Vaccino, Sileri: “Soglia per dose unica a guariti va estesa a un anno”

Sileri
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“Molte persone non si vaccinano perché hanno ancora anticorpi dopo aver avuto il virus 8 mesi fa. E’ chiaro che dobbiamo cambiare quella norma che” prevede la possibilità di fare una dose anti covid unica entro 6 mesi da quando si è avuta l’infezione, e “portare questa soglia a un anno. Questo il ministero lo farà oggi stesso e fino a un anno” dalla malattia potrà essere fatta una sola dose. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ospite a ‘Tgcom 24′.

Sileri ha poi aggiunto che a suo avviso “potrà e dovrà essere fatto anche un aggiustamento sulla quarantena per i vaccinati, perché se prendo un aereo e davanti a me c’è un positivo” oggi “io rischio la quarantena anche se ho fatto le due dosi. Se già diciamo che, come accade per esempio negli Usa, non si fa la quarantena se si sono fatte le due dosi di vaccino, questo è già un buon incentivo per la vaccinazione, perché dà libertà e sicurezza maggiore. Sono piccole cose che invogliano”. La proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre è confermata? “Non so dire se sarà fino al 31 dicembre, ma io credo che almeno 3 mesi siano necessari visto ciò che stiamo vivendo in tutta Europa”, dove diversi Paesi sono alle prese con una nuova impennata di contagi spinta dalla variante Delta di Sars-CoV-2, ha poi spiegato il sottosegretario.
“E’ stato già annunciato da questo ministero che ci sarà una revisione dei parametri” sulla base dei quali scatteranno i passaggi fra le zone a colori. “Aspettiamo la Cabina regia”. Si tratta di “un atto dovuto. Sono settimane che lo chiedo, perché cambia la tipologia delle persone che diventano positive. La variante Delta” di Sars-CoV-2 “deve sicuramente preoccuparci, perché i contagi salgono e continueranno a salire e arriveranno a dei livelli secondo me molto vicini a quelli del Regno Unito per la fine dell’estate, ma ciò non si esprimerà in un cospicuo aumento di ricoverati e di coloro che rischiano di morire”, ha continuato Sileri parlando della situazione Covid oggi in Italia, con regioni come Lazio, Veneto, Sardegna e Sicilia già sopra i 50 contagi per 100mila abitanti e il dibattito in corso per la revisione dei parametri sulla base dei quali guidare eventuali restrizioni.

“Se torniamo indietro al gennaio del 2021, a quando il Regno Unito aveva più o meno gli stessi contagi di oggi, cioè intorno ai 60mila, vediamo che il numero dei decessi a quel tempo era dieci volte superiore. Cioè a quel tempo si viaggiava al ritmo di mille morti al giorno, oggi hanno meno di 100 decessi. Cambiare i parametri significa adattarli a una nuova situazione epidemiologica che vede una circolazione del virus sicuramente in salita” che coinvolge “molti soggetti giovani” e se si è vaccinati colpisce “in forma più leggera”. Quindi, ha concluso Sileri, si parla di “adattare i parametri a una nuova situazione che oggi ha una variabile in più, che è quella della vaccinazione crescente nella nostra popolazione. Non significa cambiare i parametri per rimanere aperti. E sicuramente la percentuale di pazienti Covid che arrivano in terapia intensiva e nei reparti di medicina deve essere tenuta in notevole considerazione per decidere quale colorazione avrà quella regione. E a questo punto va aggiunto poi il ruolo fondamentale che avrà il Green pass”.

(Adnkronos)