Vaccini Calabria, rabbia e frustrazione: ecco cosa succede

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“Il commissario ad Acta della Sanità in Calabria Guido Longo, in merito alle modalità di prenotazione del vaccino anti Covid-19, alle segnalazioni e alle richieste di informazioni ricevute nelle ultime ore da parte degli utenti, ha reso noto alcuni chiarimenti in considerazione che sono pervenute numerose richieste alla casella di posta [email protected]. e la maggior parte di esse non risultano rientranti nelle categorie a cui era destinata, ed in molti casi le richieste risultano non essere inviate da soggetti fragili con codice di esenzione tra quelli previsti, tant’è che dalla verifica delle mail pervenute si è constatato che in molti casi gli assistiti erano già abilitati alla prenotazione sul portale di Poste Italiane”. E’ quanto si legge in una nota del servizio di Comunicazione istituzionale del dipartimento Salute della Regione.

Il caos quindi sarebbe da attribuire a tutti coloro che provano ad accedere ed inserire dei codici dei soggetti facenti parte delle “categorie fragili”.

Ed in effetti un fondo di verità, e c’è chi afferma: “Si lavora giorno e notte per rimediare e comunicare al sistema di Poste Italiane i codici che non risultano inseriti e aggiornati”.

Ecco spiegati cosa succede:

la piattaforma di Poste Italiane, per le prenotazioni in Calabria, non sempre riconosce i codici esenzione inseriti dagli utenti per registrarsi. L’anagrafica sanitaria regionale non sarebbe ancora aggiornata. Tant’è che il Dipartimento Tutela della Salute, invitava a inviare una mail a [email protected] nel caso in cui, nella certezza di rientrare nelle “categorie fragili”, non fosse possibile portare a termine la prenotazione.

Ed ecco la pioggia di e-mail di tutti gli utenti fragili che non riescono ad avere neanche una data per la prima probabile dose di vaccino.

Tanti utenti non avendo ricevuto risposta (si può solo immaginare la quantità di mail pervenute) chiedono aiuto ai propri medici di base ma anche loro non hanno ricevuto nessuna comunicazione, nessun coordinamento con i medici di famiglia, un caos che si somma ai continui e costanti vuoti di comunicazione istituzionale e aziendale con gli ambulatori.

Ma il problema sarebbe a monte:

il sistema di una delle imprese che nel novembre del 2018 si è aggiudicato l’appalto da oltre 22 milioni di euro per la gestione del Sistema informativo sanitario regionale e non sarebbe funzionante come dovrebbe. Altrimenti i famosi codici, di cui si fa riferimento sopra, sarebbero aggiornati e il sistema così tanto pagato funzionerebbe senza alcun inghippo.

E nel frattempo che si fa?

Il Commissario Longo risponde così: “Per evitare di allungare i tempi di risposta ai pazienti fragili che continuano a riscontrare difficoltà ad accedere alla piattaforma di prenotazione è stata creata una modalità più veloce di segnalazione attraverso un form on line: Link modulo “…. realizzato (gratuitamente) da Google.