Tag: medici

  • Covid Italia, sono 1.264 i medici non vaccinati che sono stati sospesi: “E’ solo lo 0,27%”

    Covid Italia, sono 1.264 i medici non vaccinati che sono stati sospesi: “E’ solo lo 0,27%”

    “Sono attualmente 1.264 in Italia i medici sospesi per non essersi ancora vaccinati” contro Covid-19. “Dall’inizio le sospensioni sono state 1.636, delle quali 372 poi revocate per l’avvenuta vaccinazione”. Lo riferisce la Federazione nazionale Ordini dei medici (Fnomceo), precisando che sono “62 su 106 gli Ordini che hanno comunicato almeno una sospensione alla Fnomceo”.

    “I medici che non si sono vaccinati restano una minoranza”, commenta il presidente della Federazione, Filippo Anelli: “In questo momento – evidenzia – i sospesi sono lo 0,27% dei 460mila medici e odontoiatri italiani”.
    “Ricordiamo che vaccinarsi è anche un dovere deontologico, sia per arginare la diffusione del virus sia per fugare, con l’esempio, gli ultimi dubbi degli esitanti – ribadisce Anelli – Oltre l’80% della popolazione sopra i 12 anni ha completato il ciclo vaccinale: siamo davvero al rush finale, come dimostra la ripresa di tante attività. Il vaccino ci salva la vita e ci permette di tornare, gradualmente, a viverla appieno”.

  • Si rifiutano di sottoporsi al vaccino anti-covid: sospesi 16 medici dell’Asp di Vibo Valentia

    Si rifiutano di sottoporsi al vaccino anti-covid: sospesi 16 medici dell’Asp di Vibo Valentia

    Si sono rifiutati di sottoporsi al vaccino anti-covid e, per questa ragione, sedici medici in servizio presso l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia sono stati sospesi. Lo hanno reso noto, nel corso di una conferenza stampa, tre funzionari dell’Asp, la dirigente Antonella Giordano e Nicola Nocera ed Antonio Cirillo, responsabili, rispettivamente, del Centro unico prenotazioni e del comparto infermieristico.

    “Abbiamo cercato di convincerli a vaccinarsi – hanno riferito i tre funzionari – rispettando naturalmente la volontà individuale, ma i 16 sanitari hanno ribadito di non volerlo fare. Una presa di posizione che ha determinato la loro sospensione dal lavoro e dallo stipendio da parte dell’Azienda sanitaria. E presto passeremo a controllare i lavoratori delle strutture sanitarie private”.

  • Covid19 – 2 medici e un’infermiera positivi all’Ospedale Jazzolino di Vibo

    Covid19 – 2 medici e un’infermiera positivi all’Ospedale Jazzolino di Vibo

    Si sta procedendo con il tracciamento dei contatti di una Dott.ssa in servizio nel reparto di Pediatria (posta in isolamento) a cui si aggiunge ad altri 2 casi emersi nei giorni scorsi, ovvero di una infermiera di ostetricia e un anestesista risultate positive. Tutti i sanitari in questione erano già stati vaccinati.

    Salvatore Bragò, primario di Pediatria, ha commentato così: «Noi veniamo  a contatto con bambini e genitori non vaccinati che possono essere fonte di contagio sebbene ad ogni bambino che ha accesso in pronto soccorso venga fatto il tampone  rapido e sebbene si adottino le misure precauzionali anche con il personale degli altri reparti». «Tutto questo – ribadisce Bragò – sottolinea quanto estendere l’iniziativa vaccinale alla popolazione pediatrica sia fondamentale ed altrettanto importante è che genitori non ancora vaccinati superino dubbi e paure nell’interesse della salute dei loro figli e della comunità. Bisogna temere il virus e non il vaccino: questo insegna la cronaca degli ultimi due anni».

  • Covid Italia, Bassetti: “Medici no vax non hanno capito nulla della medicina moderna”

    Covid Italia, Bassetti: “Medici no vax non hanno capito nulla della medicina moderna”

    “I medici che non si vaccinano farebbero meglio a cambiare mestiere per sempre, perché vuol dire che non hanno capito nulla della medicina moderna”. Lo rimarca all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, tornando sul tema dei medici che non sono ancora vaccinati. “Se questi colleghi dicono ai propri pazienti di non vaccinarsi vuol dire che non hanno capito nulla della medicina moderna e devono fare un passo indietro”, avverte l’infettivologo.

    “Anche le nostre istituzioni, dagli Ordini dei medici alle istituzioni per le quali lavoriamo, forse avrebbero dovuto intervenire in maniera diversa – dice Bassetti – Io credo che un medico che fa proselitismi contro i vaccini vada sospeso dalla professione. Su questo fronte si sarebbe dovuto fare di più e più velocemente e meglio”.

    (Adnkronos)

  • Covid, l’Ordine professionale sospende dottori e infermieri non vaccinati

    Covid, l’Ordine professionale sospende dottori e infermieri non vaccinati

    Dopo due mesi dal decreto che ha introdotto l’obbligo vaccinale anti-Covid per i professionisti della sanità sono arrivate le prime sospensioni da parte delle Asl. “Abbiamo dato oggi indicazioni a tutti gli ordini territoriali che, in presenza di un accertamento da parte della Asl di operatori sanitari e medici non vaccinati, si provveda ope legis alla sospensione del medico e alla sua attività finchè lo stesso non avrà effettuato la vaccinazione anti-Covid e comunque non oltre il 31 dicembre”. E’ quanto spiega all’Ansa il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli.

    La norma attribuisce “all’Azienda sanitaria l’accertamento della mancata osservanza dell’obbligo vaccinale dalla quale discende la sospensione ex lege dall’esercizio della professione sanitaria e dalla prestazione dell’attività lavorativa. L’accertamento viene comunicato dalla Asl all’interessato, al datore di lavoro e agli Ordini professionali perche’ ne prendano atto e adottino i provvedimenti e le misure di competenza”. A quel punto “la sospensione è comunicata immediatamente all’interessato dall’Ordine professionale. Da quanto sopra esposto emerge con chiarezza che una volta ricevuto l’atto di accertamento della Asl l’Ordine e, nello specifico, la competente Commissione d’Albo deve adottare tempestivamente delibera di Commissione avente carattere di mera presa d’atto della sospensione del professionista interessato riportando l’annotazione relativa nell’Albo”. L’Ordine infine “deve dare comunicazione all’interessato degli effetti che dall’atto di accertamento della Asl discendono che consistono nella sospensione temporanea dall’esercizio della professione fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Nella comunicazione succitata dovrà inoltre essere evidenziato che nei confronti del provvedimento di sospensione è ammesso unicamente ricorso amministrativo al Tar nei termini di 60 gg. dalla data di notifica”.

    Le Regioni con soggetti non vaccinati per questa categoria sul proprio territorio sono Emilia Romagna (14.390: il 7,87% rispetto al numero di operatori sanitari in tutta la Regione, dove a giorni dovrebbero concludersi le istruttorie), Sicilia (9.214 – 6,52%), Puglia (9.099 – 6,50%) e Friuli Venezia Giulia (5.671 -11,91%), Piemonte (2.893 – 1,90%), Marche (1.181 – 2,58%), Umbria (928 – 3,02%) e Liguria (172 – 0,29%).

    In totale i professionisti della salute che, ancora oggi, non si sono fatti vaccinare contro il coronavirus sono il 2,3% di oltre 1,9 milioni di operatori sanitari che lavorano in Italia. E adesso, dopo 2 mesi dall’obbligo vaccinale, gli Ordini professionali, gli ospedali e le Rsa hanno fornito – o stanno ancora fornendo – i nominativi di tutti i medici e gli infermieri che hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione.

  • Cosenza, 19enne morì per un ascesso non curato: condannati cinque medici

    Cosenza, 19enne morì per un ascesso non curato: condannati cinque medici

    «Lo porti a prendere un gelato…non è niente”: è quanto si era sentito dire un 19enne della provincia di Potenza, deceduto il 5 luglio del 2004 per uno shock settico ritenuto diretta conseguenza di un ascesso non curato a un dente. Una vicenda che, a distanza di tutti questi anni, 17 in tutto, ha trovato l’epilogo con la condanna dei cinque medici che lo hanno avuto in cura, del centro odontoiatrico coinvolto e anche dell’azienda sanitaria locale di Cosenza.

    Un risarcimento milionario che, però, sottolineano gli avvocati napoletani Alessandro Milo, Amedeo Di Pietro e Marco Longobardi, legali della famiglia, «non potrà lenire il dolore per la morte di un giovane che si stava affacciando alla vita». Nell’ultima sentenza, risalente alla fine dello scorso mese di maggio, il giudice Gioia del Tribunale di Cosenza ha disposto l’assegnazione delle somme pignorate per risarcire la famiglia del giovane.

    «Dopo ben tre sentenze penali, del Tribunale di Lagonegro, nel 2009, della Corte d’Appello di Potenza, nel 2010, e della Corte Suprema di Cassazione del 2012, e di quella civile, del Tribunale di Lagonegro, passata in giudicato nel 2018 alla fine ci resta la grandissima soddisfazione professionale ed umana per aver dato Giustizia ai genitori, alla sorella, ai nonni, ma soprattutto ad A.D.M., che oggi può riposare in pace», hanno commentato gli avvocati napoletani Milo, Di Pietro e Longobardi, legali della famiglia.
    «La sua vita è stata spezzata dal concorrente illecito operato di ben cinque medici, – ricordano i legali – i quali, hanno dimesso il giovane diverse volte, senza curarlo e causandone il decesso, facendo in modo che in mancanza di cure, negate, una banale patologia, quale un ascesso dentale avesse modo di evolvere, incontrollata, sino ad arrecare addirittura la morte dopo giorni di atroci sofferenze».

    (Ansa)

  • ‘Ndrangheta, Rinascita Scott: Mantella tira in ballo medici degli ospedali di Vibo e Tropea

    ‘Ndrangheta, Rinascita Scott: Mantella tira in ballo medici degli ospedali di Vibo e Tropea

    Andrea Mantella, il pentito che sta deponendo nel maxiprocesso Rinascita Scott, ha tirato in ballo diversi medici degli ospedali di Vibo Valentia e Tropea. Il collaboratore di giustizia, rispondendo alle domande del pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, ha spiegato che, ottenuto un permesso premio per uscire dal carcere, grazie alla complicità di alcuni medici dell’ospedale di Vibo Valentia avrebbe ottenuto appoggio per non ritornare in carcere attraverso delle false certificazioni mediche.

    “Passavo da reparto a reparto nell’ospedale di Vibo e – ha dichiarato Mantella – facevo quello che volevo. I medici sapevano benissimo chi fossi e che stavo scontando una condanna per omicidio”. Il collaboratore ha quindi chiamato in causa alcuni medici dell’ospedale di Tropea che l’avrebbero aiutato con false certificazioni mediche. Uno dei medici, a detta del collaboratore, era parente dei Piromalli di Gioia Tauro.

  • Vaccinazioni anti-covid, abilitati anche i medici di medicina generale

    Vaccinazioni anti-covid, abilitati anche i medici di medicina generale

    Catanzaro – Questa mattina, nella Cittadella regionale “Jole Santelli” di Catanzaro, è stato firmato il protocollo d’intesa che definisce le modalità per il coinvolgimento dei medici di medicina generale (mmg) calabresi nella campagna di vaccinazione anti Covid-19.

    «Insieme al commissario Longo e a tutte le sigle interessate – dichiara il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì –, abbiamo dato seguito a livello regionale al protocollo firmato, il 21 febbraio scorso, da Governo, Regioni, Province autonome e organizzazioni sindacali della medicina generale. Da questo momento in poi, la campagna vaccinale può avere un’accelerazione decisiva su tutto il territorio calabrese».

    IL PROTOCOLLO D’INTESA
    Nel protocollo si premette che «le parti condividono la necessità che i medici di medicina generale possano contribuire alla campagna vaccinale, manifestando la disponibilità a effettuare le vaccinazioni anti Covid-19, per tutta la popolazione assistita, anche in considerazione del rapporto fiduciario esistente, che permetterà, fra l’altro, una più semplice compilazione del quadro anamnestico e del consenso informato, oltre a una maggiore adesione da parte delle categorie target, con enormi benefici in termini di copertura».
    «Il medico di medicina generale – si aggiunge – potrà scegliere se effettuare la vaccinazione presso il proprio studio o presso le sedi uniche di Aft/Uccp sia a gestione autonoma che pubblica, o altro presidio temporaneo messo a disposizione dall’Asp di riferimento».

    I CENTRI
    «Nel caso di vaccinazioni nei centri vaccinali – è scritto ancora – si esclude ogni responsabilità professionale del mmg che dovesse essere dovuta a carenze organizzative sia di personale che di attrezzature di primo soccorso».
    «Per ogni centro vaccinale – riporta il protocollo – si dispone la figura di un team, costituito da un responsabile designato dal direttore del distretto e da un mmg, che pianifichi la turnazione dei medici, quotidiana e settimanale, in base alla disponibilità dei vaccini, e comunichi agli stessi in tempo utile, ogni eventuale modifica delle sedute vaccinali, garantendo la partecipazione, a rotazione, di tutti coloro che hanno dato la disponibilità e assicurando un carico di almeno 40-50 vaccini/turno per ogni mmg presente nella sede vaccinale, con una media di almeno 10 vaccini/ora».
    «Al fine di garantire quanto più possibile vaccinazioni in prossimità – è scritto ancora –, si auspica l’aggiunta sulla piattaforma regionale di un numero maggiore di centri vaccinali comunali, idonei alla vaccinazione anticovid».

    I PAZIENTI FRAGILI
    «Per i pazienti fragili che dovranno essere vaccinati a domicilio – è specificato – il mmg costituirà la componente medica del team mobile, insieme a un infermiere, e farà riferimento a un centro vaccinale del distretto, il cui personale amministrativo, delegato alla registrazione della vaccinazione nel sistema informativo, provvederà alla registrazione entro la stessa giornata».

  • Lamezia, Piccioni: sistema tracciamento va in tilt per una pec, Asp risolva immediatamente

    Lamezia, Piccioni: sistema tracciamento va in tilt per una pec, Asp risolva immediatamente

    Lamezia Terme – “Inaccettabile quanto sta avvenendo negli ultimi giorni a Lamezia a causa di disservizi del dipartimento prevenzione dell’Asp. Ci è stata segnatala una situazione che, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, ha dell’inverosimile: da domenica mattina, e quindi ormai da 4 giorni, i pediatri di base sono impossibilitati a richiedere i tamponi molecolari per i loro pazienti e gli esiti dei test a causa di ‘problemi’ con la pec del dipartimento”. La denuncia pubblica è di Rosario Piccioni (Lamezia Bene Comune).

    “La stessa incredibile situazione – aggiunge -si verifica per le persone in attesa dell’esito del tampone per tornare alle loro attività lavorative che, in un rimbalzo snervante per chi è già provato dal virus tra Asp e medico di base, si sentono dire che se non si ripristina la Pec non è possibile richiedere il referto dei tamponi.
    Siamo all’assurdo! Nel 2021 e in piena pandemia, l’intero sistema va in tilt per problemi di Pec. Magari perché non è stato rinnovato l’abbonamento e non è stato pagato il canone, azione normale che tantissimi professionisti fanno in automatico da anni. In quale altra parte d’Italia avvengono cose simili? Rendiamoci conto degli impatti di quello che viene fatto passare come un semplice disservizio. Impossibilità di effettuare tamponi per bambini, genitori e insegnanti, impossibilità di conoscerne gli esiti in tempi rapiti, impossibilità di effettuare il tracciamento dei contatti. Significa mandare in tilt l’intero sistema scuola che, con grandi fatiche, è ripartito solo due giorni fa, in una situazione epidemiologica ancora rilevante per la nostra città”- prosegue Rosario Piccioni.

    “Rivolgo un accorato appello alla commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro e ai vertici del dipartimento di prevenzione perché ad horas si risolvano questi inqualificabili disagi che possono avere conseguenze drammatiche per la salute della nostra comunità. Non accettiamo che venga messa in pericolo la salute dei nostri figli e si blocchi la vita dei nostri concittadini per disagi incommentabili e che non dovrebbero esistere in uno Stato civile nel 2021 e soprattutto nel pieno di una pandemia”- conclude l’esponente di Lamezia Bene Comune.

  • Fismu: All’Annunziata di Cosenza in piena emergenza covid parte una grave ‘caccia’ al medico

    Fismu: All’Annunziata di Cosenza in piena emergenza covid parte una grave ‘caccia’ al medico

    Cosenza – Piena emergenza covid a Cosenza, sanità in affanno e aggressioni ai medici al reparto malattie infettive all’Annunziata. Un quadro desolante per la Federazione Sindacale dei Medici Uniti che definisce la situazione, “drammatica per chi è in prima linea, da mesi, nella battaglia permanente per salvare vite umane e non solo contro il Covid19”.
    “Trasciniamo problemi che vengono da lontano – spiega il segretario regionale di Fismu, Claudio Picarelli – ma che nell’ultimo anno, chiaramente, si sono acuiti. Un elenco lungo, a partire dal personale insufficiente, il precariato, i turni lunghissimi, poca sicurezza per gli operatori, e, in questo momento, anche il pronto soccorso senza primario. Tutte criticità che rimangono da mesi inevase, perché le istituzioni pubbliche fanno il ‘muro di gomma’, non dialogano con i medici, e non è un caso che oggi le nostre strutture ospedalieri siano al collasso e i camici bianchi in prima linea costretti ad operare in condizioni inaccettabili. L’azienda sanitaria faccia una inversione di rotta, così non si può andare avanti, dilaga la preoccupazione e la rabbia”.
    “A completare, e aggravare, il quadro – conclude Picarelli – la vergognosa aggressione contro alcuni colleghi al reparto malattie infettive da parte dei familiari di un deceduto. I medici non si toccano, solidarietà ai professionisti vittime della violenza. Ora basta, si mettano in sicurezza le strutture e il personale. Tutelando i medici, si difende il diritto alla salute”.