del 1° anniversario, verrà presentato al pubblico il nuovo corner calzature, che si avvale della presenza di marchi come: Aeronautica Militare, Blauer, Birkenstock, D.A.T.E., Fabi, Guardiani, Havaianas, Just Say Wizz. Marvin è aperto tutti i giorni, Domenica compresa dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 20:00 in viale degli Alimena a Cosenza.

  • Anniversario strage di Capaci, Gratteri: Sta a noi vivi difendere memoria e onore dei morti

    Anniversario strage di Capaci, Gratteri: Sta a noi vivi difendere memoria e onore dei morti

    “Oggi è il giorno della strage di Capaci ma anche il giorno dei ‘gattopardi’, delle persone potenti e importanti che quando Falcone era in vita, lo hanno deriso, calunniato e diffamato e poi sono saliti sui banchi a commemorare Falcone perché purtroppo i morti non possono parlare, non si possono difendere”. Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, a cui verrà conferito un dottorato honoris causa in Marketing e law da Univpm e la cittadinanza onoraria di Ancona dal Comune, in occasione della Giornata della Legalità, parlando agli studenti dell’Università Politecnica delle Marche e a oltre 800 ragazzi video-collegati.

    “Però – ha aggiunto Gratteri – sta a noi vivi difendere memoria e onore dei morti. E’ insopportabile, sono stato testimone oculare, ho visto salire su un palco dopo di me e commemorare Falcone e Borsellino, e in vita ridevano. Vorrei – ha detto ancora agli studenti – che queste manifestazioni antimafia e queste commemorazioni le guardaste con occhio critico, servono soprattutto a quelli che devono lavarsi la coscienza per non aver fatto quello che avrebbero potuto e dovuto fare fare. Noi vivi, se riteniamo di essere onesti, dobbiamo avere coraggio, a costo di dispiacere il manovratore, a costo di dispiacere il potere, di criticare”.

    “Mai come in questo caso – ha detto ancora – il silenzio è complicità: non basta essere onesti, non basta pagare tasse o fare il proprio lavoro, dobbiamo prendere posizione e, in modo democratico, contestare e protestare in modo sistematico senza se e senza ma. Altrimenti non andremo da nessuna parte e faremo solo stanchi riti di commemorazione”.

    Gratteri ha anche ricordato quei momenti: “Del 23 maggio 1992 – ha detto – il mio ricordo è di aver ascoltato alla radio un dramma subito dopo essere uscito dal carcere di Bologna ‘Dozza’, ricordo che quel giorno è stata una cosa traumatica e inaspettata, anche perché Falcone era a Roma, era uscito dalla “prima linea”, anche se a Roma stava facendo cose molto importanti perché contribuiva a fare delle modifiche fondamentali per contrastare le mafia. «Però non ci si aspettava quella strage e con quelle modalità, – ha ammesso Gratteri magistrato in prima linea contro la ndrangheta, a sua volta sotto scorta così come la sua famiglia -, sarebbe stato più facile uccidere Falcone a Roma visto che aveva una scorta meno imponente, meno stringente rispetto a quella che aveva in Sicilia”.

  • 44 anni fa ci lasciava Aldo Moro

    44 anni fa ci lasciava Aldo Moro

    Era il 9 Maggio del 1978. 44 anni fa, in questo giorno, veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, sequestrato e poi brutalmente ucciso dalle Brigate Rosse. Moro fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana, suo rappresentante alla Costituente e leader del movimento. Ricoprì, inoltre, anche il ruolo di Ministro della Giustizia, di Ministro degli Esteri (per quattro volte) e di Presidente del Consiglio dei ministri (5 mandati).

    Tutto ha inizio il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti. La Fiat 130 che trasportava Moro dalla sua abitazione (nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma) alla Camera dei deputati, fu intercettata, all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa, da un commando delle Brigate Rosse. Questi uccisero i cinque uomini della scorta Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.

    Dopo 55 giorni di prigionia in un covo di 3,24 mq, in via Camillo Montalcini 8, le Brigate Rosse decisero di concludere il sequestro uccidendo Moro: lo fecero salire dentro il portabagagli di una Renault 4 rossa (rubata il precedente 2 marzo a un imprenditore, Filippo Bartoli) e, dicendogli di aver intenzione di trasferirlo in un altro luogo, gli ordinarono di coricarsi e coprirsi con una coperta. Dopo che Moro fu coperto, gli spararono dodici proiettili, uccidendolo. Il corpo esanime fu poi ritrovato nella stessa auto, in via Caetani. Luogo non casuale, ma a metà strada tra la sede della Democrazia Cristiana e quella del Partito Comunista Italiano.

    Una triste fine per un uomo che tanto ha dato all’Italia e che non meritava tutto ciò. In memoria di questo tragico omicidio è stato istituito il “Giorno della Memoria”, proprio per ricordare chi, come Aldo Moro, è vittima del terrorismo e delle mafie.

    Giuseppe Notarianni

  • 50esimo anniversario ritrovamento Bronzi di Riace: Istituito Comitato coordinamento interistituzionale

    50esimo anniversario ritrovamento Bronzi di Riace: Istituito Comitato coordinamento interistituzionale

    Catanzaro – Su invito della Regione, nella persona del Vicepresidente Giusi Princi, d’intesa con il Presidente Roberto Occhiuto, si è tenuta presso gli uffici di Presidenza della Cittadella regionale a Catanzaro la riunione con cui si è ufficialmente costituito il Comitato di coordinamento interistituzionale per il 50° anniversario del ritrovamento dei bronzi di Riace.

    Nella data di ieri, si è dunque formalmente insediato il tavolo, di cui fanno parte: la Giunta regionale, il Consiglio regionale, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Comune di Reggio Calabria, il Comune di Riace, il Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, il Segretariato Regionale per la Calabria del Ministero della Cultura, la Direzione regionale Musei della Calabria, UnionCamere, l’Università degli Studi Mediterranea e l’Ufficio Scolastico Regionale. Con tutte le parti presenti, accompagnate dai rispettivi esperti tecnici, ci si è confrontati per iniziare un percorso univoco. Obiettivo: condurre in maniera coordinata un percorso di promozione del territorio attraverso l’occasione del 50° dei bronzi.

    Presenti alla riunione: gli Assessori Giusi Princi e Fausto Orsomarso per la Regione Calabria, il Sindaco f.f. della Città Metropolitana Carmelo Versace, il Sindaco f.f. Paolo Brunetti e l’Assessore Irene Calabrò per il Comune di Reggio Calabria, il Sindaco di Riace Antonio Trifoli, il Direttore generale Salvatore Patamia in qualità di delegato del Ministero della Cultura, il Soprintendente ai beni Archeologici Fabrizio Sudano, il Direttore del MARC Carmelo Malacrino, il Direttore del Polo museale Filippo Demma, Antonino Tramontana per UnionCamere Calabria, il Rettore dell’Università Mediterranea Marcello Zimbone ed il Direttore dell’USR Antonella Iunti.

    Dopo un lungo dibattito, da cui a tratti sono emerse visioni diverse su alcuni aspetti, infine le parti hanno convenuto di confermare la costituzione di un Comitato unitario, guidato dalla Regione, che racchiuda una sola visione strategica degli eventi. Si è convenuto sull’intraprendere armonicamente un percorso fianco a fianco, in nome dei Bronzi e della Calabria tutta.
    Ne nascerà a breve un programma collettivo, unitario, un unico brand con logo condiviso e comunicazione congiunta, che verranno sponsorizzati non solo sul territorio regionale, ma soprattutto al di là dei nostri confini e di quelli italiani, proprio laddove è più necessario far conoscere le bellezze, le risorse e le potenzialità della Calabria.
    Nei prossimi giorni saranno comunicati i dettagli delle altre iniziative che verranno adottate.

  • Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: Il 4 marzo è un anno dalla scomparsa della ginecologa Sara Pedri

    Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: Il 4 marzo è un anno dalla scomparsa della ginecologa Sara Pedri

    “Sara è la nostra vita, la mia vita”. Usa queste parole Mirella Santoni, la mamma di Sara Pedri, la giovane ginecologa che il 4 marzo del 2021 è scomparsa da Cles. Da un anno di lei non si sa più nulla, il suo corpo non è stato ancora ritrovato e le ricerche stanno proseguendo senza sosta nel lago di Santa Giustina.

    Ogni settimana, tempo permettendo, i vigili del fuoco di diversi corpi della Val di Non escono con i gommoni per delle verifiche che, però, fino ad oggi non hanno portato risultati. C’è l’impegno dei corpi di Cles, Tassullo, Taio, Romallo e Revò assieme alle forze dell’ordine. Il periodo importante per le ricerche è quello a partire da metà marzo quando il livello dell’acqua si abbasserà e questo permetterà di fare ricerche più approfondite.
    Ad un anno dalla scomparsa è la madre a parlare con un messaggio intenso pubblicato sui social e riportato dalla sorella di Sara, Emanuela Pedri.

    Queste le parole di Mirella Santoni, madre di Sara
    “Piantare un albero significa amare la vita, amare la natura, amare l’infinito, come hai amato tu, Sara. E anche quando nella nostra vita è scoppiato un uragano di dolore, da questo dolore è nato un seme e poi un albero, poi un altro seme e un albero. Così all’infinito. Ogni creatura è un essere finito che porta dentro di sé il desiderio dell’infinito. Voglio dire che Sara è vita perché è un albero e poi un seme e poi un albero. Sara è la vostra vita, la nostra vita, la mia vita”.

    La vicenda
    Sara Pedri è scomparsa il 4 marzo del 2021 da Cles. Subito dopo la scomparsa della giovane, grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e al tracciamento del cellulare, si era riusciti a rintracciare l’autovettura di Pedri. La Volkswagen T-Roc, era stata trovata parcheggiata in località Mostizzolo, nel comune di Cis al confine con quello di Cles, nelle vicinanze del ponte che sovrasta il torrente Noce. All’interno del veicolo era presente il suo cellulare.
    Da quel momento non si hanno più sue notizie e l’ipotesi è che si sia tolta la vita a causa di una situazione che si era trovata ad affrontare dopo essere andata a lavorare all’ospedale Santa Chiara. Una situazione pesantissima di un luogo di lavoro diventato una sorta di prigione.

    Tra le tante conferme sulla situazione grave che stava vivendo ci sono i messaggi che Sara ha mandato ai suoi famigliari: “Ho paura di non svegliarmi domani mattina. Ho paura di tutto ultimamente” e ancora “Sono stata sopraffatta dal peso della responsabilità e dal terrore di nuocere agli altri”. Nei messaggi che Sara scriveva si può capire il dolore e la disperazione che la giovane ginecologa stava affrontato e l’impegno anche messo dalla sorella Emanuela di starle accanto per sostenerla.
    Ma le conferme di una situazione pesante al lavoro arrivano anche dalla dottoressa Gabriella Marano, psicologa clinica e forense, che ha redatto un’autopsia psicologica su Sara Pedri.

    Ad un anno di distanza i momenti di ricordo per Sara
    Domani, venerdì 4 marzo sarà un anno dalla scomparsa di Sara. Sono diverse le importante iniziative organizzate per ricordare la giovane ginecologa. La prima si terrà nella chiesa di Villanova dove dodici persone si alterneranno per pregare per Sara, dalle 6 della mattina, l’ora dell’uscita di Sara dalla casa di Cles il 4 marzo scorso, alle 18, quando il primo giorno di ricerche fu interrotto.
    A seguire, alle 18.30, nella chiesa della Cava Santa Maria Ausiliatrice, il vescovo Livio Corazza, celebrerà la messa in occasione anche del primo venerdì di Quaresima.
    Domenica 6 marzo, invece, nel parco urbano di Forlì insieme all’associazione Penelope, l’avvocato Nicodemo Gentile e l’assessora del comune Rosaria Tassinari, sarà interrato un albero di Liquidambar (le cui foglie assumono sfumature rosse, un richiamo al colore di capelli della nostra bellissima Sara), ed una targa in memoria di Sara. “Chi si soffermerà su questa targa, dovrà pensare ad una ragazza che ha sempre amato la vita in tutte le sue sfumature e che era entusiasta del suo lavoro” spiegano i famigliari.
    (Fonte: IlDolomiti.it)

    Leggi anche:

    Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla la mamma di Sara Pedri

    Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, trasferito il primario di ostetricia di Trento

    Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, acquisita tutta la documentazione di Sara Pedri

    Parla la sorella della ginecologa scomparsa e lancia pesanti accuse sull’ospedale di Trento

    Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla il fidanzato cosentino della 32enne scomparsa

    Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: l’ex prof di Sara Pedri scrive al ministro Speranza

    Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, arrivano gli ispettori ministeriali all’ospedale di Trento

  • Per il 50esimo anniversario del ritrovamento la Regione stanzia 3 milioni di euro per i Bronzi di Riace

    Per il 50esimo anniversario del ritrovamento la Regione stanzia 3 milioni di euro per i Bronzi di Riace

    Catanzaro – Le importanti celebrazioni programmate dalla Regione Calabria per esaltare il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace potranno contare su grandi risorse: sono 3 i milioni di euro che la Giunta, su impulso del Vicepresidente Giusi Princi, ha stanziato per il programma nazionale e internazionale che interesserà tutto l’anno 2022. Ad annunciarlo con grande soddisfazione è la stessa Princi, alla quale è demandato il coordinamento delle attività di valorizzazione e promozione del grande evento legato ai Bronzi e con essi alla Magna Graecia, segni distintivi della cultura e dell’immagine della Calabria.

    “Stanziate queste cospicue risorse, adesso la Giunta Occhiuto andrà ad attuare un programma molto ambizioso e di ampio respiro, che parte dalle meraviglie territoriali, per essere poi destinato alle vetrine mondiali – spiega il Vicepresidente – È un progetto interdipartimentale che coinvolge più Assessorati: il Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari Opportunità, l’Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale e Mobilità, rappresentato da Fausto Orsomarso, e l’Assessorato allo Sviluppo Economico e Attrattori Culturali, rappresentato da Rosario Varì. Roberto Occhiuto ha sempre chiesto che la Regione funzioni come una grande squadra… l’ambizioso progetto che stiamo realizzando ne è sicuramente un esempio concreto. Ci aspettiamo tutti grandi cose da questa occasione irripetibile”.

    “Ecco perché il Presidente sin dall’inizio ha fortemente sostenuto l’iniziativa. Attorno ai Bronzi – sostiene ancora Giusi Princi – ritengo si stia creando un’occasione di visibilità per la Regione ma al contempo un’occasione di lavoro e di confronto da cui mi aspetto che trovino origine, responsabilmente, sinergie tra Istituzioni utili ad un reale sviluppo della cultura, del turismo e dell’economia calabrese. La Regione è presente, partecipe e proattiva in tal senso, nella consapevolezza del suo ruolo di guida capace di ascoltare le istanze del territorio e di farne sintesi per assurgere a progetti di alto profilo”.

    Prossimamente sarà convocato il Comitato di Coordinamento interistituzionale, istituito con delibera di Giunta regionale lo scorso 20 gennaio, per condividere con i suoi membri le linee programmatiche della Regione e le fasi di lavoro che seguiranno.

  • FOTO-Celebrato il 247° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza

    FOTO-Celebrato il 247° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza

    Con una cerimonia militare a carattere interno, tenutasi presso la caserma “P. Laganà” di Catanzaro – sede del Comando Regionale Calabria della Guardia di Finanza – si è celebrato il 247° anniversario di fondazione del Corpo.

    Il Comandante Regionale Calabria, Generale di Brigata Guido Mario Geremia, e S.E. il Prefetto di Catanzaro, dott.ssa Maria Teresa Cucinotta, hanno deposto una corona d’alloro d’avanti alla “targa commemorativa” dedicata al sacrificio ed alla memoria del Brigadiere mare Pietro Laganà, insignito della Croce di Guerra al Valor Militare, posta nel cortile interno alla Caserma a lui intitolata.
    Successivamente è stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno Speciale del Comandante Generale del Corpo.
    Nel corso della ricorrenza, alla quale hanno partecipato le massime Autorità locali, i Comandanti Provinciali ed i Comandanti dei Reparti insistenti nella provincia di Catanzaro, nonché una rappresentanza del personale, dei delegati dell’Organo di Rappresentanza Militare, delle Sezioni ANFI (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) di Catanzaro e Lamezia Terme, il Generale Geremia – ha rivolto un saluto all’indirizzo dei presenti e ringraziato i finanzieri della Calabria per la professionalità, la competenza e l’alto senso di
    responsabilità dimostrati nell’adempimento del loro dovere, qualità che hanno consentito di ottenere pregevoli risultati nei vari settori strategici di competenza del Corpo e nell’ambito del settore connesso alla emergenza sanitaria in atto.

    A testimonianza dell’impegno profuso dalle Fiamme Gialle della Calabria e dei pregevoli risultati di servizio conseguiti dai Reparti dipendenti, alcune delle Autorità presenti hanno consegnato le ricompense morali a militari che si sono particolarmente distinti in rilevanti operazioni di servizio.
    Al termine della cerimonia, il Capo Assistenza Spirituale, Cappellano MilitareCapo – Don Antonio Pappalardo, ha recitato la “Preghiera del Finanziere”.

  • Messaggio del Presidente Mattarella per il 160/mo anniversario dell’Unità d’Italia

    Messaggio del Presidente Mattarella per il 160/mo anniversario dell’Unità d’Italia

    In occasione del 160esimo anniversario dell’Unità d’Italia, la “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio ha parlato di ” coronamento del sogno risorgimentale ha suggellato l’identità di Nazione, che trae origine dalla nostra storia più antica e dalla nostra cultura. Le generazioni che ci hanno preceduto, superando insieme i momenti più difficili, ci hanno donato un Paese libero, prospero e unito”.
    “Rivolgo un deferente pensiero e l’omaggio di tutto il popolo italiano ai cittadini che hanno contribuito a costruire il nostro Paese. ha aggiunto. “L’Italia, colpita duramente dall’emergenza sanitaria, ha dimostrato ancora una volta spirito di democrazia, di unità e di coesione. Nel distanziamento imposto dalle misure di contenimento della pandemia ci siamo ritrovati più vicini e consapevoli di appartenere a una comunità capace di risollevarsi dalle avversità e di rinnovarsi. La Repubblica, per scelta degli italiani, è la massima espressione dell’Unità nazionale e l’Inno e la Bandiera sono i simboli più cari e riconosciuti della nostra Patria. La celebrazione odierna ci esorta nuovamente a un impegno comune e condiviso, nel quadro del progetto europeo, per edificare un Paese più unito e solido, condizione necessaria per una rinnovata prosperità e uno sviluppo equo e sostenibile”.
    “L’Italia, colpita duramente dall’emergenza sanitaria- ha proseguito Mattarella – ha dimostrato ancora una volta spirito di democrazia, di unità e di coesione. Nel distanziamento imposto dalle misure di contenimento della pandemia ci siamo ritrovati più vicini e consapevoli di appartenere a una comunità capace di risollevarsi dalle avversità e di rinnovarsi”.

  • Crotone, 76° anniversario morte di Giovanni Palatucci: piantumato un ulivo e apposta targa ricordo

    Crotone, 76° anniversario morte di Giovanni Palatucci: piantumato un ulivo e apposta targa ricordo

    Crotone – Cerimonia commemorativa per il 76° anniversario della morte di Giovanni Palatucci, questa mattina,
    nella Chiesa della Beata Vergine di Rosario di Pompei ove Pancrazio Limina (Don Ezio) ha officiato la SS. Messa e ha poi ricordato il Questore di Fiume Italiana, rimarcando il suo operato ai presenti.
    Salvò migliaia di persone
    Nel 1938 in Italia vennero promulgate le leggi razziali, in seguito alle quali iniziò anche nel nostro paese la persecuzione degli ebrei. Giovanni Palatucci, giovane questore reggente di Fiume, in quel momento ancora italiana, aiutò senza sosta e senza risparmiarsi i perseguitati di ogni genere, in primis ebrei,
    In quegli anni riuscì a volte con l’aiuto del Vescovo di Campagna Giuseppe Palatucci a salvare almeno 5000 persone dai rastrellamenti dei nazisti, come comprovato da testimonianze univoche e incontrovertibili, fino a quando venne arrestato il 13 dicembre 1944.
    Deportato nel lager di Dachau, a causa di un’infezione di tifo petecchiale oppure in seguito all’iniezione letale il 10 febbraio 1945 Giovanni Palatucci muore a solo trentasei anni. Esempio di virtù che ancora oggi viene ricordato da Cristiani e Comunità Ebraiche per il suo carattere dedito verso coloro i quali rischiavano la vita e maggiormente in quel periodo verso gli Ebrei.
    Costa: non dimenticare
    Il Referente dell’Associazione ‘G. Palatucci O.D.V’, Vincenzo Costa, leggendo la Preghiera di beatificazione del “Servo di Dio Giovanni Palatucci” ha esortato i fedeli intervenuti a non dimenticare. Inoltre ha sottolineato la collaborazione dei Referenti dell’Ass. G. Palatuci di Cosenza ( A. Cosentino ) e di Catanzaro (Emilio Verrengia).
    Dopo la SS. Messa presso i giardini del Monumento dei Caduti, sito in Piazza Umberto, dono dell’ Associazione G. Palatucci in collaborazione e della Questura nonché del Comune di Crotone si è provveduto a piantumare un albero di Ulivo ed apporre un Targa Ricordo.
    Intervenuti il Vice Prefetto dr. Sergio Mazzia il Questore Dr. Massimo Gambino e il il Vice Questore dr. Paolo Iodice, il cav. Vincenzo Costa, Don Ezio Limina, inoltre presenti molte Autorità Istituzionali ed esponenti delle varie Associazioni d’arma con i rispettivi labari.