x

x

giovedì, 30 Maggio, 2024
HomeAttualitàTumori, dal 2000 boom casi nei giovani. Burioni: "Non sappiamo perché"

Tumori, dal 2000 boom casi nei giovani. Burioni: “Non sappiamo perché”

“Un dato inquietante: negli ultimi 20 anni si è registrato un netto aumento dell’incidenza di alcuni gravi tumori tra i giovani. E non sappiamo ancora il perché”. E’ il commento a un servizio del ‘Wall Street Journal’ postato sui social da Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che all’oncologia ha dedicato il suo ultimo libro ‘Match point – Come la scienza sta sconfiggendo il cancro’. Il cancro sta colpendo sempre più giovani negli Stati Uniti e in tutto il mondo, sconcertando i medici, si legge sul Wsj. Negli Usa, secondo dati federali, i tassi di diagnosi sono aumentati nel 2019 a 107,8 casi ogni 100mila persone under 50 anni, in crescita del 12,8% rispetto a 95,6/100mila del 2000. Anche uno studio apparso l’anno scorso su ‘Bmj Oncology’ – ricorda il quotidiano – ha riportato un forte aumento globale dei tumori nelle persone sotto i 50 anni, con i tassi più alti in Nord America, Australia ed Europa occidentale. I medici stanno cercando di capire cosa li fa ammalare e come identificare i giovani ad alto rischio. Sospettano che i cambiamenti negli stili di vita – meno attività fisica, più alimenti ultra-processati, nuove tossine – abbiano aumentato il rischio per le generazioni più giovani.
“I pazienti stanno diventando più giovani”, afferma Andrea Cercek che co-dirige un programma per pazienti con cancro gastrointestinale a esordio precoce presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, dove è stata curata Meilin Keen, una 27enne dalla cui vicenda parte l’articolo del Wsj. Nel giugno scorso Meilin stava studiando per l’esame di avvocato quando ha iniziato a vomitare sangue, scoprendo così di avere un cancro allo stomaco per il quale è stata operata. Cercek ritiene “probabile” che alla base del boom di tumori negli under 50 ci sia “qualche cambiamento ambientale, qualcosa nel nostro cibo, nei nostri farmaci o qualcosa che non abbiamo ancora identificato”.

Nel 2020 – prosegue il Wsj – la morte dell’attore Chadwick Boseman a 43 anni per cancro al colon ha acceso i riflettori sulla crescente prevalenza di questo tumore nelle persone sotto i 50 anni, un trend che già nel decennio precedente aveva allarmato gli oncologi. Gli esperti si resero conto presto che il fenomeno riguardava anche altre forme di cancro, dal tumore al pancreas a quello dell’appendice, dal cancro allo stomaco al tumore dell’utero. “Il cancro del colon-retto era il canarino nella miniera di carbone”, è la metafora usata da Timothy Rebbeck, epidemiologo dei tumori al Dana-Farber Cancer Institute di Boston.
Il tasso di mortalità per cancro negli Stati Uniti è sceso di un terzo dal 1991 – rimarca il Wsj – grazie alla riduzione del fumo, a cure più efficaci e agli screening per la diagnosi precoce. Tuttavia l’aumento dei tumori a esordio precoce minaccia di frenare i progressi fatti nella lotta al cancro, anche se i tumori continuano a colpire molto più spesso gli anziani. Nel 2019 un quinto dei nuovi malati di cancro del colon-retto aveva meno di 55 anni, dato quasi raddoppiato rispetto al 1995. E i pazienti più giovani spesso ricevono la diagnosi quando il tumore è in fase avanzata, tanto che i tassi di mortalità per cancro del colon-retto tra gli over 65 stanno diminuendo, mentre crescono negli under 50.

Slide
Slide
Slide
ragi

“Stiamo vedendo sempre più giovani che contraddicono l’insegnamento classico secondo cui il cancro è una malattia dell’invecchiamento”, evidenzia Monique Gary, direttrice medica programma oncologico, Grand View Health Pennsylvania. Ma di fronte a un sintomo insolito, avere un tumore non è la prima paura di un ragazzo. Soffrendo fin da quando andava al liceo di bruciori allo stomaco e reflusso, e avendo assunto antiacidi per mesi mentre si preparava per l’esame di abilitazione, la stessa Meilin quando ha perso l’appetito e ha vomitato sangue inizialmente credeva di aver bevuto troppo caffè. E’ andata al Pronto soccorso solo quando le si è oscurata la vista e si è sentita svenire. In ospedale i medici l’hanno stabilizzata e sottoposta a indagini, e quando uno di loro avanzò l’ipotesi di un batterio cancerogeno, Meilin quasi rise. “Non ho pensato mai al cancro finché non l’ho avuto”, confessa.
(Adnkronos)

SEGUICI SUI SOCIAL

142,034FansLike
6,832FollowersFollow
380FollowersFollow

spot_img

ULTIME NOTIZIE