VIDEO-Vibo, arsenale della cosca “Pardea-Rainisi” pronto per uccidere Rosario Pugliese: 4 arresti

VIDEO-Vibo Valentia – I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di quattro persone: Francesco Antonio Pardea, 34 anni, di Vibo Valentia, Marco Ferraro, 23 anni, di Vibo Valentia, Filippo Di Miceli, 49 anni, di Piscopio – già tratti in arresto nell’operazione “Rinascita-Scott” e tutti ritenuti appartenenti al “locale” di ‘ndrangheta di Vibo Valentia (‘ndrina Pardea detti “I Ranisi“) – nonché la moglie di quest’ultimo, Maria Piperno, posta ai domiciliari.
Le indagini avrebbero consentito di accertare che le armi ritrovate costituivano l’arsenale della ‘ndrina “Pardea-Rainisi”, pronte per essere utilizzate per l’esecuzione dell’omicidio di Rosario Pugliese, attualmente latitante ed appartenente alla contrapposta ‘ndrina “Cassarola”. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda del capoluogo, Francesco Antonio Pardea, Marco Ferraro, Filippo Di Miceli, gia’ tratti in arresto nell’operazione “Rinascita-Scott” e tutti considerati appartenenti al clan di Vibo Valentia “Pardea-Rainisi” nonche’ la moglie di uno degli arrestati, sottoposta ai domiciliari.
Ai fini delle indagini e’ risultato rilevante l’incontro monitorato nel 2009 tra esponenti di vertice della cosca di Vibo Valentia e Domenico Oppedisano, detto “Don Mico”, arrestato nell’abito dell’operazione “Crimine” e ritenuto capo indiscusso della ‘ndrangheta, a conferma dei legami fra il clan e il “Crimine” di Polsi, luogo simbolico per la mafia calabrese.
Di assoluto rilievo nelle acquisizioni investigative e del tutto attinenti alle risultanze dell’operazione “Rinascita-Scott”, relativamente al collegamento del “locale” di Vibo Valentia con il “Crimine” di Polsi (San Luca), è l’incontro monitorato nel 2009 tra alcuni esponenti del locale di Vibo Valentia, Bartolomeo Arena, Domenico Camillò (classe ’41) e Antonio Chiarella con Domenico Oppedisano (Don Mico) di Rosarno, soggetto tratto in arresto a seguito dell’operazione “Crimine” e ritenuto il “custode” delle regole della ‘ndrangheta.