Con le accuse di traffico internazionale illecito di rifiuti speciali e falso, la Guardia costiera di Bari ha notificato un’ordinanza di interdizione per dodici mesi dall’attività di impresa nei confronti del 66enne Giosè Marchese, titolare della ditta calabrese ‘Servizi ecologici’. È stato eseguito anche il sequestro preventivo dello stabilimento, a Tarsia, e della sede amministrativa della società a Santa Sofia D’Epiro. Nell’indagine della Procura di Bari risultano indagate altre cinque persone, due dirigenti e due funzionari della Regione Calabria. Si tratta di Giosè Marchese (cl. ’58) di Cosenza, titolare della “Servizi Ecologici” di Tarsia; Pasqualino Caparrotta (cl. ’84) di Lamezia Terme, responsabile tecnico; Gianfranco Comito (cl. ’58) di Vibo Valentia, dirigente del Dipartimento Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria; Gabriele Alitto (cl. ’78) di Cosenza, dirigente UOA Regione Calabria; Clementina Torchia (cl. ’80) di Lamezia Terme, Rup; Claudia Russo (cl. ’76) di Catanzaro, Rup.
L’indagine è partita a novembre 2021 durante controlli nel porto di Bari. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un complesso meccanismo finalizzato all’illecito smaltimento di rifiuti derivanti dal ciclo urbano, formalmente classificati come rifiuti speciali mediante procedure ritenute irregolari e successivamente esportati verso impianti in Grecia. L’obiettivo degli indagati sarebbe stato quello di conseguire un ingiusto profitto mediante il risparmio dei costi connessi alle corrette procedure di gestione previste dalla normativa ambientale nazionale ed europea. In particolare, sarebbe stata alterata la classificazione dei rifiuti, elusa la tracciabilità delle operazioni di trattamento e movimentazione in origine, predisposta documentazione ritenuta non veritiera e simulate operazioni di recupero finale in realtà non effettuate.
La ditta, “che rappresenta – spiega la Guardia costiera – una delle principali aziende calabresi che si occupano della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nei comuni della provincia di Cosenza”, è stata affidata ad un amministratore giudiziario. La gip di Bari Chiara Maglio ha escluso i gravi indizi nei confronti degli altri indagati. La giudice ha contestualmente dichiarato la propria incompetenza territoriale disponendo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria di Catanzaro.


















