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	<title>Cultura e Società - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Oct 2026 17:16:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nocera Terinese, oggi Teresa Vaccaro compie 100 anni: un secolo di vita, di amore e di memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[100 anni]]></category>
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		<category><![CDATA[Nocera Terinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nocera Terinese (CZ) &#8211; Oggi è un giorno speciale per Teresa Vaccaro, che compie cento anni. Un traguardo straordinario, di quelli che racchiudono un&#8217;intera esistenza e raccontano un secolo di storia, di cambiamenti, di volti amati, di sorrisi custoditi nel cuore e di lacrime che il tempo non sempre riesce ad asciugare. Un secolo vissuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nocera Terinese (CZ) &#8211; Oggi è un giorno speciale per <strong>Teresa Vaccaro</strong>, che compie cento anni. Un traguardo straordinario, di quelli che racchiudono un&#8217;intera esistenza e raccontano un secolo di storia, di cambiamenti, di volti amati, di sorrisi custoditi nel cuore e di lacrime che il tempo non sempre riesce ad asciugare. Un secolo vissuto intensamente, che oggi meriterebbe di essere celebrato con la gioia e il calore che accompagnano le ricorrenze più importanti. Teresa, però, non è soltanto una donna che raggiunge il traguardo dei cento anni. È una nonnina che conserva ancora una qualità preziosa: è lucida, presente e autonoma. La sua mente è ancora capace di accompagnarla nella quotidianità, la sua presenza resta viva e il suo percorso rappresenta una testimonianza di quanto una vita possa essere ricca di esperienze, legami e significati. In lei c&#8217;è una memoria che attraversa generazioni, un patrimonio umano che merita di essere ascoltato, raccolto e tramandato. Nel corso di un secolo, Teresa ha visto cambiare il mondo, ha attraversato stagioni diverse della vita e ha costruito una famiglia numerosa, con undici figli, uno dei quali purtroppo non c&#8217;è più, e tantissimi nipoti e pronipoti. Una famiglia che racconta, meglio di ogni altra parola, la traccia profonda lasciata dal suo cammino.</p>
<p>Dietro un traguardo così importante ci sono anni di impegno, responsabilità, affetti e sacrifici. Ci sono le gioie di una madre, le preoccupazioni di una donna che ha dedicato tanto alla propria famiglia e il dolore di chi, nel corso degli anni, ha dovuto imparare a convivere con assenze difficili da colmare. La vita, del resto, non è fatta soltanto di ricorrenze felici. Teresa lo sa bene. È vedova da quasi un anno e, come se il dolore non avesse già chiesto abbastanza alla sua famiglia, soltanto pochi giorni fa un altro lutto ha colpito i suoi cari. E così il suo centesimo compleanno arriva in un momento in cui la gioia deve fare i conti con il dolore. Quello che avrebbe potuto essere un giorno di festa, con una grande celebrazione, sorrisi e brindisi, sarà vissuto con discrezione e raccoglimento. Niente festeggiamenti, dunque, ma la presenza affettuosa dei familiari, pronti a starle accanto e a condividere con lei, nel modo più intimo e rispettoso, un traguardo così importante. Perché ci sono giorni in cui anche la gioia deve saper attendere. Eppure, nemmeno il dolore può cancellare la bellezza di una vita arrivata a cento anni. Questo compleanno resta un momento speciale, da custodire con delicatezza, senza forzare i tempi del lutto e senza dimenticare l&#8217;immenso valore di ciò che Teresa rappresenta per chi le vuole bene.</p>
<p>Cento anni sono un libro di cui conosciamo soltanto la copertina. Le pagine più belle, quelle più intime, quelle segnate dalle difficoltà e quelle illuminate dalla felicità, sono ancora tutte da ascoltare dalla sua voce. Ci piacerebbe sederci presto accanto a lei, guardarla negli occhi e lasciarci accompagnare nei ricordi di una vita intera: com&#8217;era Nocera Terinese quando era giovane, quali sogni custodiva, quali momenti l&#8217;hanno resa felice, quali prove ha dovuto affrontare e quali persone hanno lasciato un segno indelebile nel suo cuore. Lo faremo quando questo momento difficile sarà passato, con il rispetto che il dolore della famiglia merita. Andremo a trovarla, parleremo con lei e ci faremo raccontare un secolo vissuto in prima persona. Perché ascoltare chi ha raggiunto i cento anni significa anche riscoprire le nostre radici, comprendere quanto sia cambiato il mondo e riconoscere il valore delle piccole cose che, alla fine, danno senso all&#8217;esistenza. E allora arriverà anche il momento di brindare. Non per dimenticare chi non c&#8217;è più, ma per celebrare la vita, gli affetti e la straordinaria storia di una donna che oggi raggiunge un traguardo raro e prezioso.</p>
<p>Per adesso, a Teresa Vaccaro va un augurio che vuole essere soprattutto un abbraccio. Un pensiero rispettoso e sincero, rivolto a lei e a tutta la sua famiglia, perché possano ritrovare, con il tempo, un po&#8217; di serenità. Buon centesimo compleanno, Teresa. Cento anni sono una vita intera, ma anche un&#8217;eredità d&#8217;amore che continua a vivere nei figli, nei nipoti, nei pronipoti e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di condividere con te un tratto di strada. La tua storia merita di essere raccontata. E noi non vediamo l&#8217;ora di ascoltarla, dalla tua voce, davanti a un brindisi che, quando sarà il momento, avrà il sapore speciale della vita celebrata e dell&#8217;affetto che resta.</p>
<p><em>Catia Pulice</em></p>
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		<title>Al Quirinale la consegna delle Stelle al Merito del Lavoro: riconoscimenti a 38 Maestre e Maestri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 07:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lavioro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella prestigiosa cornice del Salone dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale si è svolta la cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, presieduta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla presenza delle più alte cariche istituzionali, tra cui il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, il Presidente della Camera dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella prestigiosa cornice del Salone dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale si è svolta la cerimonia di consegna delle <strong>Stelle al Merito del Lavoro</strong>, presieduta dal Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, alla presenza delle più alte cariche istituzionali, tra cui il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>Marina Calderone</strong>, il Presidente della Camera dei Deputati, <strong>Lorenzo Fontana</strong>, e il Vicepresidente del Senato, <strong>Gian Marco Centinaio</strong>. Per la Federazione Nazionale dei Maestri del Lavoro erano presenti il Presidente Nazionale <strong>Andrea Peressutti</strong> e il Presidente Nazionale Emerito <strong>Elio Giovati</strong>, insieme ai Consoli provinciali e metropolitani provenienti dalle diverse regioni italiane. Nel corso della cerimonia, il Capo dello Stato ha consegnato personalmente <strong>38 onorificenze</strong> ai nuovi Maestri e Maestre del Lavoro, rappresentanti dell’eccellenza professionale italiana. Un appuntamento solenne che ha celebrato non soltanto i meriti individuali, ma anche i valori del lavoro, della competenza, della responsabilità e dell’impegno civile.</p>
<p><strong>La Calabria protagonista al Quirinale- </strong>Particolarmente significativa la partecipazione della delegazione calabrese, che ha visto due nuovi insigniti ricevere direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica la prestigiosa onorificenza. Per il Consolato Provinciale di Crotone è stata insignita la <strong>Maestra del Lavoro Francesca Parise</strong>, impiegata e responsabile presso Romolo Hospital S.r.l., accompagnata dalla Dott.ssa Carmela Sanguedolce, amministratrice unica del centro sanitario. Per il Consolato Metropolitano di Reggio Calabria ha ricevuto il riconoscimento il <strong>Maestro del Lavoro Francesco Sicuro</strong>, direttore della Farmacia Possidonea di Reggio Calabria, accompagnato dal Dott. Domenico Berti, amministratore del gruppo FarmaC’è. La presenza dei due nuovi insigniti ha rappresentato un motivo di particolare orgoglio per la Calabria e per la comunità dei Maestri del Lavoro, testimoniando il valore di professionalità che, attraverso la competenza e la dedizione quotidiana, contribuiscono alla crescita del territorio. Alla cerimonia hanno partecipato i Consoli delle cinque province calabresi: <strong>Giusto Laugelli</strong> per Catanzaro, <strong>Renzo Perri</strong> per Cosenza, <strong>Raffaele Laratta</strong> per Crotone, <strong>Raffaele Di Bella</strong> per Vibo Valentia e <strong>Nicola Morabito</strong> per Reggio Calabria. Quest’ultimo era presente anche nella sua veste di <strong>Console Regionale della Calabria e Vicepresidente Nazionale della Federazione per il Sud e le Isole</strong>, a testimonianza del coordinamento e della partecipazione dell’intera rappresentanza regionale alla vita della Federazione.</p>
<p><strong>Il valore del lavoro nelle parole delle istituzioni- </strong>Nel suo intervento, il Presidente Nazionale dei Maestri del Lavoro, Andrea Peressutti, ha sottolineato il significato profondo dell’onorificenza, evidenziando come la Stella al Merito del Lavoro rappresenti molto più di un riconoscimento individuale: è il simbolo di una comunità di donne e uomini che, attraverso il proprio impegno quotidiano, mantengono viva l’anima produttiva, etica e civile del Paese. Il Ministro Marina Calderone ha rivolto ai decorati parole di gratitudine a nome del Governo, invitandoli a continuare a essere esempi di integrità e impegno: «Maestri del lavoro, maestri di vita». A concludere la cerimonia è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha reso omaggio ai nuovi insigniti, sottolineando come il conferimento della Stella al Merito del Lavoro rappresenti il coronamento di una vita professionale alla quale sono state dedicate competenza, intelligenza, passione e dedizione. Il Capo dello Stato ha richiamato in particolare il legame tra lavoro e democrazia, ricordando il ruolo delle istituzioni democratiche nel promuovere il benessere dell’intera società. Il lavoro, con la sua cultura e la sua etica, è un autentico <strong>«veicolo di democrazia»</strong>, perché genera idee, pluralità, benessere e relazioni, contribuendo alla costruzione di comunità più solide e consapevoli. Il Presidente Mattarella ha inoltre espresso riconoscenza ai Maestri del Lavoro per l’impegno che molti di loro continuano a dedicare al volontariato e alla società civile, ringraziandoli per quanto fanno a favore della collettività.</p>
<p><strong>Un riconoscimento che guarda al futuro- </strong>La cerimonia del Quirinale ha rappresentato un momento di grande valore istituzionale e umano, rinnovando il significato della Stella al Merito del Lavoro quale testimonianza di una vita professionale contraddistinta da capacità, responsabilità e dedizione. Per la Calabria, la partecipazione dei propri rappresentanti e il conferimento delle onorificenze a Francesca Parise e Francesco Sicuro costituiscono un motivo di orgoglio e un’occasione per rafforzare la diffusione della cultura del lavoro, soprattutto tra le giovani generazioni. I Maestri del Lavoro, attraverso la loro esperienza e il loro impegno, continuano infatti a essere testimoni concreti di quei valori che uniscono professionalità, dignità della persona, solidarietà e partecipazione civile.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lamezia, il ricordo di Adelchi Argada: antifascismo, pace e difesa dei diritti come impegno costante*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 16:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 20 ottobre per noi non è solo una data sul calendario, ma una ferita aperta e un monito perenne. In questo giorno ricorre l’anniversario del barbaro assassinio per mano fascista, avvenuto a Lamezia Terme, di Adelchi Argada  un giovane la cui memoria continua a guidare il nostro impegno politico. Ricordare Adelchi oggi non significa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-il-ricordo-di-adelchi-argada-antifascismo-pace-e-difesa-dei-diritti-come-impegno-costante/">Lamezia, il ricordo di Adelchi Argada: antifascismo, pace e difesa dei diritti come impegno costante*</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 ottobre per noi non è solo una data sul calendario, ma una ferita aperta e un monito perenne. In questo giorno ricorre l’anniversario del barbaro assassinio per mano fascista, avvenuto a Lamezia Terme, di Adelchi Argada  un giovane la cui memoria continua a guidare il nostro impegno politico. Ricordare Adelchi oggi non significa cedere alla semplice commemorazione, ma tradurre quel ricordo in azione politica concreta contro le nuove forme che l&#8217;oppressione e la reazione assumono nel presente. Per noi, ricordare chi è caduto sotto i colpi della violenza fascista significa oggi più che mai contrapporsi a quell&#8217;internazionale nera e reazionaria che soffia sul mondo, a partire dagli Stati Uniti di Donald Trump. Una destra che si nutre di barbarie, che usa la violenza ideologica e materiale contro i migranti, che adotta provvedimenti liberticidi e che arriva persino all&#8217;aberrazione di promuovere la visione pubblica delle condanne a morte. Contro questa deriva oscurantista, la nostra speranza e il nostro pieno appoggio vanno alle straordinarie lotte dei giovani che in Italia, in Francia, in Spagna, in Belgio, in Albania e all&#8217;interno degli stessi Stati Uniti si stanno mobilitando e organizzando per sbarrare la strada alle politiche del &#8220;re&#8221; Trump e a ogni forma di neofascismo globale.</p>
<p>La memoria di quel sacrificio si fa oggi imperativo categorico per ribadire il nostro fermo impegno contro la guerra e contro l&#8217;escalation militarista che sta stringendo il mondo in una morsa drammatica. Denunciamo la follia e l&#8217;ipocrisia di una classe dirigente che decide di riproporre persino la leva obbligatoria &#8211; come si sta ventilando in Germania e, come qualcuno vorrebbe fare, anche in Italia &#8211; dimenticando lo spartiacque epocale della storia: c&#8217;è un prima Hiroshima e un dopo Hiroshima. Oggi l&#8217;umanità possiede le conoscenze per edificare un mondo nuovo, ma rischia l&#8217;autodistruzione definitiva a causa degli arsenali nucleari. In questo scenario, la corsa agli armamenti è un crimine sociale. Sosteniamo con forza che le immense risorse pubbliche oggi destinate alle spese militari debbano essere immediatamente dirottate per affrontare le vere emergenze del pianeta. È indispensabile investire nella riconversione ecologica, nelle energie pulite e alternative, e nella messa in sicurezza di territori costantemente devastati da catastrofi climatiche. Al contempo, pretendiamo che questi fondi vengano usati per “blindare” lo stato sociale: per garantire una sanità pubblica totalmente gratuita e universale, e per assicurare un reale diritto allo studio per tutte e tutti. Questo diritto deve essere inalienabile e pienamente accessibile anche per i ragazzi figli di migranti, che questo sistema e queste destre tentano cinicamente di escludere e discriminare. A questa follia bellicista si accompagna, sul piano interno, un attacco senza precedenti ai pilastri della nostra democrazia. Assistiamo infatti a una costante manipolazione della Costituzione e all’approvazuone di leggi elettorali e “riforme” che mirano palesemente ad attuare un disegno autoritario, riducendo drasticamente gli spazi di democrazia, di dissenso e di reale partecipazione popolare.</p>
<p>In questo quadro di smantellamento dei diritti si inserisce il progetto scellerato dell&#8217;autonomia differenziata, che il governo sta portando avanti con le intese con le regioni settentrionali. Si tratta nei fatti di un provvedimento eversivo che spaccherà l&#8217;Italia in due, aumentando a dismisura le diseguaglianze territoriali e istituzionalizzando l&#8217;esistenza di cittadini di serie A e di serie B. Questo disegno mira a dividere il Paese, privando il Meridione e le aree più fragili, anche dello stesdo nord, dei servizi essenziali, della salute e dell&#8217;istruzione, calpestando quel principio di uguaglianza e solidarietà nazionale per cui i nostri partigiani hanno combattuto. Il nostro antifascismo e il nostro  internazionalismo non possono rimanere in silenzio di fronte all&#8217;orrore che si consuma in Medio Oriente. Ribadiamo con forza la nostra totale avversità alla politica genocida del governo di Israele e alla violenza criminale perpetrata quotidianamente nei confronti del popolo palestinese. Esprimiamo la nostra massima solidarietà a chi, a Gaza viene trucidato e a chi in Cisgiordania, subisce ogni giorno minacce, violenze, appropriazioni illegittime di terre e la distruzione delle case dei palestinesi. Essere antifascisti oggi significa opporsi al neo-imperialismo, alla secessione dei ricchi, alla guerra e alla restrizione dei diritti democratici. Per noi l&#8217;antifascismo significa anche combattere ogni forma di violenza nei confronti delle donne e schierarsi apertamente a fianco di tutti i soggetti che rivendicano libertà, autodeterminazione e diritti. Continueremo a stare a fianco di tutti i movimenti che lottano per la trasformazione della società, di chi si batte in difesa della Costituzione nata dalla Resistenza e per dare voce a chi non si arrende all&#8217;ingiustizia.</p>
<p><em>*Luciano Rimini-Rifondazione Comunista</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Michele Grandinetti, da Lamezia Terme agli USA per il riconoscimento internazionale nella vocologia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/michele-grandinetti-da-lamezia-terme-agli-usa-per-il-riconoscimento-internazionale-nella-vocologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 16:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Grandinetti riconoscimento internazionale vocologia lista PAVA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è anche il nome di Michele Grandinetti, originario di Lamezia Terme, nell’elenco internazionale dei PAVA-Recognized Vocologists. È l’unico professionista associato all’Italia nella lista ufficiale della Pan American Vocology Association, un riconoscimento che valorizza competenze ed esperienze nel campo della vocologia, disciplina interdisciplinare dedicata allo studio della voce e delle sue potenzialità. Il percorso per ottenere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="x1ghz6dp x1717udv x1wty727 x1pd3egz x4gjf66 x1kw3rcc x104jwf5 x1lziwak x15472z4 x1qlqyl8 x15bjb6t x1lliihq x14rh7hd" data-d-component="text"><span data-d-streaming-word="">C’è</span> <span data-d-streaming-word="">anche</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">nome</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">Michele</span> <span data-d-streaming-word="">Grandinetti,</span> <span data-d-streaming-word="">originario</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">Lamezia</span> <span data-d-streaming-word="">Terme,</span> <span data-d-streaming-word="">nell’elenco</span> <span data-d-streaming-word="">internazionale</span> <span data-d-streaming-word="">dei</span> <span data-d-streaming-word="">PAVA-Recognized</span> <span data-d-streaming-word="">Vocologists.</span> <span data-d-streaming-word="">È</span> <span data-d-streaming-word="">l’unico</span> <span data-d-streaming-word="">professionista</span> <span data-d-streaming-word="">associato</span> <span data-d-streaming-word="">all’Italia</span> <span data-d-streaming-word="">nella</span> <span data-d-streaming-word="">lista</span> <span data-d-streaming-word="">ufficiale</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">Pan</span> <span data-d-streaming-word="">American</span> <span data-d-streaming-word="">Vocology</span> <span data-d-streaming-word="">Association,</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">riconoscimento</span> <span data-d-streaming-word="">che</span> <span data-d-streaming-word="">valorizza</span> <span data-d-streaming-word="">competenze</span> <span data-d-streaming-word="">ed</span> <span data-d-streaming-word="">esperienze</span> <span data-d-streaming-word="">nel</span> <span data-d-streaming-word="">campo</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">vocologia,</span> <span data-d-streaming-word="">disciplina</span> <span data-d-streaming-word="">interdisciplinare</span> <span data-d-streaming-word="">dedicata</span> <span data-d-streaming-word="">allo</span> <span data-d-streaming-word="">studio</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">voce</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">delle</span> <span data-d-streaming-word="">sue</span> <span data-d-streaming-word="">potenzialità. </span><span data-d-streaming-word="">Il</span> <span data-d-streaming-word="">percorso</span> <span data-d-streaming-word="">per</span> <span data-d-streaming-word="">ottenere</span> <span data-d-streaming-word="">la</span> <span data-d-streaming-word="">qualifica</span> <span data-d-streaming-word="">PAVA-RV</span> <span data-d-streaming-word="">prevede</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">superamento</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">esame</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">la</span> <span data-d-streaming-word="">presentazione</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">portfolio</span> <span data-d-streaming-word="">professionale,</span> <span data-d-streaming-word="">attraverso</span> <span data-d-streaming-word="">cui</span> <span data-d-streaming-word="">vengono</span> <span data-d-streaming-word="">valutate</span> <span data-d-streaming-word="">le</span> <span data-d-streaming-word="">conoscenze</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">le</span> <span data-d-streaming-word="">esperienze</span> <span data-d-streaming-word="">maturate</span> <span data-d-streaming-word="">nei</span> <span data-d-streaming-word="">diversi</span> <span data-d-streaming-word="">ambiti</span> <span data-d-streaming-word="">legati</span> <span data-d-streaming-word="">allo</span> <span data-d-streaming-word="">studio</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">allo</span> <span data-d-streaming-word="">sviluppo</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">voce.</span></p>
<p class="x1ghz6dp x1717udv x1wty727 x1pd3egz x4gjf66 x1wwbdsi x86bw1a x1lziwak x15472z4 x1qlqyl8 x15bjb6t x1lliihq x14rh7hd" data-d-component="text"><span data-d-streaming-word="">Per</span> <span data-d-streaming-word="">Grandinetti,</span> <span data-d-streaming-word="">questo</span> <span data-d-streaming-word="">traguardo</span> <span data-d-streaming-word="">rappresenta</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">punto</span> <span data-d-streaming-word="">d’incontro</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">percorso</span> <span data-d-streaming-word="">professionale</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">formativo</span> <span data-d-streaming-word="">sviluppato</span> <span data-d-streaming-word="">tra</span> <span data-d-streaming-word="">Italia</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">Stati</span> <span data-d-streaming-word="">Uniti,</span> <span data-d-streaming-word="">arricchito</span> <span data-d-streaming-word="">anche</span> <span data-d-streaming-word="">da</span> <span data-d-streaming-word="">esperienze</span> <span data-d-streaming-word="">artistiche</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">Asia. </span><span data-d-streaming-word="">Diplomato</span> <span class="xt0psk2 x1ghz6dp x1717udv x1wty727 x1pd3egz x4gjf66 x15eiy0f x1lziwak x15472z4 x1qlqyl8 x15bjb6t x14rh7hd x1k4tb9n xdj266r" data-d-component="text" data-d-inline=""><span data-d-streaming-word="">magna</span> <span data-d-streaming-word="">cum</span> <span data-d-streaming-word="">laude</span></span> <span data-d-streaming-word="">al</span> <span data-d-streaming-word="">Berklee</span> <span data-d-streaming-word="">College</span> <span data-d-streaming-word="">of</span> <span data-d-streaming-word="">Music</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">Boston</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">specializzato</span> <span data-d-streaming-word="">presso</span> <span data-d-streaming-word="">lo</span> <span data-d-streaming-word="">Utah</span> <span data-d-streaming-word="">Center</span> <span data-d-streaming-word="">for</span> <span data-d-streaming-word="">Vocology,</span> <span data-d-streaming-word="">Grandinetti</span> <span data-d-streaming-word="">ha</span> <span data-d-streaming-word="">costruito</span> <span data-d-streaming-word="">la</span> <span data-d-streaming-word="">propria</span> <span data-d-streaming-word="">carriera</span> <span data-d-streaming-word="">tra</span> <span data-d-streaming-word="">insegnamento</span> <span data-d-streaming-word="">del</span> <span data-d-streaming-word="">canto,</span> <span data-d-streaming-word="">vocal</span> <span data-d-streaming-word="">coaching</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">approfondimento</span> <span data-d-streaming-word="">scientifico</span> <span data-d-streaming-word="">dei</span> <span data-d-streaming-word="">meccanismi</span> <span data-d-streaming-word="">vocali.</span> <span data-d-streaming-word="">Un</span> <span data-d-streaming-word="">approccio</span> <span data-d-streaming-word="">che</span> <span data-d-streaming-word="">mette</span> <span data-d-streaming-word="">al</span> <span data-d-streaming-word="">centro</span> <span data-d-streaming-word="">la</span> <span data-d-streaming-word="">consapevolezza</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">la</span> <span data-d-streaming-word="">conoscenza</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">voce</span> <span data-d-streaming-word="">come</span> <span data-d-streaming-word="">strumenti</span> <span data-d-streaming-word="">fondamentali</span> <span data-d-streaming-word="">nella</span> <span data-d-streaming-word="">formazione. </span><span data-d-streaming-word="">In</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">racconto</span> <span data-d-streaming-word="">condiviso</span> <span data-d-streaming-word="">da</span> <span data-d-streaming-word="">Salt</span> <span data-d-streaming-word="">Lake</span> <span data-d-streaming-word="">City,</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">professionista</span> <span data-d-streaming-word="">ripercorre</span> <span data-d-streaming-word="">le</span> <span data-d-streaming-word="">tappe</span> <span data-d-streaming-word="">più</span> <span data-d-streaming-word="">significative</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">propria</span> <span data-d-streaming-word="">esperienza:</span> <span data-d-streaming-word="">dagli</span> <span data-d-streaming-word="">studi</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">comunicazione</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">Italia</span> <span data-d-streaming-word="">alla</span> <span data-d-streaming-word="">formazione</span> <span data-d-streaming-word="">musicale</span> <span data-d-streaming-word="">a</span> <span data-d-streaming-word="">Boston,</span> <span data-d-streaming-word="">passando</span> <span data-d-streaming-word="">per</span> <span data-d-streaming-word="">l’attività</span> <span data-d-streaming-word="">da</span> <span data-d-streaming-word="">performer</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">Thailandia</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">su</span> <span data-d-streaming-word="">YouTube,</span> <span data-d-streaming-word="">fino</span> <span data-d-streaming-word="">alla</span> <span data-d-streaming-word="">specializzazione</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">vocologia</span> <span data-d-streaming-word="">negli</span> <span data-d-streaming-word="">Stati</span> <span data-d-streaming-word="">Uniti. </span><span data-d-streaming-word="">Un</span> <span data-d-streaming-word="">itinerario</span> <span data-d-streaming-word="">articolato,</span> <span data-d-streaming-word="">nel</span> <span data-d-streaming-word="">quale</span> <span data-d-streaming-word="">esperienze</span> <span data-d-streaming-word="">artistiche,</span> <span data-d-streaming-word="">studio</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">ricerca</span> <span data-d-streaming-word="">si</span> <span data-d-streaming-word="">sono</span> <span data-d-streaming-word="">intrecciati,</span> <span data-d-streaming-word="">contribuendo</span> <span data-d-streaming-word="">a</span> <span data-d-streaming-word="">definire</span> <span data-d-streaming-word="">la</span> <span data-d-streaming-word="">sua</span> <span data-d-streaming-word="">identità</span> <span data-d-streaming-word="">professionale.</span></p>
<p class="x1ghz6dp x1717udv x1wty727 x1pd3egz x4gjf66 x1wwbdsi x86bw1a x1lziwak x15472z4 x1qlqyl8 x15bjb6t x1lliihq x14rh7hd" data-d-component="text"><span data-d-streaming-word="">«Ricevere</span> <span data-d-streaming-word="">questo</span> <span data-d-streaming-word="">riconoscimento</span> <span data-d-streaming-word="">ha</span> <span data-d-streaming-word="">per</span> <span data-d-streaming-word="">me</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">significato</span> <span data-d-streaming-word="">davvero</span> <span data-d-streaming-word="">speciale»,</span> <span data-d-streaming-word="">racconta</span> <span data-d-streaming-word="">Grandinetti.</span> <span data-d-streaming-word="">«È</span> <span data-d-streaming-word="">come</span> <span data-d-streaming-word="">se</span> <span data-d-streaming-word="">tutte</span> <span data-d-streaming-word="">le</span> <span data-d-streaming-word="">esperienze</span> <span data-d-streaming-word="">vissute</span> <span data-d-streaming-word="">fino</span> <span data-d-streaming-word="">a</span> <span data-d-streaming-word="">oggi,</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">ambito</span> <span data-d-streaming-word="">artistico,</span> <span data-d-streaming-word="">musicale</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">accademico,</span> <span data-d-streaming-word="">avessero</span> <span data-d-streaming-word="">trovato</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">punto</span> <span data-d-streaming-word="">d’incontro». </span><span data-d-streaming-word="">Alla</span> <span data-d-streaming-word="">soddisfazione</span> <span data-d-streaming-word="">per</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">risultato</span> <span data-d-streaming-word="">si</span> <span data-d-streaming-word="">accompagna</span> <span data-d-streaming-word="">la</span> <span data-d-streaming-word="">consapevolezza</span> <span data-d-streaming-word="">delle</span> <span data-d-streaming-word="">responsabilità</span> <span data-d-streaming-word="">che</span> <span data-d-streaming-word="">derivano</span> <span data-d-streaming-word="">dall’ingresso</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">una</span> <span data-d-streaming-word="">comunità</span> <span data-d-streaming-word="">internazionale</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">specialisti,</span> <span data-d-streaming-word="">molti</span> <span data-d-streaming-word="">dei</span> <span data-d-streaming-word="">quali</span> <span data-d-streaming-word="">conosciuti</span> <span data-d-streaming-word="">inizialmente</span> <span data-d-streaming-word="">attraverso</span> <span data-d-streaming-word="">i</span> <span data-d-streaming-word="">libri</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">percorso</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">studio. </span><span data-d-streaming-word="">Tra</span> <span data-d-streaming-word="">i</span> <span data-d-streaming-word="">momenti</span> <span data-d-streaming-word="">più</span> <span data-d-streaming-word="">significativi,</span> <span data-d-streaming-word="">Grandinetti</span> <span data-d-streaming-word="">ricorda</span> <span data-d-streaming-word="">gli</span> <span data-d-streaming-word="">incontri</span> <span data-d-streaming-word="">a</span> <span data-d-streaming-word="">Salt</span> <span data-d-streaming-word="">Lake</span> <span data-d-streaming-word="">City,</span> <span data-d-streaming-word="">occasione</span> <span data-d-streaming-word="">per</span> <span data-d-streaming-word="">ritrovare</span> <span data-d-streaming-word="">i</span> <span data-d-streaming-word="">colleghi</span> <span data-d-streaming-word="">del</span> <span data-d-streaming-word="">Summer</span> <span data-d-streaming-word="">Vocology</span> <span data-d-streaming-word="">Institute</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">confrontarsi</span> <span data-d-streaming-word="">con</span> <span data-d-streaming-word="">altri</span> <span data-d-streaming-word="">professionisti</span> <span data-d-streaming-word="">impegnati</span> <span data-d-streaming-word="">nello</span> <span data-d-streaming-word="">studio</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">voce. </span><span data-d-streaming-word="">Il</span> <span data-d-streaming-word="">riconoscimento</span> <span data-d-streaming-word="">assume</span> <span data-d-streaming-word="">così</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">significato</span> <span data-d-streaming-word="">che</span> <span data-d-streaming-word="">va</span> <span data-d-streaming-word="">oltre</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">traguardo</span> <span data-d-streaming-word="">personale:</span> <span data-d-streaming-word="">il</span> <span data-d-streaming-word="">nome</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">Lamezia</span> <span data-d-streaming-word="">Terme</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">della</span> <span data-d-streaming-word="">Calabria</span> <span data-d-streaming-word="">entra</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">una</span> <span data-d-streaming-word="">rete</span> <span data-d-streaming-word="">internazionale</span> <span data-d-streaming-word="">che</span> <span data-d-streaming-word="">mette</span> <span data-d-streaming-word="">in</span> <span data-d-streaming-word="">dialogo</span> <span data-d-streaming-word="">pratica</span> <span data-d-streaming-word="">artistica,</span> <span data-d-streaming-word="">insegnamento</span> <span data-d-streaming-word="">e</span> <span data-d-streaming-word="">ricerca</span> <span data-d-streaming-word="">scientifica</span> <span data-d-streaming-word="">sulla</span> <span data-d-streaming-word="">voce. </span><span data-d-streaming-word="">«Porto</span> <span data-d-streaming-word="">a</span> <span data-d-streaming-word="">casa</span> <span data-d-streaming-word="">tanta</span> <span data-d-streaming-word="">gratitudine,</span> <span data-d-streaming-word="">un</span> <span data-d-streaming-word="">po’</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">incredulità</span> <span data-d-streaming-word="">e,</span> <span data-d-streaming-word="">soprattutto,</span> <span data-d-streaming-word="">ancora</span> <span data-d-streaming-word="">più</span> <span data-d-streaming-word="">voglia</span> <span data-d-streaming-word="">di</span> <span data-d-streaming-word="">continuare</span> <span data-d-streaming-word="">a</span> <span data-d-streaming-word="">imparare»,</span> <span data-d-streaming-word="">conclude</span> <span data-d-streaming-word="">Grandinetti.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/michele-grandinetti-da-lamezia-terme-agli-usa-per-il-riconoscimento-internazionale-nella-vocologia/">Michele Grandinetti, da Lamezia Terme agli USA per il riconoscimento internazionale nella vocologia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Il Prestigioso &#8220;Premio America Giovani per il talento universitario&#8221; alla catanzarese Francesca Chiara Mensica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-prestigioso-premio-america-giovani-per-il-talento-universitario-alla-catanzarese-francesca-chiara-mensica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 16:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA["Premio America Giovani talento universitario"]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzarese]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Chiara Mensica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ogni anno sono stati assegnati &#8216;I Premi America Giovani per il talento universitario&#8217;, riconoscimenti promossi dalla Fondazione Italia-Usa per valorizzare mille neo-laureati meritevoli delle università italiane. Tra i premiati anche la giovane catanzarese Francesca Chiara Mensica, insignita oggi del premio nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Camera dei deputati. Oltre alla pergamena [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno sono stati assegnati &#8216;I Premi America Giovani per il talento universitario&#8217;, riconoscimenti promossi dalla Fondazione Italia-Usa per valorizzare mille neo-laureati meritevoli delle università italiane. Tra i premiati anche la giovane catanzarese <strong>Francesca Chiara Mensica, </strong>insignita oggi del premio nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Camera dei deputati. Oltre alla pergamena di merito ha ottenuto una borsa di studio a copertura totale per accedere al Master della Fondazione in &#8220;Leadership per le relazioni internazionali e il Made in Italy&#8221;.</p>
<p>Obiettivo dei riconoscimenti è quello di s<span class="iNqyIf" data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-epip="" data-complete="true">ostenere i giovani talenti nel loro ingresso nel lavoro globale e nelle sfide internazionali.</span> <span class="iNqyIf" data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-epip="" data-complete="true">Non esistono autocandidature. I vincitori, infatti, sono scelti direttamente dalla Fondazione tramite le banche dati universitarie in base a criteri di eccellenza (voto di laurea, media, età di conseguimento del titolo ed esperienze all&#8217;estero).</span></p>
<div class="" data-bfc="" data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-epip="" data-ved="2ahUKEwi225rc0aiXAxUzxgIHHclpIs4Qi4wTegoIAggACAAIEhAL" data-hveid="CAIIAAgACBIQCw" data-complete="true">
<p>Francesca Chiara Mensica ha coronato il suo percorso accademico conseguendo la Laurea Magistrale in Giurisprudenza con la votazione di 110 Lode e Menzione Speciale presso l&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro. Senza concedersi pause, ha immediatamente tradotto il suo impegno sul campo, avviando subito la pratica forense in due studi legali specializzati nel settore penale e amministrativo, e intraprendendo al contempo il tirocinio ex articolo 73 presso un giudice del Tribunale di Catanzaro.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vibo, le testimonianze dei trapiantati e dei familiari dei donatori al centro della &#8216;Giornata degli Angeli&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-le-testimonianze-dei-trapiantati-e-dei-familiari-dei-donatori-al-centro-della-giornata-degli-angeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 16:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[donatori]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata degli angeli]]></category>
		<category><![CDATA[trapiantati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=403684</guid>

					<description><![CDATA[<p>La &#8220;Giornata degli Angeli&#8221;, celebrata il 2 ottobre alla Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, ha riunito famiglie, istituzioni, medici, studenti e associazioni in una mattinata di profonda emozione, dedicata alla memoria e alla cultura della donazione.Promossa e organizzata dall&#8217;Associazione Il Dono – Volontariato Regionale Trapiantati Epatici, presieduta da Alfonso Toscano, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La &#8220;Giornata degli Angeli&#8221;, celebrata il 2 ottobre alla Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, ha riunito famiglie, istituzioni, medici, studenti e associazioni in una mattinata di profonda emozione, dedicata alla memoria e alla cultura della donazione.Promossa e organizzata dall&#8217;Associazione Il Dono – Volontariato Regionale Trapiantati Epatici, presieduta da Alfonso Toscano, la giornata ha ricordato Andrea, Federica, Tania, Anita, Filippo, Letizia, Michelangelo, Giuseppe, Fortunato, Corrado e Salvatore. Dietro ogni nome una storia, una famiglia, affetti e passioni che continuano a vivere nel ricordo e nella nuova possibilità di vita offerta a chi ha ricevuto il loro dono. Nell&#8217;auditorium gli allievi agenti della Polizia di Stato hanno seguito l&#8217;incontro accanto agli studenti dell&#8217;Istituto Comprensivo Garibaldi Buccarello di Vibo Valentia, dell&#8217;Istituto Alberghiero di Vibo Valentia e dell&#8217;Istituto Piria di Rosarno. Insieme a loro, le famiglie dei donatori, le autorità del territorio e numerose realtà associative.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad aprire la giornata sono stati i saluti del direttore della Scuola, Pasquale Ciocca, del questore Rodolfo Ruperti e del prefetto Anna Aurora Colosimo. Hanno portato il proprio saluto anche Demetrio Marino, direttore del Centro Regionale Trapianti, e la dottoressa Erica La Vecchia, comandante della Polizia Stradale di Vibo Valentia, intervenuta inoltre nel corso dell&#8217;incontro. Presenti il sindaco di Vibo Valentia, Vincenzo Romeo, numerosi sindaci del Vibonese, il generale Pellegrino dell&#8217;Arma dei Carabinieri di Catanzaro e il colonnello Andrea Moriicca del Comando Esercito Calabria di Catanzaro. Una partecipazione istituzionale che ha accompagnato quella delle scuole e delle associazioni, intorno alle famiglie e al messaggio della giornata. A coordinare i lavori è stata Mariangela Preta, presidente del Rotary Club Vibo Valentia, che ha raccordato testimonianze, approfondimenti medici e momenti artistici. L&#8217;incontro è stato reso accessibile anche attraverso la presenza di Chiara Grillo, interprete LIS dell&#8217;ENS – sezione di Vibo Valentia, che ha accompagnato i lavori nella Lingua dei Segni Italiana. Gli interventi sono stati aperti dal dottor Antonio Loiacono. Sono seguiti i contributi delle dottoresse Elisabetta Macrina e Anna Maria Grande, particolarmente coinvolgenti per la capacità di unire chiarezza, competenza e sensibilità. Le loro parole hanno aiutato i presenti a comprendere il percorso della donazione e del trapianto, mantenendo al centro le persone e il significato di una scelta consapevole.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il cuore della mattinata sono state le famiglie degli angeli ricordati. Le testimonianze hanno raccontato il dolore della perdita, l&#8217;amore per i figli e la generosità di una decisione capace di offrire ad altri una nuova possibilità di vita. Tra i momenti più intensi, la lettura delle lettere scritte dai genitori ai figli donatori, affidata alla voce di Annalisa Insardà. Parole intime, ricordi e pensieri carichi d&#8217;affetto hanno attraversato la sala, ascoltati con raccoglimento dagli allievi agenti, dagli studenti e da tutti i presenti. Tutta la sala si è alzata in piedi per accogliere Carol, quindici anni, che convive con una grave disabilità e chiede di poter frequentare la scuola con l&#8217;assistenza necessaria. Un momento di forte emozione e vicinanza alla sua famiglia. Tra i presenti anche il dottor Giuseppe Ferreri, il medico che si occupò dell&#8217;espianto degli organi di Nicholas Green. Pur senza intervenire, la sua presenza ha richiamato una vicenda divenuta simbolo della donazione degli organi in Italia.</p>
<p style="font-weight: 400;">La musica ha accompagnato con intensità il ricordo dei giovani donatori. Il contributo del Conservatorio di Musica &#8220;Fausto Torrefranca&#8221; di Vibo Valentia e l&#8217;esibizione al pianoforte del maestro Giosuè De Vincenti, insegnante di Andrea, hanno offerto un ulteriore momento di partecipazione emotiva. I brani legati alla giovane donatrice hanno affidato alla musica ricordi e sentimenti condivisi dalla sala. A concludere l&#8217;incontro è stato l&#8217;omaggio di danza dell&#8217;ASD Sismo di Lamezia, un saluto delicato che ha accompagnato l&#8217;ultimo momento della mattinata. Alfonso Toscano, presidente dell&#8217;Associazione Il Dono e organizzatore dell&#8217;evento, ha riunito intorno alle famiglie una rete di istituzioni, professionisti, scuole e associazioni. Nel corso della giornata ha presentato &#8220;Calabria, Terra d&#8217;Amuri&#8221;, la campagna regionale che porterà il tema della donazione nelle scuole, nelle università, nei Comuni, nelle parrocchie, negli ospedali e nelle comunità. «Questa giornata nasce per custodire il ricordo dei nostri angeli e per far sentire alle loro famiglie che non sono sole – ha dichiarato Toscano –. Le loro parole ci hanno emozionato e ci hanno ricordato il significato più profondo del dono. La presenza di tanti giovani, così attenti e partecipi, ci incoraggia a proseguire. Con &#8220;Calabria, Terra d&#8217;Amuri&#8221; vogliamo portare queste storie in tutta la regione, offrendo occasioni di conoscenza e di confronto perché ciascuno possa compiere una scelta libera e consapevole».</p>
<p style="font-weight: 400;">La campagna rivolgerà attenzione anche agli uffici anagrafe, dove è possibile esprimere la propria volontà sulla donazione in occasione del rilascio o del rinnovo della Carta d&#8217;Identità Elettronica. È previsto inoltre &#8220;U Comuni du Cora Chiù Randa ca Duna&#8221;, un riconoscimento dedicato ai Comuni che si distingueranno per l&#8217;impegno nella sensibilizzazione e per la partecipazione delle loro comunità. Della &#8220;Giornata degli Angeli&#8221; restano le lettere ascoltate, gli sguardi delle famiglie, l&#8217;attenzione dei giovani e l&#8217;abbraccio collettivo riservato a Carol. Momenti diversi, uniti dalla stessa disponibilità ad ascoltare e a riconoscere nel bisogno dell&#8217;altro una responsabilità condivisa.</p>
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		<title>Lettera a calabrianews: &#8220;Difendere la scuola di &#8216;Pratora&#8217; a Tiriolo significa difendere il futuro del territorio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:28:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: Ci sono scuole che sono molto più di un edificio. Sono un presidio educativo, un luogo di incontro, un punto di riferimento per le famiglie e, soprattutto nei piccoli centri, uno dei segni più concreti della vitalità di un territorio. La scuola “Nicolas Green” di Pratora, nel Comune di Tiriolo, è una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo:</strong> Ci sono scuole che sono molto più di un edificio. Sono un presidio educativo, un luogo di incontro, un punto di riferimento per le famiglie e, soprattutto nei piccoli centri, uno dei segni più concreti della vitalità di un territorio. La scuola “Nicolas Green” di Pratora, nel Comune di Tiriolo, è una di queste. Per anni ha rappresentato un riferimento importante per le famiglie della zona e, proprio recentemente, è stata oggetto di interventi di ristrutturazione e riqualificazione che hanno restituito alla comunità una scuola rinnovata, più accogliente e adeguata alle esigenze dei bambini. Un investimento che aveva assunto anche un valore simbolico: quello di credere nel futuro di Pratora e nella possibilità che un territorio possa continuare a crescere mantenendo vivi i propri servizi essenziali. Per questo il nuovo anno scolastico avrebbe dovuto essere vissuto come un momento di soddisfazione e di ripartenza. Invece, a pochissimi giorni dall&#8217;inizio delle lezioni, le famiglie hanno appreso dalla stampa che la scuola sarebbe stata organizzata in sole due pluriclassi: una composta dagli alunni di prima, seconda e terza e una da quelli di quarta e quinta. La notizia ha generato immediatamente grande preoccupazione. I genitori non hanno contestato in assoluto il modello della pluriclasse, realtà presente in molti piccoli centri e, in alcuni casi, inevitabile. Hanno però chiesto che la situazione specifica di Pratora venisse valutata nella sua complessità, considerando non soltanto il numero degli alunni, le diverse età, i programmi scolastici e le differenti esigenze formative dei bambini, ma anche le difficoltà logistiche e i problemi di viabilità che da anni interessano la zona e che rendono meno agevoli gli spostamenti verso altri plessi scolastici.</p>
<p>La richiesta principale avanzata dalle famiglie è stata quella di poter garantire almeno tre gruppi classe, evitando di riunire nella stessa pluriclasse prima, seconda e terza. Non si trattava di una richiesta astratta. Nella stessa aula avrebbero infatti dovuto convivere bambini che stavano iniziando il proprio percorso nella scuola primaria, imparando a leggere, scrivere e acquisire le prime competenze di base, insieme ad alunni già impegnati in programmi più articolati e in una fase diversa del percorso scolastico. Le famiglie hanno quindi espresso il timore che una simile organizzazione potesse rendere più complessa la gestione didattica e, soprattutto, potesse indurre alcuni genitori a cercare altrove una soluzione ritenuta più stabile per i propri figli. Ma le criticità non riguardavano soltanto i più piccoli. Anche la situazione di quarta e quinta meritava, secondo le famiglie, particolare attenzione. Complessivamente i due gruppi contavano 19 alunni, tra i quali tre bambini stranieri, di cui una bambina appena arrivata, e un alunno con insegnante di sostegno dedicata. Per questo era stata chiesta una valutazione complessiva dell&#8217;organizzazione scolastica e, qualora non fosse stato possibile accogliere la richiesta dei tre gruppi classe, almeno la possibilità di rafforzare l&#8217;organico con un&#8217;ulteriore docente, così da garantire una migliore gestione delle attività didattiche, in particolare nelle discipline fondamentali. Non si chiedevano privilegi. Si chiedeva di tutelare la qualità dell&#8217;offerta formativa e di evitare che una scelta organizzativa potesse avere conseguenze difficili da recuperare nel tempo.</p>
<p>Le famiglie hanno quindi cercato il dialogo istituzionale. Sono state inviate comunicazioni formali, è stata interessata la Prefettura di Catanzaro e sono seguiti solleciti. Sono state inoltre avviate interlocuzioni con l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale, rappresentando le criticità e proponendo possibili soluzioni. La speranza era che, prima che la situazione diventasse definitiva, fosse ancora possibile individuare una soluzione capace di conciliare le esigenze organizzative con quelle didattiche e con la tutela del futuro della scuola. Nel frattempo, però, l&#8217;anno scolastico è iniziato. E oggi sta cominciando a verificarsi proprio ciò che le famiglie avevano temuto e segnalato fin dall&#8217;inizio. Alcuni bambini si sono già trasferiti in altri istituti. Altre famiglie stanno valutando di fare la stessa scelta. Quello che all&#8217;inizio era stato rappresentato come un rischio non è dunque più soltanto un&#8217;ipotesi. Ed è forse questo l&#8217;aspetto più doloroso dell&#8217;intera vicenda. Mentre da una parte il territorio ha investito per ristrutturare e valorizzare la propria scuola, dall&#8217;altra si rischia adesso di assistere al suo progressivo impoverimento in termini di alunni. Una scuola appena rinnovata rischia di perdere i bambini per i quali è stata rinnovata. E quando un bambino lascia una scuola non cambia soltanto un numero in un registro. Si separano compagni che sono cresciuti insieme, una famiglia modifica la propria organizzazione quotidiana, un legame con il territorio si indebolisce. Soprattutto, ogni trasferimento può innescare un meccanismo difficile da fermare. Meno alunni possono significare maggiori difficoltà organizzative e queste, a loro volta, possono convincere altre famiglie ad andare via. È esattamente il rischio che i genitori avevano cercato di evitare fin dall&#8217;inizio.</p>
<p>Il problema, oggi, non è più soltanto come organizzare una pluriclasse. Il problema è evitare che una scelta organizzativa e puramente economica finisca per compromettere il futuro stesso della scuola e di un territorio che paradossalmente risulta essere in espansione. Ed è per questo che per un territorio come Pratora, perdere progressivamente il proprio presidio scolastico significherebbe perdere molto più di alcune classi. La presenza di una scuola contribuisce a mantenere viva una comunità, rende un territorio più attrattivo per le giovani famiglie e rappresenta uno dei presupposti essenziali per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri. Pratora ha dimostrato di voler investire sul proprio futuro. Lo dimostra una scuola appena riqualificata, lo dimostrano le famiglie che hanno scelto di far crescere qui i propri figli, lo dimostra la mobilitazione di chi, invece di rassegnarsi, ha cercato fin dall&#8217;inizio un dialogo con le istituzioni. Oggi quelle stesse famiglie chiedono che venga valutata con urgenza ogni soluzione ancora possibile per fermare la perdita di alunni e tutelare il futuro del plesso.</p>
<p>Non chiedono di alimentare una polemica. Chiedono di non arrivare troppo tardi. Perché investire in un edificio scolastico è importante. Ma ancora più importante è fare in modo che quell&#8217;edificio continui ad essere una scuola viva, piena di bambini, insegnanti, voci e futuro. Ed è forse proprio questa la domanda che oggi I genitori dei bambini di Pratora rivolgono alle istituzioni: che senso avrebbe avere finalmente una scuola rinnovata, bella e accogliente, se poi non si fa tutto il possibile perché i bambini possano continuare a frequentarla? I genitori non intendono fermarsi: continueranno a percorrere tutte le strade possibili, nelle sedi opportune, per evitare ulteriori accorpamenti e scongiurare il rischio che il progressivo impoverimento del plesso possa condurre, nel tempo, alla sua chiusura. Perché una scuola non si chiude quando si spegne l’ultima luce: comincia a chiudersi quando smettiamo di difenderla.</p>
<div class="default-style"><em>In rappresentanza dei genitori: </em></div>
<div class="default-style"><em>Jessica Ciambrone, Massimo Lanciano, Elisa Mazza, Natale Giuseppe Rotella, Stefania Bruno, Francesco Costantino, Federica Maruca, Giuseppe Magro, Elisabetta Spina, Pietro Renda, Chiara Maruca, Giuseppe Borelli, Antonio Ciambrone, Tatiana Grosu, Deborah Valentina Brutto, Adriano Zefi.</em></div>
<div></div>
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<div><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-403110" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2.jpg" alt="" width="707" height="530" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2.jpg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-768x576.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-696x522.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1068x801.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1920x1440.jpg 1920w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></div>
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		<title>Un tributo all&#8217;Ematologia di Catanzaro: Le persone che rendono grande la nostra sanità&#8230;di Mena Pujia*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/un-tributo-allematologia-di-catanzaro-le-persone-che-rendono-grande-la-nostra-sanita-di-mena-pujia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 17:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ciaccio]]></category>
		<category><![CDATA[ematologia]]></category>
		<category><![CDATA[Mena Pujia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ho scritto &#8216;Voglio vivere io&#8217;, non conoscevo ancora tutte le persone che oggi fanno parte della mia vita. Alcune le avevo appena incontrate. Altre sarebbero arrivate nei ricoveri successivi, nelle terapie di supporto, nei continui viaggi tra casa e ospedale. Non avevo ancora avuto il tempo di scoprire quanto profondi e autentici potessero diventare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/un-tributo-allematologia-di-catanzaro-le-persone-che-rendono-grande-la-nostra-sanita-di-mena-pujia/">Un tributo all&#8217;Ematologia di Catanzaro: Le persone che rendono grande la nostra sanità&#8230;di Mena Pujia*</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho scritto <em>&#8216;Voglio vivere io&#8217;</em>, non conoscevo ancora tutte le persone che oggi fanno parte della mia vita. Alcune le avevo appena incontrate. Altre sarebbero arrivate nei ricoveri successivi, nelle terapie di supporto, nei continui viaggi tra casa e ospedale. Non avevo ancora avuto il tempo di scoprire quanto profondi e autentici potessero diventare certi legami. Oggi sento il bisogno di rendere pubblicamente omaggio all&#8217;Unità Operativa di Ematologia del Presidio Ospedaliero Ciaccio di Catanzaro, parte dell&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco. Un&#8217;eccellenza della nostra sanità, per ciò che ho conosciuto e vissuto, che non ho imparato ad apprezzare attraverso le statistiche, ma attraverso la mia pelle, il mio sangue, le mie paure. E soprattutto attraverso le persone. Al dottor Matteo Molica, al dottor Luciano Levato , alla dottoressa Laura De Fazio, al dottor Renato Cantaffa, al professor Marco Rossi e a tutti gli altri medici dell&#8217;équipe va la mia gratitudine più profonda.</p>
<p>La fatica gliela leggi addosso. Nei passi, a volte lenti ma sempre decisi, con cui attraversano i corridoi. Nel continuo affaccendarsi tra le stanze di chi è ricoverato, i pazienti che arrivano da casa per una trasfusione, una terapia, un controllo, e quelli che aspettano una risposta, una spiegazione, una parola rassicurante. È un movimento incessante di persone, bisogni, urgenze, responsabilità. E loro sono lì, a passare da una stanza all&#8217;altra, da una preoccupazione all&#8217;altra, portandosi dietro la stanchezza della giornata e trovando comunque il modo di fermarsi davanti a un letto, guardarti negli occhi e chiederti come stai. Io quella fatica la vedo. E la riconosco. Penso alle mani del dottor Molica, quando cercano delicatamente il punto esatto in cui intervenire durante una puntura lombare, il mio grande terrore. A quella sua attenzione quasi timorosa di farmi male, alla delicatezza dei gesti, alla profondità d&#8217;animo, all&#8217;umiltà e a quegli occhi buoni. E penso anche al suo percorso scientifico: così giovane e già autore di importanti contributi alla ricerca sulle leucemie croniche e acute. Sapere che quelle stesse mani che si posano con tanta delicatezza sulla mia schiena appartengono a un medico che dedica anche il proprio lavoro alla ricerca mi emoziona profondamente. Perché in lui incontro due dimensioni della medicina che vorrei non fossero mai separate: la conoscenza e la tenerezza. E si sa quanto a me piaccia essere vista. Non semplicemente guardata. Vista. Riconosciuta come persona, prima ancora che come paziente. Con la mia storia, le mie paure, la mia ostinazione, la mia incontenibile voglia di vivere. E in quelle mani, in quegli occhi, io sento proprio questo: che non sono soltanto una schiena sulla quale eseguire una procedura, una malattia da combattere, un caso clinico da trattare. Sono Mena. E lui lo sa.</p>
<p>E poi ci sono gli occhi della dottoressa Laura De Fazio. Quegli occhi belli, che non si limitano a osservare, ma sembrano cercarti davvero. Occhi nei quali io ritrovo quella qualità che, da sempre, considero essenziale in ogni relazione: la capacità di vedere l&#8217;altro. E poi ci sono loro. Gli infermieri. Vorrei scriverli tutti, uno per uno, come si fa con le persone che non vuoi rischiare di dimenticare. Dario, Rosalia, Bruno, Doriana, Silvana, Domenica, Maria Letizia, Fabio, Giovanni, Aldo, Laura, Luciana, Elisa, Katia e Katia. E gli OSS, meravigliosi: Giampiero, Serenella, Domenico. E Paolo, il caposala, instancabile, sempre indaffarato, sempre con qualcosa da risolvere e, nonostante tutto, sempre sorridente e paterno. Una lista di angeli. Ma angeli veri, senza ali, con le divise, i turni, la stanchezza, le mille cose da fare e quella straordinaria capacità di esserci. Penso soprattutto agli abbracci durante le punture lombari. Perché ditemi voi: chi ti abbraccia teneramente mentre un ago ti attraversa la schiena per raggiungere lo spazio intorno al midollo spinale? Mentre ti perfora fin dentro l&#8217;anima?! Chi ti tiene stretta mentre cerchi di restare immobile, mentre hai paura, mentre vorresti soltanto che tutto finisse in fretta? Loro.</p>
<p>E io canto. Canto mentre mi preparano, mentre mi chiedono di stare immobile, mentre sento le mani che cercano il punto giusto sulla schiena. Canto perché quella è la mia voce. È una parte di me che non voglio consegnare alla malattia. E loro mi sostengono. Mi abbracciano, mi tengono, mi lasciano cantare. E qualche volta penso a quanto sia straordinaria questa scena: una donna che canta mentre viene sottoposta a una puntura lombare e qualcuno che la tiene stretta perché possa continuare a farlo. Non sono soltanto mani che eseguono procedure. Sono mani che sanno anche accogliere. E in quell&#8217;abbraccio non c&#8217;è soltanto il tentativo di tranquillizzare una paziente. C&#8217;è un modo di intendere il proprio lavoro. C&#8217;è la consapevolezza che, in quel momento, non sei soltanto un corpo sul quale eseguire una procedura. Sei una persona che ha paura. E che ha bisogno di sentirsi tenuta. Non so se si rendano conto di quanto restino dentro certi gesti. Di quanto possa essere importante una mano appoggiata sulla spalla, una battuta al momento giusto, un sorriso che ti viene incontro quando entri in reparto. Forse per loro sono gesti quotidiani. Per me sono diventati parte della cura. Io ormai, di leucemie, ne ho conosciute due. Potrei quasi scherzare dicendo che sto diventando una professionista del settore. Ma la verità è che non ci si abitua mai a una diagnosi. Non ci si abitua all&#8217;attesa di un risultato, alla paura di una complicazione, all&#8217;incertezza di una terapia. Ciò che può cambiare, invece, è il modo in cui si attraversa tutto questo. Quando entro in Ematologia, al Ciaccio, io mi sento al sicuro. È una sensazione difficile da spiegare a chi non abbia mai vissuto una malattia importante. A volte, paradossalmente, in ospedale mi sento persino più protetta che a casa. Perché so che, se qualcosa dovesse accadere, qualcuno saprebbe cosa fare. Ma soprattutto perché so di non essere sola. E questa è una cosa immensa.</p>
<p>Poi c&#8217;è il Ciaccio. Ogni volta che lo raggiungo penso a quanto potrebbe essere straordinario quel luogo. Il verde che lo circonda, le conifere, i pini marittimi, quella passeggiata che sembra quasi invitarti a rallentare prima di entrare. Gli spazi, il giardino, la possibilità di immaginare un ospedale nel quale anche l&#8217;ambiente possa contribuire al benessere di chi soffre. Un luogo che custodisce già competenze e servizi importanti, dall&#8217;Ematologia all&#8217;Oncologia, dalle cure palliative alla terapia del dolore. E penso a quanta bellezza potrebbe ancora nascere da ciò che già esiste. Perché non dovremmo limitarci a chiedere ai nostri ospedali di funzionare. Dovremmo desiderare che diventassero luoghi sempre più accoglienti, dignitosi, capaci di prendersi cura delle persone nella loro interezza. E dovremmo investire in chi ci lavora. Investire nella ricerca. Nelle competenze. Nelle giovani menti che scelgono di restare. Questo, per me, è un punto particolarmente importante. Ho trascorso una parte enorme della mia vita a investire nei bambini di Catanzaro. A cercare di accompagnarli a diventare persone capaci di pensare, scegliere, interrogarsi, amare la propria terra. Ho sempre desiderato che potessero partire, conoscere il mondo, studiare altrove, confrontarsi con altre realtà. Ma anche che potessero desiderare di tornare. Tornare per costruire. Per migliorare. Per restituire qualcosa alla città che li ha visti crescere. E oggi, quando incontro giovani professionisti che hanno scelto di lavorare qui, nella nostra Catanzaro, sento che quel desiderio ha un significato ancora più grande. Perché la Calabria non ha bisogno soltanto di trattenere i propri talenti. Ha bisogno di offrire loro le condizioni per esprimersi, crescere, fare ricerca, lavorare bene. Ha bisogno di credere nelle proprie eccellenze e di sostenerle concretamente.</p>
<p>E io, nell&#8217;Ematologia di Catanzaro, ho incontrato una realtà della quale sento di poter parlare con gratitudine e orgoglio. Non perché tutto sia perfetto. Ma perché ho visto quanta dedizione possa esserci anche dove molto resta da migliorare. Non vorrei che questo mio ringraziamento fosse interpretato come un elogio ingenuo, di quelli che nascono soltanto dalla riconoscenza di una paziente. So bene che la gratitudine non risolve le difficoltà di un sistema sanitario. E so che l&#8217;umanità degli operatori non dovrebbe mai essere chiamata a compensare ciò che le istituzioni hanno il dovere di garantire. Anzi, proprio perché ho imparato a conoscere queste persone, vorrei che fossero messe nelle condizioni di lavorare sempre meglio. Che fossero sostenute, ascoltate, valorizzate. Perché prendersi cura di chi cura significa, alla fine, prendersi cura anche di noi. E impariamo anche a raccontarle, le cose belle della nostra città. Perché siamo così abituati a parlare di ciò che non funziona, delle mancanze, delle difficoltà, che qualche volta dimentichiamo di fermarci davanti a ciò che funziona. Davanti alle persone che, senza fare rumore, costruiscono ogni giorno qualcosa di prezioso. Non si tratta di chiudere gli occhi sui problemi. Si tratta di non lasciare che siano soltanto i problemi a raccontare chi siamo. Catanzaro è anche questo. È fatta di competenze, di intelligenze, di mani capaci, di persone che scelgono di restare e di mettere il proprio sapere al servizio degli altri. E le cose belle vanno dette. Ad alta voce. Con la stessa forza con cui denunciamo quelle che non vanno. Perché riconoscere il valore di ciò che abbiamo è anche un modo per custodirlo, sostenerlo e farlo crescere. Nel mio libro non ho potuto raccontarli tutti. La vita, fortunatamente, ha continuato ad aggiungere capitoli, incontri, relazioni. E forse è proprio questa la cosa più bella che oggi posso dire. Che dentro un luogo nel quale sono entrata per combattere una malattia, ho trovato anche una famiglia. Una famiglia fatta di persone diverse, di caratteri diversi, di giornate storte e giornate migliori. Una famiglia che non cancella la paura, ma che riesce a non lasciartela attraversare da sola.</p>
<p>A tutti voi, grazie. Per le cure, certamente. Per la competenza, per lo studio, per la ricerca, per il lavoro che fate ogni giorno. Ma anche per quella cosa che non compare nelle cartelle cliniche, non si misura negli esami del sangue e non viene registrata dalle macchine. La sensazione di essere nelle mani di qualcuno a cui importa davvero di te. E se oggi posso dire che, quando torno in ospedale, mi sembra quasi di tornare a casa, è perché siete riusciti a fare qualcosa che nessuna struttura, da sola, potrebbe garantire. Avete trasformato un luogo nel quale si ha paura di entrare in un luogo nel quale ci si sente meno soli. E per una persona che sta lottando per vivere, questo conta moltissimo. Oggi, però, vorrei che foste voi a essere visti. Da questa città, dalle istituzioni, dalle persone che non hanno ancora avuto occasione di conoscervi. Perché meritate che il vostro lavoro venga riconosciuto. Che la vostra fatica non passi inosservata. Che qualcuno dica pubblicamente quanto valore custodisce quel reparto. Viva Catanzaro! Viva la gente che le rende onore. Chi sceglie di restare, di impegnarsi, di prendersi cura degli altri. Chi, ogni giorno, con competenza, umanità e dedizione, rende grande la nostra terra. <em>Vostra Maestra Mena.</em></p>
<ul>
<li>Fondatrice della scuola dell&#8217;infanzia <em>New Summerhill</em> di Catanzaro e autrice, tra gli altri, del libro autobiografico &#8216;<em>Voglio vivere io&#8217;</em>.</li>
</ul>
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		<title>Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): Il nuovo anno scolastico e il valore della comunità educativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 15:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dal ritorno tra i banchi, la scuola torna al centro dell’attenzione pubblica. Un nuovo anno scolastico si apre tra aspettative, responsabilità e interrogativi che riguardano non soltanto l’apprendimento, ma il ruolo stesso dell’istituzione scolastica nella crescita delle nuove generazioni. Perché la scuola non è soltanto il luogo nel quale si trasmettono conoscenze. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dal ritorno tra i banchi, la scuola torna al centro dell’attenzione pubblica. Un nuovo anno scolastico si apre tra aspettative, responsabilità e interrogativi che riguardano non soltanto l’apprendimento, ma il ruolo stesso dell’istituzione scolastica nella crescita delle nuove generazioni. Perché la scuola non è soltanto il luogo nel quale si trasmettono conoscenze. È, soprattutto, un luogo di vita. Uno spazio nel quale si costruiscono relazioni, si sperimenta la convivenza, si apprendono regole e responsabilità e si sviluppa progressivamente la consapevolezza di appartenere a una comunità. È proprio nella quotidianità scolastica che ragazze e ragazzi compiono alcune delle prime esperienze concrete di cittadinanza. Imparano a confrontarsi con chi ha opinioni differenti, a rispettare regole comuni, a riconoscere i propri limiti e quelli degli altri, ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Comprendono, soprattutto, che la libertà individuale non può prescindere dal rispetto della libertà e della dignità altrui. A sottolinearlo, con estrema linearità, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale nell’evidenziare il valore della comunità scolastica, asserisce «All’interno della comunità scolastica ogni persona ricopre un ruolo diverso, ma tutti i ruoli devono essere riconosciuti e rispettati».</p>
<p>È un principio che va oltre la semplice attribuzione di compiti e responsabilità. La scuola è, infatti, una comunità nella quale ciascuno svolge una funzione specifica e insostituibile, ma nessuna differenza di ruolo può tradursi in una diversa considerazione della persona. Un unico nucleo dunque costituito da persone, dove ciascuno contribuisce, secondo le proprie competenze e responsabilità, al funzionamento della comunità scolastica. Ruoli differenti, dunque, ma accomunati dalla medesima esigenza di essere riconosciuti nella propria dignità e nella propria funzione. Riconoscere un ruolo, continua Guzzi, significa comprenderne il valore e rispettarne le responsabilità. Significa evitare che le gerarchie diventino distanza, che l’autorità si trasformi in imposizione e che le differenze di funzione producano forme di marginalizzazione o di prevaricazione. L’autorevolezza, soprattutto in un ambiente educativo, non nasce dalla posizione che si occupa, ma dalla capacità di esercitare quella posizione con equilibrio, competenza, senso di responsabilità e rispetto per gli altri. In una scuola realmente educativa, e sana, nessuno dovrebbe sentirsi invisibile o considerato semplicemente come una parte secondaria dell’organizzazione. Anche il ruolo apparentemente più discreto concorre alla qualità della vita scolastica. Ogni persona, con il proprio lavoro e il proprio comportamento, contribuisce a creare l’ambiente nel quale gli studenti imparano e crescono. Il rispetto, pertanto, deve essere reciproco. Non può essere richiesto soltanto agli studenti nei confronti degli adulti, ma deve attraversare l’intera comunità scolastica. Gli adulti devono essere i primi a offrire un esempio concreto di rispetto, correttezza e responsabilità, perché non si può educare alla dignità dell’altro se, nella pratica quotidiana, quella stessa dignità non viene riconosciuta. È proprio nella reciprocità che la scuola trova una delle sue più autentiche dimensioni educative.</p>
<p>Il rispetto non è soltanto una regola da osservare, ma un modo di vivere la relazione. Significa saper ascoltare, riconoscere il contributo dell’altro, accettare che possano esistere punti di vista differenti e comprendere che una comunità funziona realmente quando ciascuno è messo nelle condizioni di svolgere il proprio compito con dignità e responsabilità. Un’idea, evidenzia Guzzi, che trova riscontro anche nella riflessione <strong>della psicologa e psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris</strong>, secondo la quale un modello educativo adeguato deve poggiare su valori fondamentali quali responsabilità, collaborazione, rispetto reciproco e tolleranza. Valori che non possono rimanere dichiarazioni di principio o semplici regole scritte nei documenti scolastici, ma devono diventare comportamenti concreti e quotidiani. In questa prospettiva, la scuola assume un significato che va oltre la sua dimensione fisica. È un luogo nel quale ciascuno deve poter riconoscere il proprio ruolo e, nello stesso tempo, sentirsi parte di una comunità. Mai lasciato indietro, etichettato o costretto ai margini, ma parte integrante di un gruppo sano, concreto e imparziale, che garantisca a tutti le stesse opportunità, senza favoritismi, discriminazioni o differenze di trattamento, dove ogni studente possa sentirsi ascoltato, rispettato e tutelato. È questa, conclude Guzzi, la condizione necessaria affinché ogni scuola possa essere percepita come uno spazio sicuro e autorevole.</p>
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		<title>Calcio, tifosi PraiaTortora promuovono &#8220;pioggia di peluche&#8221; allo stadio per i pazienti di Pediatria di Cetraro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/calcio-tifosi-praiatortora-promuovono-pioggia-di-peluche-allo-stadio-per-i-pazienti-di-pediatria-di-cetraro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA["pioggia di peluche"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una raccolta di peluche allo stadio da donare al reparto di Pediatria dell&#8217;ospedale Gino Iannelli di Cetraro, nel Tirreno Cosentino. L&#8217;iniziativa benefica è stata organizzata da Nuova Guardia, gruppo di tifosi del PraiaTortora, squadra di calcio calabrese militante in Serie D, e sarà realizzata sabato 12 settembre, in occasione della gara casalinga contro il Sanbiase [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/calcio-tifosi-praiatortora-promuovono-pioggia-di-peluche-allo-stadio-per-i-pazienti-di-pediatria-di-cetraro/">Calcio, tifosi PraiaTortora promuovono &#8220;pioggia di peluche&#8221; allo stadio per i pazienti di Pediatria di Cetraro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una raccolta di peluche allo stadio da donare al reparto di Pediatria dell&#8217;ospedale Gino Iannelli di Cetraro, nel Tirreno Cosentino. L&#8217;iniziativa benefica è stata organizzata da Nuova Guardia, gruppo di tifosi del PraiaTortora, squadra di calcio calabrese militante in Serie D, e sarà realizzata sabato 12 settembre, in occasione della gara casalinga contro il Sanbiase allo stadio Mario Tedesco di Praia a Mare.</p>
<p>Attraverso &#8220;Un peluche per la Pediatria&#8221; &#8211; questo il nome dato all&#8217;iniziativa &#8211; ogni spettatore del match potrà recarsi allo stadio con dei peluche da lanciare in campo all&#8217;ingresso delle squadre.</p>
<p>&#8220;È un&#8217;idea &#8211; spiegano i promotori &#8211; per portare un sorriso e alleviare le cure dei piccoli pazienti ricoverati a Cetraro. I peluche saranno raccolti e consegnati ai responsabili del reparto di pediatria, guidato dalla dottoressa Antonietta Distilo&#8221;.</p>
<p><em>(Ansa)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/calcio-tifosi-praiatortora-promuovono-pioggia-di-peluche-allo-stadio-per-i-pazienti-di-pediatria-di-cetraro/">Calcio, tifosi PraiaTortora promuovono &#8220;pioggia di peluche&#8221; allo stadio per i pazienti di Pediatria di Cetraro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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