martedì, 4 Ottobre, 2022
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Trasferimento magistrato Facciolla: fascicolo deve andare a nuova sezione Csm

Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso presentato dall’ex procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla e hanno rinviato il fascicolo relativo al trasferimento d’ufficio del magistrato al Tribunale di Potenza, con le funzioni di giudice nel settore civile, a una nuova sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura “per la rivalutazione del quadro indiziario cautelare concernente l’addebito”.

Lo rende noto il legale di Facciolla, l’avvocato Ivano Iai. Nel novembre del 2019 la sezione disciplinare del Csm, presieduta dal vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura, David Ermini, aveva disposto il trasferimento di Facciolla. L’ex procuratore di Castrovillari è imputato per corruzione, in concorso con altre persone, davanti al Tribunale di Salerno. Nel corso del processo, in fase preliminare, la Procura campana ha chiesto il rinvio a giudizio del magistrato.

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Le Sezioni Unite della Cassazione con il verdetto 21432 depositato oggi – hanno ritenuto fondato uno solo dei quattro motivi di reclamo avanzati dalla difesa del magistrato, imputato a Salerno in un processo penale su presunti illeciti nell’affidamento a una società del servizio di noleggio di apparecchi per le intercettazioni. Per questa ragione i supremi giudici hanno rinviato il riesame del caso Facciolla ad una nuova sezione disciplinare del Csm che dovrè seguire le indicazioni degli ‘ermellini’ che ritengono che uno tra i vari addebiti contestati in fase cautelare alla toga calabrese non sia da considerarsi un illecito. Riguarda l’incarico a una società di digitalizzare atti di una vicenda sua personale, ormai conclusasi, di contrapposizione ad un altro magistrato. Dunque non ci sarebbe stato trattamento non consentito di dati personali, e su questo punto la Cassazione ha chiesto al Csm di riesaminare bene le carte e le obiezioni della difesa. Invece per quanto riguarda le altre incolpazioni, tra le quali quella di falso e interferenza in indagini – l’inchiesta ‘Stige’ della Dda di Catanzaro coordinata da Nicola Gratteri – le Sezioni Unite ritengono che il Csm abbia espresso un “argomentato e coerente convincimento” del compendio indiziario contestato a Facciolla. Il verdetto, ripercorrendo la decisione del Csm sul trasferimento avvenuto lo scorso febbraio, ricorda “il contrasto esistente all’interno della magistratura calabrese anche in conseguenza della presente vicenda” che conta esposti presentati da Facciolla al Procuratore generale di Catanzaro “tutti volti a screditare l’operato e la figura dei colleghi della Dda e della polizia giudiziaria da essi delegata per le indagini”. Queste circostanze, ad avviso della Cassazione, sono state valorizzate “in maniera di per sè non irragionevole e non contraddittoria” a sostegno “del venir provvisoriamente meno delle condizioni di permanenza del dott. Facciolla nel suo ufficio”.

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