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  • In Calabria l’11 e 12 febbraio evento climatico tra i più rari: il report dell’Arpacal

    In Calabria l’11 e 12 febbraio evento climatico tra i più rari: il report dell’Arpacal

    Un evento meteo climatico tra i più rari delle serie storiche disponibili, è quello che ha interessato la Calabria tra l’11 e il 20 febbraio 2026. Lo certifica il Report elaborato dai tecnici del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL che hanno ricostruito la dinamica atmosferica, le quantità di precipitazioni, gli effetti sui corsi d’acqua e i sistema di allertamento attivato durante il maltempo.
    Si è trattato di un episodio meteorologico lungo e articolato, caratterizzato dal passaggio ripetuto di perturbazioni atlantiche che hanno colpito soprattutto il versante tirrenico della regione e le aree interne montuose. Le piogge sono state diffuse e persistenti e, in diverse zone, hanno superato livelli molto elevati nel giro di pochi giorni.
    I dati raccolti dalla rete di monitoraggio regionale mostrano quantitativi di pioggia particolarmente rilevanti. Il valore più alto è stato registrato a Montalto Uffugo, dove sono caduti 456 millimetri di pioggia durante l’intero evento, quasi il 30% della pioggia che normalmente cade in un intero anno. Valori molto elevati sono stati registrati anche in altre località: Altilia: 401 mm; Belsito: 391 mm; Domanico: 384 mm; Decollatura: oltre 380 mm.

    In molte aree della Calabria tirrenica, dunque, in meno di dieci giorni è caduta la quantità di pioggia che normalmente si accumula in diversi mesi. L’evento è stato caratterizzato non solo da piogge persistenti ma anche da precipitazioni intense concentrate in tempi brevi. In alcune stazioni le piogge nelle 24 ore hanno raggiunto valori fino a 192 millimetri, mentre le precipitazioni di poche ore hanno superato gli 80 millimetri.
    Le analisi statistiche mostrano che alcune di queste precipitazioni rientrano tra gli eventi più rari delle serie storiche disponibili: in alcuni casi il cosiddetto tempo di ritorno supera i 70–100 anni, cioè si tratta di fenomeni che hanno probabilità molto basse di verificarsi in un singolo anno.
    Piene dei fiumi e portata record del Crati
    Le precipitazioni persistenti hanno determinato una risposta significativa dei bacini idrografici. Il fiume Crati, nella sezione di Sibari, ha registrato una piena particolarmente rilevante: il livello idrometrico ha superato i 5 metri, con una portata di circa 663 metri cubi al secondo, il valore più alto mai misurato storicamente in quella sezione.
    L’aumento delle portate ha interessato anche altri corsi d’acqua regionali, tra cui Savuto e Corace, evidenziando gli effetti cumulativi delle precipitazioni prolungate sui bacini idrografici.

    Venti intensi e mareggiate
    L’evento è stato accompagnato anche da una ventilazione molto sostenuta. In diverse stazioni della rete regionale le raffiche di vento hanno superato i 30 metri al secondo, cioè oltre 110 chilometri orari, con punte fino a 137 km/h registrate nel Reggino. Queste condizioni hanno provocato mareggiate significative lungo la costa tirrenica.
    Durante tutto il periodo di maltempo il Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL ha operato in regime di presidio continuo, monitorando l’evoluzione dei fenomeni e supportando il sistema di protezione civile regionale. Nel corso dell’evento sono stati allertati complessivamente 88 Comuni, con diversi territori che hanno raggiunto livelli operativi di preallarme e allarme a seguito del superamento delle soglie idrometeorologiche.
    L’analisi contenuta nel Rapporto evidenzia che non si è trattato di un singolo episodio temporalesco ma di una sequenza di perturbazioni ravvicinate, intervallate da brevi pause. Questa dinamica ha determinato la progressiva saturazione dei suoli e l’innalzamento dei livelli fluviali, aumentando il rischio idrogeologico su diverse aree del territorio regionale.
    La rete di monitoraggio meteoclimatico regionale ha consentito di controllare in tempo reale l’evoluzione dell’evento e di fornire informazioni tempestive alle istituzioni e al sistema di protezione civile. Il Rapporto completo rappresenta uno strumento di analisi utile per comprendere meglio la dinamica degli eventi meteorologici intensi e per rafforzare le attività di prevenzione e pianificazione del rischio idrogeologico in Calabria.

  • Mega blackout in Spagna, “causa forse raro fenomeno atmosferico”. Caos anche in Portogallo e Francia

    Mega blackout in Spagna, “causa forse raro fenomeno atmosferico”. Caos anche in Portogallo e Francia

    Maxi blackout in Spagna oggi, lunedì 28 aprile, con effetti anche nel vicino Portogallo e nel sud della Francia. L’interruzione della corrente elettrica, avvenuta attorno alle 12.30, ha fermato le metropolitane di Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia. Semafori spenti, traffico in tilt, voli e treni bloccati. Le autorità spagnole hanno chiesto di evitare gli spostamenti in auto. L’interruzione ha provocato anche problemi alle linee telefoniche. Anche in Portogallo il blackout è generalizzato con l’aeroporto di Lisbona senza elettricità. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale alla Moncloa. Prima si era recato nel centro di controllo di Red Eléctrica. La società elettrica statale ha parlato di tempi di ripristino che vanno dalle “6 alle 10 ore”. La corrente, comunica il gestore su X, è stata ripristinata “nelle sottostazioni di diverse aree del nord, del sud e dell’ovest della penisola, iniziando a rifornire i consumatori di queste zone”.

    Le cause
    Il viceministro portoghese per la Coesione territoriale, Manuel Castro Almeida, non ha escluso che possa essere stato un attacco informatico. “Esiste questa possibilità, ma non è stata confermata” ha detto a Rtp 3. Anche l’Instituto Nacional de Ciberseguridad, l’istituto nazionale per la cybersicurezza, sta cercando di capire se sia stato un attacco cyber.
    l capo delle operazioni di Red Eléctrica, Eduardo Prieto, afferma che “al momento non possiamo fare ipotesi sulle cause”. “A mia memoria non è mai successo un incidente con queste caratteristiche nel sistema elettrico spagnolo – ha detto -. E’ un incidente eccezionale, siamo concentrati a ristabilire la fornitura in modo che gli effetti sulla società siano i minori possibili”. Per la compagnia elettrica portoghese Ren il blackout sarebbe stato provocato, invece, da “un raro fenomeno atmosferico” che si è verificato in Spagna.

    La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con il premier spagnolo Pedro Sanchez a proposito del blackout che ha colpito la Penisola iberica. “Ho ribadito – informa via social – il nostro supporto nel monitoraggio della situazione con le autorità nazionali ed europee e con il nostro Gruppo di coordinamento dell’elettricità. Coordineremo gli sforzi e condivideremo le informazioni per contribuire a ripristinare il sistema elettrico e abbiamo concordato di restare in stretto contatto”.
    (Adnkronos)