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giovedì, 18 Aprile, 2024
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Tribunale Lamezia condanna Miur su caso mobilità dirigente con L. 104

Importante sentenza in tema di tutela della disabilità anche fra dirigenti del pubblico impiego.

Il G.L. dott.ssa Valeria Salatino ha accolto il ricorso proposto dal Dirigente Scolastico dell’I.C. “Gianni Rodari” di Soveria Mannelli, dr. Patrizio Francesco Saverio, per il tramite degli avv.ti Giuseppe Pascuzzi e Roberto Battimelli del Foro di Lamezia Terme, affermando il suo diritto ad essere trasferito.

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Il dirigente aveva chiesto di andare in Campania usufruendo della precedenza assoluta, ex art. 33, commi 5 e 7 della L. n. 104/1992, per l’assistenza al genitore disabile.

Per queste motivazioni il Tribunale ha condannato il Ministero dell’Istruzione a trasferirlo dall’USR per la Calabria all’USR per la Campania, nella sede di lavoro più vicina alla residenza della persona da assistere.

L’amministrazione scolastica ha provato a negare la sussistenza del diritto azionato, ma il magistrato, recependo le tesi dei legali, ha confermato il principio di diritto secondo cui “ si deve ritenere prevalente l’interesse del disabile a ricevere le cure e l’assistenza necessarie da parte del familiare lavoratore, secondo quanto previsto dalla L. n. 104/1992”.

LE REAZIONI DEI LEGALI

Con l’importante pronunciamento del Tribunale di Lamezia Terme, affermano gli avvocati Pascuzzi e Battimelli, si rafforza l’orientamento recentemente portato avanti da una certa giurisprudenza di merito, secondo il quale: “La posizione di vantaggio riconosciuta dalla Legge n. 104 in testa al dirigente scolastico, si presenta come un vero e proprio diritto soggettivo di scelta da parte del familiare-lavoratore che presta assistenza con continuità a persone che sono ad esso legate da uno stretto vincolo di parentela o di affinità”.

Altrettanto soddisfatti i legali: “perché questa sentenza ha saputo interpretare, nel caso specifico ovviamente, una delle tante istanze di giustizia, spesso inascoltate, che provengono dai caregiver familiari, sancendo il doppio diritto -da un lato- di prestare e -dall’altro- di ricevere adeguata assistenza in quei contesti familiari, sempre più numerosi, in cui vi sono persone affette da gravi disabilità” –afferma l’Avv. Giuseppe Pascuzzi- “è anche nelle aule dei Tribunali che si contribuisce a promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità”.

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