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Proteste in Calabria, Conte incontra autotrasportatori e agricoltori a Pizzo: «Sono qui per ascoltarvi»

Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha raggiunto il piazzale dello svincolo autostradale di Pizzo Calabro, nel Vibonese (nella foto), per incontrare una delegazione di autotrasportatori e agricoltori impegnati nelle proteste che nei giorni scorsi hanno interessato diverse aree della Calabria. «Sono qui per ascoltarvi», ha dichiarato Conte in apertura del confronto. Nel corso dell’incontro, il leader pentastellato ha espresso solidarietà ai manifestanti, sottolineando l’importanza della mobilitazione pacifica e la necessità di richiamare il Governo alle proprie responsabilità. «Siamo qui perché la vostra manifestazione è pacifica, se così non fosse non saremmo qui. Vogliamo richiamare la responsabilità di chi governa su un quotidiano drammatico, ci troverete sempre al vostro fianco», ha affermato.

Conte ha poi evidenziato le difficoltà vissute dalle categorie coinvolte, criticando la gestione della situazione da parte dell’Esecutivo e denunciando la scarsa attenzione riservata alla protesta da una parte degli organi di stampa. «Qui c’è disagio vero», ha ribadito, invocando interventi strutturali per affrontare le criticità che colpiscono i comparti dell’autotrasporto e dell’agricoltura. «La responsabilità maggiore di questo Governo è avere negato che ci fosse una situazione difficile e sull’orlo del baratro», ha aggiunto Conte, richiamando la propria esperienza alla guida del Governo e la necessità di affrontare le emergenze economiche con serietà e concretezza.

Intanto, sul fronte della mobilitazione, sono in fase di rimozione gli ultimi presidi degli autotrasportatori, dopo la sospensione della protesta annunciata mercoledì sera da Fedralog. Resta invece attiva la protesta pacifica degli agricoltori calabresi, con presidi ancora presenti in diversi territori, tra cui Falerna, Castrovillari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese. Gli autotrasportatori attendono ora il tavolo di confronto fissato per il 27 ottobre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nonostante la sospensione della mobilitazione, la categoria avverte che la protesta potrebbe riprendere qualora le risposte alle richieste avanzate non fossero ritenute adeguate.