martedì, 7 Febbraio, 2023
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Tragedia funivia: Un’altra calabrese in cabina 2 ore prima

Si tratta di Adele Ceraudo, pittrice di Cosenza che un paio d’ore prima, era salita a bordo della cabina precipitata ieri sul costone del monte Mottarone, trascinando con se quattordici vite, fra cui quella di una sua giovane corregionale di Diamante (Cs) e del suo fidanzato, anche loro in vacanza sulla montagna maledetta.

La testimonianza della donna è apparsa sul suo profilo Instagram: “Alle 10 di stamane – scriveva ieri sul social dopo avere appreso della catastrofe, commentando le immagini da lei stessa girate a bordo della funicolare – prendiamo la funivia per salire sul monte Mottarone, i primi a salire i primi a scendere. Per fortuna”.

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Ceraudo AdelaDavanti a quelle vittime, la donna, scampata alla tragedia, aveva commentato a caldo: “Ringrazio il cielo per noi. Piango immensamente per le persone che, poco dopo, hanno perso la vita“. Stamane, dopo una notte insonne, la donna ha commentato sempre su Instagram: “Sveglia ore 5,30 non per disegnare stavolta, non ho chiuso occhio. Non abbiamo chiuso occhio. Poi ha iniziato a piovere forte e arrabbiato, il cielo era furioso“. Quando la pioggia ha smesso, il silenzio assoluto in cui risalta la tragedia: “Ora è così fermo, silenzio umano. Quiete immobile. Decine di conguettii, fischi e rumorini vari di animaletti notturni e mattutini. Direi che la vacanza è terminata. Non riusciremmo a  godere dell’altro, nonostante le meraviglie, naturalistiche ed umane che circondano questi laghi“.

Contattanta telefonicamente dall’AGI, mentre si trovava sull’autostrada per Milano, dove vive, l’artista cosentina, ancora scossa, ha spiegato: “Ieri ero sulla stessa funivia sulla quale è avvenuta la tragedia, alle 10 e mezzo del mattino”. A Stresa, aggiunge, “per la bella giornata, dopo due giorni di pioggia e freddo e dopo le chiusure per il Covid, c’erano tantissime persone, con tanta voglia di muoversi e divertirsi. Grazie al cielo, per le norme anticovid le cabine erano piene solo a metà, altrimenti sarebbero morte molte più persone. Adesso stiamo tornando a Milano, la nostra gita avrebbe dovuto essere più lunga, ma il nostro stato d’animo – ha proseguito – è di molta tristezza. Abbiamo appreso la notizia quando già eravamo in hotel. Alcuni amici ci hanno avvisato ed erano preoccupati perché noi eravamo in giro e non abbiamo risposto subito al telefono”

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