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	<title>intervista Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2023 09:31:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gratteri da Floris, Ponte sullo Stretto: “Chiedete a Calabresi e Siciliani. Hanno bisogno delle stesse infrastrutture che ha la Lombardia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 09:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[di Martedì]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Floris]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite di Giovanni Floris a “diMartedì”, è chiamato a intervenire sul tema della riforma delle intercettazioni e il suo punto di vista, fermo e deciso, non tarda ad arrivare: “Non è vero che le intercettazioni costano troppo. Ho creato un listino e ho ridotto i costi del 50% con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite di Giovanni Floris a “diMartedì”, è chiamato a intervenire sul tema della riforma delle intercettazioni e il suo punto di vista, fermo e deciso, non tarda ad arrivare: “Non è vero che le intercettazioni costano troppo. Ho creato un listino e ho ridotto i costi del 50% con un sistema che è stato adottato il 15 dicembre anche dal ministero della Giustizia, dopo le procure di Napoli e Milano”.</p>
<p>Ma non è l’unico tema trattato: il conduttore de La 7 ha spaziato dalla riforma della Giustizia fino al tetto al contante chiedendo l’intervento del Procuratore. “L’Europa ha detto di velocizzare i processi non di non farli” &#8211; ha affermato Gratteri – mentre per quanto riguarda il tetto al contante e sulla proposta di portare il tetto a 10mila afferma di essere contrario “meno contante c’è, meno possibilità c’è per piccoli evasori, i mazzettari”.</p>
<p>Occasione ghiotta anche per portare in studio l’affair “Ponte sullo Stretto”: “prima del ponte serve l’elettrificazione delle ferrovie”- dice Gratteri &#8211; per non parlare dell’autostrada Messina-Palermo e la mancanza di autostrada tra Siracusa e Agrigento. “Chiedete a Calabresi e Siciliani. Hanno bisogno delle stesse infrastrutture che ha la Lombardia”.</p>
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		<title>Maltempo: Occhiuto, da quando ci sono io in Calabria tolleranza zero su reati ambientali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maltempo-occhiuto-da-quando-ci-sono-io-in-calabria-tolleranza-zero-su-reati-ambientali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 09:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono molto preoccupato per l’allerta meteo emanata dalla Protezione Civile nella mia Regione. Ci sono Comuni che vedono le strade trasformate in torrenti, ci sono smottamenti, c’è stato un tornado a Crotone. Purtroppo si tratta di fenomeni a cui assistiamo ormai ordinariamente dopo allerta gialla o fenomeni temporaleschi. Questo tema dei cambiamenti climatici, che per tanti [&#8230;]</p>
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<div>“Sono molto preoccupato per l’allerta meteo emanata dalla Protezione Civile nella mia Regione. Ci sono Comuni che vedono le strade trasformate in torrenti, ci sono smottamenti, c’è stato un tornado a Crotone. Purtroppo si tratta di fenomeni a cui assistiamo ormai ordinariamente dopo allerta gialla o fenomeni temporaleschi. Questo tema dei cambiamenti climatici, che per tanti anni abbiamo considerato un fenomeno secondario, quasi un vezzo degli ambientalisti, oggi è invece sotto gli occhi di tutti”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo a “Tg2 Post”, su Rai 2.</div>
<div></div>
<div>“Credo che la nostra epoca stia pagando anche le conseguenze di un consumo del suolo fatto dalle generazioni precedenti, e che oggi espone molta parte della popolazione a gravi rischi. In Calabria ci sono dei fiumi che sono tombati. Il problema è che la natura non sa che quel fiume non c’è più e che al suo posto c’è una strada, e quando piove si trasforma di nuovo in un torrente, in un fiume, trascinando tutto ciò che si trova davanti. Nella mia Regione da un anno a questa parte, da quando io mi sono insediato, c’è tolleranza zero sui reati ambientali, non sono solo quelli relativi all’abusivismo ma anche quelli relativi alla mala depurazione, agli incendi boschivi&#8221;.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Siamo stati per la prima volta la Regione che quest’anno ha avuto meno incendi. La tolleranza zero può arrivare anche fino all’abbattimento delle case abusive. Questo tema della difesa del suolo e della lotta all’abusivismo dovrebbe essere in cima all’agenda politica di tutti i decisori, sia di quelli che partecipano alle scelte del governo nazionale, sia di quelli regionali e comunali. È davvero importante che ci sia una coscienza collettiva che deve riguardare anche i cittadini, spesso autori degli abusi. Si dice che occorrono risorse per fronteggiare il dissesto idrogeologico. Ed è vero. Nella mia Regione io, appena insediato, ho trovato 500 milioni di euro da spendere nelle attività per fronteggiare il dissesto idrogeologico, con una progressione della spesa di circa 9-10 milioni all’anno. L’ho raddoppiata, portandola a 20 milioni nel 2022, ma è comunque pochissimo perché se non c’è una struttura capace di metterle a terra queste risorse non producono gli effetti che invece potrebbero produrre. Presto incontrerò i sindaci per mettere a punto un piano per la difesa del territorio e chiederò loro molta attenzione al presidio. I fenomeni che si sono verificati ad Ischia hanno interessato zone abitate, ma molti dimenticano che nelle Regioni del Sud &#8211; dove ci sono paesi montani nei quali non c’è più l’uomo e dove dunque non c’è la manutenzione del territorio &#8211; questi fenomeni si verificano più assiduamente”, ha sottolineato il presidente Occhiuto.</div>
</div>
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		<title>L&#8217;Alunno Salvatore Francesco Mastroianni intervista l’imprenditore lametino e testimone di giustizia Rocco Mangiardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 04:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Alunno Salvatore Francesco Mastroianni]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Comprensivo Sant’Eufemia]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Mangiardi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mia scuola, l’Istituto Comprensivo di S. Eufemia quest’anno, ha avviato un progetto sulla Legalità, per mezzo del quale abbiamo potuto ascoltare le storie di molte persone vittime di questo fenomeno, che ormai da anni distrugge pezzo per pezzo la Calabria. Queste persone sono uomini e donne che hanno avuto il coraggio di affrontare e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lalunno-salvatore-francesco-mastroianni-intervista-limprenditore-lametino-e-testimone-di-giustizia-rocco-mangiardi/">L&#8217;Alunno Salvatore Francesco Mastroianni intervista l’imprenditore lametino e testimone di giustizia Rocco Mangiardi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La mia scuola, l’<strong>Istituto Comprensivo di S. Eufemia</strong> quest’anno, ha avviato un progetto sulla Legalità, per mezzo del quale abbiamo potuto ascoltare le storie di molte persone <strong>vittime</strong> di questo fenomeno, che ormai da anni distrugge pezzo per pezzo la Calabria. Queste persone sono uomini e donne che hanno avuto il coraggio di affrontare e superare situazioni dalle quali molti non sarebbero stati in grado di uscirne. Queste persone hanno avuto anche il<strong> coraggio di denunciare</strong> quello che gli stava accadendo alle autorità, che le hanno aiutate fino alla risoluzione del problema. Nel territorio Lametino sono successi molti fatti riguardanti l’<strong>Ndrangheta</strong>: omicidi, cronache di lupara bianca, sparatorie, azioni di racket, usura, estorsioni, traffico di droga e armi e controllo dell’affidamento degli appalti pubblici. Di tutte queste vicende quella che mi ha colpito in particolare è la storia dell’<strong>imprenditore lametino Rocco Mangiardi</strong>. Rocco Mangiardi incarna la copertina che fa da sfondo a tutto il progetto: un tentacolo tenta di avvolgere la persona umana, di soffocarla, di ucciderla ma la persona con coraggio reagisce e con grande sforzo spezza quel legame che il tentacolo avrebbe voluto creare.  Difatti il sig. Mangiardi,<strong> testimone di giustizia</strong>, ha spezzato il tentacolo che voleva attirarlo nelle sue spire; con le sue dichiarazioni ha fatto condannare i suoi estorsori, appartenenti alla cosca Giampà</em>. Rocco è figlio di una famiglia calabrese emigrata al Nord e poi tornato a Lamezia Terme. I suoi problemi iniziano ad arrivare quando decide di diventare un piccolo imprenditore. Infatti, una ventina di anni fa, apre un’attività di autoricambi ma si trova subito a dover affrontare la dura realtà del racket e delle estorsioni. Mi ha talmente coinvolto la sua storia che ho voluto incontrarlo nel suo negozio e ne ho approfittato per porgli delle domande riguardanti la sua storia.</p>
<p><strong>Domanda</strong> &#8211; Come si è sentito e che emozioni ha provato durante il faccia a faccia con il boss Giampà?</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
“Non è stata una mattinata facile, lo sai no? Credo che tutti l’ho sanno, perché gli esseri umani non sono coraggiosi il coraggio si trova. Io quella mattina ero molto teso perché dovevo dire esattamente e ricordare tutto quello che sentivo dire dal boss. Perché non c&#8217;erano le microspie quel giorno perché non le hanno potute mettere perché avevano delle videocamere intorno lì a quella abitazione, che adesso è confiscata ed è di tutti i cittadini. Ero anche molto teso perché avevo di fronte quattro persone che io avevo denunciato, tra i quali il boss Pasquale Giampà che mi ha portato molta tensione e paura. Quella mattina ero nervoso quando sono entrato, fin quando sono stato lì a parlare con loro, però quando sono uscito ero la persona più calma e serena del mondo perché mi sentivo un uomo libero”.</p>
<p><strong>Domanda</strong> &#8211; Nel momento in cui lei ha deciso di non piegarsi alla ‘Ndrangheta si è assunto una responsabilità di pericolo per lei e la sua famiglia. Cosa ha provato nel momento in cui ha messo in pericolo la vita dei suoi figli? I suoi figli l’hanno mai rimproverato per questo?</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
“Guarda quando si fanno queste scelte forti bisogna considerare anche i propri figli. Fermo restando che prima di fare questa bella scelta forte la sera non vedevo l&#8217;ora, quando sono venuti a chiedermi i soldi, di andare a casa e parlare con i miei figli. I miei figli, dopo che io ho raccontato loro tutto, mi hanno guardato negli occhi come a dirmi: “Guai a te, se ti arrendi e paghi”. Quindi la mia famiglia era dalla mia parte e quindi mi ha dato anche lei sicurezza e forza per andare a denunciare. Nel corso degli anni è successo qualcosa che mi ha fatto preoccupare, quando è arrivato il momento della mia testimonianza che io sono andato a testimoniare, nei giorni successivi è successo che venivano tutte le personalità, i ministri e viceministri e venuto anche il Presidente Napolitano che mi ha voluto conoscere. Poi è successo che da quel giorno i giornalisti continuavano a fare la stessa domanda: “Non hai paura che accada qualcosa ai tuoi figli?” sempre a tamburo questa domanda. Giustamente da padre poi ho iniziato a mettermi in testa che i miei figli erano in pericolo ed è successo che una mattina non riuscivo a dormire e i miei figli si sono accorti che io ero preoccupato per loro e poi mi hanno circondato e mi hanno detto: “Devi smetterla di preoccuparti per noi, perché la scelta che hai fatto l&#8217;hai fatta anche per noi e quindi un po’ di rischio lo dobbiamo mettere anche noi”. Perché il rischio ce l’ho dobbiamo mettere tutti se vogliamo cambiare le cose, padri e figli, senza rischiare le nostre vite per niente, adesso è possibile. Io pensavo ad un testimone del quale sto parlando da tanto che secondo me è un vero testimone di giustizia puro, ovvero Pietro Nava. Lui è un testimone puro perché non era calabrese e si è ritrovato quella mattina questa macchina che lo ha sorpassato ed è successo che i passeggeri del veicolo hanno iniziato a sparare e hanno ucciso il magistrato Rosario Livatino. A Pietro Nava non interessava quello, poteva benissimo andarsene via perché non avevano chiesto i soldi a lui come hanno fatto a me, perché io sono stato toccato direttamente e quindi mi sono difeso. Lui poteva andarsene via, ma non si è voltato dall&#8217;altra parte, alla prima curva si è fermato e ha telefonato la polizia e ha detto per filo e per segno come erano vestiti gli assassini e cosa hanno fatto. Anche se non è riuscito a salvargli la vita a Rosario Livatino, gli ha reso giustizia con la sua testimonianza. In quel periodo degli anni 90, quando è successo il fatto di Pietro Nava, erano periodi in cui non si potevano fare queste cose perché non c&#8217;era l&#8217;attenzione delle associazioni, erano proprio soli. E’ sono queste vittime Falcone, Borsellino, Nava che hanno fatto sì che reagissero le coscienze dei cittadini e quindi hanno fatto in modo che la Legge si interessasse un po&#8217; di più alla mafia”.</p>
<p><strong>Domanda &#8211; </strong>Nella società civile e imprenditoriale c’è stato qualcuno che le ha detto: “Rocco ma chi te l’ha fatto fare?”  “Non potevi pagare?”</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
“In faccia non me l&#8217;ha detto nessuno, però ogni tanto me lo fa pensare qualche mio collega commerciante perché in quel momento storico non ero solo io a dover denunciare, perché il boss Giampà in quell&#8217;incontro mi ha detto che: “In via del Progresso pagano tutti dalla A alla Z” quindi non ero solo io. Avevamo cercato di creare un insieme di commercianti in quel periodo quando sono venuti a chiedermi questa estorsione. Insieme a questi commercianti eravamo 25-30 persone, tutti noi avevamo a che fare con la cosca Giampà che veniva a chiederci i soldi. Molti pagavano da anni, io avrei dovuto iniziare a pagare secondo loro e quindi ci eravamo riuniti, dal momento che gli estortori avevano lo stesso nome della banda Giampà, per fare una denuncia collettiva. Purtroppo da quella stanza dove abbiamo fatto quella riunione siamo usciti senza nulla di fatto perché nessuno ha voluto firmare questa denuncia collettiva. Questo è anche il motivo per cui io sono con la scorta. Perché se avessimo fatto tutti quella denuncia, non avrebbero dato la scorta a tutti e non avremmo rischiato nessuno perché non potevano far del male a 25-30 persone. Quella è la forza, cioè essere insieme e denunciare. Quindi mi sono ritrovato a firmare ed andare a denunciare da solo, perché quella era la mia volontà e quella volontà che educandola in un certo modo avevano anche i miei figli. Mi hanno fatto arrabbiare quando alla luce, poi al processo, questi commercianti sono stati coinvolti in questo fatto, una volta che ci sono stati i pentiti dopo che io testimoniai, tra i quali un ragazzo che è cresciuto in quelle famiglie ed è diventato un killer, mi ascoltò quel giorno in tribunale e fece i nomi dei commercianti che erano stati estorti da lui. Ed erano proprio quelli che avevo incontrato in quelle riunioni. Ebbene questi qua anziché pensare e dire: “Ma io lo devo dire perché è vero, perché tanto è il boss che lo dice, non lo dico io, è il boss”. Hanno negato tutto, questa è una disonestà per i loro figli per i loro nipoti perché era il momento giusto, non rischiavano niente in quel momento tanto: “Tanto è il boss che dice io pago, quindi che mi costa dire di sì?”. Questa è stata la cosa che mi ha fatto un po’ arrabbiare. Puntualmente chiamavano i giornalisti e facevano rispondere al loro avvocato: “Il mio cliente non c&#8217;entra niente!”. Qualcuno dei commercianti è stato condannato a due anni di carcere per falsa testimonianza. Poi ci sono i segnali belli forti come quelli dei ragazzi del forno del pane. Quello è stato un episodio bellissimo”.</p>
<p><strong>Domanda &#8211; </strong>Lei che consiglio sulla legalità vorrebbe dare ai giovani?</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
Io ai ragazzi gli do sempre un monito, cioè di arrabbiarsi con i genitori, con gli zii, con i parenti quando dicono che il mondo lo dovete cambiare voi. Perché non è giusto, perché se il mondo è brutto così è perché noi non abbiamo fatto niente per farvi trovare qualcosa di bello. Perché non abbiamo fatto le rivoluzioni necessarie e quando vi dicono così o vi sentite dire che i nostri ragazzi se ne devono andare, non c&#8217;è lavoro, se ne devono andare via, fuori, a lavorare fuori arrabbiatevi perché se voi ve ne andate fuori e perché noi non abbiamo fatto niente per farvi restare. Io chiudo sempre così, se io avessi detto ai miei figli: “Guarda pago Giampà, tanto il futuro lo cambiate voi” cosa avrei fatto? Niente. Avrei peggiorato le loro cose e invece guardandoci negli occhi ho detto: “Figlia mia, io i mafiosi non li pago e se mai sarà possibile il futuro lo cambieremo insieme”.</p>
<p><em><strong>CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI</strong></em><br />
Durante questo progetto scolastico ho imparato tante cose. Ho imparato a conoscere un fenomeno riguardante il territorio in cui vivo e di cui non avevo considerazione. Conoscendolo ho capito in che modo agisce e cosa fa dei giovani e delle persone in generale. Ho capito che intraprendere la strada della mafia è una scelta che distrugge, da tutti i punti di vista, la vita di chi ne fa parte. La distrugge, per esempio, dal punto di vista delle relazioni sociali, perché chi diventa mafioso viene allontanato da tutti e nessuno vuole averne a che fare. La mafia, ovviamente, distrugge la reputazione di una persona facendole avere la fedina penale sporca. Durante questo progetto ho apprezzato molto ascoltare la vita e le storie dei vari relatori che sono venuti a farci visita. Le storie erano di tutti i tipi: alcune intriganti, alcune misteriose, alcune hanno espresso forza e coraggio. Ma tutte queste storie hanno una cosa in comune: l’orrore, la crudeltà, la paura, la tristezza, l’angoscia. Tutti questi fatti e aggettivi sulla ’Ndrangheta ci fanno sorgere a tutti noi una domanda: “Come è possibile che nel 2022, in un’era così civilizzata e acculturata, ci siano ancora persone, se così si possono definire, che vanno a chiedere il pizzo, che uccidono uomini, donne e bambini e mettono in ginocchio intere società?”. Il mondo, lo sappiamo tutti, che non è rose e fiori e che in giro le persone cattive ci sono, ma in questo caso la mafia ha battuto ogni record sia come cattiveria, sia come crudeltà e la pietà è un aggettivo che non sta nel loro vocabolario. Per ultimo, e a conclusione di questo interessante progetto ho imparato una cosa molto importante: la cosa importante e sicura che ho capito è che se in futuro dovessi trovarmi in miseria, comunque per nessun motivo chiederei aiuto alla ’Ndrangheta perché la fine che farei sarebbe o in carcere o ancor peggio dentro una cassa da morto. <strong><u>Sempre e comunque bisogna essere uomini liberi.</u></strong></p>
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		<title>Gattuso risponde alle accuse: &#8220;Sono figlio di emigranti, non sono razzista&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gattuso-risponde-alle-accuse-sono-figlio-di-emigranti-non-sono-razzista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 10:26:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accuse di razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Gattuso]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una lunga intervista al Corriere della Sera, Gennaro Gattuso ha respinto le accuse degli ultimi giorni nei suoi confronti. Alcuni tifosi del Valencia, infatti, sulla falsa riga di ciò che avevano fatto la scorsa stagione i tifosi del Totthenam, si sono opposti al possibile approdo del tecnico calabrese sulla panchina della loro squadra del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una lunga intervista al Corriere della Sera, Gennaro Gattuso ha respinto le accuse degli ultimi giorni nei suoi confronti. Alcuni tifosi del Valencia, infatti, sulla falsa riga di ciò che avevano fatto la scorsa stagione i tifosi del Totthenam, si sono opposti al possibile approdo del tecnico calabrese sulla panchina della loro squadra del cuore, etichettandolo come un uomo omofobo e razzista.</p>
<p>Alle accuse, risponde così:<em> &#8220;Sono molto diverso da come vengo descritto da dodici mesi a questa parte. Si prendono dichiarazioni di anni diversi, le si isola dal contesto e si imbastiscono processi con l’obiettivo di delegittimare una persona, una vita. I tribunali sono cose serie: qualcuno accusa, qualcuno difende, qualcuno giudica. Qui il patibolo tecnologico si abbatte e definisce sentenze senza possibilità di appello. Io non sono un tipo da social. Se mi chiamano Ringhio, ci sarà un motivo. Non vado a caccia di facili consensi, non faccio il simpatico a comando. Sono uno che lavora, che ha sempre lavorato, che ha faticato tanto e che è grato alla vita per quello che gli ha dato. <strong>Quando sento dire che sono razzista mi sembra di impazzire.</strong> Nessuna persona, mai, può essere giudicata per il colore della pelle. Conosco tanti con la pelle bianca che non si comportano bene. <strong>Il razzismo va combattuto, sempre. Ho allenato decine di giocatori che avevano la pelle diversa dalla mia, nel mio ristorante ne lavorano tre, ho avuto compagni di squadra ai quali ho voluto bene. Per me non conta il colore della pelle, conta la persona. La sua onestà, la sua lealtà&#8221;</strong></em>.</p>
<p>È la prima volta che parla da molto tempo. Lo fa senza rabbia, con tristezza e, soprattutto, con la sorpresa di vedersi descritto in maniera così negativa e come non è.<em> &#8220;Nasco in un paese di pescatori, <strong>Corigliano Calabro</strong>. I miei erano falegnami. Io ho lasciato casa </em>&#8211; dice il mister &#8211; <em>a dodici anni per fare quello che mi piaceva e che sentivo di saper fare: giocare al calcio. Sono andato a Perugia, da solo. Ho patito tanto, ma in silenzio. Ero piccolo però sapevo che la scelta era quella giusta. Mio padre ha avuto grande coraggio e tanta fiducia in me. Per questo l’ho sempre amato tanto. Mia madre ha pianto molto e mi dispiaceva. Ho vestito più di settanta volte la maglia della nazionale. Ogni volta che sentivo l’inno di Mameli, anche prima della finale di Berlino, pensavo a quando lei mi urlava di tornare a casa perché stavo, bambino, a giocare sulla spiaggia per otto o dieci ore. <strong>Mio padre è andato a lavorare in Germania per un anno e mezzo. Un quarto della mia famiglia</strong></em> &#8211; conclude &#8211;<em><strong> è sparso nel mondo, tutti sono andati a cercare quella fortuna che la Calabria non gli aveva concesso. Come diavolo potrei essere razzista?</strong>&#8220;</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gattuso-risponde-alle-accuse-sono-figlio-di-emigranti-non-sono-razzista/">Gattuso risponde alle accuse: &#8220;Sono figlio di emigranti, non sono razzista&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Ho mostrato quello che era effettivamente Luigi&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ho-mostrato-quello-che-era-effettivamente-luigi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 08:35:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Amici 2022]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Strangis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri sera è andata in onda l&#8217;ultima puntata di Amici 2022. A trionfare il calabrese Luigi Strangis, che ha avuto la meglio nel ballottaggio finale, addirittura con il 76% dei voti in suo favore, con il ballerino Michele. Oltre alla gloria, il lametino si è portato a casa anche un montepremi in denaro dal valore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera è andata in onda l&#8217;ultima puntata di Amici 2022. A trionfare il calabrese<strong> Luigi Strangis</strong>, che ha avuto la meglio nel ballottaggio finale, addirittura con il 76% dei voti in suo favore, con il ballerino Michele. Oltre alla gloria, il lametino si è portato a casa anche un montepremi in denaro dal valore di <strong>150.000. euro</strong>.</p>
<p>Inoltre, ha ricevuto il premio Radio, assegnato da Radio Zeta, RTL 102,5, Radio 105 e RDS, grazie al quale, <strong>avrà la possibilità di esibirsi (il 9 Giugno) dal vivo a Roma all’Auditorium Parco della Musica sul palco del festival “Future hits live 2022” con, tra gli altri, Mahmood e Blanco, Coez, Rkomi, Achille Lauro ed Elodie. </strong></p>
<p>Al termine della puntata, Luigi ha rilasciato una breve dichiarazione ai microfoni di<em> Wittytv</em>:<em>&#8221; L’ultima giornata è stata in realtà tranquilla ma con un po’ d’ansia, un po’ di tensione ma è giusto, serviva un po’ di carica per affrontare al meglio la finale. Il giorno dei casting è stato particolare perché sono arrivato qui, sono arrivato a cantare e non avevo neanche voce quasi. Ho mostrato quello che era effettivamente Luigi. Questo percorso non me lo immaginavo così ma ce l’ho messa davvero tutta, ho lavorato tanto, ho studiato tanto, ho imparato tanto e sento che tutto questo è stato ripagato. Domani </em>-conclude-<em> si continua a fare quello che ho fatto fino ad ora, quindi si continua a lavorare. Il 3 giugno esce il mio EP che si chiama <strong>Strangis</strong>, vi invito ad ascoltarlo.&#8221;</em></p>
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		<title>&#8220;Lametos&#8221; il nuovo limoncello tutto Calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lametos-il-nuovo-limoncello-tutto-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 09:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lametos]]></category>
		<category><![CDATA[limoncello]]></category>
		<category><![CDATA[teresa torcasio]]></category>
		<category><![CDATA[vanessa primerano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;idea di due giovani donne calabresi, nasce un nuovo liquore: il limoncello &#8220;Lametos&#8221;. Per l&#8217;occasione abbiamo deciso di intervistare una delle due ideatrici. Ci racconti chi siete, quanti anni avete e cosa fate nella vita? &#60;&#60;Noi siamo Teresa Torcasio, 31 anni Lametina e io, Vanessa Primerano, 27 anni e vengo dalla provincia di Vibo Valentia. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;idea di due giovani donne calabresi, nasce un nuovo liquore: il limoncello &#8220;Lametos&#8221;. Per l&#8217;occasione abbiamo deciso di intervistare una delle due ideatrici.</p>
<p><em><strong>Ci racconti chi siete, quanti anni avete e cosa fate nella vita? </strong></em></p>
<p><em>&lt;&lt;Noi siamo Teresa Torcasio, 31 anni Lametina e io, Vanessa Primerano, 27 anni e vengo dalla provincia di Vibo Valentia. Da ormai 2 anni per svariati motivi legati anche all&#8217;emergenza Covid siamo disoccupate, con esperienza nel settore della ristorazione alle spalle. Abbiamo infatti chiuso proprio 2 anni fa il mio ristorante sito a Cosenza dove Teresa era entrata a far parte poco dopo di me nella gestione. Antecedente a tutto ciò ,sempre molte esperienze nel settore un po&#8217; ovunque in Calabria.&gt;&gt;</em></p>
<p><em><strong>Come si è passati dalla ristorazione all&#8217;ideazione di un liquore? Com&#8217;è nata questa idea?</strong></em></p>
<p><em>&lt;&lt;La ristorazione ci ha quasi costrette a lasciarla. Poiché i tempi duri non ci hanno consentito di continuare il nostro percorso e ne siamo amareggiate. Il nostro progetto era diverso, ovvero già da un po&#8217; avevamo pensato ad un nuovo locale a Lamezia ma, ogni talvolta che facevamo un passo, qualcosa ci impediva di proseguire, come le molte emergenze Covid con chiusure e lockdown vari. Questo ci ha spesso rovinato le aspettative. Fin quando un giorno, dopo aver prodotto la nostra annuale produzione casalinga di limoncello, l&#8217;idea di creare qualcosa di nuovo e diverso dalle nostre esperienze ci ha spinte a provare una ricetta nuova, personale, stravagante, che desse valore alla Calabria, ad un frutto molto sminuito da quando le essenze artificiali hanno preso larga pianta e qualcosa che esaltasse anche l&#8217;imprenditoria femminile, che subisce spesso discriminazione e non viene valorizzata al punto giusto. Da lì abbiamo investigato nel settore, facendo giri, tappe, studiando il mondo della distillazione e confrontandoci con pezzi forti dell&#8217;ambiente, uno di questi la distilleria Pirozzi, nostra casa produttrice ufficiale. Abbiamo distribuito i nostri campioni, fatto assaggiare a chi di competenza e cercato di correggere eventuali punti, senza mai tralasciare la nostra formula originale e senza aggiunte estranee, ma solo accorgimenti. Da qui nasce la concretizzazione del progetto. Utilizzando esclusivamente prodotti calabresi (i nostri limoni vengono, infatti, dal territorio circostante, da mani esperte e contadini che non alterano i loro frutti e piantagioni con nulla di artificiale). Abbiamo optato di mantenere artigianale il prodotto, iniziando dall&#8217;etichetta, disegnata a mano da un&#8217;artista giovanissima. Il nome, invece, è un tributo alla terra nativa di Teresa e poiché legate alla storia della Calabria.&gt;&gt;</em></p>
<p><em><strong>Anche l&#8217;artista che ha disegnato l&#8217;etichetta è Calabrese?</strong></em></p>
<p><em>&lt;&lt;Si, una giovanissima nostra cara amica, studente dell&#8217;istituto artistico di Vibo Valentia.&gt;&gt;</em></p>
<p><em><strong>C</strong><strong><em>he </em>riscontro sta avendo il liquore sul mercato?</strong></em></p>
<p><em>&lt;&lt;Il prodotto sta ricevendo svariate valutazioni. Trattandosi di un liquore prettamente artigianale viene compreso e valorizzato da gente che come noi esige di valorizzare la Calabria. È per questo che abbiamo deciso di diffonderlo molto largamente nella regione in modo da mantenere l&#8217;esclusiva e alzare il concetto di artigianalità. Le richieste aumentano e il nostro augurio è quello di farci conoscere sempre di più, mantenendo la promessa ferrea di non alterare il sapore passando a prodotti artificiali, ma di mandare avanti l&#8217;orgoglio Calabrese nel mondo, si spera.&gt;&gt;</em></p>
<p><em><strong>C&#8217;è in cantiere qualche altro progetto per il futuro?</strong></em></p>
<p><em>&lt;&lt;Si. Sicuramente punteremo a valorizzare tutti gli agrumi calabresi. In pentola bolle già una nuova ricetta che prevede protagonisti importanti. Probabilmente per il futuro ci aspettiamo un intera linea, con pochi componenti (magari tre tipologie) e raggiungere un amaro diverso dal solito giro.&gt;&gt;</em></p>
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		<title>Il boss Giuseppe Piromalli: &#8220;per me la ‘Ndrangheta è un rispetto&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-boss-giuseppe-piromalli-per-me-la-ndrangheta-e-un-rispetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 10:13:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[boss]]></category>
		<category><![CDATA[gioia tauro]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe piromalli]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il boss di Gioia Tauro Giuseppe Piromalli, detto “Facciazza”, ha rilasciato una lunga intervista alle telecamere di Studio Aperto Mag. In un passaggio del colloquio, il capo ‘Ndrangheta ha dichiarato: «Per me la ‘Ndrangheta è un rispetto: se lei entra nel suo sistema giornalistico, lei senz’altro avrà rispetto perché avrà 30 anni in più rispetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il boss di Gioia Tauro<strong> Giuseppe Piromalli</strong>, detto “Facciazza”, ha rilasciato una lunga intervista alle telecamere di <em>Studio Aperto Mag</em>. In un passaggio del colloquio, il capo ‘Ndrangheta ha dichiarato: «<strong>Per me la ‘Ndrangheta è un rispetto</strong>: se lei entra nel suo sistema giornalistico, lei senz’altro avrà rispetto perché avrà 30 anni in più rispetto a chi arriva dopo; rispetto vuol dire essere una persona, noi la definiamo educata, mentre voi lo definite rispetto, rispetto come se fosse qualcosa di prepotente, di imponenza, non è questo. È una cultura».</p>
<p>In un altro passaggio dell&#8217;intervista, <strong>Giuseppe Piromalli</strong> ha anche dichiarato: <em>«Abbiamo votato per tutti, destra e centrosinistra. C’era l’elezione, qualcuno diceva ‘a chi appoggiamo, a tizio caio e sempronio, quello mi sembra più meritevole’. Abbiamo sempre appoggiato tutti. Non li abbiamo fatti vincere, li abbiamo solo appoggiati e siamo stati penalizzati, non porta bene</em>».</p>
<p>Alla domanda sulla responsabilità del figlio Antonio indagato e condannato a Milano per associazione mafiosa, il boss ai microfoni di <em>Studio Aperto Mag</em> ha risposto: «C’è qualcuno che può dire ‘Antonio mi ha tolto un capello, mi ha minacciato’? Nessuno. Non è vero che era il capo controllore dell’Ortomercato di Milano. Antonio mandava olio in America, se qua non c’era la possibilità… Questo discorso dell’olio è solo che il venditore in America voleva una certa etichetta, Antonio gli disse ’tu mi paghi, io te la faccio’. L’unico errore che ha fatto Antonio sa qual è? Che è stato in Italia».</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: confessione shock a France 24 di Nicola Gratteri in un esclusivo dossier Tv</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-confessione-shock-a-france-24-di-nicola-gratteri-in-un-esclusivo-dossier-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 18:48:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[condannato]]></category>
		<category><![CDATA[figlio]]></category>
		<category><![CDATA[France 24]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esplosivo inedito ed esclusivo dossier della TV di Francia su Nicola Gratteri e sul maxi processo messo da lui in piedi contro le cosche più agguerrite della mafia calabrese. Ne viene fuori un dossier senza veli e senza reticenze istituzionali in cui per la prima volta il giudice Nicola Gratteri racconta davanti ad una telecamera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Esplosivo inedito ed esclusivo dossier della TV di Francia su Nicola Gratteri e sul maxi processo messo da lui in piedi contro le cosche più agguerrite della mafia calabrese. Ne viene fuori un dossier senza veli e senza reticenze istituzionali in cui per la prima volta il giudice Nicola Gratteri racconta davanti ad una telecamera dell’attentato che la ’ndrangheta aveva organizzato e stava mettendo in atto per uccidere uno dei suoi figli, il più piccolo.</p>
<p>È la prima volta che France 24, una delle più importanti e influenti reti televisive francesi dedica uno dei suoi speciali più importanti alla giustizia italiana, ma più che alla giustizia italiana alla figura e al ruolo storico di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica a Catanzaro, magistrato nel mirino della grande criminalità organizzata di mezzo mondo e protagonista assoluto di un processo contro la ’Ndrangheta che la televisione francese definisce senza perifrasi e nessuna mediazione possibile il “Processo per la storia”.</p>
<p>Uno speciale della durata di 17 minuti primi anticipato e “lanciato” dagli studi centrali di France 24, e interamente girato sul campo, tra Catanzaro, Lamezia Terme, Vibo Valentia, la Piana di Gioia Tauro e la Locride, dove ogni sera il magistrato torna a dormire a casa sua.<br />
Uno speciale che è il racconto fedelissimo della giornata tipo di questo magistrato italiano che ormai vive blindato da un’intera esistenza, e che per la prima volta accetta di raccontare quello che è stato il momento peggiore di tutta la sua vita, il giorno in cui i suoi uomini, che sono i migliori segugi d’Europa, hanno scoperto che le cosche mafiose più agguerrite del reggino avevano deciso di uccidere suo figlio, simulando un incidente stradale nel corso del quale il ragazzo sarebbe dovuto morire sul colpo.<br />
Lo speciale di France 24, che paragona la storia e la mission di Nicola Gratteri a quella di Paolo Borsellino, fa vedere per la prima volta in esclusiva mondiale lo studio privato del magistrato, nel cuore del palazzo della Procura della Repubblica di Catanzaro, a lavoro al suo computer personale, e avvolto da centinaia di crest militari alle pareti, collezionati e raccolti in ogni parte del mondo e nelle caserme più impensabili del pianeta, là dove Nicola Gratteri in tutti questi anni si è ritrovato a passare e a operare.</p>
<p>Perno centrale del reportage della televisione di Francia è il processo “Rinascita Scott” che Nicola Gratteri ha messo in piedi nell’aula bunker di Lamezia Terme, “qui ci sono mille posti a sedere”, e dove, secondo le previsioni dei cronisti più accreditati del settore verrà finalmente una volta per tutte sancita una condanna esemplare per i boss della mafia calabrese che ormai è diventata, racconta lo stesso Nicola Gratteri agli inviati della televisione francese, la più aggressiva famiglia criminale di tutto il mondo, con ramificazioni potenza di fuoco e capacità di condizionamento pari ormai solo alle grande holding dei narcos boliviani. Il che vuol dire, un “Caso di criminalità non più e non solo locale, peggio ancora non esclusivamente calabrese, ma assolutamente sovranazionale e intercontinentale”.<br />
Lo speciale di France 24 è firmato in testa da uno dei conduttori francesi più amati e più seguiti dal pubblico francese, Antoine Cormery, e in collegamento da Roma da una delle giornaliste più amate di France 24, Louise Malnoy, Corrispondente di France 24 dall’Italia. (giornalistitalia.it)</p>
<p><em>Pino Nano<br />
(giornalistitalia.it)</em></p>
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		<item>
		<title>Gratteri da Lilli Gruber: &#8220;Ognuno è libero di fare ciò che vuole fino a quando non mette a rischio la libertà della collettività&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gratteri-da-lilli-gruber-ognuno-e-libero-di-fare-cio-che-vuole-fino-a-quando-non-mette-a-rischio-la-liberta-della-collettivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 09:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[8 e mezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lilli gruber]]></category>
		<category><![CDATA[no vax]]></category>
		<category><![CDATA[riforma della giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervistato da Lilli Gruber nella trasmissione &#8220;Otto e mezzo&#8221; su La7 ha espresso la sua analisi sui No Vax e riforma della giustizia: &#8220;Penso che la linea soft adottata dalla Lamorgese sulle manifestazioni no vax porterà a strumentalizzazioni e infiltrazioni. Io, ad esempio, avrei impedito di toccare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Procuratore della Repubblica di<strong> Catanzaro</strong>,<strong> Nicola Gratteri</strong>, intervistato da Lilli Gruber nella trasmissione &#8220;Otto e mezzo&#8221; su La7 ha espresso la sua analisi sui<strong> No Vax</strong> e <strong>riforma della giustizia</strong>:</p>
<p>&#8220;<em>Penso che la linea soft adottata dalla Lamorgese sulle<strong> manifestazioni no vax</strong> porterà a strumentalizzazioni e infiltrazioni. Io, ad esempio, <strong>avrei impedito di toccare un simbolo come la Cgil</strong>, anche mettendo in conto duecento feriti. Ma costi quel che costi, tu lì non arrivi perché altrimenti poi i gesti di violenza vengono mitizzati</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ognuno è libero di fare ciò che vuole fino a quando non mette a rischio la libertà della collettività. È provato scientificamente che<strong> il 90% dei ricoverati sono no vax</strong>. Il Governo è in ritardo. Doveva essere presa una <strong>decisione più dura</strong> già in estate, <strong>impedendo a chi non é vaccinato di andare a lavoro</strong> o di accedere ad un ufficio pubblico. E io sarei anche dell&#8217;idea di fargli pagare le spese mediche nel caso si ammalassero perché non puoi mettere in pericolo la vita della collettività</em>&#8220;. &#8220;<em>Bisogna essere seri. I provvedimenti</em> &#8211; ha aggiunto &#8211;<em> dovevano essere presi a monte, prima dell&#8217;estate, quando si sapeva che in autunno sarebbero aumentati i contagi. <strong>Così ci troveremo chiusi a Natale</strong></em>&#8220;.</p>
<p>E sulle dichiarazioni della Ministra Cartabia ha ribadito:</p>
<p>&#8220;<em>Sono <strong>ancora più preoccupato</strong> dopo avere sentito la dichiarazione della Ministra Cartabia sulla sua <strong>riforma della giustizia</strong>. Mi chiedo come si possa pensare che sia &#8216;la madre di tutte le riforme&#8217; un provvedimento che non farà altro che rallentare i tempi del processo e impedire, ghigliottinare, il 50% dei processi di criminalità comune, criminalità economica e della pubblica amministrazione</em>&#8220;. Ha dichiarato Gratteri. &#8220;<em>E mi chiedo</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>cosa c&#8217;entri il numero di impiegati della macchina della giustizia con la farraginosità del sistema. Tutte le riforme della Giustizia che si sono succedute finora andavano bene, meno che questa</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em><strong>La Cartabia forse potrebbe essere un buon Capo dello Stato</strong>. Farebbe meglio sicuramente rispetto a quanto sta facendo come Ministro della Giustizia</em>&#8220;.</p>
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		<item>
		<title>Gratteri al TG2: “&#8217;Ndrangheta e massoneria deviata sempre più vicine”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gratteri-al-tg2-ndrangheta-e-massoneria-deviata-sempre-piu-vicine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 10:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[tg2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri intervistato dall&#8217;inviato del Tg2 afferma: &#8220;Il confine tra &#8216;ndrangheta e massoneria deviata è sempre più promiscuo, sempre più spesso accade che un soggetto attenzionato dalle forze dell&#8217;ordine risulti essere sia &#8216;ndranghetista che massone deviato». Alle recenti critiche che il Procuratore ha ricevuto per l&#8217;intesa attività del suo team e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gratteri-al-tg2-ndrangheta-e-massoneria-deviata-sempre-piu-vicine/">Gratteri al TG2: “&#8217;Ndrangheta e massoneria deviata sempre più vicine”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Procuratore di Catanzaro<strong> Nicola Gratteri intervistato dall&#8217;inviato del Tg2</strong> afferma: &#8220;Il confine tra &#8216;ndrangheta e massoneria deviata è sempre più promiscuo, sempre più spesso accade che un soggetto attenzionato dalle forze dell&#8217;ordine risulti essere sia &#8216;ndranghetista che massone deviato».</p>
<p>Alle recenti critiche che il Procuratore ha ricevuto per l&#8217;intesa attività del suo team e le operazioni antimafia condotte, Gratteri risponde: &#8220;<strong>La critica vuol dire che stiamo facendo bene</strong>, vuol dire che stiamo incidendo su quello che è il grumo &#8216;ndrangheta-massoneria deviata&#8217;. La &#8216;ndrangheta si evolve, ormai non è solo più tesa a gestire il monopolio dei traffici di droga e le ultime indagini, come Petrolmafie, lo raccontano. Per esempio, l&#8217;ultima indagine che abbiamo fatto, con altre tre procure d&#8217;Italia &#8211; afferma il procuratore &#8211; è quella sui petroli. La &#8216;ndrangheta ha dimostrato di avere contatti con un emissario del Kazakistan che è venuto a Vibo Valentia e ha partecipato a una riunione per discutere come fare arrivare il petrolio nel porto di Vibo Valentia, come smaltirlo e lavorarlo&#8221;.</p>
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