Tag: Nas

  • Maxi sequestro di pesce per sushi a Reggio: Nas ne bloccano 500 chili

    Maxi sequestro di pesce per sushi a Reggio: Nas ne bloccano 500 chili

    I Carabinieri del Nas di Reggio Calabria al termine di una breve attività investigativa finalizzata alla repressione della vendita di prodotti ittici nocivi per la salute, hanno eseguito una ispezione all’interno di un ristorante etnico del centro reggino, conclusasi con il deferimento all’autorità giudiziaria del titolare ed il sequestro di oltre 500 chili di pesce destinato alla preparazione del sushi.

    I militari hanno rinvenuto all’interno delle celle frigorifere, vetuste e ormai non idonee per la conservazione, centinaia di chili di salmone arbitrariamente congelato e venduto per fresco, mentre nelle cucine ed in altri locali altro pesce e carne privi di tracciabilità e infestati da scarafaggi e altri insetti, nonché sporco pregresso anche da diversi mesi. I Carabinieri, che ha supporto hanno fatto intervenire personale del Asl – dipartimento di prevenzione, hanno immediatamente sospeso l’attività e deferito in stato di libertà il titolare alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per cattiva conservazione di alimenti. Sono state elevate sanzioni per oltre 4000 euro ed il valore degli alimenti sequestrati è di 25000 euro.

  • Controlli NAS e sanzioni in stabilimento balneare di Vibo Valentia

    Controlli NAS e sanzioni in stabilimento balneare di Vibo Valentia

    Con l’avvio della stagione turistica estiva, i Carabinieri dei NAS, d’intesa con il Ministero
    della Salute, hanno realizzato una campagna di controlli negli stabilimenti balneari e relativi
    esercizi di ristorazione, bar e ulteriori servizi forniti a favore dei vacanzieri, ubicati delle aree costiere marittime e dei laghi, eseguendo, sino ad oggi, 886 controlli.

    Le attività, condotte su tutto il territorio nazionale, hanno riguardato, in particolare, la verifica sull’attuazione delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19 (corretto
    distanziamento degli ombrelloni, uso di dispositivi di protezione individuale e mascherine
    facciali, presenza di dispenser per la disinfezione delle mani dei sistemi per la rilevazione
    della temperatura corporea e delle informazioni per la clientela, etc.).

    I militari dei NAS hanno rilevato 258 situazioni di irregolarità (il 29% degli obiettivi
    ispezionati), determinando anche l’emissione di provvedimenti di chiusura e sospensione di
    21 attività, a causa di gravi carenze igienico sanitarie riscontrate nelle aree adibite alla
    ristorazione, alla preparazione dei pasti e alla conservazione degli alimenti.

    Sono state deferite 17 persone all’Autorità giudiziaria e 217 a quella amministrativa,
    eseguendo il sequestro di oltre 1,3 tonnellate di prodotti alimentari e materie prime destinati alla preparazione dei pasti, principalmente riconducibili a prodotti a base di pesce, per un valore complessivo di circa 77 mila euro.

    Tra le principali operazioni quella dei Nas Catanzaro

    I carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni calabrese hanno deferito il legale rappresentante di uno stabilimento balneare sito in Vibo Valentia per aver detenuto 120 kg. di prodotti ittici congelati in cattivo stato di conservazione.

    Inoltre, è stata disposta la chiusura di un locale adibito a deposito alimenti gravato da carenze igienico-sanitarie e strutturali.

     

     

  • Blitz del Nas nelle camere mortuarie italiane: 23 denunce

    Blitz del Nas nelle camere mortuarie italiane: 23 denunce

    Roma – Blitz dei carabinieri del Nas in 375 tra obitori e camere mortuarie italiane: trovate 85 irregolarità e sono state chiuse due strutture.
    Complessivamente, sono state denunciate all’autorità giudiziaria 23 persone e segnalate altre 78 alle autorità amministrative, tra dirigenti di strutture sanitarie ed ospedaliere e titolari di imprese funebri private per violazione della disciplina sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, per l’inosservanza della normativa anti-Covid e delle leggi regionali e di polizia mortuaria.
    Sono state contestate, in totale, 102 sanzioni penali ed amministrative.
    Tra le irregolarità accertate dai carabinieri, 24 interessano l’inosservanza delle misure di contenimento della pandemia e della sicurezza degli ambienti di lavoro, dovuta alla mancata pulizia e sanificazione dei locali, all’assenza di percorsi separati per il trasporto delle salme e alla carente formazione degli operatori sul rischio da esposizione degli agenti biologici.
    La maggior parte delle irregolarità (68) sono state appurate negli ambienti legati alla permanenza delle salme e al commiato in presenza dei familiari, mantenuti in carenti condizioni igienico-sanitarie, con distacco di intonaco, macchie di umidità e muffe, piastrellatura fessurata, mobili vecchi e arrugginiti.
    In situazioni particolarmente gravi sono stati riscontrati feretri lasciati per lungo tempo in ambienti promiscui in attesa di sepoltura o cremazione, false attestazioni di sepoltura di resti precedentemente riesumati, bare con perdite di liquidi e presenza di macchie di sangue.
    Due sono stati i provvedimenti di chiusura di attività: una sala settoria nella camera mortuaria del cimitero di Cisterna di Latina e una ditta funebre di Sternatia (Lecce), che esercitava in condizioni di incompatibilità d’impresa (gestiva, contemporaneamente, anche un servizio di trasporto infermi).

  • Controlli Nas nei bar degli ospedali: irregolarità in Calabria

    Controlli Nas nei bar degli ospedali: irregolarità in Calabria

    Il Nas dei Carabinieri ha accertato irregolarità nei bar di vari nosocomi italiani, fra cui quelli di Catanzaro (AO Materdomini), Cosenza e Paola.
     
    Presso il bar-tavola calda ubicato all’interno del policlinico di Catanzaro i militari hanno  accertato la mancata applicazione delle procedure di sanificazione dei locali finalizzate al contrasto alla diffusione del “Covid-19”.
    Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha realizzato, di concerto con il Ministero della Salute, una campagna di controlli a livello nazionale presso i bar ed i servizi di ristoro ubicati all’interno di ospedali e presidi sanitari pubblici e privati.
    Principale finalità del servizio è la tutela del cittadino che, accedendo a tali centri per motivi sanitari, si possa rivolgere in sicurezza ai servizi di somministrazione di alimenti e bevande, sia in relazione alla salubrità dei prodotti consumati, sia alla protezione da possibili contagi da Covid-19.
    In conclusione gli interventi condotti negli ultimi giorni hanno interessato 382 esercizi di somministrazione di alimenti e bevande collocati in aree interne di strutture sanitarie, dei quali 132 hanno evidenziato irregolarità.
     

  • Reggio Calabria, i Carabinieri del NAS sequestrano una “casa di riposo degli orrori”

    Reggio Calabria, i Carabinieri del NAS sequestrano una “casa di riposo degli orrori”

    Reggio Calabria – Nella struttura abusiva, in cui il legale rappresentante e due OSS conducevano quella che i Carabinieri del ROS hanno definito la “casa di riposo degli orrori”
    A Reggio Calabria, i Carabinieri, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, nei confronti di una cooperativa sociale – casa alloggio, della struttura immobiliare ove la stessa insiste, abusivamente trasformata in una casa di riposo per anziani, e notificato contestualmente una “informazione di garanzia” nei confronti della legale rappresentante dell’attività e di due operatori socio sanitari, accusati a vario titolo di abbandono di persone incapaci, maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione sanitaria.
    L’attività scaturisce ad esito di un’attività di indagine condotta dai Carabinieri del NAS – Nucleo Antisofisticazione e Sanità e della Compagnia di Reggio Calabria, avviata nel marzo dello scorso anno, quando, in piena pandemia e nella fase più critica, un ospite della struttura sanitaria, ubicata nel quartiere reggino di Ciccarello, era risultato positivo al Covid-19 e ricoverato, in gravi condizioni, presso il GOM di Reggio Calabria.
    Nel giro di un mese lui ed altre due donne, ospiti nella stessa casa di riposo, erano poi deceduti a causa del virus, ed altri cinque degenti risultati contagiati.
    Immediatamente i militari del N.A.S e della Compagnia Carabinieri di Reggio Centro, sotto il coordinamento del sostituto Procuratore Marika Mastrapasqua e dal Procuratore Vicario Gerardo Dominijanni – della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, avevano eseguito un’ ispezione al fine di verificare le condizione della struttura e le misure in atto per il contenimento del contagio da coronavirus, constatando che la casa alloggio, autorizzata solo per sei unità ed “a bassa intensità assistenziale”, in realtà era stata trasformata in casa di riposo con oltre dieci ospiti, di cui molti non autosufficienti e allettati, bisognevoli di cure e terapie farmaceutiche continue e, quindi, di una assistenza altamente professionale.
    È stato, inoltre, accertato che non vi era alcuna autorizzazione né, tantomeno, erano mai state fatte le previste comunicazioni alle Autorità di Pubblica Sicurezza, e che l’assistenza agli anziani veniva assicurata solo dalla cuoca e da due operatori sanitari – i quali somministravano abusivamente anche i farmaci – oltre che la rappresentante legale non riforniva adeguatamente di derrate alimentari la struttura. Per effetto di ciò molti anziani, soprattutto quelli allettati, erano malnutriti o lasciati privi di cibo – una degente arrivò a pesare addirittura 35 kg – e venivano sedati somministrando loro massicce dosi di medicinali con effetto psicotropo.
    Le gravissime condotte così riscontrate, anche grazie alla collaborazione dei parenti delle vittime, hanno fatto si che il GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria accogliesse la richiesta di sequestro avanzata dalla locale Procura della Repubblica

  • Vaccini, AstraZeneca presenta esposto a Nas contro ogni fornitura fuori dai canali governativi

    Vaccini, AstraZeneca presenta esposto a Nas contro ogni fornitura fuori dai canali governativi

    Il rischio di commercio privato dei vaccini è uno dei risvolti più preoccupanti della campagna vaccinale nel nostro paese. Per questo AstraZeneca ha presentato un esposto ai Nas dei Carabinieri al fine di denunciare ogni tentativo di assicurare forniture di vaccino anti-Covid al di fuori dei canali governativi ufficiali e ha prontamente informato di tale esposto le Autorità competenti. Lo rende noto l’azienda, sottolineando che “nel caso in cui AstraZeneca venisse nuovamente associata ad attività illecite in relazione alla fornitura del vaccino, ci riserveremo di agire legalmente nelle sedi opportune”. AstraZeneca ribadisce che “non vi è attualmente alcuna fornitura, vendita o distribuzione del vaccino al settore privato”.

  • Reggio Calabria, sequestro di 1500 confezioni di gel igienizzante non autorizzato

    Reggio Calabria, sequestro di 1500 confezioni di gel igienizzante non autorizzato

    Reggio calabria – Sono tre i titolari di attività commerciali che sono stati denunciati dai Carabinieri del NAS perché vendevano gel igienizzante privo delle autorizzazioni ministeriali del quale sono state sequestrate 1500 confezioni.
    Nei giorni scorsi, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Reggio Calabria, hanno attuato diversi servizi finalizzati alla repressione e contrasto di chi – approfittando dell’attuale situazione d’emergenza sanitaria da COVID – 19 pone in essere condotte commerciali scorrette, o di chi approfitta soprattutto di questo periodo, con l’approssimarsi del Carnevale attraverso la vendita di giochi pericolosi per la salute dei bambini, non corrispondenti alle caratteristiche pubblicizzate, mancanti delle previste autorizzazioni ministeriali o venduti a prezzi sproporzionati, non corrispondenti a quelli di mercato.
    In tale contesto, a seguito di verifiche ispettive, i Carabinieri Nas, hanno denunciato tre legali rappresentati di attività commerciali, per i reati di frode nell’ esercizio nel commercio e mancanza di autorizzazione nell’ immissione in commercio di biocidi.
    Nella fattispecie, da controllo effettuato presso un esercizio commerciale gestito da un soggetto di nazionalità cinese, hanno riscontrato la fraudolenta messa in vendita di oltre 1500 flaconi di disinfettante per le mani, equivalenti in realtà a “gel igienizzante” antibatterico, privo delle autorizzazioni ministeriali.
    Da successive verifiche estese anche al settore dedicato ai bambini, con non poca sorpresa i militari dell’Arma, hanno poi rinvenuto circa 150 giocattoli, tra cui bombolette spray di stelle filanti, senza il previsto Marchio Ce, prive delle previste indicazioni sulla sicurezza dei bambini e sul corretto uso per evitare danni alla salute.
    Tutto è stato sottoposto a sequestro e l’esercente è stato segnalato sia alla Procura della Repubblica che alla Camera di Commercio di Reggio Calabria. Previste sanzioni anche fino a 10000 euro.
    Proseguono i controlli da parte dei Carabinieri di Reggio Calabria, volti a tutelare gli interessi dei consumatori e degli operatori onesti al fine ultimo di reprimere i comportamenti illegali e gli ingiusti profitti.

  • Nas smantellano traffico doping: 3 arresti 12 denunce

    Nas smantellano traffico doping: 3 arresti 12 denunce

    Tre arresti, 12 denunce e 38 perquisizioni a seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Torino, per traffico di sostanze dopanti. I militari del Nas di Torino hanno dato esecuzione alle misure cautelari, ai domiciliari, in seguito all’operazione ‘Davide & Golia’ nelle province di Alessandria, Arezzo, Avellino, Brescia, Catania, Cuneo, Frosinone, Imperia, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Torino, Vercelli e Verona, con epicentro nel Pinerolese (Torino). L’operazione ha disarticolato un consolidato traffico di sostanze dopanti e anabolizzanti, anche a effetto stupefacente, con legami commerciali anche all’estero.
    I reati ipotizzati sono “utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti” ed “esercizio abusivo della professione medica“. Dall’inizio dell’indagine sono 26 gli indagati a vario titolo. Le indagini sono partite nel 2019 dopo sequestro di farmaci anabolizzanti (steroidi a base di oxandrolone, stanozololo e metenolone) a una persona legata al mondo del culturismo. Sostanze che lui stesso usava in alcuni concorsi agonistici del settore.
    Le sostanze dopanti, una volta illecitamente importate dall’estero in Italia, venivano commercializzate attraverso ignari corrieri all’interno di plichi anonimi o recanti intestatari fittizi, per essere poi destinate a sportivi e atleti che le assumevano per migliorare le proprie prestazioni in occasione delle gare agonistiche di livello sia nazionale che internazionale, cui partecipavano dopo aver seguito il metodo di preparazione fisica prescritto dai principali indagati, leader dei rispettivi ‘team’.
    Sequestrate 58 confezioni, 210 fiale, 1722 compresse, 13 blister, 51 dispositivi per l’inoculamento, il cui commercio è stato quantificato un ricavo netto di circa 15.000 euro annui per ciascuna delle tre persone sottoposti agli arresti domiciliari. (ANSA).

  • Ragnatele ed altre carenze igieniche: Nas chiudono panificio a Reggio

    Ragnatele ed altre carenze igieniche: Nas chiudono panificio a Reggio

    I Carabinieri del Nas di Reggio Calabria, unitamente al personale dell’ASP reggina, a seguito di mirati controlli, hanno proceduto a sospendere l’attività di un panificio – gastronomia del centro cittadino per gravi carenze igienico sanitarie e per aver messo in vendita alimenti non tracciabili.
    I militari hanno ispezionato il laboratorio ed il punto vendita, rinvenendo sulle attrezzature resti di alimenti molto datati nonché un copertone in gomma sulla cella frigorifera, ed inoltre, le pareti dei locali erano infestate da ragnatele.
    Continuano il controllo si accertava  la messa in vendita di kg 30 di prodotti, quali pizze e brioche, privi di tracciabilità e per tanto sottoposti a sequestro ed immediatamente distrutti.
    I Nas hanno immediatamente sospeso l’attività in attesa del ripristino delle normali condizioni igienico-sanitarie ed elevato al titolare sanzioni per euro 1500,00.