Valle dell’Esaro, Gratteri: “Anche la squadra del Roggiano comprava la cocaina”

Associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di droga operante nei comuni della Valle dell’Esaro facente capo alla famiglia Presta. Qurantacinque le persone raggiunte da misura cautelare – 20 in carcere, 16 ai domiciliari, 7 destinatari di un provvedimento di obbligo di dimora e 2 di presentazione alla polizia giudiziaria – accusati, a vario titolo, di vendita, cessione, distribuzione e commercio di ingenti quantitativi di droga, in particolare marijuana, hascisc e cocaina. Ad alcuni degli indagati vengono contestati anche i reati di estorsione, ricettazione e detenzione abusiva di armi. La droga, in particolare la cocaina, arrivava dalle cosche di Plati’, nel Reggino. Le indagini hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di spaccio di stupefacenti e di procedere a sequestri in flagranza di reato. “Non solo traffico di droga – ha commentato in conferenza stampa il procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri- ma si tratta di un’indagine dove vengono documentati pestaggi, spedizioni punitive a chi non pagava, con un minuzioso controllo del territorio, tant’è che nessuno poteva andare a vendere droga se non facente parte di questa famiglia di ‘ndrangheta. Era talmente asfissiante la vendita e il controllo sulla vendita di droga, che anche la squadra del Roggiano- Gravina, calciatori e allenatore, compravano la cocaina da questa famiglia. E un esponente di spicco del clan Giuseppe Presta era uno dei giocatori”. Gratteri accenna ai possibili attentati che hanno indotto il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di Catanzaro a rafforzare le misure di tutela nei suoi confronti. “Quando nelle settimane scorse avete sentito parlare di sicurezza per la mia persona, i miei colleghi e il mio ufficio, c’e’ stata grande attenzione da parte del ministro degli Interni, in persona, e del capo della polizia Gabrielli, a cui mi lega grande affetto. Mi fa piacere – ha aggiunto – questa continua e costante attenzione da parte del ministero dell’Interno e del capo della Polizia, che ci sono sempre vicini”. L’organizzazione militare. Un’attività che ha riguardato la parte nord del territorio della provincia silana. “Una massiva attività di spaccio di droga, provviste- ha sottolineato Francesco Messina del Dac ( Direzione centrale Anticrimine)- da utilizzare per sovvenzionare il capo zona, il noto Presta, e tutti quelli che facevano parte dell’organizzazione che sono in stato di arresto e oltretutto, una sorta di bilancio di almeno un milione all’anno che consentiva di pagare gli accoliti. Abbiamo disarticolato un’organizzazione militare strutturata, sequestrando 2milioni di beni, ma dobbiamo eradicare questa malapianta e per fare questo dobbiamo prima neutralizzare l’apparato militare”. Non ci è avvalsi dei collaboratori di giustizia per chiudere il cerchio su questa indagine. “ E’ stata un’inchiesta- ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla- portata avanti con attività tecniche tradizionali, la qualità delle attività investigative è stata quella di individuare gli obiettivi della cosca, consentendoci di penetrare in questa rete di relazioni finalizzata al traffico di stupefacenti nella Valle dell’Esaro”. Il tentato omicidio. Tra le persone coinvolte nel blitz della squadra mobile c’è anche Marco Patitucci, vittima la settimana scorsa, in Lombardia, di un tentato omicidio. “L’uomo- ha aggiunto il capo della mobile di Cosenza Fabio Catalano- era stato rinchiuso in una casa nella zona Monza Brianza, poi data alle fiamme, e ora si trova ricoverato in gravi condizioni”.