giovedì, 8 Dicembre, 2022
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VIDEO-NOMI-Operazione ‘Cashback’: Cinque arresti nel Catanzarese per usura ad imprenditori in difficoltà

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Nella mattinata di oggi, 21 febbraio 2022, i Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina (CZ) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 5 soggetti residenti nei comuni di Cropani (CZ) ed Isola di Capo Rizzuto (KR), sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati di usura in concorso, estorsione, ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria, nel territorio del Comune di Cropani (CZ), con l’aggravante del metodo mafioso, a vario titolo loro rispettivamente ascritti.

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In carcere sono finiti Carmine Bianco, 46 anni, di Cropani; Salvatore Capicchiano, 31 anni, di Isola Capo Rizzuto; Santino Tropea, 44 anni, di Cropani; Saverio Capicchiano, 51 anni, di Isola Capo Rizzuto. Arresti domiciliari per Salvatore Bianco, 44 anni, di Cropani.
L’indagine, che ha avuto origine, nel febbraio 2020, dalla denuncia di una attività di usura ai danni di un piccolo esercente relativamente ad un presunto prestito usurario, con un tasso di interesse mensile pari al 13.75% dell’importo finanziato, è stata delegata alla Compagnia dei Carabinieri di Sellia Marina, ed è proseguita con attività tecnica.

I gravi elementi indiziari acquisiti hanno riguardato, quindi, ulteriori presunte vicende di prestiti usurari ai danni di altri sei soggetti che, attraversando un momento di difficoltà economica, aggravata ulteriormente dall’emergenza pandemica in atto, erano state costrette a ricorrere a tali canali di credito, delineandosi anche la gravità indiziaria per il delitto di abusivo esercizio del credito, in relazione a plurimi rapporti creditizi concessi ad esercenti, ristoratori, impiegati, artigiani, e piccoli imprenditori, con tassi d’interesse mensile compresi tra il 10% e il 20% del capitale.

Per le presunte condotte illecite, è stata ritenuta, altresì, la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso in quanto sarebbero state poste in essere avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo a riconducibile a cosche di ‘ndrangheta, e in alcuni casi per agevolare l’attività di una delle cosche di ‘ndrangheta operante sul territorio.
Il procedimento per le ipotesi di reato è attualmente nella fase delle indagini preliminari.

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