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lunedì, 16 Marzo, 2026
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Transizione tecnologica, Guzzi (Unilavoro Pmi): Potrebbe determinare nuova disoccupazione strutturale

InvestCloud, filiale italiana del gruppo Usa, specializzata in software, specie nella gestione patrimoniale, con sede a Porto Margherita, nel veneziano, ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi dipendenti per cessazione dell’attività. Ha comunicato la sua decisione ai sindacati, motivandola, si legge, con un nuovo modello organizzativo del gruppo statunitense, basato su sistemi integrati con l’intelligenza artificiale che “non prevede il mantenimento di strutture autonome”. La lettera di licenziamento, arrivata come un fulmine a ciel sereno, ha lasciato sgomenti tutti i dipendenti, che saranno costretti ad affrontare iter complessi e molto impegnativi. A focalizzare l’attenzione su questa situazione critica, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, a parere del  quale “l’avanzata dell’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mondo del lavoro. Se da un lato promette maggiore produttività e nuovi modelli di sviluppo economico, dall’altro solleva interrogativi sempre più pressanti sul futuro dell’occupazione. Si discute se la nuova transazione tecnologica possa generare una nuova forma di disoccupazione strutturale. Molto probabile”.

“Negli ultimi anni –  evidenzia l’imprenditore lametino–  l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese è cresciuta rapidamente, anche se in modo disomogeneo. Cresce, ma il suo utilizzo non sfonda ancora. In Italia, si legge ad esempio, solo l’11,4% delle aziende utilizza stabilmente sistemi di IA nei propri processi produttivi, ma una su cinque prevede di investire in queste tecnologie entro il 2027. I lavori più vulnerabili sono quelli caratterizzati da compiti ripetitivi o fortemente digitalizzati, come attività amministrative, segreteria, supporto d’ufficio e servizi finanziari”.

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Allo stesso tempo -precisa Guzzi –  professioni che richiedono creatività, capacità relazionali, o decisioni complesse risultano meno, facilmente, sostituibili. Per evitare che la transazione digitale produca una nuova disoccupazione di massa, molti esperti, attenti a monitorare la situazione, sottolineano la necessità di investire in formazione continua, politiche attive del lavoro e sistemi di protezione sociale. Solo attraverso queste misure, e attraverso una rete di rapporti tra tutte le organizzazioni sarà possibile accompagnare tutti i lavoratori nella trasformazione del mercato del lavoro”– conclude il Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi.

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