Il Comitato ‘La Cura’- attraverso una nota stampa – “esprime grande soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa ‘Curare sul posto’, svoltasi ieri pomeriggio allo Jure Café di San Giovanni in Fiore (Cosenza). È stata un’occasione di confronto partecipato sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare per la riqualificazione degli ospedali di area montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, già depositata nel Consiglio regionale della Calabria. L’incontro – si sottolinea – ha rappresentato un passaggio importante di informazione pubblica e di mobilitazione civile attorno a un progetto di legge dal basso che punta a rimettere al centro il diritto alla salute delle comunità montane, troppo a lungo sacrificate da scelte che hanno prodotto desertificazione sanitaria e spopolamento. Il medico Tullio Laino, estensore della proposta, ha ricordato che le aree montane della Calabria sono state le più penalizzate dai tagli del Piano di rientro avviato nel 2010. Laino ha illustrato nel dettaglio l’impianto della proposta, che prevede l’istituzione di un’unica Azienda ospedaliera per la gestione coordinata dei quattro presidi di zona montana e la loro trasformazione in spoke, con l’attivazione di nuovi reparti fondamentali, tra cui Chirurgia generale, Pediatria e Cardiologia con possibilità di angioplastica. Una scelta organizzativa che mira a garantire servizi essenziali nei territori interni e a superare l’attuale frammentazione”.
Il professor Giuseppe Brisinda, chirurgo del Policlinico universitario Gemelli, “ha fornito un contributo scientifico di spessore, richiamando i dati che certificano il fallimento della rete ospedaliera Hub e Spoke in Calabria. Secondo Brisinda, l’idea che il trasferimento del paziente possa rappresentare una soluzione efficace per la tutela della salute si è nei fatti rivelata inadeguata. I tempi di percorrenza, le condizioni orografiche e la carenza di servizi rendono necessario rafforzare l’assistenza nei territori montani, soprattutto per le urgenze tempo-dipendenti. È intervenuto anche Francesco Sapia, già deputato e già componente della Commissione Sanità della Camera, che ha ripercorso le iniziative portate avanti negli anni per la tutela della sanità nelle aree montane e ha dichiarato apertamente il sostegno dell’associazione Schierarsi alla proposta di legge. L’intellettuale Riccardo Allevato ha ribadito che la soluzione è la cura sul posto, come affermato anche dal docente di Lettere Giovanni Iaquinta, che ha invitato tutte le forze politiche a sottoscrivere la proposta, ponendo fine al lungo abbandono dei territori montani da parte del sistema pubblico. È stato sottolineato che oggi esiste uno strumento concreto di risposta popolare, cioè una legge di iniziativa dei cittadini che indica una direzione chiara e un obiettivo comune, la riqualificazione dei presìdi ospedalieri pubblici nelle aree interne della Calabria. In sala era presente anche il sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, che ha portato il proprio saluto e la vicinanza istituzionale all’iniziativa”.
Il giornalista Emiliano Morrone – prosegue la nota stampa – “ha comunicato che sono già state superate le 1.500 firme raccolte negli altri territori coinvolti. Morrone ha affermato che, senza una mobilitazione generale, anche delle forze politiche, la sanità pubblica nelle aree montane non avrà futuro. Le comunità di montagna, ha detto, non possono essere trattate peggio sulla base di criteri meramente econometrici e ragionieristici. “Questa è l’ultima chiamata per le comunità di montagna”, ha rimarcato. Il Comitato La Cura ringrazia tutti i relatori, i cittadini intervenuti e quanti stanno contribuendo alla raccolta firme. La partecipazione registrata conferma che esiste una domanda forte di giustizia territoriale e di tutela reale del diritto alla salute. La battaglia per curare sul posto è una battaglia di dignità e di futuro per le aree montane della Calabria”.
















