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sabato, 2 Marzo, 2024
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Via libera anche del Senato al dl sul Ponte sullo Stretto: 103 i voti favorevoli, 49 i contrari e 3 gli astenuti

Roma – Con 103 voti favorevoli, 49 contrari e tre astenuti è arrivato il via libera alla conversione in legge del decreto sul ponte sullo Stretto di Messina anche dal Senato. Presente il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Dai banchi del centrodestra è partito un applauso. Il provvedimento, che era stato approvato alla Camera lo scorso 16 maggio, definisce, tra l’altro, l’assetto della società Stretto di Messina Spa e riavvia le attività di programmazione e progettazione. Nel suo intervento il leader della Lega ha ribadito che per il ponte l’apertura del cantiere avverrà “l’anno prossimo”. Salvini ha poi escluso rischi di infiltrazioni mafiose (“io mi fido della magistratura”), aggiungendo che il “Comitato tecnico-scientifico sarà composto dai più grandi esperti internazionali”, coinvolti per realizzare “la più grande opera pubblica al mondo, il ponte a campata unica più grande del mondo” che “sarà l’orgoglio dell’Italia nel mondo”.

REAZIONI
Occhiuto, fondamentale per cogliere opportunità future, bene ok Parlamento
“Il via libera definitivo da parte del Parlamento al decreto Ponte è una buona notizia. Mi congratulo con il ministro Salvini che tanto ha creduto in questo provvedimento. La nostra Regione avrà grande giovamento dalla realizzazione di questa grande opera e dall’ammodernamento delle infrastrutture connesse, che avranno una decisa accelerazione: dalla Strada Statale 106 all’Autostrada del Mediterraneo, fino all’Alta velocità e all’Alta capacità ferroviaria. Il Mediterraneo è il futuro – i traffici commerciali passeranno sempre più dal nostro mare – e avere un collegamento tra Calabria e Sicilia e tra quest’ultima e l’Europa sarà fondamentale per cogliere le opportunità che arriveranno nei prossimi anni”.

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Ronzulli (FI): “Dedichiamo voto a Berlusconi, opera frutto di sua visione”
“Chiunque voglia riuscire in un’impresa deve essere disposto ad avere visione e coraggio, senza farsi condizionare dai tentativi andati a vuoto a causa di chi non sa guardare più lontano della punta delle sue scarpe. Negli ultimi anni in Italia sono stati più numerosi gli uomini che hanno innalzato muri di quelli che hanno costruito ponti. Ma noi quel Ponte sullo Stretto di Messina lo faremo”. Lo ha detto intervenendo in Aula durante le dichiarazioni di voto sul dl Ponte sullo Stretto la presidente dei senatori di Forza Italia Licia Ronzulli.
“Con la conversione in legge di questo decreto – ha proseguito -, poniamo idealmente la prima pietra di un’opera strategica frutto della visione di Silvio Berlusconi, un uomo capace di immaginare il futuro. Il nostro Presidente ne parla dal 1994, e 25 anni dopo, in molti hanno dovuto ammettere che la Sicilia e la Calabria meritano un collegamento stabile. È perciò a lui che vogliamo dedicare questo voto e questo successo del Paese. Perché il Ponte sullo Stretto è davvero la madre di tutte le battaglie infrastrutturali e in un paese normale sarebbe già stato costruito da decenni”, ha concluso.

Lorenzin: “Solo qualche anno fa Salvini era il primo detrattore, oggi è il più grande sostenitore”
“Oggi Salvini è il più grande sostenitore del ponte sullo Stretto, ma solo qualche anno fa era il primo detrattore, sollevando dubbi ‘sull’utilità e i costi’, chiedendo un referendum che facesse esprimere i cittadini, affermando che c’erano ‘profonde criticità sull’opera’, citando ‘parecchi ingegneri che dicono’ che il ponte ‘non sta in piedi’, e ancora che ci sono altre priorità in Sicilia e in Calabria, come l’ammodernamento della linea ferroviaria. Sarebbe utile per tutti capire cosa ha fatto cambiare idea a Salvini, quando ha deciso che un’opera con così tante problematiche (le ultime, non banali, sono che già esistono navi che non passerebbero sotto la campata e che il forte vento bloccherebbe la circolazione sul ponte) che si trascina da decenni con ritardi e dietrofront, sia diventata la sua priorità”. Lo dice la senatrice del Pd, Beatrice Lorenzin E prosegue: “Soprattutto sarebbe interessante sapere dove sono le risorse per realizzarla. Sorge forte il dubbio che anche questo decreto finirà come gli altri che lo hanno preceduto: in un nulla di fatto costato a oggi già 900 milioni di euro. Oggi la preoccupazione dovrebbe essere quella di realizzare un’opera fatta bene, sostenibile e duratura nel tempo. Invece sembra che ci sia ancora una volta una corsa all’applauso, senza alcun confronto sui tanti quesiti aperti per questo progetto”.

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