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venerdì, 23 Febbraio, 2024
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Ragazzo di 29 anni morto a Corigliano in attesa dell’ambulanza, scatta l’esposto di ‘Codici’

Roma – Una vicenda che, se confermata, sarebbe di una gravità inaudita. Come sempre accade in questi casi, l’uso del condizionale è d’obbligo per rispetto delle parti in causa e degli inquirenti, ma è altrettanto d’obbligo per un’associazione come Codici (Centro per i Diritti del Cittadino ETS) impegnata da anni contro la malasanità presentare un esposto in Procura per fare luce su quanto successo. Il riferimento è alla morte di un ragazzo di 29 anni al Policlinico di Rossano Calabro. A causa di difficoltà respiratorie, probabilmente dovute ad un’infezione odontoiatrica scaturita da un precedente intervento, il ragazzo si era recato al Pronto Soccorso dell’ospedale civile di Corigliano Calabro, da dove è stato dimesso. A causa di un peggioramento delle sue condizioni, pochi giorni dopo il giovane si è rivolto al nosocomio di Rossano Calabro. I medici avrebbero disposto il trasferimento del paziente all’ospedale Annunziata di Cosenza, che sarebbe però stato bloccato dall’assenza sull’ambulanza di una barella adeguata alla corporatura del ragazzo. Inutile l’attesa di un mezzo idoneo, in quanto il ragazzo è deceduto.

“Una vicenda tragica e, al tempo stesso, drammatica – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, perché a perdere la vita è stato un giovane e perché le cause, se confermate, lasciano senza parole. È chiaro che bisogna verificare cosa è successo nel primo ricovero al Pronto Soccorso e nel successivo in ospedale, anche e soprattutto per quanto riguarda il trasferimento in ambulanza. C’è da capire, inoltre, come è stato effettuato l’intervento odontoiatrico da cui sarebbero sorti i problemi. Le domande che necessitano di una risposta sono tante e ci impegneremo affinché la famiglia del ragazzo conosca la verità dei fatti e, nel caso fossero accertate delle responsabilità, ottenga giustizia”.

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“Quello alla salute – aggiunge Elio Nicoletta, Rappresentante di Codici Crotone – è un diritto che purtroppo in Calabria è spesso calpestato o ignorato. Il quadro della situazione sanitaria nella nostra regione è drammatico. L’ultima conferma è arrivata dal report del Ministero della Salute sui Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza. Nel 2020 sono state riscontrate criticità in tutti i settori monitorati, ovvero area distrettuale, ospedaliera e prevenzione collettiva. Certo, la pandemia ha inferto un colpo durissimo, ma è da tempo che la sanità calabrese fa discutere ed è oggetto di polemiche e di denunce per le sue inefficienze. Non sappiamo se la morte del ragazzo di 29 anni sia l’ennesimo caso di malasanità. Di sicuro è la dimostrazione che bisogna intervenire, con forza e non più con slogan, per tutelare i calabresi garantendo finalmente un sistema sanitario efficace, in grado di fornire un’assistenza adeguata, impedendo anche il fenomeno del pendolarismo per motivi sanitari”.

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