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Xylella fastidiosa, CIA Calabria: Massimo rigore e isolamento immediato del focolaio a Taurianova

La notizia del primo ritrovamento della Xylella fastidiosa in territorio calabrese, precisamente nel comune di Taurianova (RC), trasforma in realtà lo scenario di massimo rischio che l’organizzazione aveva preannunciato e temuto. La speranza che il batterio non arrivasse mai in Calabria era tanta, ma adesso purtroppo è qui. È un dato di fatto che non lascia spazio all’improvvisazione: è assolutamente necessario gestire questa emergenza con il massimo della serietà e della professionalità, facendo tesoro delle drammatiche ma preziose esperienze fatte negli anni precedenti in Puglia per evitare gli stessi errori. Di fronte a questa emergenza, CIA Agricoltori Italiani della Calabria condivide e sostiene senza riserve la linea di totale rigore e l’immediato piano di intervento annunciati dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

«Non c’è un minuto da perdere – dichiarano i vertici della Confederazione regionale di CIA –. Gli uffici regionali preposti e i servizi fitosanitari devono mettere in atto, senza alcun indugio, tutte le azioni urgenti e necessarie di isolamento, eradicazione e contenimento nell’area del ritrovamento. È indispensabile bloccare sul nascere ogni potenziale diffusione del batterio: una sua propagazione avrebbe conseguenze nefaste e irreversibili su un patrimonio economico, paesaggistico e identitario unico». Il comparto olivicolo calabrese si trova già a fare i conti con un quadro macroeconomico complesso, pesantemente segnato dalle ricorrenti crisi climatiche e da una perdurante instabilità dei mercati. Permettere alla Xylella di avanzare significherebbe infliggere un colpo mortale a migliaia di aziende agricole e vivaistiche che rappresentano l’ossatura delle aree rurali della regione. In questo contesto di emergenza, CIA Calabria pone l’accento sulla necessità assoluta di tutelare la filiera vivaistica d’eccellenza della regione. I vivai calabresi, molti dei quali operano da generazioni con standard altissimi, rappresentano un presidio fondamentale per la biosicurezza agroalimentare.

In particolare, la Calabria produce piante all’interno del sistema Qualità Vivaistica Italia (QVI), il livello di certificazione fitosanitaria e genetica più alto in Italia e in Europa. Questo patrimonio di sanità e qualità certificata non può essere messo a rischio. Ottenere produzioni di Olio EVO competitive e remunerative nel tempo è possibile solo partendo da piante sane, certificate e sicure. Per questo motivo, il piano di emergenza deve viaggiare in perfetta sinergia con il sistema vivaistico, garantendo controlli rigorosi ma anche la massima salvaguardia delle strutture produttive che garantiscono il futuro degli impianti olivicoli. Tuttavia, la reazione deve essere improntata non solo alla difesa, ma anche alla salvaguardia delle grandi opportunità di sviluppo in atto. Il settore è infatti mobilitato per cogliere i vantaggi storici offerti dal Piano Olivicolo Nazionale e dalle incisive azioni di valorizzazione e rafforzamento della filiera portate avanti dall’Amministrazione regionale, di concerto con le Organizzazioni dei Produttori (OP) e le Associazioni di categoria. Al centro di questa strategia di rilancio vi è l’Olio Extravergine d’Oliva (EVO) calabrese, un’eccellenza sempre più riconosciuta sui mercati internazionali per qualità e sostenibilità.

«Proprio ora che la Calabria dell’olio sta dimostrando una straordinaria capacità di resilienza e di posizionamento qualitativo – conclude la nota di CIA Calabria – istituzioni, agricoltori e partner di filiera devono stringersi in un fronte comune. Chiediamo il potenziamento immediato delle risorse umane e finanziarie per i monitoraggi a tappeto e la massima trasparenza verso i produttori. Proteggere gli ulivi di Taurianova e dell’intera regione significa difendere il futuro del nostro agroalimentare e l’economia delle nostre comunità».