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	<title>sequestro di beni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Mar 2025 08:31:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sequestro di beni a imprenditore vicino a cosca &#8220;Anello-Fruci&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-di-beni-a-imprenditore-vicino-a-cosca-anello-fruci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 08:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[cosca Anello-Fruci]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione per l&#8217;applicazione delle Misure di Prevenzione, ed eseguito dai militari del Comando Provinciale di Catanzaro ha portato al sequestro di prevenzione dell&#8217;intero capitale sociale di una società con sede a Maierato e del relativo patrimonio aziendale &#8211; individuato in 4 unità immobiliari, 4 appezzamenti di terreno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione per l&#8217;applicazione delle Misure di Prevenzione, ed eseguito dai militari del Comando Provinciale di Catanzaro ha portato al sequestro di prevenzione dell&#8217;intero capitale sociale di una <strong>società con sede a Maierato</strong> e del relativo patrimonio aziendale &#8211; individuato in 4 unità immobiliari, 4 appezzamenti di terreno, 25 automezzi e un impianto di produzione di calcestruzzo &#8211; per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro, riconducibili ad imprenditore, nei cui confronti risultano acquisiti elementi indiziari gravi relativamente all&#8217;intraneità alla cosca &#8220;Anello-Fruci&#8221; di Filadelfia e alla perpetrazione di numerosi reati-fine (estorsioni, reati in materia di armi, reati ambientali ed altro).</p>
<p>Il provvedimento è stato emesso sulla base di articolate investigazioni economico­patrimoniali coordinate da questa Procura Distrettuale della Repubblica ed eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catanzaro &#8211; Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) che hanno accertato anche la pericolosità qualificata del soggetto, atteso il suo coinvolgimento nell&#8217;<strong>operazione &#8220;Imponimento&#8221;</strong>. Lo stesso, peraltro, è stato implicato nell&#8217;<strong>indagine &#8220;Dedalo-Petrolmafie&#8221;</strong>, eseguita dal Nucleo P.E.F. Catanzaro congiuntamente al ROS dell&#8217;Arma dei Carabinieri di Catanzaro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, per altre vicende estorsive aggravate dalla metodologia mafiosa. Le investigazioni di polizia giudiziaria hanno consentito di acquisire significative risultanze investigative idonee alla dimostrazione di come la citata consorteria mafiosa abbia potuto garantirsi, attraverso la società riconducibile al proposto, l&#8217;acquisizione di commesse per la fornitura di calcestruzzo nei maggiori cantieri attivi nella zona di influenza. Emblematici, in tale ambito, risultavano gli episodi estorsivi che hanno coinvolto, sotto il profilo indiziario, l&#8217;<strong>imprenditore</strong>, aventi ad oggetto i lavori di ristrutturazione del <strong>punto vendita Eurospin di Pizzo</strong>, i lavori di costruzione del <strong>resort in località Galìa di Pizzo</strong> e i lavori di ristrutturazione della<strong> stazione ferroviaria di San Pietro a Maida</strong>.</p>
<p>I beni sottoposti a vincolo sarebbero stati <strong>acquistati con i proventi illeciti</strong>, anche in relazione alla sproporzione fra il loro valore pari a oltre 2 milioni di euro e gli esigui redditi dichiarati ai fini delle imposte sui redditi dal proposto e dai suoi familiari. Il provvedimento è stato disposto ai sensi dell&#8217;art. 20 del d.lgs. n. 159/2011, in attesa del contraddittorio che avrà luogo dinanzi al Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione per l&#8217;applicazione delle Misure di Prevenzione nel procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni, che è ancora in corso. Il relativo procedimento di prevenzione patrimoniale è tuttora pendente.</p>
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		<item>
		<title>Guardia di Finanza di Vibo Valentia esegue provvedimento di confisca di beni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guardia-di-finanza-vibo-valentia-esegue-provvedimento-di-confisca-di-beni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 08:25:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[foligno]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un provvedimento del locale Tribunale che ha disposto la confisca di beni di proprietà di un soggetto destinatario di sentenza irrevocabile di condanna per il reato di peculato e reati fallimentari a seguito di patteggiamento. Il valore dei beni sottoposti a confisca, costituiti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un provvedimento del locale Tribunale che ha disposto la confisca di beni di<strong> proprietà di un soggetto</strong> destinatario di sentenza irrevocabile di condanna per il reato di peculato e reati fallimentari a seguito di patteggiamento. Il valore dei beni sottoposti a confisca, costituiti da fabbricati e terreni, ubicati nel territorio del comune di Foligno (PG) e disponibilità finanziarie, ammonta a circa € 380.000,00.</p>
<p>Le indagini coordinate e dirette dal Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Camillo FALVO e dal Sostituto titolare del fascicolo ed eseguite dal Nucleo di polizia Economico-Finanziaria e dalla Sezione di P.G., avevano permesso di appurare come <strong>l’imputato, nominato dal Ministero dello Sviluppo Economico</strong> quale commissario liquidatore di una <strong>società vibonese</strong> operante nel settore “Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e dell&#8217;ingegneria”, posta in liquidazione coatta amministrativa, si fosse appropriato, nel tempo, di ingenti somme di denaro della procedura concorsuale attraverso assegni e bonifici, privi di qualsiasi giustificazione, in favore proprio, nonché a beneficio di un altro soggetto e di una società riconducibile al proprio nucleo familiare.</p>
<p>In particolare, dagli accertamenti svolti era emerso che il commissario liquidatore avesse <strong>aperto due conti correnti</strong> intestati alla società in liquidazione coatta amministrativa, uno solo dei quali veniva reso noto al Ministero dello Sviluppo Economico, e tramite gli stessi effettuasse importanti movimentazioni di denaro senza fornire alcuna rendicontazione né documentazione giustificativa, procurando così <strong>un indebito vantaggio economico</strong> a sé e a soggetti a lui vicini, causando al contempo un danno patrimoniale di rilevante gravità alla società in liquidazione e ai creditori della stessa, quantificato in € 864.396,00. Con la sentenza in argomento, oltre alla confisca, all’imputato è stata applicata la pena di anni due e mesi sei di reclusione, e dichiarata l’<strong>inabilitazione all’esercizio di imprese</strong> commerciali e dell’esercizio di uffici direttivi presso qualsiasi impresa. L’intervento delle Fiamme Gialle vibonesi conferma la rilevanza dell’azione del Corpo a tutela della legalità economico-finanziaria e della pubblica amministrazione.</p>
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		<item>
		<title>GdF Catanzaro: Confisca definitiva di beni ad un affiliato di ‘ndrangheta nel Lametino &#8211; VIDEO</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-catanzaro-confisca-definitiva-di-beni-ad-un-affiliato-di-ndrangheta-nel-lametino-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[cosca]]></category>
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		<category><![CDATA[Scalise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme, su disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili riconducibili ad un soggetto affiliato alla cosca di ‘ndrangheta “SCALISE” operante nei comuni del Reventino, identificata anche come “gruppo storico della montagna”. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme, su disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili riconducibili ad un soggetto affiliato alla <strong>cosca di ‘ndrangheta “SCALISE”</strong> operante nei comuni del Reventino, identificata anche come “gruppo storico della montagna”. Il provvedimento è stato emesso dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, su conforme richiesta della Procura Generale, sulla base delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle, nell’ambito del procedimento di esecuzione della pena definitiva comminata al condannato, a conclusione del processo nei confronti dei membri dell’organizzazione criminale degli SCALISE.</p>
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<p>Nello specifico, con sentenza passata in giudicato, il destinatario attinto dalla misura ablatoria è stato riconosciuto colpevole dei reati di<strong> associazione mafiosa ed estorsione</strong> e condannato alla pena di anni<strong> 7 di reclusione</strong> in quanto affiliato alla cosca e pienamente inserito nelle dinamiche criminali della stessa, poiché partecipe in attività estorsive sul territorio con azioni intimidatorie e di danneggiamento nei confronti di potenziali concorrenti di ditte e imprese rientranti nella sfera di controllo del gruppo malavitoso. In particolare, la Guardia di Finanza ha eseguito mirati accertamenti di polizia economico-finanziaria, all’esito dei quali è stata ricostruita la posizione reddituale del prevenuto e dei suoi familiari conviventi accertando l’esistenza di una sperequazione tra le entrate legittime e le disponibilità patrimoniali accumulate nel tempo.</p>
<p>Le risultanze investigative hanno così determinato l’emissione della misura ablatoria eseguita dai finanzieri di Lamezia Terme che ha riguardato beni mobili, immobili, aziende e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 850.000 euro. Nel dettaglio sono stati sottoposti a sequestro<strong> una villa con annessi 3 terreni</strong> e una villetta autonoma ubicate nel comune di <strong>Decollatura (CZ)</strong>, l’intero compendio aziendale di<strong> una società di costruzioni</strong> e due<strong> imprese edili</strong> costituite sotto forma di ditta individuale, nonché disponibilità finanziarie per circa 4.000 euro. L’attività di polizia giudiziaria rientra nel più vasto dispositivo di contrasto alla criminalità organizzata, attraverso il quale la Guardia di Finanza tende, oltre che ad accertare i vari gravi reati commessi, anche a privare gli autori dei crimini di ogni provento illecito indebitamente conseguito negli anni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sequestro di beni per oltre 1,2 Milioni di euro a soggetto contiguo al Gruppo Mafioso “Patitucci”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-di-beni-per-oltre-12-milioni-di-euro-a-soggetto-contiguo-al-gruppo-mafioso-patitucci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 08:59:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Mafioso “Patitucci”]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Servizio Centrale I.C.O. e dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Catanzaro e Cosenza stanno dando esecuzione al Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura di Catanzaro-Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stato disposto il sequestro di 2 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Servizio Centrale I.C.O. e dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Catanzaro e Cosenza stanno dando esecuzione al Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura di Catanzaro-Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stato disposto il sequestro di<strong> 2 unità immobiliari e 2 imprese</strong> con relativi <strong>patrimoni aziendali</strong>, comprendenti numerosi appezzamenti di <strong>terreno</strong>, <strong>motoslitte</strong>, <strong>quad</strong> e<strong> rapporti bancari</strong>, per un valore complessivo di oltre <strong>1,2 milioni di euro</strong>, riconducibili ad un soggetto ipotizzato come contiguo al gruppo mafioso “Patitucci”, e che rientrerebbe nella categoria dei soggetti connotati da “<strong>pericolosità qualificata</strong>”, come previsto dal Decreto Legislativo n. 159/2011, in quanto indiziato di appartenere all’associazione di cui all&#8217;articolo 416-bis c.p..</p>
<p>Ciò in considerazione del suo coinvolgimento nei procedimenti penali, convenzionalmente denominati “Reset”, che ha riguardato la citata organizzazione operante a Cosenza e territori limitrofi, e “Gentleman II”, che ha interessato un<strong> sodalizio dedito al narcotraffico</strong> operante nella sibaritide, nei quali, rispettivamente, sono stati ipotizzati i reati di <strong>partecipazione ad associazione mafiosa</strong> e di <strong>cessione di sostanze stupefacenti</strong> nel periodo compreso tra l’anno 2012 e il 2022. I predetti procedimenti, anche a carico del soggetto destinatario dell’odierno decreto, sono attualmente nella fase del giudizio, e<strong> in particolare</strong>:<br />
<strong>&#8211;</strong> il procedimento penale c.d. “Gentleman II”, nel quale l’attività di indagine è stata<br />
caratterizzata dall’utilizzazione degli strumenti della cooperazione internazionale,<br />
pende in fase dibattimentale davanti al Tribunale di Castrovillari;<br />
<strong>&#8211;</strong> il procedimento penale c.d. “Reset” pende in fase di trattazione del giudizio abbreviato<br />
davanti al G.U.P. di Catanzaro.</p>
<p>Si tratta di provvedimento di natura cautelare, adottato ex art. 20 d.lgs. n. 159/2011,<br />
dal Tribunale di Catanzaro – Seconda Sezione Penale – Ufficio Misure di Prevenzione<br />
nell’ambito del procedimento di prevenzione, sulla base delle articolate indagini economico &#8211; patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – D.D.A. ed eseguite dagli specialisti della Sezione Misure di Prevenzione &#8211; Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria Catanzaro e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cosenza, con la collaborazione del Servizio Centrale I.C.O., con riguardo alla posizione reddituale del destinatario, e dei familiari, volte a verificare la effettiva disponibilità, la provenienza dei beni e la sproporzione del relativo valore rispetto ai redditi dichiarati e alla attività lavorativa. Il provvedimento è stato disposto in via anticipata, in attesa del contraddittorio che avrà luogo dinanzi al Tribunale di Catanzaro – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione nel procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni, che è ancora in corso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sequestro di beni per 500mila Euro a imprenditore immobiliare nel Catanzarese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-di-beni-per-500mila-euro-a-imprenditore-immobiliare-nel-catanzarese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 10:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni ai fini di confisca emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione Misure di Prevenzione sugli approfondimenti economico-patrimoniali disposti dalla Procura di Catanzaro nei confronti di un imprenditore operante nel settore immobiliare ed attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un decreto di <strong>sequestro di beni ai fini di confisca</strong> emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione Misure di Prevenzione sugli approfondimenti economico-patrimoniali disposti dalla Procura di Catanzaro <strong>nei confronti di un imprenditore operante nel settore immobiliare</strong> ed attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. L&#8217;uomo, già condannato per associazione di tipo mafioso, nel gennaio 2021 era stato sottoposto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito della nota operazione <em>“Profilo Basso” </em>della DDA di Catanzaro. All’esito del relativo processo di primo grado, nel luglio 2023, veniva <strong>condannato alla pena di anni 30 di reclusione</strong> per il delitto di <strong>associazione di tipo mafioso</strong>.</p>
<p>Dagli atti d’inchiesta era emerso il suo ruolo quale<strong> imprenditore di riferimento di alcune tra le organizzazioni <em>‘ndranghetiste</em> più pericolose insistenti nelle province di Catanzaro e Crotone</strong>. In particolare, avrebbe coadiuvato la criminalità organizzata nel settore dell’usura, investito denaro frutto di attività illecita nel settore immobiliare utilizzando le proprie compagini aziendali per agevolare l’infiltrazione nel tessuto economico delle cosche. Gli ulteriori approfondimenti investigativi, hanno consentito di rilevare ulteriori beni intestati o, comunque, riconducibili all’imprenditore quali frutto o reimpiego di attività illecite, ed in ogni caso, di valore sproporzionato rispetto ai redditi legittimamente dichiarati.</p>
<p>Il provvedimento ablativo in questione ha ad oggetto 1 attività d’impresa (ditta individuale), 1 bene immobile (fabbricato), 10 beni mobili (tra cui 1 impianto fotovoltaico, 8 orologi Rolex e 1 lingotto d’oro), denaro contante in valuta europea ed estera e 2 rapporti finanziari per un valore complessivo stimato di <strong>500 mila euro</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>GdF Cosenza: sequestro di beni per oltre 1,7 milioni di euro a imprenditore</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-cosenza-sequestro-di-beni-per-oltre-17-milioni-di-euro-a-imprenditore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 07:24:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Amantea]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=273335</guid>

					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale Cosenza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni per oltre 1,7 milioni di euro emesso dal G.I.P. del Tribunale di Paola, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore di Amantea per l’ipotesi di reato di “infedele dichiarazione”. Le attività d’indagine, volte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-cosenza-sequestro-di-beni-per-oltre-17-milioni-di-euro-a-imprenditore/">GdF Cosenza: sequestro di beni per oltre 1,7 milioni di euro a imprenditore</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale Cosenza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni per oltre <strong>1,7 milioni di euro</strong> emesso dal G.I.P. del Tribunale di Paola, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un <strong>imprenditore di Amantea</strong> per l’ipotesi di reato di “infedele dichiarazione”.</p>
<p>Le attività d’indagine, volte anche a valorizzare le risultanze emerse in seguito ad una verifica fiscale svolta dai finanzieri della Tenenza di Amantea, hanno consentito di ricostruire l’ammontare esatto delle <strong>imposte evase</strong> dal rappresentante legale di un’impresa operante nel settore edile, il quale ha presentato dichiarazioni fiscali non veritiere, o addirittura “in bianco”, al fine di occultare al fisco redditi d’impresa milionari. In seguito all’accertamento delle condotte evasive poste in essere, sono stati sottoposti a vincolo <strong>disponibilità finanziarie</strong>, <strong>quote societarie</strong>, <strong>cinque immobili</strong>, <strong>sette veicoli</strong> e <strong>due orologi</strong> di pregio, per un valore complessivo di oltre 1,7 milioni di euro.</p>
<p>L’attività di servizio condotta testimonia il costante impegno del Corpo nel contrasto all’evasione fiscale, che costituisce un ostacolo allo sviluppo economico, distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato e penalizza l’equità, sottraendo spazi di intervento a favore delle fasce sociali più deboli. Per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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		<title>Sequestro di beni ad un noto commercialista contiguo alla &#8216;ndrangheta nel Reggino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 08:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[GdF Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[melito porto salvo]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla locale Procura Della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione al decreto con il quale il Tribunale di Reggio Calabria &#8211; Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto il sequestro, finalizzato all’applicazione della confisca prevista dal Codice Antimafia, del patrimonio di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla locale Procura Della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione al decreto con il quale il Tribunale di Reggio Calabria &#8211; Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto il sequestro, finalizzato all’applicazione della confisca prevista dal Codice Antimafia, del patrimonio di un commercialista di Melito di Porto Salvo, avente un valore complessivo stimato di 1,9 milioni di euro, contiguo alla cosca di ‘ndrangheta dei “Iamonte”, operativa nell’area grecanica. L’attività trae origine dal progetto denominato “Pecunia 2”, elaborato dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (S.C.I.C.O.), con il quale si è voluto perseguire la finalità di orientare l’azione investigativa verso quei contesti di criminalità organizzata connotati da concreti ed immediati profili di rischio, rafforzando e rendendo sistematico lo sviluppo delle investigazioni economico-patrimoniali.</p>
<p>Il sequestro di prevenzione ha riguardato 7 fabbricati intestati al professionista e ai suoi familiari, tutti ubicati nella sopra citata cittadina ionica. Si tratta di un provvedimento di natura cautelare, adottato dal Tribunale di Reggio Calabria, ai sensi dell’art. 20 del D.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, nell’ambito del procedimento di prevenzione avviato sulla base delle indagini di natura economico-patrimoniale dei finanzieri della Compagnia di Melito di Porto Salvo, volte a verificare la provenienza dell’ingente patrimonio riferibile al professionista e la sproporzione tra i redditi dichiarati e le spese effettuate.</p>
<p>L’attività eseguita dai finanzieri ha fatto emergere, oltre alla pericolosità sociale del soggetto &#8211; già condannato per i reati di associazione di tipo mafioso ed intestazione fittizia di beni &#8211; una considerevole sperequazione tra entrate ed uscite, a seguito della quale ogni acquisizione patrimoniale avvenuta nel periodo di pericolosità del commercialista è stata ritenuta ingiustificata ed ha permesso alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria di disporre &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità &#8211; il sequestro del suo patrimonio, ora affidato all’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale. L’attività di servizio in rassegna testimonia l’elevata attenzione della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia che continua ad essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, allo scopo di arginare l’inquinamento dell’economia legale, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.</p>
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		<title>GdF Reggio Calabria: immobili, terreni e orologi di lusso confiscati ad un ex Funzionario Anas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 07:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[funzionario Anas]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria unitamente a personale dello S.C.I.C.O., con il coordinamento della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria unitamente a personale dello S.C.I.C.O., con il coordinamento della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della <strong>confisca di beni</strong> &#8211; per un <strong>valore complessivo </strong>stimato in oltre <strong>600 mila euro</strong> &#8211; riconducibili ad un<strong> ingegnere reggino</strong>, già <strong>funzionario dell’A.N.A.S.</strong>. La <strong>figura criminale</strong> del proposto era emersa, tra le altre, nelle operazioni denominate<strong> “Waterfront”</strong> e<strong> “Cumbertazione”</strong>, svolte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, nel cui ambito il predetto &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità &#8211; è imputato, tra gli altri, per i <strong>reati di corruzione</strong> anche con l’aggravante dalla finalità di agevolare la<strong> cosca Piromalli</strong> di<strong> Gioia Tauro</strong> e <strong>frode nelle pubbliche forniture</strong>.</p>
<p>Alla luce delle richiamate evidenze, la locale Direzione Distrettuale Antimafia – sempre più interessata agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata – ha delegato il G.I.C.O. e lo S.C.I.C.O., a svolgere<strong> apposita indagine</strong> a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato professionista, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. L’attività in rassegna, anche valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, ha consentito di ricostruire le acquisizioni patrimoniali effettuate dall’anno 2006 all’anno 2019 e di rilevare, attraverso un’articolata attività di riscontro, il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità del proposto, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.</p>
<p>Di conseguenza, nel mese di gennaio 2021, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il sequestro del patrimonio riconducibile al citato professionista e, successivamente, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, con il provvedimento in esecuzione ha decretato &#8211; allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della <strong>confisca di beni &#8211; 2 immobili, 2 terreni, 1 autoveicolo, 3 orologi di lusso marca Rolex</strong> e disponibilità finanziarie &#8211; per un valore complessivamente stimato in oltre 600 mila euro. L’attività di servizio in rassegna testimonia ancora una volta l’elevata attenzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che continua ad essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-reggio-calabria-immobili-terreni-e-orologi-di-lusso-confiscati-ad-un-ex-funzionario-anas/">GdF Reggio Calabria: immobili, terreni e orologi di lusso confiscati ad un ex Funzionario Anas</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>GDF Reggio Calabria: Sequestro di beni a imprenditore reggino per 3,5 milioni di euro &#8211; VIDEO</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdf-reggio-calabria-sequestro-di-beni-a-imprenditore-reggino-per-35-milioni-di-euro-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 06:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cosca Labate]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[Operazione Andrea Doria]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Bombardieri, stanno dando esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Militari del Comando Provinciale della<strong> Guardia di Finanza di Reggio Calabria</strong>, con il coordinamento della locale <strong>Procura della Repubblica</strong> &#8211; <strong>Direzione Distrettuale Antimafia</strong>, diretta dal Procuratore Dott. <strong>Giovanni Bombardieri</strong>, stanno dando esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni &#8211; per un valore complessivo stimato in circa 3,5 milioni di euro &#8211;<strong> riconducibili ad un imprenditore reggino</strong>, operante nel settore del <strong>commercio carburanti</strong>.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-194234-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/08/Sequestro-GDF-Reggio-Calabria.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/08/Sequestro-GDF-Reggio-Calabria.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/08/Sequestro-GDF-Reggio-Calabria.mp4</a></video></div>
<p><strong>La figura criminale</strong> del proposto era emersa nell’ambito dell’<strong>operazione</strong> “<strong>Andrea Doria</strong>”, eseguita dalla Guardia di Finanza a contrasto dell’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale, che avrebbe permesso di scoprire l’esistenza di una struttura organizzata, attiva nel commercio di prodotti petroliferi, dotata di un meccanismo ben collaudato con lo scopo principale di <strong>evadere le imposte</strong>, in modo fraudolento e sistematico, attraverso l’emissione e l’improprio utilizzo delle c.d. “dichiarazioni di Intento”. <strong>In particolare</strong>, sotto la direzione strategica di un <strong>commercialista campano</strong> e con la comprovata compiacenza di soggetti esercenti depositi fiscali e commerciali ubicati in Calabria e Puglia, le organizzazioni criminali avrebbero realizzato il controllo dell’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero, dal deposito fiscale ai distributori stradali. In tale ambito, il predetto &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità &#8211; è stato rinviato a giudizio per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio, nonché per il reato di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità di agevolare l’<strong>attività della ‘ndrangheta</strong> ed in particolare della<strong> cosca LABATE</strong>, attiva a Reggio Calabria. In relazione all’attività di cui sopra, la locale Direzione Distrettuale Antimafia &#8211; sempre più interessata agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata &#8211; valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, delegava il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) a svolgere apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione patrimoniali.</p>
<p>Al riguardo, l’attività di indagine è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali<strong> effettuate dall’anno 2000 all’anno 2020</strong>, verificando &#8211; attraverso una complessa e articolata attività di accertamento e riscontro documentale &#8211; il patrimonio nella disponibilità del medesimo, direttamente o indirettamente, il cui valore, secondo gli inquirenti, risultava essere decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dell’imprenditore. Alla luce di tali evidenze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria &#8211; allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; disponeva l’applicazione della misura di prevenzione del sequestro del patrimonio riconducibile al proposto nonché al rispettivo nucleo familiare &#8211; per un valore complessivo stimato in circa 3,5 milioni di euro &#8211; costituito dall’intero compendio aziendale di n.<strong> 3 società di capitali</strong>, quote di un’<strong>ulteriore società</strong>, <strong>1 fabbricato</strong>, <strong>2 terreni</strong>,<strong> beni mobili</strong>,<strong> rapporti bancari</strong> e <strong>finanziari</strong> e relative disponibilità. Peraltro, nell’ambito del sequestro figura<strong> denaro contante per euro 2.101.580,00</strong>, rinvenuto dai finanzieri, suddiviso in<strong> mazzette cautelate con del cellophan</strong>e ed occultato in due valigie nascoste in un garage nella disponibilità dell’imprenditore medesimo. L’attività di servizio in rassegna testimonia ancora una volta l’elevata attenzione della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia che continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdf-reggio-calabria-sequestro-di-beni-a-imprenditore-reggino-per-35-milioni-di-euro-video/">GDF Reggio Calabria: Sequestro di beni a imprenditore reggino per 3,5 milioni di euro &#8211; VIDEO</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>“Mascherine chirurgiche fantasma”: beni sequestrati a imprenditore Calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mascherine-chirurgiche-fantasma-beni-sequestrati-a-imprenditore-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 10:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Altomonte]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine chirurgiche]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di beni]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decreto di sequestro preventivo di beni per quasi un milione di euro nei confronti di un imprenditore di origini calabresi accusato di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio. I carabinieri della compagnia di Velletri, con il supporto dei carabinieri della compagnia di Castrovillari (Cosenza), hanno proceduto all’elezione di domicilio del soggetto in questione nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine su “mascherine [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Decreto di sequestro preventivo di beni per quasi un milione di euro nei confronti di un imprenditore di origini calabresi accusato di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio. I carabinieri della compagnia di Velletri, con il supporto dei carabinieri della compagnia di <strong>Castrovillari</strong> (Cosenza), hanno proceduto all’elezione di domicilio del soggetto in questione nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine su <strong>“mascherine chirurgiche fantasma”</strong>. Il sequestro preventivo ai fini di confisca, emesso dal gip presso il Tribunale di Velletri, ha di fatto colpito rapporti bancari tra conti correnti e titoli, 11 veicoli, 5 abitazioni nel comune di Altomonte (Cosenza), un’attività industriale, un locale commerciale e 4 ulteriori fabbricati costituiti da laboratori, rimesse, magazzini, oltre a 9 terreni per un totale pari a euro 972.500.</p>
<p>L’indagine, condotta dai carabinieri della Stazione di Ariccia, dall’aprile all’ottobre 2021, è stata avviata dopo una querela per truffa presentata dal titolare di una società nel settore della vendita di materiale medico chirurgico. Nello specifico:<strong> 6 società</strong>, facenti capo all’indagato, hanno stipulato, nei confronti di altre<strong> 13 società</strong>, contratti per la vendita di mascherine chirurgiche, nel periodo di massima emergenza pandemica da covid-19,<strong> senza mai fornire realmente la merce</strong>, pagate in anticipo. La truffa ammonterebbe ad un totale di circa <strong>1 milione di euro</strong>.</p>
<p>E’ emerso inoltre “un giro di <strong>riciclaggio e autoriciclaggio</strong>, articolato su una serie di movimentazioni bancarie consistenti in finanziamenti non onerosi e finanziamenti infruttiferi, operato da sei distinte società riconducibili all’unico indagato – fanno sapere i carabinieri – nei cui confronti è stata emessa la misura cautelare reale del sequestro preventivo dei beni mobili e immobili, titoli, azioni e quote societarie, somme di denaro contante, per equivalente, fino al raggiungimento della somma che costituisce il prodotto o il profitto del reato indebitamente percepito a danni di 13 società”.</p>
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