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	<title>peculato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2026 15:22:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ex presidente Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Castrovillari arrestato per peculato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 15:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Domenico De Franco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari nei confronti di un ex Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli esperti Contabili del capoluogo del Pollino Vincenzo Domenico De Franco. La complessa indagine, svolta dai finanzieri della Compagnia di Castrovillari, è risultata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari nei confronti di un ex Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli esperti Contabili del capoluogo del Pollino <strong>Vincenzo Domenico De Franco</strong>. La complessa indagine, svolta dai finanzieri della Compagnia di Castrovillari, è risultata particolarmente difficoltosa in quanto la documentazione acquisita si presentava frammentaria e la relativa contabilità era tenuta in modo disordinato. Le Fiamme Gialle, tuttavia, hanno ricostruito e dimostrato la responsabilità dell’ex Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli esperti Contabili di Castrovillari, in relazione al reato di peculato, perché tra il 2010 e il 2014 quest’ultimo si era appropriato indebitamente di oltre 160.000 euro dai fondi delle casse dell’Ordine, prelevati dai conti correnti bancari e postali dell’Ente senza rendicontazione né documenti giustificativi di spesa, utilizzandoli invece per esigenze di natura personale.</p>
<p>La responsabilità penale dell’ex Amministratore è stata confermata dal Tribunale di Castrovillari con l’emissione di un provvedimento di condanna passato in giudicato, che ha disposto per il predetto responsabile, la pena della reclusione di 6 anni e 9 mesi e le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai Pubblici Uffici e dell’incapacità perpetua di contrattare con la Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Le investigazioni sono riconducibili ad un settore d’intervento particolarmente attenzionato dalle Fiamme Gialle a tutela della collettività, quello degli abusi patrimoniali, tenuto conto della qualificazione pubblica del patrimonio dell’Ente, in ragione della natura degli ordini professionali quali enti pubblici non economici che operano sotto la vigilanza dello Stato per scopi di carattere generale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Cosenza, maxisequestro da 12Mln a un imprenditore del settore delle slot machine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 14:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-347496-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/C-slot-truccate.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/C-slot-truccate.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/C-slot-truccate.mp4</a></video></div>
<p>Personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il supporto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, che ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo superiore ai 12 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, riguarda un operatore economico attivo nel settore della gestione di apparecchi di gioco telematici da intrattenimento con vincite in denaro. L’uomo, legale rappresentante di una società con sede in provincia di Cosenza, è indagato per il reato di peculato in relazione alle somme dovute all’erario a titolo di Prelievo Unico Erariale (PREU).<br />
Secondo quanto emerso dalle indagini preliminari, coordinate dalla Procura e condotte dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con il supporto dei militari dell’Arma, l’indagato avrebbe omesso di versare all’erario le somme dovute relative al PREU, trattenendo indebitamente gli importi riscossi per le giocate effettuate nei numerosi esercizi commerciali in cui erano installati gli apparecchi della società.</p>
<p>Gli accertamenti hanno permesso di ipotizzare un sofisticato sistema di alterazione dei dati di gioco, basato sulla duplicazione o manomissione delle schede di memoria degli apparecchi. Attraverso una “scheda clonata”, parte delle somme giocate non venivano registrate nella rete telematica nazionale, consentendo di ridurre artificiosamente gli importi soggetti a tassazione. In questo modo, durante le operazioni di “scassettamento” – il prelievo del denaro dagli apparecchi – il gestore tratteneva anche le somme che avrebbero dovuto essere versate allo Stato.<br />
Nel corso delle verifiche, eseguite in diversi comuni della provincia di Cosenza, sono stati sequestrati 145 apparecchi di gioco per i quali è stata ipotizzata la presenza di schede doppie o manomesse, nonché 81 mila euro in contanti rinvenuti all’interno delle macchine.</p>
<p>Le operazioni sono state condotte con il supporto tecnico della So.Ge.I., società che collabora con i Monopoli per l’analisi dei flussi di gioco e la prevenzione delle frodi informatiche.<br />
Sulla base dei dati raccolti, gli investigatori hanno stimato un imponibile evaso di oltre 50 milioni di euro, di cui circa 27 milioni determinati in via forfettaria, e un PREU non versato pari a oltre 12 milioni di euro, di cui 6,5 milioni stimati forfettariamente.<br />
Il sequestro preventivo disposto dal GIP riguarda le disponibilità finanziarie e patrimoniali della società e del suo legale rappresentante, comprese somme di denaro, beni mobili e immobili, fino alla concorrenza dell’importo contestato.</p>
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		<title>Processo &#8220;Sistema Petilia&#8221;, ex sindaco Nicolazzi condannato per peculato e molestie a una donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 14:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colpevole di peculato, abuso d&#8217;ufficio, concussione e violenza sessuale. Per tali contestazioni l&#8217;ex sindaco di Petilia Policastro Amedeo Nicolazzi è stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione dal Tribunale di Crotone. Reati per i quali il pm, Alessandro Rho, aveva chiesto la condanna a 8 anni e 5 mesi. Il tribunale ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Colpevole di peculato, abuso d&#8217;ufficio, concussione e violenza sessuale. Per tali contestazioni l&#8217;ex sindaco di Petilia Policastro Amedeo Nicolazzi è stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione dal Tribunale di Crotone. Reati per i quali il pm, Alessandro Rho, aveva chiesto la condanna a 8 anni e 5 mesi. Il tribunale ha riqualificato l&#8217;iniziale contestazione di concussione in tentata induzione indebita ritenendo che non vi sia stata alcuna costrizione della persona offesa da parte del Nicolazzi. Anche l&#8217;accusa di violenza sessuale è stata riqualificata in atti sessuali di minore entità. Nicolazzi, nell&#8217;aprile del 2021, era stato destinatario di una misura cautelare a seguito di un&#8217;indagine della procura della Repubblica di Crotone sul cosiddetto &#8220;sistema Petilia&#8221; in relazione ad alcune presunte irregolarità.</p>
<p>Sul banco degli imputati oltre all&#8217;ex sindaco, c&#8217;era l&#8217;ex vicesindaco Vincenzo Ierardi, la componente dello staff del sindaco Marilena Curcio, il tecnico comunale Sebastiano Rocca, il dirigente dell&#8217;Asp Domenico Tedesco, l&#8217;imprenditore edile Palmo Garofalo, gli ispettori Spisal Antonio Aloe e Francesco Tilelli, l&#8217;ex consigliere comunale Antonio Curcio, il vigile urbano Pietro Lucente e una cittadina, Marta Costanzo. Il Tribunale ha condannato tutti gli imputati: Vincenzo Ierardi 3 mesi; Sebastiano Rocca 6 mesi; Domenico Tedesco 2 anni; Francesco Tilelli 1 anno e 10 mesi: Palmo Garofalo 3 anni, Marilena Curcio 2 anni e 10 mesi; Antonio Aloe 1 anno e 10 mesi; Marta Costanzo 8 mesi; Antonio Curcio 2 anni e 10 mesi; Pietro Lucente 8 mesi. Per Tedesco, Aloe, Tilelli, Rocca, Ierardi, Lucente e Costanzo pena sospesa.</p>
<p>Le accuse più gravi contestate a Nicolazzi erano quella di violenza sessuale e concussione: avrebbe chiesto ad una donna favori sessuali in cambio della promessa di dare un posto di lavoro al figlio. Nicolazzi doveva rispondere anche di peculato in concorso con l&#8217;ex vicesindaca Francesca Costanzo (che ha patteggiato tre anni di reclusione), Garofalo, Marilena Curcio e Antonio Curcio. Accuse che derivano dalla gestione della distribuzione dei pacchi del Banco alimentare e destinati alle famiglie in difficoltà. Pacchi che, secondo l&#8217;accusa, erano stati distribuiti per finalità elettorali a persone che non ne avevano diritto.</p>
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		<item>
		<title>Catanzaro, ex rettore UMG Aldo Quattrone indagato per peculato e abuso d&#8217;ufficio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-ex-rettore-umg-aldo-quattrone-indagato-per-peculato-e-abuso-dufficio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 18:14:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Quattrone]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[indagato]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
		<category><![CDATA[Umg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Su delega della Procura della Repubblica di Catanzaro, la Guardia di Finanza ha proceduto a una serie di perquisizioni sia nell’abitazione privata sia nello studio medico privato sia negli uffici del Centro di Neuroscienze nella disponibilità del professore, Aldo Quattrone, ex Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Le ipotesi di reato per le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Su delega della Procura della Repubblica di Catanzaro, la Guardia di Finanza ha proceduto a una serie di perquisizioni sia nell’abitazione privata sia nello studio medico privato sia negli uffici del Centro di Neuroscienze nella disponibilità del professore, Aldo Quattrone, ex Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.</p>
<p>Le ipotesi di reato per le quali è indagato Quattrone, professore di Neurologia, attualmente direttore del Centro di Neuroscienze dell’Umg, sarebbero peculato e abuso d’ufficio. L’indagine della Guardia di Finanza riguarda la gestione di un’attività di ricerca scientifica in ambito neurologico svolta in convenzione tra l’Università Magna Graecia e il Cnr, attività il cui “perno” – si legge nel decreto di perquisizione – risulta essere stato Quattrone. </p>
<p>Al centro dell’inchiesta, anche la gestione di apparecchi all’avanguardia, in particolare il Tomografo e la Risonanza magnetica 3.0 Tesla, alla quale accedeva una gran percentuale di pazienti provenienti dallo studio medico privato del prof Quattrone attraverso una vera e propria corsia preferenziale.</p>
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		<item>
		<title>Truffa e peculato azienda ospedaliera “Dulbecco”: ecco chi sono i destinatari delle misure interdittive</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/truffa-e-peculato-azienda-ospedaliera-dulbecco-ecco-chi-sono-i-destinatari-delle-misure-interdittive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 14:49:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono il dirigente medico facente funzioni del reparto di Oculistica dell’azienda ospedaliera universitaria “Dulbecco” di Catanzaro Marco Scicchitano, gli infermieri Annarita Procopio e Riccardo Sperlì, dipendenti della stessa azienda, e l’imprenditore Maurizio Gigliotti, di Cosenza, i destinatari delle misure interdittive eseguite dalla Guardia di Finanza e dal Nas dei carabinieri nell’ambito di un’inchiesta su una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono il dirigente medico facente funzioni del reparto di Oculistica dell’azienda ospedaliera universitaria “Dulbecco” di Catanzaro <strong>Marco Scicchitano</strong>, gli infermieri <strong>Annarita Procopio</strong> e <strong>Riccardo Sperlì</strong>, dipendenti della stessa azienda, e l’imprenditore <strong>Maurizio Gigliotti</strong>, di Cosenza, i destinatari delle <strong>misure interdittive </strong>eseguite dalla Guardia di Finanza e dal Nas dei carabinieri nell’ambito di un’inchiesta su una presunta associazione per delinquere finalizzata al peculato e alla truffa ai danni dello Stato e di autoriciclaggio. Le misure interdittive sono state disposte dal Gip di Catanzaro su richiesta della Procura del capoluogo calabrese.</p>
<p>In particolare, per Scicchitano, Procopio e Sperlì e’ stata disposta la sospensione per un anno dal pubblico ufficio e dal servizio, per Gigliotti divieto di esercitare l’attivita’ imprenditoriale sempre per un anno. Secondo l’ipotesi accusatoria, Scicchitano “avrebbe omesso di versare all’azienda ospedaliera parte dei compensi ritratti dallo svolgimento di attivita’ professionale in regime di intramoenia allargata, e con la collaborazione dei due infermieri, avrebbe eseguito interventi chirurgici privatamente, pur in assenza di specifica autorizzazione sanitaria, impiegando materiale sanitario sottratto all’azienda ospedaliera, che veniva in tal modo autoriciclato, e si sarebbe avvalso di false fatture emesse dall’imprenditore di fiducia per giustificare la disponibilita’ di dispositivi e materiale sanitari sottratti all’azienda ospedaliera”.</p>
<p>Nell’inchiesta ci sono altri tre indagati, <strong>non colpiti da misure</strong>: l’avvocato <strong>Antonio Torchia</strong>, l’amministratore unico di una clinica privata, <strong>Melania Musso</strong>, e <strong>Ugo Vescio</strong>, generale di brigata medico dei carabinieri che per anni ha lavorato in Calabria.</p>
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		<item>
		<title>Catanzaro, a processo l&#8217;ex consigliere regionale Claudio Parente e i consiglieri comunali Pisano e Gironda</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-a-processo-lex-consigliere-regionale-claudio-parente-e-i-consiglieri-comunali-pisano-e-gironda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 16:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Parente]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere Insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro – Il Giudice dell&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti dell&#8217;ex consigliere regionale, Claudio Parente (nella foto), e dei due consiglieri comunali di Catanzaro Giuseppe Pisano e Francesco Gironda, consiglieri comunali di maggioranza Giuseppe Pisano e Francesco Gironda, entrambi eletti nel civico consesso nella lista “Officina del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro – Il Giudice dell&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti dell&#8217;ex consigliere regionale, Claudio Parente (<em>nella foto</em>), e dei due consiglieri comunali di Catanzaro Giuseppe Pisano e Francesco Gironda, consiglieri comunali di maggioranza Giuseppe Pisano e Francesco Gironda, entrambi eletti nel civico consesso nella lista “Officina del Sud”, il movimento fondato proprio da Parente.</p>
<p>I tre indagati dovranno rispondere delle accuse di peculato (Parente) e di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (Pisano e Gironda). Il processo avrà inizio il 13 dicembre prossimo.</p>
<p>Il procuratore capo Nicola Gratteri, l’aggiunto Giancarlo Novelli e il sostituto Graziella Viscomi, nel mese di luglio scorso, hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio per i tre politici coinvolti nell’inchiesta “Corvo” condotta dalla Guardia di Finanza. </p>
<p>L’indagine ha al centro la convenzione firmata tra l’amministrazione comunale e la “Vivere Insieme” società fondata da Parente e di cui il politico, nonostante le dimissioni, avrebbe mantenuto secondo l’accusa la gestione e il controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-a-processo-lex-consigliere-regionale-claudio-parente-e-i-consiglieri-comunali-pisano-e-gironda/">Catanzaro, a processo l&#8217;ex consigliere regionale Claudio Parente e i consiglieri comunali Pisano e Gironda</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosenza, processo con rito abbreviato per rimborsi: Assolto ex sindaco Mario Occhiuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-processo-con-rito-abbreviato-per-rimborsi-assolto-ex-sindaco-mario-occhiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 19:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[assolto]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
		<category><![CDATA[Rimborsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; L&#8217;ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, al termine del rito abbreviato, è stato assolto dall&#8217;accusa di peculato per l’utilizzo di alcuni fondi spesa del Comune (per alberghi, cene e spostamenti) attraverso fittizie certificazioni di viaggi mai effettuati e che avrebbero causato un danno alle casse comunali di circa 85 mila euro. La sentenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; L&#8217;ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, al termine del rito abbreviato, è stato assolto dall&#8217;accusa di peculato per l’utilizzo di alcuni fondi spesa del Comune (per alberghi, cene e spostamenti) attraverso fittizie certificazioni di viaggi mai effettuati e che avrebbero causato un danno alle casse comunali di circa 85 mila euro. La sentenza è stata emessa nel pomeriggio dal Gup del tribunale bruzio Claudia Pingitore che non ha accolto la tesi accusatoria della Procura che, attraverso il pm Visconti, aveva chiesto la condanna a tre anni e sei mesi per l&#8217;ex primo cittadino di Cosenza. Il Gup ha anche prosciolto dall&#8217;accusa di peculato anche l&#8217;ex funzionario dell&#8217;Ufficio economato del comune bruzio, Bruno Palermo.</p>
<p>Sono stati invece rinviati a giudizio, per concorso in peculato, nel processo già fissato per il prossimo 7 giugno, l&#8217;ex capo della segreteria del primo cittadino, Giuseppe Cirò, e la funzionaria dell&#8217;Ufficio dell&#8217;economato municipale Ada Francesca Federico (difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Chiaia e Mario Ossequio). </p>
<p>Commentando l&#8217;assoluzione Occhiuto ha detto: &#8220;È terribile È terribile quando ti accusano di cose che non hai mai fatto e leggi ricostruzioni assurde inerenti il tuo modo di fare. Ti colgono una sensazione brutta ed un senso di impotenza che non auguro a nessuno di provare nella vita. Oggi finalmente è stata stabilita la verità. La sentenza del Gup, unitamente a quella emessa ieri sugli ‘appalti spezzatino’ gestiti dal Comune all’epoca in cui ero sindaco, conferma che in dieci anni il mio operato è stato sempre limpido&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Rimborsopoli&#8221;, la Procura di Cosenza chiede la condanna di Mario Occhiuto a 3 anni e 6 mesi di reclusione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rimborsopoli-la-procura-di-cosenza-chiede-la-condanna-di-mario-occhiuto-a-3-anni-e-6-mesi-di-reclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[chiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; In considerazione del ricorso al rito abbreviato chiesto da Mario Occhiuto, la Procura della Repubblica del capoluogo bruzio, ha chiesto al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale, Claudia Pingitore, la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per l&#8217;ex sindaco di Cosenza. Il processo si terrà il 28 febbraio davanti allo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; In considerazione del ricorso al rito abbreviato chiesto da Mario Occhiuto, la Procura della Repubblica del capoluogo bruzio, ha chiesto al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale, Claudia Pingitore, la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per l&#8217;ex sindaco di Cosenza. Il processo si terrà il 28 febbraio davanti allo stesso Gup. </p>
<p>A Mario Occhiuto e agli altri indagati, vengono contestati i reati di peculato, truffa e falso per l&#8217;utilizzo di alcuni fondi spesa del Comune (per alberghi, cene e spostamenti) attraverso fittizie certificazioni di viaggi mai effettuati e che avrebbero causato un danno alle casse comunali di circa 85 mila euro.</p>
<p>La Procura cosentina, inoltre, ha chiesto il rinvio a giudizio per Giuseppe Cirò, ex componente dell’ufficio di gabinetto di Palazzo dei Bruzi (difeso dall’avvocato Francesco Chiaia), originariamente denunciato dallo stesso Occhiuto, Francesca Federico e Bruno Palermo, dipendenti del settore economato del Comune, difesi dagli avvocati Mario Ossequio, Paolo Guadagnuolo e Walter Perrotta. Il comune di Cosenza si è costituito parte civile con il patrocinio dell’avvocato Nicola Rendace. Pure la posizione dei tre imputati che procedono con rito ordinario sarà esaminata dal Gup il 28 febbraio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rimborsopoli-la-procura-di-cosenza-chiede-la-condanna-di-mario-occhiuto-a-3-anni-e-6-mesi-di-reclusione/">&#8220;Rimborsopoli&#8221;, la Procura di Cosenza chiede la condanna di Mario Occhiuto a 3 anni e 6 mesi di reclusione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Rimborsi false missioni: Ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto sceglie il rito abbreviato, udienza il 28 febbraio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rimborsi-false-missioni-ex-sindaco-di-cosenza-mario-occhiuto-sceglie-il-rito-abbreviato-udienza-il-28-febbraio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 15:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[rito abbreviato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Si terrà il 28 febbraio 2022 davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, il processo con rito abbreviato per l&#8217;ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, e fratello dell&#8217;attuale presidente della Regione Calabria, accusato di peculato e falso. La decisione a seguito dell&#8217;accoglimento della richiesta dello stesso indagato assistito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rimborsi-false-missioni-ex-sindaco-di-cosenza-mario-occhiuto-sceglie-il-rito-abbreviato-udienza-il-28-febbraio/">Rimborsi false missioni: Ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto sceglie il rito abbreviato, udienza il 28 febbraio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Si terrà il 28 febbraio 2022 davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, il processo con rito abbreviato per l&#8217;ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, e fratello dell&#8217;attuale presidente della Regione Calabria, accusato di peculato e falso. La decisione a seguito dell&#8217;accoglimento della richiesta dello stesso indagato assistito dall&#8217;avvocato Nicola Carratelli. </p>
<p>Sarà invece valutata la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Giuseppe Visconti nei confronti degli altri imputati coinvolti nell&#8217;inchiesta sull&#8217;utilizzo di alcuni fondi spesa del Comune attraverso fittizie certificazioni di viaggi mai effettuati. Gli imputati sono Giuseppe Cirò, ex componente dell&#8217;ufficio di gabinetto di Palazzo dei Bruzi (difeso dall&#8217;avvocato Francesco Chiaia), originariamente denunciato dallo stesso Occhiuto, Francesca Federico e Bruno Palermo, dipendenti del settore economato del Comune, difesi dagli avvocati Mario Ossequio, Paolo Guadagnuolo e Walter Perrotta. Il comune di Cosenza si è costituito parte civile con il patrocinio dell&#8217;avvocato Nicola Rendace. Pure la posizione dei tre imputati che procedono con rito ordinario sarà esaminata dal Gup il 28 febbraio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rimborsi-false-missioni-ex-sindaco-di-cosenza-mario-occhiuto-sceglie-il-rito-abbreviato-udienza-il-28-febbraio/">Rimborsi false missioni: Ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto sceglie il rito abbreviato, udienza il 28 febbraio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Stipendi maggiorati al Corap Calabria, quattro indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/stipendi-maggiorati-al-corap-calabria-quattro-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 11:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Corap]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, su disposizione della Procura del capoluogo, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente per un importo complessivo di 168.666,54 emesso dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, Giulio G. De Gregorio, nei confronti di Pasqualino Filella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, su disposizione della Procura del capoluogo, hanno dato esecuzione a un provvedimento di <strong>sequestro preventivo per equivalent</strong>e per un importo complessivo di 168.666,54 emesso dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, Giulio G. De Gregorio, nei confronti di <strong>Pasqualino Filella</strong> (42 anni, di Paola), Francesco <strong>Rechichi</strong> (55 anni, di Reggio Calabria) e <strong>Filippo Valotta</strong> (57 anni, di Vibo Valentia), dirigenti del CO.R.A.P. (Consorzio Regionale delle Attività Produttive) di Catanzaro, indagati per peculato. Per il medesimo reato è indagata anche il Commissario Straordinario pro tempore del CO.R.A.P., <strong>Maria Rosaria Guzz<strong>o</strong></strong> (66 anni, di Castrolibero- nel fotino).<br />
L’indagine, diretta dai Sostituti Procuratori Chiara Bonfadini e Anna Chiara Reale con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Giancarlo Novelli e del Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, è stata avviata lo scorso anno dal Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro in collaborazione con la Sezione di P.G. della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica, muovendo da una <strong>denuncia sporta dal Revisore Unico del CO.R.A.P.</strong>, con la quale erano state segnalate <strong>irregolarità nella retribuzione erogata dall’Ente in favore dei dirigenti</strong>, sin dal momento del loro transito dagli ex Consorzi Provinciali ASI (Area di Sviluppo Industriale) al neo istituito CO.R.A.P..<br />
Le indagini, avviate nel 2020 dai finanzieri, consentivano di accertare che i dirigenti avevano inizialmente sottoscritto, con il Commissario Straordinario pro tempore del CO.R.A.P., accordi contrattuali in forza dei quali il livello di retribuzione loro spettante era stato correttamente parametrato al trattamento economico previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di riferimento, valevole per quel settore.<br />
Nella sostanza, invece, accadeva che, dopo soli 10 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo iniziale, venissero comunque <strong>illegittimamente riconosciuti, agli stessi tre dirigenti, ulteriori assegni ad personam, per un totale prossimo ai 170.000 Euro, introitato dai beneficiari negli anni 2018-2019</strong>.<br />
La maggiore retribuzione accordata ai tre dirigenti, per questo indagati a piede libero, era stata “contabilizzata” e corrisposta in forza di scritture private le quali, recepite e tradotte dal Commissario Straordinario con propri decreti, avevano dato luogo all’accreditamento di emolumenti, con inevitabili e conseguenti maggiori oneri finanziari a carico dell’Ente. Le indagini avevano, infatti, accertato plurime e specifiche irregolarità nei provvedimenti di spesa adottati dalla Dr.ssa Guzzi, nella sua funzione di Commissario pro-tempore del CO.R.A.P. poiché costei, in accordo con i dirigenti indagati e in violazione a quanto previsto dalle norme sulla gestione dell’Ente stesso, <strong>non aveva mai trasmesso alla Giunta Regionale della Calabria, entro il termine di 10 giorni dall’adozione del provvedimento, gli atti amministrativi e di gestione che, in quanto determinanti una spesa per l&#8217;Ente stesso, avrebbe avuto l’obbligo di inviare. </strong><br />
Alla luce delle risultanze investigative, per tanto, il G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, accogliendo integralmente le richieste avanzate dalla Procura, disponeva il <strong>sequestro preventivo</strong>, finalizzato alla confisca obbligatoria anche per equivalente, delle disponibilità finanziarie e dei beni immobili dei tre dirigenti indagati, sino alla concorrenza del profitto del reato di peculato, <strong>per euro 169.000 circa</strong>.<br />
In esecuzione del provvedimento, sono state sequestrate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro disponibilità finanziarie e tre immobili, siti nei comuni di Cosenza e Vibo Valentia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/stipendi-maggiorati-al-corap-calabria-quattro-indagati/">Stipendi maggiorati al Corap Calabria, quattro indagati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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