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VIDEO-Isola Capo Rizzuto, sequestro beni per 140mila euro a soggetto affiliato a cosca “Arena”

 

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Crotone, unitamente a una pattuglia della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, hanno dato esecuzione, nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, a un decreto di sequestro emesso dal Tribunale Ordinario di Catanzaro – Seconda Sezione Penale – Sezione Applicazione Misure di Prevenzione. Il provvedimento è stato disposto nei confronti di un uomo nato a Crotone nel 1990, residente a Isola di Capo Rizzuto, attualmente detenuto, ritenuto appartenente alla ’ndrina soprannominata “Macario”, affiliata alla cosca “Arena” di Isola di Capo Rizzuto. Lo stesso risulta indagato nell’ambito dell’operazione “Meltemi”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha documentato le pressioni estorsive operate dall’organizzazione mafiosa proprio nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, con particolare riferimento ad alcuni terreni ubicati in località rurali.

L’indagine “Meltemi” è stata sviluppata dalla Sezione Operativa del NOR della Compagnia di Crotone da maggio 2019, sfociando a dicembre 2023 nell’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare per le ipotesi di reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, rapina, estorsione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche aggravati dal cosiddetto metodo mafioso. L’indagine aveva accertato l’attività criminale svolta in forma organizzata nell’ambito della località marittima di Marinella, nel comune di Isola Capo Rizzuto, da una ‘ndrina autonoma ma funzionalmente collegata alla cosca “Arena” di Isola Capo Rizzuto. Il decreto ha riguardato il sequestro di un terreno agricolo di circa due ettari, situato nel Comune di Isola di Capo Rizzuto, in contrada Vermica, nonché di due mezzi agricoli: un trattore New Holland e un trattore Massey Ferguson 390. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è stimato in circa 140.000 euro.

L’attività eseguita conferma l’efficacia dello strumento delle misure di prevenzione patrimoniali, finalizzate a sottrarre alla disponibilità di soggetti ritenuti socialmente pericolosi beni riconducibili a contesti criminali o comunque sproporzionati rispetto alla capacità reddituale dichiarata. Il risultato conseguito è frutto dell’accurato lavoro investigativo svolto dai Carabinieri, che, attraverso mirati approfondimenti patrimoniali e una costante attività di analisi, hanno consentito di ricostruire la riconducibilità dei beni oggetto del provvedimento e di fornire all’Autorità Giudiziaria un solido quadro informativo.
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alla criminalità organizzata e alle sue proiezioni economiche, confermando la costante attenzione del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone nel presidio del territorio e nella tutela della legalità, anche attraverso l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, con il fondamentale coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, diretta dal Procuratore Salvatore Curcio.