martedì, 4 Ottobre, 2022
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Il senatore Quagliarello a Reggio anticipa il progetto per le regionali

Una lista per le regionali entro luglio e la visita di Giovanni Toti in Calabria. Con questi due impegni formali il senatore Gaetano Quagliarello ha tenuto a battesimo il movimento Cambiamo!-Coraggio Italia nella sua prima uscita ufficiale a Reggio. La nuova formazione politica nata dall’accordo tra il governatore ligure Toti e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, qui vuole fare la differenza. «Con due accordi distinti che presenteremo, uno sulle idee e l’altro sull’organizzazione», ha detto Quagliarello. «Possiamo contare su persone di grande esperienza ma punteremo molto sui giovani, sulla loro energia. Non è una rottamazione, ma serve rinnovamento». All’hotel Excelsior ad accogliere il senatore (che è uno dei fondatori di Coraggio Italia) c’erano i coordinatori regionale e provinciale di Cambiamo!, Franco Bevilacqua e Saverio Anghelone, insieme a tanti dirigenti del partito, dal vice coordinatore regionale Franco Sarica, i vice coordinatori provinciali Pasquale Imbalzano e Sebastiano Primerano, il responsabile provinciale dell’organizzazione Francesco Meduri e l’ex consigliere regionale Candeloro Imbalzano.

Eletto con un’altra sua creatura, Identità e Azione, ormai calabrese adottivo per essere stato negli anni (e in partiti diversi) testimonial politico in regione, Quagliarello a Reggio si sente nel giusto mood di comunicazione e dialogo. «Questa non è una scissione», dice il senatore ed ex ministro. «Con la caduta del Muro ci siamo messi alle spalle le ideologie ma non le idee, di cui nel centrodestra dobbiamo dire con oggettività che oggi c’è carenza. E’ un dato di fatto: quando il Popolo delle Libertà ha chiuso quell’area politica aveva il 25%, adesso c’è un forte squilibrio, quelle idee di riferimento sono sottorappresentate». Centralità della persona, Europa come necessità, popolo ma non populismo: tutto da ricostruire dal basso, con la proposta aperta di «una nuova comunità politica dove ci sia spazio per tutti». Il senatore è oggettivo e concreto. Parla di commissioni al lavoro per stilare entro sessanta giorni due distinti documenti, centrati su idee e struttura. Sa che i voli pindarici in questa fase non farebbero effetto e preferisce rinviare alla prova dei fatti. Entra nel merito solo con un post-it sulla sanità, perché «il governo che ha mandato un commissario, con la Calabria ha un debito». Per il resto l’appuntamento è a luglio, con la lista per le regionali pronta. L’obiettivo è «vincere le elezioni ma soprattutto governare in Calabria, e per farlo occorre avere sapere di poter contare su una classe dirigente nuova e preparata».

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«Esprimiamo un centro che guarda a destra – sottolinea Bevilacqua – senza confusione. Credo nella pubblica opinione ci sia una forte attenzione verso iniziative nuove: è emblematico che se oggi il 50 per cento degli italiani non va più a votare è perché non si riconoscono in quello che esiste, mentre tra coloro che sono andati a votare il 30 per cento lo ha fatto per il M5s e adesso quegli elettori si sentono orfani. E’ vero, nel centro ci sono stati tanti movimenti durati pochissimo e quel fallimento è dovuto al fatto che stavano sul ciglio, non decidevano, un po’ a destra e un po’ a sinistra. La chiarezza di questo movimento è definirsi un centro che guarda a destra. Senza questa chiarezza, dopo una carriera da parlamentare non mi sarei mai rimesso in gioco. Io ho iniziato la mia storia politica a destra, vengo dal Movimento Sociale, poi Alleanza Nazionale… certo  una volta finiti loro c’è l’esigenza di trovare altri punti di riferimento». L’auspicio è «tornare a una politica che forse in qualche momento tutti abbiamo dimenticato, quella che è al servizio degli interessi della gente».

Saverio Anghelone parla di «casa dei moderati, luogo dove convergeranno i centristi, gli scontenti e tutti coloro che non si riconoscono nel panorama politico attuale». Consigliere comunale a Reggio proprio grazie al lusinghiero risultato della lista di Cambiamo alle ultime amministrative, il partito oltre a puntare alle regionali (con nomi «estremamente competitivi»), vuole radicarsi sul territorio continuando ad essere presente anche nei comuni prossimi al voto, come Siderno.

Per concludere Gaetano Quagliarello ha simpaticamente citato i Maneskin con uno slogan che riassume l’intenzione di rappresentare un’alternativa politica possibile: «Non siamo fuori di testa ma siamo diversi da loro».

Isabella Marchiolo

 

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