Tubature rotte: Scilla ‘scopre’ ditta calabrese che ripara senza scavi

Greco_senza_scavo

Le eccellenze calabrese non si manifestano solo sulle tavole imbandite di una squisita enogastronomia.

In certi casi lavorano è il caso di dire sottotraccia, invisibili quanto efficaci.

Se ne sono accorti a Scilla (RC) dove già un paio di volte il Comune ha felicemente risolto due casi di rottura di tubazioni senza rompere asfalto, senza scavi, senza il minimo disagio per cittadini tantomeno per gli automobilisti e soprattutto in brevissimo tempo.

A realizzare la nuova tecnica, il nome esatto è relining,  è l’azienda Sandro Greco di Catanzaro, unica nel Meridione e tra le poche in Italia ad utilizzare una metodica ad altissima tecnologia.

PARLA UNO DEI FRATELLI TITOLARI

Ma di cosa si tratta?

“Tecnicamente – ci dice Emanuele Greco, titolare assieme al fratello Sandro – è l’intervento di un piccolo-grande robot che entra dal tombino ed attraverso una regia che lo guida riesce ad installare guaine in fibra di vetro polimerizzate da raggi UV

In pratica una metodica ‘no-dig’ (senza scavo) che entrando da un classico tombino ed uscendo da quello seguente ripara e riabilita tubature fognarie, di acqua piovana, miste, ma anche condotte di acqua potabile compromesse.

A Scilla, nel suggestivo centro del Tirreno reggino, l’azienda di Catanzaro ha fatto qualcosa di eccezionale.

“Si trattava di un collettore fognario di tipo ovoidale (come nella foto ndr) – continua il dirigente della Sandro Greco che ha 31 anni di vita con oltre due decine di dipendenti – e la stradina era pure molto stretta.

Una situazione molto difficile come si può immaginare che avrebbe costretto a sopportare la perdita oppure ad un lungo periodo di chiusura al passaggio degli automezzi causa scavo. Invece abbiamo  risolto il problema con un solo giorno di lavoro”

NUOVE FRONTIERE PER I LAVORI PUBBLICI?

Ne parlano con la sicurezza dei professionisti, in realtà ci troviamo davanti ad una rivoluzione che tuttavia stenta a decollare.

“E’ una frontiera aperta già da qualche tempo ma non sembra ancora essere stata valutata appieno – commenta con un po’ di amarezza Greco –  Come al solito ancora in Calabria si procede a rilento mentre continuano a chiamarci in altre parti d’Italia visto che le aziende già pronte come noi sono davvero poche”.

Questo vi stimola o vi demoralizza?

“Siamo molto ma molto orgogliosi della nostra calabresità, come nostro padre Antonio ci ha trasmesso. Speriamo di renderci utili presto anche nella nostra regione dove com è noto la rete idrica è un colabrodo ed i problemi del sottosuolo sono quotidiani