L’assurda trovata del candidato Battaglia, che dice: “Nessun inquinamento, abbiamo raccolto tutto”

Tra i cosentini è un personaggio noto per la sua intraprendenza nelle campagne politiche che lo hanno visto protagonista negli ultimi anni con un battage molto invadente (e senza badare a spese) sul territorio, ma stavolta Leo Battaglia, l’uomo degli onnipresenti cartelloni e vele pubblicitarie, è scivolato su una gaffe particolarmente imbarazzante.

Nel giorno di Ferragosto e proprio durante l’intenso tour calabrese del suo leader Matteo Salvini, l’immobiliarista castrovillarese leghista – già candidato a presidente della Regione nel 2014 (allora con Fratelli d’Italia) – ha pensato bene di omaggiare i bagnanti della costa tirrenica cosentina con un mitragliamento aereo a tappeto di mascherine confezionate insieme ai volantini elettorali con il proprio nome. Il lancio delle bustine di plastica contenenti mascherina e biglietti “griffati” Lega è avvenuto a Trebisacce per poi trasportare il materiale nelle vicinanze, tra spiagge e mare del litorale dell’alto Jonio cosentino fino a Sibari. Non solo: l’elicottero si sarebbe abbassato fino a una quota pericolosa per la gente a terra, aggiungendo allo sfregio ecologico un concreto rischio di provocare incidenti.

L’evento è stato denunciato in tempo reale da Alessia Alboresi, consigliera comunale di Corigliano-Rossano, che ha raccontato così i fatti su Facebook: «Ore 12. Un elicottero a bassa quota vola sulle spiagge. Temiamo tutti ci sia un incendio. Invece scarica – e la maggior parte ovviamente finisce in mare! – queste bustine di plastica contenenti una mascherina chirurgica con una ignobile forma di pubblicità politica. Non c’è limite alla strafottenza e al cattivo gusto. Ovviamente ho segnalato a chi di dovere».

Mentre sui social la trovata di Battaglia diventa presto argomento top della canicola ferragostana e si moltiplicano le immagini delle mascherine imbustate che galleggiano in acqua, sono immediate le reazioni di sdegno per l’incoscienza nel mettere atto in modo così spensierato un danno ambientale. Dalla Onlus Plastic Free scrivono: «In Calabria un candidato leghista ha fatto piovere da un elicottero un numero indefinito di santini elettorali, accompagnati da mascherine, rigorosamente in involucri di plastica. Una gran parte è finita in mare. Quanta ignoranza, che vergogna. La nostra Onlus è apartitica ma non può non denunciare gesti simili, da vomito».

E il candidato governatore Luigi de Magistris commenta: «Una vergogna. La Lega, invece di inquinare mare e spiagge, dovrebbe, visto che è al governo regionale, far funzionare i depuratori per il mare e smaltire i rifiuti. Il governo in Calabria, a guida Spirlì, fortemente sostenuto da Occhiuto oggi candidato alla guida della Regione Calabria, dovrebbe risarcire i calabresi e chiedere scusa, invece di oltraggiare il mare già ferito dalla loro assoluta incapacità di governare».

Legambiente sta valutando una denuncia formale e se il presidente nazionale Stefano Ciani fa un po’ di amara ironia («La campagna del candidato Leo Battaglia non solo è vintage visto che negli anni ’80 si lanciavano volantini di carta ma soprattutto ignora totalmente la normativa in materia ambientale. Si tratta di plastica ed altri materiali inquinanti che finiscono in mare e sul territorio»), la responsabile regionale Anna Parretta precisa: «La plastica è la principale nemica del mare, del territorio e della biodiversità mettendo a rischio centinaia di specie viventi e creando un nocumento gravissimo alla salute umana. E’ inconcepibile che chi pretende di rappresentare i cittadini all’interno delle Istituzioni regionali agisca in spregio delle norme nazionali e comunitarie in materia di tutela ambientale nonché contro ogni regola di buon senso civico. La nostra associazione sta valutando, con l’ausilio dei propri legali, se sussistano estremi di reato perseguibili da parte dell’Autorità giudiziaria al fine di presentare denuncia sull’accaduto».

Colpito da critiche inesorabili almeno quanto il suo setacciamento di cellophane, l’ineffabile Battaglia si è difeso con questa replica: «Resto veramente perplesso nel leggere gli attacchi che mi sono stati avanzati per aver regalato delle mascherine contro il Covid ai bagnanti nel litorale dove io passo le mie vacanze estive. Un gesto fatto nel solo unico scopo di sensibilizzare i bagnanti verso l’utilizzo dei sistemi di protezione individuale. L’ho fatto col mio spirito di sempre e col mio carattere esuberante ma non pensavo che una tale iniziativa venisse strumentalizzata da una certa sinistra che nella vita invece di pensare alle cose serie e ai problemi reali della Calabria pensa alle stupidaggini». Insomma, la sua sarebbe stata soltanto una civica raccomandazione a non dimenticare la prevenzione in un periodo di grave preoccupazione per la recrudescenza del virus – obiettivo nobile ma forse perseguito con modalità che definire poco ortodosse sarebbe un eufemismo? Battaglia non è d’accordo, anzi ritiene di non aver creato nessun problema all’ambiente. Infatti prosegue: «Non vi è stato alcun inquinamento per la semplice ragione che le mascherine che non sono state raccolte dai bagnanti sono state prese da una squadra di miei amici che hanno provveduto e stanno provvedendo a raccogliere per donarle ad altre persone. Quindi non vi è nessun inquinamento. Richiamerei l’attenzione sulle tantissime buste di spazzatura che vengono buttate per le strade da incivili e nessun personaggio di sinistra dice nulla…»

La dichiarazione di Leo Battaglia continua con qualche frecciata all’indirizzo di Luigi de Magistris (a proposito di politiche sullo smaltimento dei rifiuti) e conclude con un plauso al suo capitano Matteo Salvini: «La vera politica è quella che fa Salvini che passa le vacanze in Calabria e che gira in tutti i posti ascoltando tutti i calabresi. È da apprezzare la sua visita in Aspromonte nei luoghi degli incendi e che va a dare sostegno e cordoglio alle famiglie che hanno perso tanti cari. Mi domando: dove vanno i cosiddetti “criticatori” di sinistra? Ve lo dico io: “spaparanzati” al mare o in montagna a fare i “leoni da tastiera…” ».

Ma in questo caso qualunque pezza è peggiore del buco e sarebbe stato meglio se non utopistiche scuse, almeno un doveroso silenzio – come quello che hanno preferito stendere sulla vicenda lo stesso Salvini e il presidente facente funzioni della giunta regionale Nino Spirlì.

Isabella Marchiolo